Terra anticamente abitata da popoli nomadi dediti alla pesca e alla caccia, la Lettonia fu colonizzata dai Livoni, popolo di ceppo ugrofinnico, ai quali si aggiunsero i Lettoni, una popolazione indoeuropea. I Cavalieri portaspada iniziarono la conversione delle popolazioni locali al cristianesimo agli inizi del XIII secolo. La Confederazione della Livonia ("Terra Mariana") fu una confederazione di stati che nacque nel 1228 e durò fino al 1560.

La Confederazione polacco-lituana congiunse le province di Letgallia e Livonia a Nord del fiume Daugava nel 1561, mentre le province di Curlandia e Semigallia, furono unite nel Ducato di Curlandia, stato indipendente sotto la sfera d'influenza della Regno di Polonia e Granducato di Lituania. L'Impero svedese nel 1621 conquistò Riga e la provincia di Livonia, perdendole nel 1721, durante le Guerre del Nord, finendo così nella sfera d'influenza dell'Impero russo.

Il 18 novembre 1918, poco dopo la resa della Germania, la Lettonia proclama l'indipendenza. Il 23 agosto 1939 la Germania nazista e l'URSS firmarono il patto Molotov-Ribbentrop, che poneva la Lettonia nella sfera di influenza sovietica. Il 4 maggio 1990 venne emanata una dichiarazione di indipendenza transitoria, che divenne definitiva il 21 agosto 1991, data in cui il Paese riconquistò la propria indipendenza dall'Unione Sovietica. Il 29 marzo 2004 è entrata a far parte anche della NATO.

Preistoria

I proto-Balti furono gli antenati dei popoli Lettoni che vissero sulla costa orientale del Mar Baltico dal III millennio a.C..

All'inizio di questa era, il territorio conosciuto oggi come Lettonia divenne famoso come crocevia di commerci. La famosa "via variago-greca" menzionata in antiche cronache, che si estendeva dalla Scandinavia attraverso il territorio lettone attraverso il fiume Daugava fino all'antica Rus' di Kiev e l'Impero bizantino.

Gli antichi Balti partecipavano attivamente alla rete del commercio. In tutta Europa, le coste lettoni erano conosciute come luoghi pieni d'ambra. Per tutto il Medioevo, l'ambra era in diversi luoghi considerata più preziosa dell'oro, l'ambra lettone era conosciuta già ai tempi dei Romani e prima ancora dai Greci.

Nel X secolo d.C., gli antichi Balti cominciarono a formare dei piccoli regni tribali. Gradualmente, si svilupparono quattro culture tribali baltiche: i Curlandi, i Letgalli, i Selonici ed i Semigalli.

La tribù maggiore era quella dei Letgalli, che era anche la più avanzata dal punto di vista dello sviluppo sociopolitico. Nel XI e XII secolo, i Curlandi diedero vita ad una massiccia campagna di invasioni nel territorio circostante il loro insediamento, depredando e massacrando i popoli vicini.

Sulla costa occidentale del Mar Baltico, vennero conosciuti come Vichinghi Baltici, mentre i Selonici ed i Semigalli divennero prosperi contadini che vivevano in pace gli uni con gli altri.

Medioevo

A causa della sua posizione strategica, il territorio lettone è sempre stato invaso dalle nazioni maggiori che premevano ai suoi confini, e questa perenne situazione ha influito per sempre sulla vita e sul destino del Paese e dei suoi abitanti.

Alla fine del XII secolo, la Lettonia era spesso visitata dai commercianti europei occidentali, che compivano i loro viaggi d'affari navigando sul fiume Daugava, che arrivava fino in Russia. Il passaggio al XIII secolo vide l'arrivo dei primi commercianti tedeschi, cui seguirono ben presto i primi preti cattolici accorsi per convertire i popoli baltici, tuttora pagani, e quelli ugro-finnici, appena giunti in quelle zone.

Tuttavia, i Baltici resistettero alla conversione, ed in virtù di ciò, il papa decise di inviare una crociata per risolvere la questione. Tale crociata, e quelle successive, furono poi chiamata, per distinguerle dalle altre che avvennero in Medio Oriente, crociate del Nord.

Intanto, i tedeschi fondarono Riga nel 1201, e gradualmente divenne la maggiore e più bella città che si affacciasse sul Mar Baltico. Ma l'arrivo dei Cavalieri teutonici pose fine al periodo delle quattro grandi tribù lettoni.

Nel XIII secolo, la Confederazione della Livonia ("Terra Mariana") si sviluppò sotto il protettorato tedesco includendo anche la Lettonia e l'Estonia. Nel 1282, Riga e successivamente Cēsis, Limbaži, Koknese e Valmiera entrarono a far parte dell'Organizzazione Mercantile della Germania Settentrionale, meglio conosciuta come Lega anseatica. Da questo momento, Riga divenne un importante punto di riferimento per il commercio tra Est ed Ovest, pur agganciandosi definitivamente all'Europa occidentale.

Età moderna

La fine del XV secolo fu un periodo di grandi cambiamenti per gli abitanti della Lettonia, che risultarono poi decisivi per la riforma ed il definitivo tracollo della loro nazione. Dopo la prima Guerra del Nord (1558-83), l'odierno territorio lettone era parte integrante dell'Unione Polacco-Lituana. La fede luterana fu accettata nelle regioni di Kurzeme, Zemgale e Vidzeme, mentre quella cattolica restò nella regione di Letgallia, e così sono rimaste fino ai giorni nostri.

Nel XVII secolo, il Ducato di Curlandia, precedentemente parte della Lettonia, conobbe un periodo di boom economico: fondò due colonie – un'isola nell'estuario del fiume Gambia (in Africa) e l'isola di Tobago (nel Mar dei Caraibi). Ancora oggi, l'onomastica di quei luoghi rivela tale colonizzazione.

Nel 1621, durante la guerra dei Trent'Anni (1618-48), Riga fu conquistata dalla Svezia e divenne la più florida e progredita città svedese. Durante questo periodo, Vidzeme fu conosciuta come il “Cestino del Pane Svedese”, poiché forniva, più di tutte le altre città svedesi, le riserve di grano della nazione. Il resto della Lettonia restò sotto controllo polacco, fino alla seconda spartizione di quel regno, avvenuta nel 1793, quando i territori lettoni divennero russi.

La nascita della nazione lettone avvenne sul finire del XVII secolo, quando le varie popolazioni (Curlandi, Latgalli, Selonici, Semigalli ed infine i Livoni (di origine ugro-finnica, e che nella loro lingua si chiamavano lībieši o līvi), si dedicarono finalmente a dare una cultura unificata alla loro nazione – i Lettoni (latvieši), che parlavano una lingua comune chiamata “lingua lettone” (latviešu valoda).

Età contemporanea Governatorati baltici

Nel 1700, esplose la grande guerra del nord, le cui sorti avrebbero deciso quelle del territorio lettone, il cui possesso era rivendicato dall'Impero russo. Il primo obiettivo russo era Riga, ormai una delle più importanti città europee; lo zar Pietro I riuscì prima a conquistare Vidzeme, poi da lì puntò su Riga, che cadde poco dopo. Con la fine della guerra, e la spartizione polacca, tutto il territorio lettone passò alla Russia

La servitù della gleba fu quindi abolita in Curlandia nel 1818 ed a Vidzeme nel 1819. Nel 1849, fu emanata una legge che garantiva una base legalitaria per la creazione di fattorie di proprietà dei piccoli agricoltori. Queste riforme giunsero molto più tardi in Letgallia, dove la servitù della gleba fu abolita solo nel 1861. Le industrie si svilupparono velocemente ed il numero di abitanti aumentò considerevolmente. La Lettonia divenne una delle province più popolate della Russia

Nel XIX secolo, il primo Risveglio Nazionale Lettone cominciò a diffondersi nelle menti degli intellettuali lettoni, nell'arco di un risveglio nazionalistico che attraversò tutta l'Europa di quegli anni. Questa corrente fu supportata prima dai "Giovani Lettoni" (jaunlatvieši) tra il 1850 ed il 1880. Ma questo portò anche ad un primo motivo di contrasto con i Germani Baltici.

Con l'impoverimento delle aree rurali e la crescita dell'urbanizzazione, nacque un movimento di sinistra chiamato Nuova Corrente (jaunā strāva), guidato da Rainis e da Pēteris Stučka, redattori del giornale Dienas Lapa; questo movimento fu subito influenzato dal marxismo e portò alla nascita del Partito Social-Democratico del Lavoro.

La Lettonia del XX secolo attraversò anche una fase di forte scontento popolare che sfociò nella Rivoluzione del 1905.

Indipendenza

L'idea di una Lettonia indipendente cominciò a concretizzarsi agli inizi del 1900, e fu aiutata anche dall'esito della prima guerra mondiale; il territorio lettone fu direttamente coinvolto nella guerra tra Russia e Germania. Il reparto di Fucilieri lettoni (latviešu strēlnieki) è rimasto famosa per il coraggio ed il valore con cui combatterono i tedeschi. Durante la Guerra civile russa (1917-1922), i lettoni combatterono divisi nei due eserciti, ma il grosso dei fucilieri lettoni confluì nei Fucilieri Lettoni Rossi (Latviešu sarkanie strēlnieki), schierati assieme ai Bolscevichi. Nell'autunno del 1919, la divisione rossa lettone partecipò in alcune grandi battaglie contro l'Armata Bianca guidata dal generale russo Anton Denikin ed alla fine della guerra ottennero il più grande riconoscimento militare dell'epoca, la Bandiera Rossa d'Onore di Vtsik.

La Lettonia, comunque, era stata unita nel Ducato Baltico Unito, uno degli stati creati dal trattato di pace con l'Impero russo del 1917, ma durò solo un anno, perché con la sconfitta tedesca, tutti gli stati satelliti creati in territorio russo furono smantellati. Con la firma dei trattati di pace del 1918, dunque, nasce finalmente, la Lettonia indipendente, tanto che ancora oggi la festa per l'indipendenza è proprio lo stesso giorno dei trattati di pace, ossia il 18 novembre. La prima grande potenza che riconobbe l'indipendenza e l'esistenza stessa della Lettonia fu la Repubblica Socialista Sovietica Federata il 20 agosto del 1920, che si impegnava a rispettare la sovranità lettone e ne riconosceva i confini.

Sei mesi dopo, la Lettonia fu riconosciuta anche dagli altri Paesi della comunità internazionale (26 gennaio 1926) ed il 22 settembre di quello stesso anno la Lettonia fu ammessa nella Lega delle Nazioni.

La crisi economica del 1929 che colpì tutto il mondo non risparmiò la giovane nazione baltica, già messa a dura prova dall'inesperienza democratica, ed il 15 maggio 1934, il Primo Ministro Kārlis Ulmanis, uno dei padri dell'indipendenza lettone, attuò un colpo di Stato senza spargimenti di sangue, chiudendo sia il Parlamento (in lettone, Saeima) sia tutti i partiti politici.

Seconda guerra mondiale

Il 23 agosto del 1939, ad una settimana esatta dallo scoppio della seconda guerra mondiale, l'Unione Sovietica e la Germania nazista firmarono il patto Molotov-Ribbentrop che garantiva alla prima libertà d'azione sui paesi baltici (Lettonia, Estonia, Lituania e Finlandia) oltre alla parte orientale della Polonia, mentre ai tedeschi garantiva il non-intervento russo nel conflitto imminente. La prospettiva lettone di una invasione russa si fece dunque sempre più forte e così i tre paesi baltici interessati, firmarono un accordo di reciproco aiuto in caso di invasione.

Ma mentre i tedeschi entravano a Parigi (10 maggio 1940), il ministro degli esteri sovietico Molotov accusò i paesi baltici di cospirare contro l'Unione Sovietica. Il 16 giugno del 1940, l'URSS lanciò un ultimatum ai governi di Lettonia, Lituania ed Estonia, chiedendo lo stazionamento di truppe dell'Armata Rossa nel proprio territorio. La Lettonia si preparò a resistere, ma i Sovietici il giorno prima avevano già occupato prontamente la Lituania; consapevoli che il proprio esercito si trovava al confine orientale, mentre ora i russi premevano da nord, la Lettonia dovette accettare le condizioni dell'ultimatum. I sovietici entrarono il giorno successivo (17 giugno). Un mese dopo si tennero i plebisciti per le annessioni, che furono confermate. Il 5 luglio del 1940, la Lettonia subì l'occupazione sovietica e divenne provincia sovietica.