Biografia Sappiamo che fu allievo di Plutarco ad AteneFozio, Biblioteca, cod. 214, 8., morto in tarda età nel 431. Con ogni probabilità, Ierocle fece ritorno nella sua nativa Alessandria prima di questa data, dove intraprese una brillante carriera come professore di filosofia. In tal caso, probabilmente non conobbe Proclo, giunto ad Atene nel 430/1 per studiare con Plutarco e poi con il suo successore, Siriano. Da alcuni riferimenti sparsi, sembra abbastanza chiaro che Ierocle ebbe una carriera illustre ad Alessandria. Anzi, fu probabilmente il fu il primo scolarca della scuola neoplatonica di Alessandria fino all'arrivo di Ammonio (c. 440 – dopo il 517 d.C.), allievo di Proclo e maestro di Asclepio, Damascio, Filopono e Simplicio. Anzi, proprio Damascio affermaVita di Isidoro, in Fozio, Biblioteca, cod. 242, 54. di Ierocle, scrivendo nel tardo V secolo come di un personaggio già defunto:
Da ciò si deduce che Ierocle dovette vivere almeno fino al 490 circa. Opere Parti sostanziali dei 7 libri del Sulla Provvidenza e del Destino e del Rapporto tra libero arbitrio e governo divino di Ierocle sono conservate da Fozio nella sua BibliotecaCodici 214 e 251.. L'opera - dedicata al suo maestro Olimpiodoro di TebeVissuto all'epoca di Teodosio II; cfr. Fozio, Biblioteca, cod. 80. - contiene anche il tentativo, decisamente di stampo neoplatonico, di Ierocle di inserire il platonismo nella tradizione religiosa greca e la sua provocatoria affermazione di voler integrare (quasi) l'intera tradizione filosofica greca nel platonismo. In particolare, Ierocle era convinto che la filosofia di Aristotele fosse in armonia con il platonismo ed afferma che già Ammonio di Alessandria, maestro di Plotino, insegnava l'armonia tra le due scuole.
I 71 Versi aurei dei Pitagorici, che Ierocle commentò (e questo Commentario è la sua unica opera pervenuta in modo diretto), costituivano una raccolta di testi immensamente popolare, alcune parti dei quali risalgono forse al IV secolo a.C. La loro provenienza e la loro paternità sono sconosciute. I primi due terzi dei versi contengono i precetti morali la cui osservanza costituisce la prima tappa del cammino verso l'immortalità personale. Il restante terzo espone la rivelazione religiosa che attende chi è stato così purificato dal vizio. Il commentario di Ierocle sui versi si estende per circa 150 pagine a stampa. Note
Bibliografia F. W. Köhler, Hieroclis in aureum Pythagoreorum carmen commentarius, Leipzig, Teubner, 1974 ISBN 9783519014102
E. Zeller, La filosofia dei Greci nel suo sviluppo storico, Firenze, La Nuova Italia, 1979 N. Auioulat, Le néo-platonisme alexandrin: Hiéroclès d'Alexandrie, Leiden, Brill 1986 H. S. Schibli, Hierocles of Alexandria, New York, Oxford University Press, 2002 ISBN 0-19-924921-0.
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