La diga di Ridràcoli è una diga ad arco-gravità a doppia curvatura che sbarra il corso del fiume Bidente nei pressi dell'abitato di Ridracoli, a Bagno di Romagna (FC), formando l'omonimo lago artificiale. È una delle dighe più grandi e importanti dell'Emilia-Romagna e dell'Italia settentrionale. Rifornisce d'acqua quasi tutta la Romagna e la Repubblica di San Marino, fungendo anche da bacino idroelettrico.

Per ottenere resistenza meccanica, sfrutta un sistema ibrido tra quello delle dighe ad arco, che scaricano la spinta della massa d'acqua sulle pareti rocciose laterali grazie alla particolare forma a cupola, e quello delle dighe a gravità, più tozze e massicce, che resistono grazie al proprio peso. È alta 103 metri e mezzo, con una larghezza massima di 36 metri alla base; sul camminamento superiore la larghezza è di soli 10 metri. La lunghezza dell'arco è di 432 metri, per un totale di 600 000 metri cubi di calcestruzzo. La struttura si sviluppa in larghezza su 27 conci, posati su un pulvino che segue il profilo della diga, a spessore variabile.> Tra essi è inserito un robusto strato di neoprene nero, per rendere elastico (circa 5 cm di oscillazione) il comportamento dell'opera al variare del contenuto idrico e del peso della massa liquida.

Nella spalla destra della diga si trovano gli impianti per la presa dell'acqua, che viene poi inviata all'acquedotto che alimenta le coste romagnole e alle turbine elettriche. La presa avviene tramite due imbocchi distanti tra loro 50 metri in verticale, per ottimizzare le condizioni di temperatura e torbidità. L'acquedotto della Romagna ha una condotta principale di 33 chilometri, capace di erogare 3000 litri al secondo. È gestito da Romagna Acque S.p.A. e raggiunge 47 comuni tra le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e la Repubblica di San Marino. In tutto, fornisce il servizio idrico a circa un milione di persone.

Storia dell'opera La pianificazione dell'infrastruttura, che avrebbe dato luogo alla diga e al lago artificiale, venne avviata nei primi anni sessanta, mentre la progettazione tecnica risale al 1974. Il luogo di ubicazione dello sbarramento artificiale fu scelto sulla base di un insieme di considerazioni: una zona priva di insediamenti urbani e produttivi che assicurasse la qualità delle acque, una conformazione morfologica con strati impermeabili, un dislivello che permetteva una distribuzione agevole e una posizione grosso modo centrale rispetto ai comuni da servire.

I lavori di consolidamento dei versanti e scavo iniziarono tra il 1976 e il 1979, aprendo mediante esplosivo (oltre 170.000 tonnellate) i versanti della montagna e muovendo 1,1 milioni di metri cubi di roccia arenacea e marnosa. La particolare composizione litologica, friabile e poco stabile, ha richiesto l'applicazione di 543 tiranti di ancoraggio, lunghi 37 metri e aggrappati a bulbi in cemento armato. La costruzione della diga, conclusasi nel 1982, è stata realizzata con materiali inerti a granulometria variabile e calcestruzzo rinforzato con barre metalliche d'acciaio. Il costo iniziale preventivato venne successivamente innalzato a causa della distanza geografica delle fonti di approvvigionamento dei materiali: le sabbie provenivano infatti dalle cave di San Bartolo di Ravenna, la ghiaia dal fiume Marecchia, dal Metauro (Marche) e dal Tevere.

Gli inerti, una volta ripuliti, erano mescolati insieme al cemento nelle giuste proporzioni e controllati elettronicamente, per poi essere lavorati da tre betoniere con capacità di 3 metri cubi l'una. Il getto avveniva tramite benne da 5 metri cubi ciascuna, condotte al punto di scarico mediante due teleferiche che partivano dalla spalla sinistra della diga. La posizione della teleferica poteva essere controllata da un carro mobile sulla spalla destra. Una volta scaricato, il calcestruzzo si assestatava mediante vibrazioni prodotte da quattro vibratori idraulici.

L'insieme delle opere che costituiscono oggi l'acquedotto fu finanziato per due terzi dalla Regione Emilia-Romagna, dalle due Province di Forlì-Cesena e Ravenna e da una rete di 38 Comuni (raccolti nel Consorzio Acque), e per un terzo dallo Stato. Vi lavorarono 1400 operai per 12 anni. A lavori ultimati (1982) l'infrastruttura costò complessivamente 570 miliardi di lire e fu inaugurata il 9 aprile 1988, alla presenza del Presidente del Senato Giovanni Spadolini.

Caratteristiche

Il bacino raccoglie le acque dei fiumi Bidente e Rio Celluzze ed è situato nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, per una lunghezza di quasi 5 km. Il lago artificiale si trova a 557,3 m s.l.m., su una superficie totale di 1,035 chilometri quadrati. La profondità dell'invaso raggiunge 82 m e il volume risultante alla massima capacità d'esercizio è pari a 33,06 milioni di metri cubi. Dalla diga si diparte un canale di scarico principale lungo 300 metri, che reimmette l'acqua nell'alveo del fiume Bidente con una portata massima di 170 metri cubi al secondo. Un secondo canale raggiunge i 130 metri cubi al secondo, pescati a mezz'altezza. Sul coronamento, otto aperture rettangolari consentono la tracimazione nella zona centrale della diga, che può smaltire fino a 600 metri cubi al secondo. Alla base si trova un bacino di smorzamento da 6000 m², profondo 14 metri. Sono presenti inoltre diverse traverse di contenimento per ridurre la velocità dell'acqua immessa nel letto del Bidente. La diga è costantemente controllata da 11 tecnici mediante 230 strumenti che elaborano i dati rilevati in 900 punti.

L'acqua di Ridracoli viene potabilizzata attraverso 16 filtri a sabbia durante un processo che dura complessivamente 30 ore. Prima di essere inviata al potabilizzatore, alimenta una centrale idroelettrica a valle in concessione ad Enel Green Power, che sfrutta il salto altimetrico tra l'invaso e le vasche di raccolta a Capaccio-Settegalli (Santa Sofia (FC)). L’acqua proveniente dall’impianto di purificazione di Capaccio viene trasferita fino alle vasche di carico di Monte Casale di Bertinoro. A Monte Casale è presente un ulteriore complesso energetico, realizzato nel 2000 allo scopo di sfruttare il contenuto cinetico residuo dei flussi e gestito direttamente da Romagna Acque. Lungo il percorso dell'acquedotto, dove il carico idraulico risulta sufficiente, sono presenti 6 turbine collegate direttamente alla rete. Le mini-centraline, alimentate dall'acqua potabile proveniente dalla diga, hanno potenza installata variabile da 60 kW a 250 kW e si trovano a Cesena, Faenza (RA), Forlì, Santarcangelo di Romagna (RN) e due a Riccione (RN).>

Nel 2020 le sette centrali e centraline idroelettriche gestite da Romagna Acque hanno prodotto 9,28 GWh di energia, mentre la centrale di Santa Sofia di ENEL Green Power, con 7 MW installati, ha prodotto 30,94 GWh. >

Curiosità Presso la diga di Ridracoli nel 1996 sono state riprese alcune scene del film "Vesna va veloce". Nel 2014 è stato invece girato il videoclip della canzone Come vorrei di Vasco Rossi, primo singolo estratto dall'album "Sono innocente".

Note

Bibliografia (Open Access)

Voci correlate Lago di Ridracoli Acquedotto della Romagna

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