Il libertarismo di sinistra (dal francese libertaire), chiamato anche libertarismo egualitario, libertarismo sociale o sinistra libertaria, è un ideale e una filosofia politica, comprendente scuole di pensiero afferenti ad aree egualitariste di sinistra accomunate dal considerare la libertà come valore fondamentale, anteponendo la difesa della stessa ad ogni autorità o legge. Il libertarismo mira cioè ad una forte limitazione o ad una eliminazione del potere dello Stato e di tutti quegli enti che limitano o avversano la giustizia sociale e la libertà individuale e politica, questi ultimi due tra i punti cardine per i quali il libertarismo tende a una loro massimizzazione.In particolare sulle accezioni anglosassoni, includendo comunque quelle left.

Per sineddoche, nel caso specifico, viene a volte utilizzato come sinonimo di anarchismoVocabolario Treccani della lingua italianaGrande Dizionario della Lingua Italiana UTET, essendo attualmente e fino a documentata prova contraria tutti gli anarchici libertari e non essendoci libertari non anarchiciSvariati movimenti si sono, nel corso del tempo, dichiarati a parole o nei fatti, Libertari; anti-libertari in senso esplicito nonostante il fiorire di regimi totalitari, si sono espressamente dichiarati principalmente movimenti di ispirazione religiosa fondamentalista come Quaccheri cristiani ecumenici per fare il bene - sito web, movimenti fondamentalisti islamici, eccetera. Pensatori e opinionisti moderati, anche di ispirazione religiosa non espongono un anti-libertarismo di bandiera, utilizzando il termine nel suo significato estensivo in senso positivo Slavoj Žižek, L'islam e la modernità: Riflessioni blasfeme, Ponte alle Grazie, 2015., ma costituendo in realtà un ideale più ampio, concretizzatosi a partire dalla seconda metà del XIX secolo nella tradizione di tutta la sinistra libertaria, anarchica in primo luogo, anche alla luce dei fatti di fine XIX secolo esposti a seguire.

In Francia, in seguito alle leggi approvate in emergenza l'11 e il 15 dicembre 1893 e il 28 luglio 1894 (Lois scélérates, ovvero, tra i provvedimenti, divieto di qualsiasi tipo di propaganda anarchica), che saranno abrogate nel 1992, libertario diventò tout court identificativo di anarchicolegifrance.gouv.fr sito goverbativohttps://criminocorpus.org/fr/legislation/textes-juridiques-lois-decre/textes-juridiques-relatifs-la-recidive/28-juillet-1894-loi-sur-les-menees-anarchistes/ Loi sur les menées anarchistes. Per molti decenni i due termini vennero usati come sinonimi, praticamente intercambiabili, in FranciaL'A. B. C. du libertaire, Jules Lermina, 1906 per le citate norme (Loi du 28 juillet 1894) e, ad esempio, durante la rivoluzione anarchica spagnola del 1936 (la Federazione anarchica iberica aveva la Federación Ibérica de Juventudes Libertarias, come suo movimento giovanile, federazione tuttora esistente), in Italia dai primi del XX secoloMaurizio Antonioli, Franco Bertolucci e Roberto Giulianelli, Nostra patria è il mondo intero. Pietro Gori nel movimento operaio e libertario italiano e internazionale, Pisa, Bfs, 2012Eva Civolani, L'anarchismo dopo la Comune: i casi italiano e spagnolo, F. Angeli, 1981, p41, Dualismo economico e coscienza libertaria, con le diverse pubblicazioni come le milanesi di metà Novecento Il Comunista Libertario e Il Libertario, le organizzazioni del secondo dopoguerra (dal 1944 i Gruppi Libertari dell'Italia Liberata - Alleanza Gruppi Libertari si organizzarono per poi confluire nella FAI, federazione anarchica italiana, parte dell'internazionale anarchica), e innumerevoli altri esempi di utilizzo in tale sinonimia.

In senso meno esteso, libertario è un termine che viene utilizzato anche per definire una pletora di atteggiamenti riguardanti singole libere scelte verso aspetti meno universali e più limitati, più correttamente definibili liberi (quindi di volta in volta, singolarmente, su temi economici, morali, sessuali, culturali, eccetera).

Storia e contesto culturale

Il termine venne introdotto dallo scrittore e militante comunista anarchico Joseph Déjacque nel 1857Lettera aperta a P. J. Proudhon, De l'Être-Humain mâle et femelle - Lettre à P. J. Proudhon, pubblicata a New Orleans nel maggio 1857. nel corso di alcune sue corrispondenze pubbliche per indicare una visione collaterale al socialismo di ispirazione anarchica, criticando alcuni aspetti ideologici di Proudhon riguardanti l'egualitarismo di genere (la sopracitata lettera aperta, verteva su aspetti sociali che in termini odierni definiremmo di pari opportunità)De l'être-humain mâle et femelle. L'anno successivo il neologismo entrò nel titolo di una pubblicazione da lui stesso edita a New York. In Italia, un omonimo settimanale anarchico, Il Libertario, venne dato alle stampe nel 1903.

Il termine libertario è in diretta contrapposizione al termine liberale; è ed è stato storicamente, fin dalle sue origini ottocentesche, nell'uso politico, spesso un sinonimo di anarchismo.

Le critiche mosse alla matrice primigenia della teoria anarchica, incarnata da Proudhon, quindi non vertevano infatti sui temi strettamente economici, ma l'assenza di una visione libertaria quindi egualitaria di genere porterà a trasferire sui temi di organizzazione del lavoro il dissidio. Nei congressi della Prima Internazionale nasceranno i dibattiti interni proprio sulle politiche di accesso al lavoro femminile, dissidi che sfoceranno nella scissione nel mutualismo da parte dei seguaci proudhoniani (i quali comunque distingueranno sempre tra Proprietà fondiaria o capitalista e nata dallo sfruttamento del lavoro altrui dalla proprietà creata dal lavoro definita Possesso). La proprietà personale, almeno in teoria non veniva messa in discussione neanche dalle fazioni stataliste di ispirazione socialista (che distinguevano tra proprietà individuale e proprietà dei mezzi di produzione, questi ultimi sì, da collettivizzare).

Fondamenti del libertarismo sono l'astensione dal votoSébastien Faure, Jean Grave, Georges Mathias Paraf-Javal, Pour ne pas voter; Électeur écoute Paris: Groupe de propagande par la broch, 1919 riedit. 1924 in occasione di consultazioni politiche, e l'affermazione delle libertà civili ed individuali, in un'ottica anti-discriminatoria in senso esteso. Nell'esposizione della pratica libertariaJoseph Déjacque, Humanosphere, ristampa critica, a cura di Jean Grave, Parigi, 1889, si prospetta l'abolizione dello Stato, della proprietà dei mezzi di produzione, dell'autorità religiosa e della famiglia istituzionale.

Il termine comunismo libertario, strettamente collegato, viene utilizzato in lingua italiana a partire dal congresso di Firenze del 1876 dell'AIL, sezione italiana, mentre socialismo libertario compare in lingua italiana per la prima volta nel 1897Errico Malatesta, Francesco Saverio Merlino, Anarchismo e democrazia: soluzione anarchica e soluzione democratica del problema della libertà in una società socialista,Il Messaggero, 1897. Posizioni meno radicali sul sovvertimento dello Stato sono espresse da autori contemporanei quali Noam Chomsky, che nella sua attività politica si concentra principalmente su temi di economia politica, politica economica internazionale, principalmente statunitense e controllo della comunicazione di massa, in un'ottica altermondista.

Gli ideali egualitari e anti-autoritari al di là delle ricadute strettamente politiche, hanno lasciato un'impronta nella cultura: filosofia, musica, poesia, letteratura hanno attinto o hanno supportato le istanze libertarie. Dall'ottocentesco poeta e politico Pietro Gori e Georges Brassens, collaboratore del Libertaire nel 1946Brassens Georges, Scarano D, Le strade che non portano a Roma. Riflessioni e massime d'un libertario, Coniglio Editore, 2009., fino ad Albert CamusMichel Onfray, L'ordine libertario. Vita filosofica di Albert Camus, Ponte alle Grazie, 2013, ISBN 8862207425, percorrendo tutto il novecento, con autori più o meno popolari, dal poeta Riccardo Mannerini, ispiratore di alcuni testi di Fabrizio De André a cantautori contemporanei, interessando aree come la pedagogia e la filosofia con personaggi come Ivan Illich, Marcello Bernardi, Herbert Marcuse, Noam Chomsky e molti altri ancora.

Il movimento libertario in senso ampio

La premessa alla voce non chiarisce ovviamente tutte le sfumature occorse nel corso dell'evoluzione del concetto, e dall'utilizzo in senso politico, culturale e discorsivo del libertarismo inteso in senso estensivo. Nato per ampliare concetti di carattere sociale alla sfera tradizionalmente afferente al privato, il termine ha avuto un periodo di utilizzo sinonimico con anarchia, utilizzo diffusosi inizialmente per aggirare politiche persecutorie dei governi nei confronti degli anarchici, come documentato nell'introduzione alla voce. L'evoluzione del pensiero anarchico e della società ha successivamente, nei fatti, assorbito ideologicamente i concetti di libertarismo in tutte le sue manifestazioni. Come esempio, la revisione novecentesca di Camillo Berneri ha ulteriormente ammorbidito i temi di contrastoStefano D'Errico, Anarchismo e politica nel ventesimo secolo, il "programma minimo" dei libertari del terzo millennio, 2007, ISBN 9788884835277 ISBN 8884835275 nel confronto positivo con i credenti, e contro il cosiddetto ateismo di propaganda. In senso contemporaneo, ogni manifestazione dell'anarchismo è intrinsecamente sottintesa libertaria. In Inghilterra il pensiero libertario sarà influenzato cronologicamente da Thomas Paine, William Godwin ed Herbert Spencer che saranno dei riferimenti per gli studiosi ed i sociologi del tempo moderno.

Storia Gli anarchici di tradizione socialista e collettivista usano il termine libertario per descrivere se stessi e le loro idee sin dal 1857. "Le Libertaire, Journal du Mouvement Sociale" fu pubblicato a New York dal 1858 al 1861 dal rivoluzionario anarcocomunista Joseph DéjacqueMax Nettlau, A Short History of Anarchism, p. 75, a seguito di alcune sue lettere pubbliche rivolte a Proudhon dove per la prima volta veniva introdotto il termine in stretta contrapposizione a liberale, configurato come coercitivo, almeno sul piano delle libertà dell'individuo.

Francia La pubblicazione, tra alterne vicende, fu irregolare, e dopo il rientro in patria a seguito di un'amnistia di Dejacque e la sua morte avvenuta nel 1864, la pubblicazione fu rilanciata da Sébastien Faure e Louise Michel fino al 1899, anno in cui, con la trasformazione in quotidiano del periodico, continuò come allegato illustrato alla pubblicazione. Nel 1914, per le sue posizioni antimilitariste e antiinterventiste, la pubblicazione venne interrotta. Riprese, nel periodo tra le due guerre mondiali in veste di quotidiano, e si rifermò nuovamente nel 1939 allo scoppio del conflitto. Al termine della seconda guerra mondiale, già dal dicembre 1944 riprese la stampa, diventando settimanale dal 1946. In questo periodo collaborarono alla rivista Georges Brassens, Léo Ferré, André Breton, Armand Robin e Albert Camus. Per problemi legali derivanti al sostegno agli indipendentisti nella guerra d'Algeria e ricostituzione della federazione anarchica, il periodico, prima mensile e poi quotidiano riprende a essere pubblicato col titolo Le Monde libertaire dal 1954Maurice Joyeux, pubblicazione della federazione anarchica in lingua francese, Volonté anarchiste', n° 25; Histoire du journal de l'organisation des anarchistes: du Libertaire au Monde libertaire, edizioni Fresnes-Antony, 1984..

L'uso della definizione comunismo libertario, invece, è da datarsi al novembre del 1880, quando venne adottata da un congresso anarchico franceseIbid., p. 145.