La Serie B 1966-1967 è stata la 35ª edizione del secondo livello del campionato italiano di calcio a girone unico, disputata tra l'11 settembre 1966 e il 18 luglio 1967 e conclusa con la vittoria del , al suo primo titoloLa Sampdoria era già legalmente proprietaria di altri due titoli cadetti, quelli vinti dalla Sampierdarenese nel 1934 e nel 1941 (il secondo fu ottenuto con la denominazione Liguria)..

Capocannoniere del torneo è stato Fulvio Francesconi (Sampdoria) con 20 reti.

Stagione Novità La riforma del campionato di Serie A prevista per la stagione 1967-1968, col passaggio delle squadre da 18 a 16, costrinse la B a due tornei di transizione; in questa prima annata si ridusse a due il numero delle promozioni tra le vedette, mentre venne aumentato a quattro quello delle retrocessioni in Serie C.

Il campionato vedeva ai nastri di partenza anche una debuttante assoluta, l'Arezzo, e due formazioni di ritorno dopo lunghi purgatori, la Salernitana e il Savona (ultima presenza tra i cadetti per la squadra ligure), assenti rispettivamente da dieci e diciannove stagioni.

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Sulle pagine del Corriere dello Sport, Ivo Bocca contava «tre o quattro» società «sicure della loro forza, in dipendenza della quale non ammettono altro risultato che la promozione»Ivo Bocca, Obiettivo comune: centro classifica, da Corriere dello Sport, 203 (XLVII), 6 settembre 1966, p. 3. Favorita era la Sampdoria, reduce dalla sua prima e rocambolesca retrocessione tra i cadetti, che aveva confermato l'allenatore Bernardini, campione d'Italia solo due anni prima, e tutti i titolari, cui aggiunse l'esperto portiere Matteucci e l'ala Francesconi della RomaIvo Bocca, Quelli della rivincita, da Corriere dello Sport, 199 (XLVII), 1º settembre 1966, p. 7. Lo stesso Bernardini, all'inizio del campionato, dichiarò: «Dobbiamo andare in A, non perché l'abbiamo appena lasciata e perché ci spetti, ma perché sappiamo che abbiamo la forza per arrivarci». Coi blucerchiati, facevano gruppo il Catania che, rinforzato l'attacco e dotatosi di «rincalzi importanti», affidò la guida tecnica a Dino Ballacci, reduce da un'importante stagione al Catanzaro, il Genoa ed il Verona, grandi deluse dell'annata precedente.

Bocca individuava poi un gruppo di possibili outsider, formato dal Modena, dal Padova, dal Varese e dalle due calabresi; la Reggina, rivelazione del precedente torneo, partiva sostanzialmente invariataIvo Bocca, La Reggina delle battaglie, da Corriere dello Sport, 200 (XLVII), 2 settembre 1966, p. 5, mentre il Catanzaro, pur rinforzato, incappò nell'ammutinamento, dovuto a questioni d'ingaggio, di alcuni suoi titolari pochi giorni prima dell'inizio del torneoIvo Bocca, Catanzaro e Potenza, i guastafeste, da Corriere dello Sport, 204 (XLVII), 7 settembre 1966, p. 6.

Avvenimenti Girone di andata Se la critica aveva manifestato «legittimi dubbi» in merito alle possibilità del Varese («ha rinnovato più che ha potuto»), cinque vittorie iniziali proiettarono la compagine lombarda in vetta. Scriveva Ivo Bocca: «Arcari ha già dato un volto al Varese. Se l'avversario non osa, il Varese dilaga; se l'avversario alla sconfitta non vuole starci, il Varese si muove prudente, controlla il gioco e colpisce in contropiede. Una squadra che misura le forze e i movimenti con accortezza, senza presunzione»Ivo Bocca, Nuovo boom del Potenza, da Corriere dello Sport, 215 (XLVII), 20 settembre 1966, p. 7; importante per l'economia della squadra il boom del diciottenne Pietro Anastasi, che Cesare Lanza descrisse «di statura piccola, tocca la palla come Meroni, di destro e di sinistro, magari con minore fantasia del Beatle comasco, ma, spesso, con superiore altruismo; ritorna pure, ed inventa palle gol»Cesare Lanza, Autogol rocambolesco stronca il Catanzaro, da Corriere dello Sport, 226 (XLVII), 3 ottobre 1966, p. 9.

La sola a reggere il confronto fu la Sampdoria, poiché le rincorse di Modena e Potenza declinarono troppo presto, mentre quelle di Catanzaro e Catania partirono tardivamente. Verona e Genoa si ritrovarono addirittura invischiate nelle zone calde della classifica.

Girone di ritorno Nel girone di ritorno il Varese e la Sampdoria aumentarono il distacco sulle concorrenti, gestendo la situazione senza troppi patemi; a dieci giornate dalla fine vantavano un vantaggio di otto punti su Catanzaro, Modena e Potenza, destinato ad aumentare nelle battute finali. «In testa son finite le squadre migliori», commentò La Stampa, «la Sampdoria ha una solida intelaiatura che può reggere anche nella massima divisione. Ha dominato nettamente sbaragliando il campo con la regolarità e l'impietosità dei suoi risultati [...], il Varese è una sorta di fedele accompagnatore della squadra regina»Forse non retrocedono le squadre più deboli, da Stampa Sera, 144 (IC), 19 giugno 1967, p. 8.

Meno scontata fu la lotta per la salvezza: la Salernitana, in preda a dissesto economico e crisi dirigenzialeNino Petrone, Salernitana al fallimento?, da Corriere dello Sport, 3 (XLVIII), 4 gennaio 1967, p. 6, subì nelle ultime dieci gare altrettante sconfitte e cadde per prima; vano fu il tardivo tentativo di rimonta dell'Arezzo. Le retrocessioni meno scontate furono quelle di Alessandria e Savona; la formazione piemontese, guidata inizialmente da «un nome illustre ed esperto» come Puricelli., malgrado disponesse di un «organico più forte rispetto al campionato precedente» con in attacco «un quintetto che potrebbe giocare in Serie A»., visse un'annata travagliata per «preparazione trascurata» e problemi difensivi, che ebbe il suo momento più critico nella debacle interna contro il Genoa, coi rossoblù capaci di rimontare due reti di svantaggio nei minuti finali di gara.

Rocambolesca e definitiva fu la caduta del Savona, secondo attacco del campionato e forte di elementi come Prati e Furino, artefice di una rimonta che la portò ad affiancare nelle giornate finali un folto gruppo di squadre formato da Verona, Pisa, Livorno e Novara e infine crollato sul campo di un demotivato Catania, a quattro minuti della fine del campionato, per una "papera" del portiere FerreroMatteo Fiorito, Sotto accusa a Savona dirigenti e allenatore, da Stampa Sera, 144 (IC), 19 giugno 1967, p. 8. Caddero così tutte le tre neopromosse, mentre l'Alessandria tornava in terza serie dopo quattordici stagioni.

Squadre partecipanti

Club Stagione Città Stadio Stagione precedente dettagli Alessandria Stadio Giuseppe Moccagatta 13º posto in Serie B dettagli Arezzo Stadio Comunale 1º posto in Serie C girone B, promosso dettagli Catania Stadio Cibali 17º posto in Serie A, retrocesso dettagli Catanzaro Stadio Comunale 10º posto in Serie B dettagli Genova Stadio Luigi Ferraris 5º posto in Serie B dettagli Livorno Stadio Comunale 7º posto in Serie B dettagli Messina Stadio Giovanni Celeste 7º posto in Serie B dettagli Modena Stadio Comunale 13º posto in Serie B dettagli Novara Stadio Comunale 10º posto in Serie B dettagli Padova Stadio Silvio AppianiStadio Comunale, Ravenna (solo 29ª) 9º posto in Serie B dettagli Palermo Stadio La Favorita 15º posto in Serie B dettagli Pisa Stadio Arena Garibaldi 15º posto in Serie B dettagli Potenza Stadio Alfredo Viviani 10º posto in Serie B dettagli Reggio Emilia Stadio Mirabello 15º posto in Serie B dettagli Reggio Calabria Stadio Comunale 4º posto in Serie B dettagli Salerno Stadio Donato Vestuti 1º posto in Serie C girone C, promossa dettagli Genova Stadio Luigi Ferraris 16º posto in Serie A, retrocessa dettagli Savona Stadio Valerio Bacigalupo 1º posto in Serie C girone A, promosso dettagli Varese Stadio Franco Ossola 18º posto in Serie A, retrocesso dettagli Verona Stadio Marcantonio Bentegodi 6º posto in Serie B

Allenatori e primatisti Squadra Allenatore Calciatore più presente Cannoniere AlessandriaMaurizio Caravella, L'Alessandria licenzia Puricelli, Cappelli ritorna direttore tecnico, da La Stampa, 274 (C), 30 novembre 1966, p. 8Maurizio Caravella, Per la terza volta in quattro mesi un nuovo trainer all'Alessandria, da La Stampa, 1 (CI), 3 gennaio 1967, p. 8 Héctor Puricelli (1ª-12ª) Giulio Cappelli (13ª-16ª) László Székely (17ª-38ª) Giampiero Dalle Vedove (36) Mario Pasquina (8) ArezzoArezzo veloce sotto la guida di Dreossi, da Corriere dello Sport, 297 (XLVII), 29 dicembre 1966, p. 7Telecadetti. Arezzo: Lerici al lavoro, da Corriere dello Sport, 3 (XLVIII), 4 gennaio 1967, p. 6 Cesare Meucci (1ª-15ª) Biagio Dreossi (16ª) Roberto Lerici (17ª-38ª) Enzo Ferrari (38) Enzo Ferrari, Silvano Flaborea (10) Catania Dino Ballacci Luciano Buzzacchera (36) Pietro Baisi (9) Catanzaro Carmelo Di Bella Luigi Tonani (38) Gianni Bui (15) GenoaRebolino, nuovo commissario del Genoa, licenzia Ghezzi ed assume Tabanelli, da La Stampa, 21 (CI), 26 gennaio 1967, p. 8 Giorgio Ghezzi (1ª-19ª) Paolo Tabanelli (20ª-38ª) Franco Rivara (36) Marcos Locatelli (9) LivornoErmanno Benedetti, Bonsanti (ad interim) alla guida del Livorno, da Corriere dello Sport, 247 (XLVII), 27 ottobre 1966, p. 6Telecadetti. Livorno: Montanari il nuovo allenatore, da Corriere dello Sport, 253 (XLVII), 3 novembre 1966, p. 6Roberto Checcucci, Non basta un Piaceri-lampo, da Corriere dello Sport, 48 (XLVIII), 9 gennaio 1967, p. 8 Carlo Parola (1ª-7ª) Dino Bonsanti (8ª) Serafino Montanari (9ª-17ª) Carlo Parola (18ª-38ª) Paolo Garzelli (35) Luigi Mascalaito (5) Messina Antonio Colomban Mario Pesce (38) Lino Villa (8) Modena Leandro Remondini Gianfranco Borsari, Giovanni Console (37) Ferdinando Di Stefano, Rubens Merighi (8) Novara Franco Giraudo Vittorino Calloni, Fausto Lena (38) Enrico Bramati, Giampiero Calloni (7) Padova Humberto Rosa Giorgio Barbolini (37) Alberto Bigon (10) Palermo Camillo Achilli Mario Giubertoni (37) Silvino Bercellino (13) PisaIl Novara cede (0-1) sul campo del Pisa, da Stampa Sera, 90 (IC), 17 aprile 1967, p. 10 Umberto Pinardi (1ª-28ª) Renato Lucchi (29ª-38ª) Roberto Gasparroni (38) Ariedo Braida, Pier Luigi Galli (5) Potenza Alfredo Mancinelli Rosario Di Vincenzo, Andrea Nesti (38) Franco Carrera (10) Reggiana Romolo Bizzotto Bruno Giorgi (37) Giorgio Fogar (8) Reggina Tommaso Maestrelli Pietro Camozzi, Roberto Rigotto (36) Roberto Rigotto (10) SalernitanaMatteo Schiavone, La Reggiana si impone sulla Salernitana (2-1), da l'Unità, 284 (C), 14 dicembre 1966, p. 8 Domenico Rosati (1ª-32ª) Oscar Montez (33ª-38ª) Giampaolo Cominato (37) Giampaolo Cominato, Mario Sestili (6) Sampdoria Fulvio Bernardini Pietro Battara, Fulvio Francesconi, Mario Frustalupi, Giancarlo Salvi, Marcello Tentorio (38) Fulvio Francesconi (20) SavonaSavona in crisi: Rabitti si è dimesso, da La Stampa, 284 (C), 14 dicembre 1966, p. 8 Ercole Rabitti (1ª-13ª) Vincenzo Occhetta (14ª-38ª) Eugenio Fascetti, Carlo Pozzi (37) Glauco Gilardoni, Pierino Prati (15) Varese Bruno Arcari Franco Cresci, Mario Da Pozzo, Pietro Maroso (38) Lamberto Leonardi (11) VeronaInaudito a Verona, Tognon esonerato!, da Corriere dello Sport, 263 (XLVII), 15 novembre 1966, p. 8Liedholm da ieri d.t. del Verona, da Corriere dello Sport, 48 (XLVIII), 19 gennaio 1967, p. 10 Omero Tognon (1ª-10ª) Ugo Pozzan (11ª-18ª) Nils Liedholm (19ª-38ª) Lino Golin (38) Giulio Sega (6)

Classifica finale Squadra 1.5438201444719 2.5138191364421 3.42381512113531 3.42381414104442 3.42381512113539 6.39381117103733 6.39381215114144 6.39381313123538 9.38381214123426 9.38381116113533 11.37381115123640 12.36381212143933 12.36381212143336 12.36381016122730 12.36381310153135 16.35381211153239 17.34381210164446 18.32381110173944 19.2938813173548 20.253897222349

Legenda:       Promosse in Serie A 1967-1968.       Retrocesse in Serie C 1967-1968.

Regolamento: Due punti a vittoria, uno a pareggio, zero a sconfitta. Era in vigore il pari merito. In caso di parità per l'assegnazione di un titolo sportivo (sia per la promozione che per la retrocessione) era previsto uno spareggio in campo neutro. Squadra campione