La cappella Demidoff è un edificio sacro che si trova a Bagni di Lucca.
Storia e descrizione Il principe russo Niccolò Demidoff, che all'inizio dell'Ottocento si era stabilito in Toscana, volle dotare Bagni di Lucca di un ospedale nel quale potessero venire accolti anche i poveri bisognosi di cure termali. L'edificio, in sobrio e semplice stile, con un doppio loggiato prospiciente un cortile, fu edificato nel 1826 su progetto dell'ingegnere Pietro RuelleSilvestra Bietoletti, Per un itinerario otto-novecentesco nella valle del Serchio, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 260..
Oltre alla struttura di accoglienza, il principe fece realizzare da Giacomo Marracci, nel 1831, anche la candida cappella che, nel suo impianto cilindrico cupolato e col suo pronao corinzio, ripropone le severe forme del Pantheon di Roma, debitamente miniaturizzate.
Il ponte in legno che collegava la cappella al prospiciente ospedale crollò a seguito di una rovinosa piena nel 1836. Fu grazie all'iniziativa del figlio di Niccolò, Anatolio Demidoff, che, nel 1850, fu commissionata a Giuseppe Pardini l'erezione di un nuovo ponte, stavolta in muratura, ancora esistente con la sua leggera arcata in mattoni con inserti decorativi e targa celebrativa in marmo e i suoi parapetti eleganti in ferro fuso, completati dal cancelletto verso il cortile dell'ospedale, anch'esso disegnato dal Pardini.
Nel 1942 l'edificio ospitò circa 250 sfollati, per lo più ragazzi e bambini anglo-maltesi provenienti dalla Libia. Un luogo che, in particolare per la carenza di servizi igienici, risulterà essere assolutamente inadeguato ad accogliere degli sfollati.
Note
Voci correlate Architettura neoclassica in Toscana
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