Il cimitero inglese è un luogo sacro che si trova a Bagni di Lucca a circa 300 metri dalla chiesa anglicana, dalla parte opposta del torrente Lima.
Storia Nel 1842 Carlo Ludovico di Borbone, rispondendo alla richiesta dei coniugi Henry ed Elisabeth Stisted che già si erano occupati di far costruire la Chiesa anglicana, concesse alla colonia inglese di Bagni di Lucca la facoltà di erigere un cimitero protestante. Fu scelto un luogo detto "al Prato Santo" e, benché i lavori venissero terminati nel 1844, la prima inumazione fu immediatamente successiva all'acquisto. Il cimitero è stato operativo fino al 1953 e sono 137 le persone che vi riposano. Nel 1982, con l'esaurimento di un lascito destinato alla manutenzione, il luogo sacro fu acquistato dal Comune di Bagni di Lucca.
Dal 2012 il cimitero è gestito dalla Fondazione Michel de Montaigne e dallIstituto Storico Lucchese, grazie al contributo di privati cittadini ed istituzioni sia pubbliche che private.
Il 12 settembre 2026 vengono presentati i lavori di ristrutturazione, restauro dei monumenti e mantenimento, effettuati nel medesimo anno, potendo affermare di aver definitivamente riportato il luogo «alla sua originale dignità di luogo sacro ricco di memorie storiche e artistiche».
Tombe illustri Il cimitero è un vero e proprio museo di scultura a cielo aperto: fra i personaggi qui inumati, spesso in monumenti sepolcrali eseguiti da scultori di fama quali Benjamin Gibson, Giuseppe Norfini ed Emilio Duccini, vi sono Rose Cleveland, sorella del presidente degli Stati Uniti d'America Stephen Grover Cleveland, la scrittrice Ouida, Henry ed Elizabeth Stisted e l'entomologo irlandese Alexander Henry Haliday. La più spettacolare è senz'altro la Tomba di Ouida (Louise de La Ramée) di Giuseppe Norfini (restaurata nel 2012 grazie al prof. Tony Bareham, che ha dedicato l'intervento alla moglie, all'epoca da poco scomparsa) interessante rivisitazione della tomba di Ilaria del Carretto, in cui il cagnolino allude qui alla cinofilia della defunta,Silvestra Bietoletti, Per un itinerario otto-novecentesco nella valle del Serchio, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, p. 260.
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