LIstituto del Nastro Azzurro fra combattenti decorati al valore militare è un ente morale italiano a struttura associativa,Ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica Giovanni Leone del 24 luglio 1977, n. 616, allegato B, tabella B, n. 37. che rappresenta e riunisce i decorati delle ricompense al valor militare italiane, dalle guerre del Risorgimento ai conflitti e alle operazioni militari contemporanee.
Storia Origini e fondazione
Le origini dell'Istituto del Nastro Azzurro si collocano nel clima del primo dopoguerra italiano, quando numerosi decorati al valor militare avvertirono l'esigenza di costituire un organismo nazionale destinato a rappresentare gli insigniti di ricompense al valore e a conservarne la memoria. L'iniziativa fu promossa dalla Medaglia d'oro al valor militare Ettore Viola e dal pittore Maurizio Barricelli, ai quali si affiancarono altri decorati e personalità del mondo militare.
Il primo nucleo organizzativo fu costituito a Roma il 24 febbraio 1923, con il nome di Legione Azzurra. La data simbolica di fondazione fu tuttavia individuata nel 26 marzo dello stesso anno, in memoria del regio viglietto con cui Carlo Alberto di Savoia aveva istituito, il 26 marzo 1833, le medaglie al valor militare. Il richiamo al colore azzurro derivava dal nastro delle decorazioni al valor militare, assunto come segno distintivo dell'associazione.
Il 21 aprile 1923, nel corso di una cerimonia svoltasi nell'Aula Senatoria del Campidoglio, il Comitato Centrale ricevette l'Orifiamma Nazionale. Tra il 3 e il 5 novembre dello stesso anno si tenne a Roma il primo congresso nazionale, durante il quale furono definite le prime norme organizzative e approvato uno statuto provvisorio.
La denominazione definitiva e la rivista associativa
Nel febbraio 1924 l'associazione assunse la denominazione di Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare, destinata a rimanere il riferimento ufficiale dell'ente.
Il 26 marzo 1924 fu pubblicato il primo numero del periodico Il Nastro Azzurro, organo ufficiale dell'Istituto. La rivista divenne progressivamente uno strumento di informazione associativa e di divulgazione storico-militare, ospitando notizie sull'attività dell'ente, profili biografici di decorati, studi sulle ricompense al valore e contributi dedicati alla memoria dei caduti.
Riconoscimento giuridico e privilegi araldici
L'attività dell'Istituto fu inizialmente regolata da uno statuto provvisorio. Con regio decreto n. 1308 del 31 maggio 1928 l'Istituto fu eretto ad ente morale e venne approvato un nuovo statuto organico, che sostituì quello adottato nella fase iniziale.
Con Regie Patenti del 29 marzo 1928, emanate in applicazione del regio decreto del 17 novembre 1927, fu riconosciuto all'Istituto e ai suoi soci il diritto di fare uso di un emblema araldico. Tale concessione costituì una delle caratteristiche peculiari dell'associazione, collegando simbolicamente l'appartenenza all'Istituto alla tradizione delle ricompense al valor militare.
Negli anni trenta l'ordinamento dell'ente fu ulteriormente modificato. Con Regie Patenti concesse da Vittorio Emanuele III di Savoia il 16 gennaio 1936, in applicazione del regio decreto del 19 dicembre 1935, il diritto all'uso dell'emblema fu esteso anche ai soci decorati di Croce di guerra al valor militare, riconosciuti quale Corpo Nobiliare del Valore. Con regio decreto n. 946 del 27 aprile 1936 fu inoltre ammesso all'iscrizione anche il personale militare transitato nel servizio permanente effettivo per meriti di guerra. Infine, con regio decreto n. 1898 del 10 settembre 1936, lo statuto sociale fu modificato e integrato da nuove norme.
La seconda guerra mondiale e la continuità dell'Istituto
Durante la seconda guerra mondiale l'Istituto proseguì la propria attività associativa, mentre numerosi iscritti furono impegnati nei diversi fronti di guerra. Gli eventi seguiti all'armistizio dell'8 settembre 1943 segnarono una fase particolarmente complessa anche per l'associazionismo combattentistico italiano.
L'Istituto non fu sciolto e la sua attività non subì interruzione. Dal 9 settembre 1943 furono riammessi i decorati di religione ebraica che erano stati precedentemente allontanati in conseguenza delle leggi razziali fasciste. La continuità dell'ente fu quindi mantenuta anche nel passaggio attraverso la crisi militare e istituzionale del Regno d'Italia.
L'Istituto nell'Italia repubblicana
Con la nascita della Repubblica Italiana, l'Istituto procedette al riordinamento delle proprie norme statutarie per adeguarle alla nuova forma istituzionale dello Stato. Rimasero tuttavia ferme le finalità originarie dell'associazione, fondate sulla tutela morale dei decorati, sulla conservazione della memoria del valore militare e sul carattere apolitico dell'ente.
Lo statuto repubblicano dell'Istituto fu approvato con decreto del presidente della Repubblica n. 158 del 10 gennaio 1966. Successive modifiche furono deliberate nei congressi nazionali e approvate secondo le procedure previste dalla normativa vigente.
Nel secondo dopoguerra l'Istituto ampliò progressivamente la propria attività culturale e commemorativa, promuovendo cerimonie in onore dei caduti, iniziative di studio, pubblicazioni, raccolte documentarie e attività rivolte alla trasmissione della memoria storica delle ricompense al valor militare.
Attività contemporanea
Nel corso del XX e del XXI secolo l'Istituto ha continuato a operare attraverso una rete di federazioni provinciali, sezioni e gruppi territoriali. Dalla sua fondazione hanno ottenuto l'iscrizione all'Istituto decine di migliaia di decorati al valor militare e loro familiari.
L'attività contemporanea dell'Istituto comprende la tutela della memoria dei decorati, la valorizzazione degli archivi e degli albi d'oro, la pubblicazione del periodico Il Nastro Azzurro, l'organizzazione di convegni, cerimonie commemorative, pellegrinaggi sui luoghi della memoria e iniziative culturali in collaborazione con istituzioni civili, militari e scolastiche.
L'Istituto fa parte del mondo associativo combattentistico e d'arma italiano e continua a perseguire, secondo il proprio statuto, finalità morali, culturali e commemorative legate alla tradizione delle decorazioni al valor militare.
Scopi, attività e composizione
L’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare è un’associazione apolitica e apartitica che si propone di conservare e valorizzare la memoria delle ricompense al valor militare italiane, promuovendo la conoscenza delle tradizioni militari nazionali e dei valori di servizio, sacrificio e fedeltà alle istituzioni che esse rappresentano. Tra le sue finalità rientrano la tutela morale del prestigio delle decorazioni al valore, la conservazione della memoria dei decorati e dei caduti, la promozione di studi e ricerche storico-militari e la diffusione della conoscenza delle vicende che hanno condotto al conferimento delle ricompense al valor militare italiane. Nel perseguimento di tali obiettivi l’Istituto organizza convegni, conferenze, cerimonie commemorative, attività didattiche nelle scuole e manifestazioni pubbliche, collaborando con le Forze armate, le istituzioni civili e gli enti territoriali. Particolare rilievo assume inoltre la tutela degli archivi storici e degli albi d’oro dei decorati, nonché la pubblicazione del periodico ‘‘Il Nastro Azzurro’’, fondato nel 1924 e tuttora organo ufficiale dell’associazione.
Lo statuto distingue diverse categorie di associati. Possono essere ammessi come soci ordinari gli insigniti delle ricompense al valor militare, i decorati dell’Ordine militare d’Italia, i titolari delle decorazioni al valore delle Forze armate e della Croce d’onore alle vittime del terrorismo, nonché i loro familiari aventi titolo. Accanto ad essi sono previsti i soci sostenitori, costituiti da persone che condividono gli scopi dell’Istituto pur non possedendo i requisiti necessari per l’iscrizione ordinaria. Il Consiglio nazionale può inoltre conferire la qualifica di socio d’onore a reparti militari, enti pubblici territoriali e istituzioni insigniti di ricompense al valor militare o al valore di Forza armata, mentre la qualifica di socio benemerito può essere attribuita a persone o enti che abbiano acquisito particolari meriti nei confronti dell’associazione. Tra le peculiarità dell’Istituto figura altresì la facoltà di concedere ai propri soci l’emblema araldico riconosciuto dalle concessioni sovrane emanate nel periodo monarchico.
Organizzazione
La sede nazionale dell’Istituto si trova a Roma e l’ordinamento dell’associazione è disciplinato dallo statuto approvato con Decreto del Presidente della Repubblica Sandro Pertini n. 825 del 17 settembre 1984 e successive modificazioni. L’organizzazione territoriale si articola in federazioni provinciali, sezioni e gruppi locali distribuiti sull’intero territorio nazionale, cui è affidata la promozione delle attività associative, culturali e commemorative a livello locale. Nel corso della sua storia l’Istituto ha accolto oltre 90.000 decorati al valor militare e loro aventi titolo e continua a operare attraverso una rete di federazioni e articolazioni territoriali presenti in gran parte delle province italiane.
L’Istituto aderisce al Consiglio nazionale permanente delle associazioni d’arma (ASSOARMA) e alla Confederazione italiana fra le associazioni combattentistiche e partigiane, organismi che riuniscono le principali associazioni combattentistiche e d’arma italiane. Attraverso la propria struttura nazionale e territoriale continua a promuovere iniziative volte alla conservazione della memoria storica delle ricompense al valore, alla valorizzazione del patrimonio documentario e archivistico dell’associazione e alla diffusione della conoscenza della storia militare italiana.
Presidenti nazionali
N. Presidente Mandato Note1Ettore Viola26 marzo 1923 – 1928Presidente fondatore2Amilcare Rossi1928 – 1943 3 Achille Martelli 1943 Commissario governativo 4 Ugo Trombetti 1943 – 1944 Commissario governativo 5 Achille Martelli 1944 – 1952 Commissario governativo 6 Eugenio Spiazzi di Corte Regia 1952 – 1957 7 Angelo Perona 1957 – 1958 Vice presidente nazionale reggente 8 Filippo Guerrieri 1958 – 1967 9 Angelo Perona 1967 Vice presidente nazionale reggente 10 Carlo Scarascia Mugnozza 1967 – 1973 11 Vittore Catella 1973 – 1999 12 Giuseppe Maria Vaccaro 2000 – 2006 13 Giorgio Zanardi 2006 – 2009 14 Carlo Maria Magnani 2009 – in carica
Simbologia L’Istituto è rappresentato da: un emblema araldico, concesso all’Istituto e ai suoi soci con Regie Lettere Patenti del 29 marzo 1928, in applicazione del Regio Decreto del 17 novembre 1927, entrambi di re Vittorio Emanuele III; un distintivo sociale, utilizzato dai soci nelle manifestazioni associative e nelle cerimonie ufficiali; un labaro nazionale, custodito dalla Presidenza nazionale e impiegato nelle principali celebrazioni istituzionali; il colore azzurro, derivato dal nastro delle ricompense al valor militare italiane; il periodico ufficiale Il Nastro Azzurro, fondato il 26 marzo 1924; la festa associativa, celebrata il 26 marzo, anniversario dell’istituzione delle prime medaglie al valor militare da parte di Carlo Alberto di Savoia nel 1833.
Emblema araldico
L’emblema araldico costituisce uno dei principali elementi distintivi dell’Istituto. Il diritto al suo uso fu riconosciuto con Regie Lettere Patenti del 29 marzo 1928, emanate in applicazione del Regio Decreto del 17 novembre 1927, che attribuirono all’Istituto e ai suoi soci la facoltà di ornare i propri stemmi con uno speciale contrassegno araldico. Tale prerogativa fu successivamente estesa, con Regie Lettere Patenti del 16 gennaio 1936, anche ai decorati di Croce di guerra al valor militare, riconosciuti quale Corpo Nobiliare del Valore.