La pieve di San Paolo è un edificio sacro situato a Vico Pancellorum, nel comune di Bagni di Lucca, nella provincia di Lucca, in Toscana.

Descrizione Ricordata in un documento dall'873, la chiesa si presenta nello stile romanico datole probabilmente intorno all'inizio dell'XII secolo, con una facciata liscia e stereometrica, ancora nel gusto del primo romanico lucchese, ristrutturata nel primo Trecento.

Nella semplice facciata a doppio spiovente il portale è sormontato da un architrave che reca, quasi incisi, alcuni motivi isolati quali un Cristo crocifisso, un albero, un'altra figura non interpretabile ed un uomo con la spada, probabilmente San Paolo, santo titolare della chiesa, una scacchiera ed una Madonna col Bambino. Il bassorilievo ha una datazione controversa: o alla seconda metà del XII secolo, o più recentemente e probabilmente, alla seconda metà o alla fine del XIV secoloAnnamaria Ducci, La scultura del medioevo, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 69.. Al di sopra l'archivolto a tutto sesto composto da cunei alternati di pietra bicroma. Più in alto è un rosone a croce. Sul retro si vedono le tre absidi ed il tozzo campanile edificato nel XIII secolo.

L'interno è di impianto basilicale a tre navate absidate spartite da arcate su pilastri sormontati da capitelli cubici o sgusciati con decorazioni fortemente geometrizzate. Quelli sul lato destro, databili alla seconda metà dell'XI secolo, schiacciati o bombati, presentano danni o integrazioni dovuti a restauri ottocenteschi, ma vi si riconoscono, sebbene scolpiti a rilievo molto basso o ridotti a incisioni, i motivi di origine antica quali funi disposte su più registri (derivazione dall'opus spicatum), mattoncini sovrapposti (residui dei classici dentelli) o rombi, integrati anche con bottoncini. Quest'ultimo motivo appare il più interessante ed originale per la sua ispirazione all'oreficeria ad alveoli gota e longobardaAnnamaria Ducci, La scultura del medioevo, in Arte nella Valle del Serchio..., cit., pag. 53.

La parete sopraelevata della navata maggiore comprende una serie di archetti separati da sottili lesene e impostati su mensole variamente scolpite.

L'interno custodisce alcune opere d'arte: in controfacciata si trova una cantoria della seconda metà del XVII secolo ed un organo risalente al 1713. All'ingresso è un'acquasantiera in marmo (1551).

Nell'abside maggiore sono i resti di un affresco con figure di Apostoli databili all'inizio del XV secolo, raffigurati sotto archi trilobati e presumibilmente connessi ad una raffigurazione di un Cristo pantocrator nel catino absidale soprastanteStefano Martinelli, La pittura dal Duecento al Quattrocento, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 142..

Alla fine della navata sinistra si trova una statua lignea di San Paolo (XV secolo) ed un Crocifisso in legno scolpito (decenni centrali del XV secolo)Stefano Martinelli, La scultura dal Duecento alla metà del Quattrocento, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 132 - 133..

Nella navata sinistra è anche una tavola del veronese Sebastiano Vini con la Conversione di Saulo, probabilmente della fine degli anni settanta del Cinquecento, veneta nel chiaroscuro tonale ma manierista nella spazialità affollata e compressa e nelle pose innaturali delle figurePaola Betti, La pittura tra Cinquecento e Settecento, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 213.. Note

Bibliografia Mario Leoncini, Arcaiche figure a Vico Pancellorum, Autorinediti, Napoli, 2011. ISBN 978-88-96680-90-2

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