Nevitta, come molti altri ufficiali dell'esercito romano del tardo impero, era di origine barbarica (germanica o franca), presumibilmente,Il PLRE definisce l'origine germanica solo "presumibile" ("presumably"): Arnold Hugh Martin Jones, John Robert Martindale e John Morris, The Prosopography of the Later Roman Empire, vol. 1, Cambridge 1971, p. 626. e di religione pagana. Il suo nome completo, Flavius Nevitta, è attestato epigraficamente e papirologicamente.Inscriptiones Christianae Urbis Romae (Rossi), I, 153 e 156; Papyri Florentini, I, 30. Ammiano Marcellino lo descrive come un uomo coraggioso e leale, ma ineducato, noioso e crudele.Ammiano Marcellino, xvii.6.3, xxi.10.2, xxi.10.8.

Biografia Combatté sotto il cesare Giuliano in Gallia, dove ottenne dei successi contro gli Alamanni. Nel 358 era equestris praepositus turmae (comandante di un corpo di cavalleria) in Rezia sotto il comando di Barbazione, quando questi sconfisse gli Iutungi.Ammiano Marcellino, xvii.6.3.

Giuliano divenne poi augusto (361), e Nevitta fu elevato al rango di magister armorum,Ammiano Marcellino, xxi.8.1. cioè magister equitum per Gallias,Ammiano Marcellino, xxi.8.3, xxi.10.2. come premio per la sua collaborazione con l'imperatore, succedendo a Gomoario, di cui Giuliano diffidava considerandolo un traditore di vecchia data.Ammiano Marcellino, xxi.8.1: «Gomoarium proditorem antiquum timens». Quando Giuliano si mosse contro il cugino e imperatore Costanzo II, una dei tre contingenti in cui fu diviso l'esercito fu comandato da Nevitta: muovendosi lungo la Rezia e il Norico,Ammiano Marcellino, xxi.8.3. giunse ad inizio ottobre 361 a Bononia, il porto più vicino alla importante città di Sirmio.Ammiano Marcellino, xxi.9.1-8, xxi.10.1. Da qui fu inviato da Giuliano a occupare il valico delle Succi, punto di passaggio strategico tra la Tracia e l'Illirico.Ammiano Marcellino, xxi.10.2 e xxi.10.5.

Fu uno dei membri del tribunale di Calcedonia che mise sotto processo alcuni membri della corte di Costanzo II, comminando anche alcune condanne a morte.Ammiano Marcellino, xxii.3.1. Nel 362 ricevette l'onore del consolato insieme a Claudio Mamertino, carica attestata anche da fonti epigrafiche e papirologiche.Inscriptiones Christianae Urbis Romae (Rossi), I, 151-156; Papyri Florentini, I, 30; Papyri Cairo Preisigke, 2.1 e 3.1; VI, 753 (= Dessau, 4267c). Secondo Ammiano, l'accostamento a un collega come Mamertino, ben più autorevole per prestigio e reputazione, rese ancor più evidente quanto Nevitta fosse rozzo e, cosa ancor meno tollerabile, crudele nell'esercizio di una carica tanto elevata.Ammiano Marcellino, xxi.10.8. La scelta fu percepita come non priva di ironia, dato che lo stesso Giuliano aveva da poco duramente criticato Costantino per aver eccessivamente favorito l'ingresso di elementi barbari nelle alte cariche dello stato.Ammiano Marcellino, xxi.12.25. Il collega di consolato Claudio Mamertino, nel panegirico da lui composto in onore di Giuliano, celebrò comunque Nevitta come collega insignito di gloria militare.Panegyrici Latini, XI, 15, 2.

Nel 363 partecipò alla campagna sasanide di Giuliano: al comando dell'ala destra dello schieramento,Ammiano Marcellino, xxiv.1.2. le sue truppe avevano il compito di connettere il grosso dell'esercito, comandato da Giuliano, alla flotta, che discendeva lungo il fiume; assieme a Dagalaifo si occupò di assediare la città di Maizomalcha, prendendola dopo aver scavato un cunicolo sotto le mura.Ammiano Marcellino, xxiv.4.13; Zosimo, iii.21.4.

Durante la ritirata romana, l'imperatore morì lasciando l'esercito all'interno del territorio nemico; il consiglio dei generali romani dovette decidere un successore. Nel dibattito, secondo Ammiano, Arinteo e Vittore, superstiti della corte di Costanzo, e Nevitta e Dagalaifo insieme agli ufficiali gallici si divisero per opposti fervori: i primi cercavano un candidato adatto dalla propria parte, mentre Nevitta e Dagalaifo, con gli ufficiali provenienti dalla Gallia, ne volevano invece uno tratto dalla loro stessa cerchia di commilitoni.Ammiano Marcellino, xxv.5.2.

Dopo questo concilio, Nevitta non è più nominato dalle fonti; è probabile sia stato congedato dal servizio, sotto Gioviano o sotto Valentiniano I.Arnold Hugh Martin Jones, John Robert Martindale e John Morris, The Prosopography of the Later Roman Empire, vol. 1, Cambridge 1971, p. 626.

Note

Bibliografia Fonti primarie Ammiano Marcellino, Storie Zosimo, Storia nuova Panegyrici Latini

Fonti secondarie Demandt, Alexander, "Magister Militum", Paulys Realencyclopädie der classischen Altertumswissenschaft (neue Bearbeitung), Supplementband XII, pp. 580 e segg. Den Boeft, Jan, Philological and Historical Commentary on Ammianus Marcellinus XXIV, BRILL, 2002, ISBN 9004123350. Jones, Arnold Hugh Martin, John Robert Martindale e John Morris, The Prosopography of the Later Roman Empire, vol. 1, Cambridge 1971, p. 626. Rosen, Klaus, Julian. Kaiser, Gott und Christenhasser, Klett-Cotta, 2006, ISBN 3-608-94296-3, p. 189, 213, 215, 220, 238, 246, 351, 367, 376.

Voci correlate Consoli tardo imperiali romani Gens Flavia

Nevitta Nevitta Categoria:Magistri equitum