Il luddismo è stato un movimento di protesta operaia, sviluppatosi all'inizio del XIX secolo in Inghilterra, caratterizzato dal sabotaggio della produzione industriale di sfruttamento.

I luddisti, come si chiamavano i membri del movimento, consideravano i macchinari come il telaio meccanico, introdotti durante la rivoluzione industriale, come una minaccia dai lavoratori salariati perché causa di bassi stipendi, disoccupazione e pessime condizioni lavorative.

La distruzione di macchine industriali come segno di protesta avvenne già alla fine del XVIII secolo, ma solo sotto l'influenza della Francia e dei giacobini inglesi la protesta prese i caratteri di un movimento insurrezionale.

Il nome del movimento deriva da Ned Ludd, un giovane, forse mai esistito realmente, che nel 1779 avrebbe distrutto un telaio in segno di protesta. Ludd divenne simbolo della distruzione delle macchine industriali e si trasformò nell'immaginario collettivo in una figura mitica: il "Generale Ludd", il protettore e vendicatore di tutti i lavoratori salariati oppressi dai padroni e sconvolti dalla rivoluzione industriale.

Oggi con il termine luddismo si indicano tutte le forme di lotta contro l'introduzione di nuove macchine e, per estensione e con intento denigratorio, ogni resistenza operaia al mutamento tecnologico.

Panorama socioeconomico Alla fine del XVIII secolo, in seguito alla rivoluzione industriale, l'Inghilterra subì complesse trasformazioni economiche e sociali, che segnarono il definitivo distacco dall'organizzazione del lavoro precedente. L'invenzione di nuovi macchinari, come il telaio meccanico e la macchina a vapore, e di nuove tecniche, come il puddellaggio, comportarono, oltre a una rivoluzione tecnologica, anche grandi mutamenti sociali. La borghesia inglese acquistò una coscienza di classe e un potere economico mai raggiunto prima e questo provocò la definitiva fine del sistema produttivo legato alle grandi proprietà terriere, di impronta feudale e collettivistica.

Il nuovo capitalismo agrario che si impose in Inghilterra provocò la fuga dei contadini dalla terra e la nascita di una riserva di proletariato industriale. Nacquero grandi fabbriche, dove la meccanizzazione del lavoro sostituì la specializzazione e il lavoro a domicilio, con conseguenze sociali enormi. Robert Owen, industriale dell'epoca, scrisse: «La generale diffusione delle manifatture in tutto il paese genera un nuovo carattere nei suoi abitanti; e dato che il carattere si forma in base a un principio del tutto sfavorevole alla felicità individuale o generale, produrrà i mali più deplorevoli e duraturi, a meno che la vera tendenza non venga controbilanciata dalle interferenze e dalla direzione del governo»..

La nuova realtà industriale, basata sullo sfruttamento intensivo e sistematico del lavoro, provocò la separazione aspra e marcata tra padroni e lavoratori. Il luddismo infatti esplose in particolare dove questa separazione era più esasperata. Inoltre i continui sviluppi tecnici non permettevano una specializzazione dell'operaio in un determinato settore e quindi provocavano un grave senso di impotenza e insicurezza. I nuovi macchinari industriali, divenendo quindi il simbolo del nuovo sistema economico, furono oggetto delle proteste della popolazione. Il luddismo riuscì ad incanalare non solo il malessere dei lavoratori tessili, ma quello di molte fasce deboli della società che sfogarono tutta la loro rabbia sui padroni e sui loro macchinari.

Influenze nella nascita del movimento Puritanesimo, Chiesa metodista e romanticismo I grandi cambiamenti politici ed economici ebbero delle ripercussioni anche in ambito religioso. La nuova borghesia inglese abbracciò la dottrina religiosa di Giovanni Calvino e del puritanesimo. I puritani inglesi esigevano una semplificazione e moralizzazione della Chiesa e consideravano l'attività commerciale e l'arricchimento una vocazione divina, una manifestazione visibile della bontà di Dio. Il puritanesimo permise alla borghesia di opporsi alla Chiesa anglicana, considerata la base ideologica dell'assolutismo del re. Infatti i puritani, rivendicando un cambiamento in ambito religioso, criticavano di riflesso anche il sistema politico. Quasi duecento anni prima del luddismo, gruppi come i Diggers e i Levellers tentarono di unire religione e politica, fondendo la Sacra Scrittura con la teoria del «contratto sociale». Tuttavia il loro fallimento spinse la popolazione a diffidare dalla collusione tra religione e politica attiva.

Parallelamente la Chiesa metodista, fondata nel XVIII secolo da Charles Wesley, divenne la chiesa delle classi più diseredate, attirando ben presto poveri e analfabeti. Scrive lo storico Eric Hobsbawm: «La vita delle classi lavoratrici era misera, meschina, sordida, bestiale, breve e soprattutto malsicura, e le religioni che esse sceglievano rispecchiavano tale situazione [...]. Cercavano un appoggio per portare il fardello delle loro sofferenze».. Il metodismo infatti esaltava la miseria come una benedizione, una vita di sofferenza e di sopportazione come mezzo per il conseguimento del paradiso. Il metodismo fu involontariamente al servizio degli industriali manifatturieri, dato che favoriva il controllo di una classe di lavoratori sottomessa e timorosa delle leggi. Tuttavia le rivolte luddiste esplosero proprio dove il metodismo era più radicato. Forse questo avvenne perché le strutture metodiste fornirono un modello organizzativo per le associazioni dei lavoratori e la rete di collegamenti tra i centri metodisti venne abilmente sfruttata dai luddisti. Inoltre il rifiuto della filosofia metodista della rassegnazione, influenzò molti metodisti ad accogliere nuove forme di ribellione, come appunto fu il luddismo.

Anche il romanticismo contribuì a legittimare la protesta contro le macchine. Nel 1812, Lord Byron si oppose all'introduzione della pena capitale per i luddisti. In Francia, dopo la Rivoluzione di luglio, si svilupparono connessioni tra gli ambienti artigiani e operai e gruppi di giovani impiegati e studenti impregnati di letture romantiche, come nel caso del movimento dei bousingotsChristophe Bonneuil, Jean-Baptiste Fressoz, La Terra, la storia e noi. L'evento Antropocene, Treccani, Roma, 2019, pp. 322-323..

Radicalismo inglese e Rivoluzione francese Il radicalismo inglese si sviluppò come un fattore della vita politica del XVIII secolo nella City di Londra, il centro economico e culturale della capitale. Londra aveva una composizione sociale e professionale molto varia, con movimenti popolari più sensibili a nuove ideologie e pronti alla propaganda di idee innovative.

Il primo movimento dei lavoratori con esperienza di attività politica fu quello wilkita, guidato da John Wilkes, uomo considerato un esempio di coerenza di condotta e di devozione al principio di libertà.. Wilkes, eletto in parlamento, criticò aspramente i provvedimenti del governo, reclamando maggiori diritti per i lavoratori salariati. Il 20 aprile 1768 venne arrestato e rinchiuso nella King's Bench Prison, causando proteste e disordini per settimane, al grido di «Wilkes e Libertà!». I disordini si conclusero con 6 morti e numerosi feriti. Sebbene di primaria importanza, il movimento wilkita rimase sconosciuto al di fuori dei confini della città e il movimento si sciolse nel giro di pochi anni.

Fondamentale nella formazione del radicalismo inglese fu la rivoluzione francese. I primi segnali di rivoluzione vennero generalmente accolti con grande favore dalle classi medie e alte. Dopo la presa della Bastiglia furono istituite numerose società di riforma, con lo scopo di diffondere le idee della rivoluzione. Nel 1790 Edmund Burke pubblicò il manifesto conservatore Reflections on the Revolution in France, in cui criticava gli obiettivi dei simpatizzanti della rivoluzione. Come reazione Thomas Paine, rivoluzionario e tra i Padri Fondatori degli Stati Uniti d'America, pubblicò un contro-manifesto, I diritti dell'uomo. Nella prima parte, Paine difese con grande fervore gli ideali della rivoluzione francese, mentre nella seconda fornì il programma per il futuro movimento democratico inglese. La seconda parte de I diritti dell'uomo ebbe uno straordinario successo, diffondendosi tra tutti i ceti sociali. Il 1792 fu l'anno cruciale del radicalismo. Infatti l'incontro a Londra tra Paine e il rivoluzionario francese Jérôme Pétion permise di creare un canale di comunicazione permanente tra radicali inglesi e giacobini francesi.

Nel 1791 nacque la più importante società di riforma di quel periodo, la London Corresponding Society, fondata da un calzolaio scozzese chiamato Thomas Hardy. Gli obiettivi principali della società erano la riforma parlamentare e il suffragio universale. I caratteri innovativi della società erano il numero potenzialmente illimitato di soci e la suddivisione in comitati. L'organizzazione capillare della società permise di mobilitare facilmente gran parte della popolazione in manifestazioni a difesa dei propri diritti.

Il 1º febbraio 1793 la Francia dichiarò guerra alla Gran Bretagna, rendendo impraticabile qualsiasi contatto tra radicali inglesi e giacobini francesi. I radicali si ritrovarono privati del loro maggiore supporto ideologico e le società di riforma attraversarono un periodo di grave incertezza. Impossibilitati a continuare a collaborare con i francesi, i radicali cercarono di riallacciare i rapporti con i democratici scozzesi. Tuttavia una serie di processi di Stato frenarono il movimento radicale scozzese. Inoltre parte della popolazione, influenzata dalle notizie del Terrore francese, si allontanò dai movimenti radicali.

Le gravi carestie del 1795 riavvicinarono la popolazione, stanca e affamata, ai movimenti radicali. Lo storico Archibald Prentice scrisse: «Un nuovo protagonista era all'opera fra le masse: il bisogno».. Si verificarono episodi di assalto ai depositi di grano e un intensificarsi di proteste popolari. Il Primo ministro William Pitt fece votare due leggi, note come Two Acts, nel tentativo di sedare i disordini. La prima delle due leggi considerava tradimento incitare il popolo contro il re, la Costituzione o il governo, mentre la seconda dichiarava la necessità dell'autorizzazione di un magistrato per qualsiasi riunione di oltre cinquanta persone.. Le proteste furono numerose, tuttavia, entrate in vigore le due leggi, i disordini si calmarono e Pitt ottenne gli effetti desiderati. Con le società di riforma in grave declino e con i maggiori esponenti in prigione, il movimento radicale entrò in una fase di silenzio, per esplodere nuovamente con la futura rivolta luddista del 1811.

Giacobinismo inglese e separatismo irlandese La collaborazione tra giacobinismo inglese e nazionalismo irlandese fu un avvenimento decisivo nella futura esplosione della ribellione luddista. La prima società segreta irlandese con fini politici e nazionalisti fu la Society of United Irishmen, nata nel 1791. In pochi anni assunse un'importante struttura paramilitare, con tendenze rivoluzionarie. Obiettivo finale della società era «un governo repubblicano e la separazione dall'Inghilterra».. I documenti sequestrati all'epoca dalle spie governative inglesi contengono riferimenti a progetti per trasformare l'Inghilterra, la Scozia e l'Irlanda in tre repubbliche separate, grazie alla collaborazione tra radicali inglesi e nazionalisti irlandesi. Per ottenere qualche probabilità di successo era necessario l'intervento francese, con uno sbarco militare sulle coste irlandesi, in contemporanea a una rivolta locale. Molti marinai, probabili membri di società segrete, scioperarono, creando un momentaneo blocco della forza navale inglese. Tuttavia la Francia, impegnata nella dispendiosa campagna d'Egitto, non seppe approfittare del momento e i tre tentativi di sbarco fallirono, vanificando i piani rivoluzionari dei giacobini inglesi e dei separatisti irlandesi.