La chiesa di San Jacopo è un edificio sacro che si trova in località Vallico di Sotto a Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca.

Storia e descrizione L'attuale chiesa deriva dall'antico eremo realizzato a Vallico di Sotto dai frati agostiniani al principio del XIII secolo. L'eremo fu abbandonato a metà del Cinquecento perché non c'erano più eremiti.

All'interno sono da notare un tabernacolo eucaristico quattrocentesco di forme ancora parzialmente tardo gotiche attribuibile alla bottega dei RiccomanniClaudio Casini, La scultura dalla seconda metà del Quattrocento al Settecento, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pagg. 167 -168., una serie di altari in scagliola e l'incorniciatura della nicchia del fonte battesimale, opere realizzate da Carlo Gibertoni a partire dal 1686Claudio Casini, La scultura dalla seconda metà del Quattrocento..., cit., Lucca, 2018, pag. 184. ed una pala di Simone Carretta (1564).

Nel coro è un trittico quattrocentesco di Bernardino del Castelletto con la Madonna col Bambino tra i santi Giacomo e Cristoforo dipinto nel 1471, come si legge nell'iscrizione, che riporta anche i nomi dei committenti, data che ne fa l'opera più antica del pittore di origine milanese. Nei pinnacoli laterali sono Caterina d’Alessandria, Nicola e Lorenzo a sinistra, Lucia, un santo vescovo e Ansano a destra. Nella predella sono raffigurati gli Apostoli a mezzo busto e la Pietà al centro. Il trittico ha subito un furto nel 1980, di due tabernacoletti della predella con gli Evangelisti Marco e Luca e delle tre cimase, delle quali sono state recuperate la centrale con la Crocifissione e la destra con la Vergine annunciata. Il trono con volute civitalesche è l'unica dichiarazione di lucchesità del pittore operante nel massese. Per il resto il dipinto si ispira ad opere fiorentine, seppur in modo meno meditato di Baldassarre di Biagio, anche lui attivo in queste aree. Il grafismo duro e tagliente rimanda ad Andrea del Castagno, mentre altri dettagli anche fisionomici, come se fossero intagliati nel legno, rimandano a Benozzo Gozzoli o a Filippo LippiStefano Martinelli, La pittura dal Duecento al Quattrocento, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pagg. 153 - 154..

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