Biografia Giovinezza
Maria Cristina nacque a Cagliari il 14 novembre 1812, ultima figlia di Vittorio Emanuele I di Sardegna e della consorte Maria Teresa d'Asburgo-Este. La sua nascita avvenne durante il periodo napoleonico, quando il Piemonte, comprendente la capitale del Regno di Sardegna, Torino, era stato annesso all'Impero francese, costringendo la corte sabauda a rifugiarsi in Sardegna.
Per parte materna apparteneva al ramo degli Asburgo-Este. I suoi nonni erano l'arciduca Ferdinando d'Asburgo-Lorena e Maria Beatrice Ricciarda d'Este. Ferdinando era figlio dell'imperatore Francesco I di Lorena e dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria, mentre Maria Beatrice era la primogenita di Ercole III d'Este, ultimo duca della casa d'Este, e di Maria Teresa Cybo-Malaspina, duchessa di Massa e principessa di Carrara, dalla quale ereditò i diritti dinastici sulle signorie di Massa e Carrara. Maria Cristina aveva tre sorelle maggiori: Maria Beatrice (1792 - 1840), che sposò Francesco IV d'Asburgo-Este e divenne duchessa di Modena e Reggio; Maria Teresa (1803 - 1879), moglie di Carlo II di Borbone-Parma e duchessa di Parma e Piacenza; e Maria Anna (1803 -1884), che nel 1831 sposò l'imperatore Ferdinando I d'Austria, divenendo imperatrice d'Austria, regina d'Ungheria e di Boemia.
Nel diario (ancora inedito, conservato nell'Archivio di Stato di Modena) del suo soggiorno di 24 mesi in Sardegna, Francesco d'Austria-Este, fratello della regina Maria Teresa e zio di Maria Cristina, racconta: "Io ho assistita mia sorella la Regina nel parto, a sostenerla, alzarla ... Alle 8 3/4 partorì una sanissima grossa femmina, che fu chiamata Cristina", aggiungendo poi che il battesimo era stato celebrato alle 17,30 nella Cattedrale di Cagliari dal "Decano Abbate Sisternes", con il futuro re Carlo Felice e la moglie Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie come padrini. Tornata a Torino ancora giovanissima, Maria Cristina venne educata a corte. In suo onore le fu dedicato il Fort Marie-Christine, una fortificazione militare presso la città di Aussois, parte del complesso dei Forti dell'Esseillon, allora al confine con la Francia e compreso nei domini sabaudi.
Matrimonio
Nel 1830, in occasione del fidanzamento di Maria Cristina con Ferdinando II delle Due Sicilie, l'aristocrazia torinese organizzò in suo onore una grande festa. La baronessa Olimpia Savio, che proprio in quella occasione faceva il suo debutto in società, così la ricorda nelle sue memorie: "La principessa Cristina non aveva allora 20 anni: era bella, d'una bellezza seria e soave: alta di statura, bianca di carnagione, due grosse onde di ciocche brune inanellate ornavano poeticamente quel volto, pallido, illuminato da due grandi occhi espressivi. Vestiva un abito azzurro e bianco, colori del cielo a cui era destinata, e portava in fronte un gran diadema di brillanti. Non ballò, perché la rigida etichetta non lo permetteva. Attratta da quella simpatica, distinta e ad un tempo così modesta personalità, non ebbi occhi e simpatie che per lei, la sola attraente tra quelle teste coronate".
Erano presenti anche la madre, la regina Maria Teresa d'Asburgo-Este, e le sorelle maggiori di Maria Cristina, Maria Beatrice, duchessa di Modena, e Maria Teresa, duchessa di Lucca. La regina madre era nota per il carattere deciso e per le sue posizioni politiche conservatrici. Ostile a Carlo Alberto di Savoia, lo soprannominava in piemontese testa brusà ("testa bruciata"), mentre era solita riferirsi a Cesare Balbo con l'epiteto dialettale di "coul strasson" ("quello straccione").
Il 21 novembre 1832 Maria Cristina sposò Ferdinando II delle Due Sicilie nel Santuario di Nostra Signora dell'Acquasanta, presso Genova. Regolo, p. 238 Con il matrimonio assunse il titolo di regina consorte delle Due Sicilie.
Regina delle Due Sicilie
Maria Cristina era di sentimenti religiosissimi ed estremamente devota A stento si riuscì a farle rinunciare alla vita monacale per quella coniugale; cfr. la nota di Umberto Renda in L. Settembrini, Ricordanze della mia vita, Torino, Paravia, 1944, p. 27 (n.1): cristiana fervente, si trovò a vivere in una corte il cui stile di vita era molto lontano dalla sua sensibilità. Con il marito, esuberante, vi era qualche difficoltà di relazione, ma la donna riuscì a ingentilirne, se non i costumi, perlomeno la politica repressiva. Nei pochi anni in cui fu regina riuscì a impedire l'esecuzione di tutte le condanne capitali e «finché ella visse tutti i condannati a morte furono aggraziati» L. Settembrini, cit., p. 27.
Non ebbe comunque l'opportunità di avventurarsi in altre ingerenze politiche: si dedicò prevalentemente ad azioni di bontà verso i poveri e i malati. Donna di grande mitezza, si fece ben volere da tutti e seppe anche reagire con intelligenza agli scherzi del marito: un aneddoto vuole che un giorno, quando la regina stava sedendosi al pianoforte, Ferdinando le abbia tirato indietro la seggiola ridendo, sentendosi rispondere: «Credevo di aver sposato il re di Napoli, non un lazzarone» A. Luzio, Garibaldi, Cavour e Verdi, Torino, Fratelli Bocca, 1924, p. 459.
In ogni caso, contrariamente a quanto creduto, la "Reginella Santa", come veniva chiamata dai napoletani, amava Ferdinando II. All'interno della sua nuova famiglia, Maria Cristina si legò moltissimo alla cognata, la principessa Maria Antonietta, di due anni minore di lei. Le due, però, si dovettero separare quando la principessa partì per Firenze in vista del matrimonio, celebrato il 7 giugno 1833, col granduca di Toscana Leopoldo II. Maria Cristina in seguito scrisse: «Fu per me una grande afflizione il dovermi separare da mia cognata Antonietta che è tanto buona e colla quale aveva già legata un'intima amicizia»Regolo, p. 349.
Morte
Maria Cristina morì il 21 gennaio 1836, a Napoli, a seguito delle complicazioni del parto del suo unico figlio, Francesco di Borbone-Due Sicilie, nato il giorno precedente. Aveva meno di ventiquattro anni. Il figlio, alla morte del padre Ferdinando II nel 1859, l'unico genito salì al trono come Francesco II delle Due Sicilie, divenendo l'ultimo sovrano del Regno delle Due Sicilie. La memoria di Maria Cristina rimase particolarmente viva nella famiglia reale borbonica: Francesco II fu educato nel culto della madre, venerata nell'ambiente dinastico con l'appellativo di "Regina Santa".
Il 9 gennaio 1837, meno di un anno dopo la morte della consorte, Ferdinando II sposò in seconde nozze Maria Teresa d'Asburgo-Teschen. All'unica figlia di Francesco II e di sua moglie Maria Sofia di Baviera, una bambina che nacque quando i genitori erano già in esilio, venne dato il nome della nonna. La piccola Maria Cristina Pia visse però solo alcuni mesi. All'interno del Bosco di Capodimonte vi è una grotta in tufo dedicata alla regina Maria Cristina e nel 2021 si sono avviati i lavori per il recupero e il consolidamento del sito.
Memoria e culto
Processo di beatificazione Dopo la morte di Maria Cristina, il marito Ferdinando II delle Due Sicilie promosse l'avvio della causa di beatificazione della consorte. A oltre trent'anni dalla sua scomparsa, la Santa Sede riconobbe le virtù eroiche della regina, proclamandola venerabile. La causa di beatificazione e canonizzazione rimase successivamente sospesa per diversi decenni. Fu riavviata nei primi anni Duemila grazie all'iniziativa dei Convegni di cultura "Maria Cristina di Savoia". Con lettera del 17 novembre 2004, firmata dalla presidente Margherita Elia Leozappa, e previa approvazione del Consiglio nazionale del 26 maggio 2004, venne conferito a padre Luca De Rosa, O.F.M., l'incarico di postulatore della causa presso la Congregazione delle cause dei santi. Il mandato fu accolto e approvato dalla Congregazione con atto del 3 dicembre 2004.
Il 2 maggio 2013 papa Francesco, ricevendo in udienza privata il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, autorizzò la promulgazione del decreto relativo a un miracolo attribuito all'intercessione di Maria Cristina, aprendo così la strada alla beatificazione.
Beatificazione
Il rito di beatificazione si svolse il 25 gennaio 2014 nella Basilica di Santa Chiara a Napoli, dove Maria Cristina è sepolta e dove si trova il pantheon dei sovrani borbonici. La celebrazione eucaristica fu presieduta dal cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli, con la partecipazione del cardinale Angelo Amato, in qualità di legato pontificio, di Renato Raffaele Martino e dagli arcivescovi Tommaso Caputo, Armando Dini, Fabio Bernardo D'Onorio, Arrigo Miglio e Mario Milano . Alla cerimonia erano presenti il duca e la duchessa di Castro, il principe don Pedro di Borbone con la moglie Sofia e i figli, Anna di Francia, duchessa vedova di Calabria, il duca Amedeo e la duchessa Silvia d'Aosta, la principessa Clotilde di Savoia e il principe Sergio di Jugoslavia in rappresentanza del principe Vittorio Emanuele di Savoia, la principessa Maria Gabriella di Savoia, dom Duarte Pio, duca di Braganza, oltre a esponenti delle case di Borbone e d'Asburgo-Lorena.
Per la beatificazione la Chiesa cattolica riconobbe come miracolosa la guarigione di Maria Vallarino, affetta dal 1866 da un tumore maligno alla mammella destra e da una lesione tumorale alla mammella sinistra. Secondo la documentazione della causa, la donna rifiutò l'intervento chirurgico e ricorse all'intercessione della venerabile Maria Cristina attraverso una reliquia ex indumentis. La guarigione fu ritenuta inspiegabile dal punto di vista medico e definitiva, poiché la donna visse per altri trentanove anni senza recidive.
Ascendenza
Onorificenze
Altre Distinzioni Protettrice della Real Arciconfraternita e Monte di San Giuseppe dell'Opera di Vestire i Nudi in quanto Regina consorte del Regno delle Due Sicilie, Napoli (Italia)cfr. url: https://www.sangiuseppedeinudi.org/reali-e-papi/ .
Note
Bibliografia Antonio Bresciani, La venerabile Maria Cristina di Savoia regina delle Due Sicilie, Roma, Civiltà Cattolica, 1859. Alberto Amante, Maria Cristina di Savoia. Regina delle Due Sicilie (1812-1836), Torino, Paravia, 1933. Luciano Regolo, La reginella santa - Tutto il racconto della vita di Maria Cristina di Savoia sovrana delle Due Sicilie. Milano, Simonelli Editore, 2000. ISBN 88-86792-22-0. Renata De Lorenzo, Maria Cristina di Savoia. Regina delle Due Sicilie, Dizionario biografico degli Italiani, Treccani, vol.70, 2008. Renata De Lorenzo, Una piemontese a Napoli: Maria Cristina di Savoia, in M. Mafrici (a cura di), All'ombra della corte. Donne e potere nella Napoli borbonica, Napoli, Fredericiana Editrice Universitaria, 2010, pp. 157-167. ISBN 978-88-8338-095-2. Gianni Califano, Maria Cristina di Savoia. Regina delle Due Sicilie, Gorle, Velar, 2012. Cristina Siccardi, 'Sono Maria Cristina'. La Beata Regina delle Due Sicilie, nata Savoia, Cinisello Balsamo (MI), San Paolo, 2015. ISBN 88-215-9652-4. Nadia Verdile, Regine. Spose bambine, eroine e sante dall'Europa alla corte di Napoli, Lucca, Maria Pacini Fazzi Editore, 2018. Paolo Cau, Dal diario di Francesco d'Austria-Este: i due soggiorni in Sardegna, in "Quaderni Estensi", rivista online dell'Archivio di Stato di Modena, della Galleria Estense e della Biblioteca Estense, n.6, p. 348÷366.
Voci correlate Ferdinando II delle Due Sicilie Francesco II delle Due Sicilie Ponte Maria Cristina Ludovico da Casoria Madonna del Pozzo
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