La chiesa di Santa Maria e di San Iacopo è un edificio sacro che si trova in località Lammari a Capannori.
Storia e descrizione Citata nel 904, fu ricostruita alla fine dell'XI secolo. Nel Quattrocento l'originario impianto a tre navate fu eliminato riducendo l'interno a una sola ampia aula e si iniziò a ristrutturare la facciata (intervento non portato a termine) con un nuovo portale. La nuova chiesa dovette essere completata intorno al 1490, tanto che a partire dall'ultimo decennio del secolo e nel primo Cinquecento la chiesa fu dotata di importanti arredi rinascimentali solo in parte conservati.
Alla fine del XVIII secolo l'edificio fu completamente rinnovato, rialzandolo e dotandolo di cupola e transetto e ampliando il presbiterio.
La facciata e il fianco sinistro sono le uniche parti che conservano tracce del paramento originario, con resti dell'apparato decorativo: quest'ultimo presenta un portale con lunetta e ghiera in calcare bianco, e un tratto del coronamento ad archetti pensili sostenuti da mensole con ornamenti fitomorfi e animali alternati a motivi ad ovoli e dentelli. In facciata, sopra il quattrocentesco portale di Marco di Leonardo da Como, firmato e datato 1453, sono inseriti tre bassorilievi, parte originariamente della tomba del pievano Lieto, legata all'attività di Biduino (seconda metà del XII secolo).
L'interno ad aula unica conserva alcune notevoli opere d'arte che erano parte delle decorazioni realizzate tra Quattrocento e Cinquecento. Alla parete destra è il Tabernacolo del Corpo di Cristo scolpito da Matteo Civitali, con la sua bottega, tra 1496 e 1501, l'ultima opera del maestro in territorio lucchese. Un corto recinto aperto al centro forma uno spazio introduttivo all'edicola che, nella finestra centrale incorniciata da decorazioni prospettiche illusive di una maggiore profondità della realtà, contiene la figura di Cristo in Pietà, di altissima qualità nell'equilibrio tra naturalismo, classicismo e devozione. Essa è sormontata da una lunetta con gli strumenti della Passione, poggia su un basamento con calici eucaristici ed è affiancata da rilievi con candelieri accesi, tutti eseguiti con grande finezza.
La tavola con la Madonna con il Bambino e i Santi Antonio Abate, Bartolomeo e Nicola di Bari di Agostino Marti, che il restauro completato nel 2022 ha rilevato un'opera di altissima qualità, con eleganti richiami alla pittura fiamminga e a quella di Leonardo, è collocabile tra 1505 e 1510 circa.La Fragilità e la Forza. Antonello da Messina, Bellini, Carpaccio, Giulio Romano, Boccioni, Manet, 200 capolavori restaurati, XIX edizione di Restituzioni. Tesori d'arte restaurati, catalogo di mostra, Milano, 2022, pagg. 398 - 407.
In una nicchia della crociera è collocato un San Leonardo in terracotta policroma di Matteo Civitali, che faceva parte di un trittico realizzato nel 1497, completato da due tavole di Michelangelo di Pietro Membrini con San Biagio e Santa Lucia, con i committenti, oggi nella collezione lucchese dei Mazzarosa e incorniciato da una carpenteria di Masseo Civitali e Biagio da TerricciolaMaria Teresa Filieri, Matteo Civitali, San Leonardo, Michele Angelo di Pietro, San Biagio vescovo e un committente; Santa Lucia e una committente, in "Matteo Civitali e il suo tempo. Pittori, scultori e orafi a Lucca nel tardo Quattrocento", catalogo della mostra, Cinisello Balsamo, 2004, pagg. 490 - 492..
Due Angeli in marmo ancora anonimi sono conservati nella cappella dei Santissimo, mentre nella cappella del battistero è il fonte battesimale, commissionato nel 1501 a Lorenzo di Pantaleone ed Antonio da Massarosa, una versione ridotta all'essenziale, quasi del tutto priva di ornamenti, di modelli civitaleschi.
La chiesa conserva anche una Natività di Gherardo delle Catene, commissionata nel 1539.
In controfacciata, su di una cantoria del 1681, è collocato un prezioso organo di Domenico Cacioli (seconda metà del Seicento). Il campanile ospita un concerto di 4 campane più due campanoni, i quali, con i rispettivi pesi di 28 e 32 quintali, risultano le campane più grandi della provincia di Lucca e fra le più grandi montate sui campanili in Italia. Le campane furono fuse dalla Fonderia Lera, che si trovava a pochi passi dal campanile.
Note
Bibliografia
Maria Teresa Filieri, Il rinnovamento delle chiese lucchesi alla fine del Quattrocento, in "Matteo Civitali e il suo tempo. Pittori, scultori e orafi a Lucca nel tardo Quattrocento", catalogo della mostra, Cinisello Balsamo 2004, pp. 207 - 235.
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