La chiesa di San Bartolomeo a Ruota è un edificio sacro che si trova in località Ruota a Capannori. Storia e descrizione Risalente all'XI secolo, a navata unica con abside, è stata alterata nel corso dei secoli. Solo la zona absidale conserva caratteri medievali ben definiti; la facciata è quasi completamente rimontata, riutilizzando materiale originale, tra cui alcune bozze decorate da motivi a intreccio, e così i fianchi. Nell'abside la muratura è a filari regolari di bozze squadrate con un coronamento ad archetti pensili sostenuti da mensole che costituiscono una versione più tarda di apparati decorativi arcaici.
All'interno è la monumentale tavola con la Madonna in trono fra i Santi Bartolomeo, Giovanni Evangelista, Maddalena e Apollonia di Vincenzo Frediani, datata 1488 nell'iscrizione dipinta alla base del trono. Nel dipinto il pittore rinuncia all'intelaiatura architettonica tipica delle sacre conversazioni ispirate al Ghirlandaio e a Lorenzo di Credi. Punti di riferimento spaziali dell'affollata composizione in cui giganteggiano personaggi sacri di sottile espressività, di impronta filippinesca, rimangono solo il trono e il paesaggio nello sfondo, come nei modelli del fiorentino a Lucca. L'opera è contenuta in una cornice-tabernacolo comprendente una lunetta ed una predella di Zacchia da Vezzano e datata 1544 in un'iscrizioneGigetta Dalli Regoli, Vincenzo Frediani, Sacra conversazione, in "Matteo Civitali e il suo tempo. Pittori, scultori e orafi a Lucca nel tardo Quattrocento", catalogo della mostra, Cinisello Balsamo, 2004, pagg. 454 - 455..
Dello stesso Frediani la chiesa possiede anche una bandinella processionale che mostra su una faccia la Visitazione e sull'altra San BartolomeoGigetta Dalli Regoli, Vincenzo Frediani, Bandinella processionale, in "Matteo Civitali e il suo tempo. Pittori, scultori e orafi a Lucca nel tardo Quattrocento", catalogo della mostra, Cinisello Balsamo, 2004, pag. 456..
In chiesa è anche conservata una scultura lignea che raffigura la Madonna in trono con il Bambino (metà del Trecento).
Il campanile ospita due antiche campane in Sol3, fuse da Ludovico Bimbi di Villa Collemandina (la grossa nel 1768 e la piccola nel 1758).
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