Blasted è la prima opera teatrale della drammaturga britannica Sarah Kane.Nel volume che comprende tutte le sue opere teatrali, pubblicato da Einaudi nel 2000, è tradotta con il titolo Dannati. Cfr.: Messa in scena a Londra nel gennaio del 1995, per la regia di James Macdonald, nella piccola sala da 65 posti del Royal Court, l’Upstairs Theatre, solitamente dedicata agli autori esordienti, ricevette un giudizio quasi unanimemente negativo da parte della critica..
Trama
Blasted è ambientato a Leeds in una costosa camera d'albergo, in cui si incontrano Ian, un giornalista scandalistico di mezza età, alcolizzato e malato terminale, e Cate, una giovane con deficit intellettivo e sofferente di crisi di epilessia, con cui l'uomo ha avviato anni prima una relazione, quando lei era ancora un'adolescente.
Nelle prime scene, le personalità dei due risultano opposte: Ian ha un carattere violento, impetuoso, è dominato dalla brama sessuale, sfoggia con orgoglio la sua omofobia e xenofobia, porta una pistola nella fondina sotto l'ascella e le sue frasi abbozzate lasciano intuire che è coinvolto in affari poco chiari; Cate ha difficoltà ad esprimersi, balbetta, è priva di una vita autonoma, convive con la madre e il fratello disabile, esprime ingenuità, spensieratezza e vulnerabilità: mentre si trova nella stanza d'albergo, cade due volte in preda a convulsioni, durante le quali perde la cognizione della realtà.
Ian, utilizzando varie strategie, alternando insulti e lusinghe, cerca di indurre Cate a fare sesso con lui, ma la ragazza non accetta; alle dichiarazioni d'amore dell'uomo, risponde affermando di non amarlo, di avere un fidanzato e di aver accettato quell'incontro solo perché lo ha visto infelice. Dopo che Ian la stupra, Cate la mattina successiva decide di andarsene, non prima di assumere atteggiamenti mutevoli e contraddittori nei suoi confronti - di preoccupazione per la sua salute, ma anche di violenza e di rabbia - insultandolo, picchiandolo, praticandogli una fellatio conclusa infliggendogli un morso al pene.
Nel momento in cui Cate va in bagno, lasciando Ian solo nella stanza, entra un soldato armato e di lì a poco la camera d'albergo viene colpita da una bomba che ne sfonda il muro. Il soldato, con una pistola puntata alla tempia di Ian, gli racconta le atrocità cui ha assistito e preso parte durante la guerra: gli stupri, gli omicidi, le violenze di cui si è reso responsabile, che giustifica attraverso il racconto della morte della sua ragazza, torturata e uccisa da un soldato nemico dopo essere stata sottoposta a indicibili crudeltà. Poi rende Ian la sua vittima, lo sodomizza, lo acceca succhiandogli gli occhi.
Nella scena successiva Ian, privo della vista, giace accanto al soldato, morto suicida. Cate, che nel frattempo era fuggita dalla finestra del bagno, ritorna portando con sé una bambina, trovata abbandonata nella città invasa dai soldati; alla morte di questa la seppellisce con una benedizione cristiana, sotto le assi del pavimento. Dopo che Cate se ne va, Ian, rimasto solo, si masturba, defeca, ride, piange, abbraccia il soldato morto e, vinto dalla fame, disseppellisce il cadavere della bambina e lo mangia. Quando Cate ritorna, con salsiccia e gin, ricevuti dai soldati in cambio di prestazioni sessuali, si siede vicino alla testa di Ian, incastrato tra le assi del pavimento, con la pioggia che gli gocciola sulla testa, e lo nutre. L'opera si chiude con Ian che rivolge a Cate un'unica parola: "Grazie".
Ricezione critica
Lo spettacolo, pur essendo l'opera prima di una sconosciuta autrice ventitreenne, presentata ad una platea numericamente ristretta, diede luogo alla più grande controversia teatrale degli anni novanta: il suo regista, James Macdonald, qualche anno dopo il debutto, avrebbe definito l'opera "il meno visto e il più discusso dramma degli ultimi tempi”: rimasto in programma per circa tre settimane, in un teatro da 60 posti, il suo pubblico non superò di molto i 1.000 spettatori...
"Crudo nello stile, raccapricciante nei contenuti e sperimentale nella forma", Blasted ricevette recensioni fortemente e quasi unanimemente avverse, sia dai giornali conservatori che da quelli progressisti, spesso accompagnate da commenti ostili e indignati: il Daily Mail intitolò l'articolo This Disgusting Feast of Filth (Questo disgustoso banchetto di porcherie), il Daily Telegraph definì l'opera "un lavoro pigro e pacchiano senza un'idea in testa, oltre a un desiderio adolescenziale di scioccare"; il Guardian, attraverso il suo critico teatrale Michael Billington, ne riassunse i contenuti attraverso una lista di atti sessuali e di aberrazioni viste in scena: "masturbazione, fellatio, frottage, minzione, defecazione - ah, quelle vecchie feci familiari - stupro omosessuale, asportazione degli occhi e cannibalismo".
Altri drammaturghi, come Edward Bond e Harold Pinter ne elogiarono invece l'invenzione e il coraggio;. Caryl Churchill lo definì "un'opera tenera [...] in grado di muoversi nel surreale per mostrare i collegamenti tra la violenza locale, domestica e le atrocità della guerra".. Nel 2001, quando l'opera venne ripresentata nella sala principale del Royal Court, Blasted era ormai considerata una delle opere teatrali più importanti del suo decennio, già da qualche anno rivalutata anche dagli stessi critici, come ad esempio Michael Billington, che l'avevano stroncata al suo debutto...
Fuori del Regno Unito, Blasted venne accolto favorevolmente e riconosciuto come uno dei più importanti spettacoli britannici del decennio: soprattutto in Germania, ma anche in Italia le opere di Kane ricevettero un'ampia diffusione.(EN) Mary Luckhurst, Infamy and Dying Young: Sarah Kane, 1971–1999, in Mary Luckhurst, Jane Moody (a cura di), Theatre and Celebrity in Britain, 1660–2000, Houndmills, Palgrave, 2005, p 115, ISBN 978–1–4039–4682–9, OCLC 876564787
In Italia venne presentato per la prima volta al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino nell'ottobre del 1996, pochi giorni dopo il debutto europeo ad Amburgo.
Genesi dell'opera
Kane iniziò a comporre la sceneggiatura di Blasted mentre stava studiando a Birmingham, nel 1993; rappresentò quello che poi sarebbe diventato l'inizio, la Scena Prima dell'opera successiva, alla fine del suo anno di master di drammaturgia tenuto da David Edgar, dopo una serie di prove cariche di tensione, durante le quali molti studenti rifiutarono la loro collaborazione per le battute razziste e le scene di sessualità estreme che il dramma prevedeva.
Al suo debutto assistette l'agente Mel Kenyon che rimase colpita da questo spettacolo e lo propose come potenziale progetto alla Royal Court, aprendo così la strada alla carriera teatrale di Sarah Kane..
Questo lavoro venne inizialmente definito dalla sua autrice "un'opera teatrale su due persone in una stanza d'albergo, in cui c'era un completo squilibrio di potere, che ha portato l'uomo più anziano a violentare la donna più giovane".
Mentre era ancora impegnata nella sua scrittura, assistette ad un servizio sull'assedio di Srebrenica, trasmesso al telegiornale, che la indusse a interrogarsi sulle possibili connessioni tra lo stupro nella stanza di un albergo di Leeds, da lei previsto nel dramma, e gli avvenimenti in Bosnia: la risposta che si diede fu che esisteva un continuum morale ed emotivo fra i due eventi: "uno è il seme, e l'altro l'albero. Penso che i semi di una guerra su vasta scala possano sempre essere trovati nella civiltà in tempo di pace".. Avrebbe confermato questo concetto in un'altra intervista: «La conclusione logica dell'atteggiamento che produce uno stupro isolato in Inghilterra sono i campi di stupro in Bosnia, e la conclusione logica del modo in cui la società si aspetta che gli uomini si comportino è la guerra."
In Blasted, la frattura tra la prima metà dell'opera, focalizzata sulle dinamiche di relazione fra un uomo e una donna in una stanza d'hotel, e la seconda parte in cui questo spazio privato viene trasformato in uno scenario di guerra, è frutto del cambiamento avvenuto durante il processo creativo, determinato dalle notizie che giungevano dalla guerra civile in atto nella ex Jugoslavia.. Nella versione definitiva, tuttavia, la nazionalità e l'etnia del soldato, senza nome, non sarebbero state esplicitate, né sarebbe mai comparso alcun riferimento al conflitto bosniaco.
Influenze Kane indicò in un'intervista gli autori cui si era ispirata e che informano la struttura compositiva di Blasted: "Per me ci sono tre sezioni: la prima è stata molto influenzata da Ibsen, la seconda da Brecht e la terza da Beckett.”.
Samuel Beckett
L'influenza di Beckett è evidente non solo nello stile, nell'uso di un linguaggio essenziale, ma anche nella condivisione di temi e immagini presenti nella sua opera più nota, Aspettando Godot, La relazione di reciproca dipendenza di Ian e Cate risulta simile a quella di Vladimir/Estragon, i due vagabondi che, nell'attesa di qualcosa che non si compie, non riescono a separarsi, e a quella della coppia padrone/servitore Pozzo/Lucky: nonostante quest'ultimo sia vessato e tenuto al guinzaglio da Pozzo, quando avrà la possibilità di liberarsi da lui, non riuscirà a farlo.. Comune alle due opere è anche il motivo dell'intrappolamento, del confinamento in uno spazio angusto, delimitato, una sorta di rifugio (la camera d'albergo, l'albero), dal quale i protagonisti non riescono a distaccarsi.
Nella scena quarta di Blasted, la condizione in cui si trovano Cate e Ian, dopo lo stupro subito da quest'ultimo da parte del soldato e il ritorno della ragazza in albergo, richiama, a ruoli invertiti, quella in cui si trova la coppia di Beckett in Giorni Felici, con Winnie sepolta fino al collo nella sabbia, mentre Willie è ancora in grado di muoversi. Qui Cate è libera di muoversi, mentre Ian, accecato, intrappolato, con la testa che esce dalle assi del pavimento, "costretto nella posizione passiva del femminile", desidera una fine che non arriva mai.. Shakespeare
Kane dichiara espressamente fra le fonti di Blasted il Re Lear di Shakespeare, una delle opere più cupe del Bardo. Ne avrebbe avviato la rielaborazione fin dalle prime bozze di Blasted, quando era studentessa a Birmingham: la scena della tempesta che infuria nella brughiera in cui Lear viene abbandonato dal Duca di Cornovaglia (Re Lear, Atto terzo, Scena II), e che lo porta a perdere la ragione, trova il suo equivalente drammatico nella scena della bomba che colpisce la camera d'albergo in cui si trovano Ian e Cate, un'esperienza catastrofica che, attraverso la figura del soldato, conduce Ian in uno stato di terrore e di assoluta solitudine, gli fa scendere tutti i gradini della condizione umana.Così precisa Kane: "Ho deciso di prendere le attività umane più basilari - mangiare, dormire, masturbarsi, cagare - e vedere quanto possono essere orribili quando sei davvero solo, il che è piuttosto orribile. Ma, come una scena di tempesta allo stesso modo di Re Lear, suppongo che lo diventi, perché Ian scende più in basso che può - lo fa davvero.
Anche la scena precedente, chiamata dalla stessa Kane "la scena di Dover di Ian", in cui quest'ultimo tenta inutilmente di suicidarsi con la pistola del soldato, fornitagli da Kate su sua richiesta, dopo averne estratto i proiettili, richiama una scena di Lear, quella in cui Gloucester accecato chiede al figlio Edgar di aiutarlo a buttarsi dalla scogliera di Dover, e viene da questi ingannato per impedirne il suicidio (Lear, Atto quarto, Scena VI)..