La concimazione è una tecnica agricola che contempla l'apporto di fertilizzanti allo scopo di aumentare la dotazione del terreno in uno o più elementi nutritivi al fine della nutrizione minerale delle piante agrarie.

Scopo La concimazione rientra nella più ampia categoria delle tecniche di fertilizzazione; per definizione modifica una parte delle proprietà chimiche del terreno (nella fattispecie la composizione chimica) con la sola finalità di soddisfare il fabbisogno nutritivo delle colture. Si distingue pertanto dall'ammendamento in quanto il miglioramento delle proprietà fisiche esula dai suoi scopi. Si distingue altresì dalla correzione in quanto con la concimazione non s'intende modificare il pH.

Diversi concimi hanno un effetto ammendante o correttivo, perciò possono esserci casi in cui la concimazione è secondariamente ammendante o correttiva, in relazione ai quantitativi di fertilizzanti apportati: Effetto ammendante. L'effetto ammendante della concimazione si ottiene soprattutto con l'apporto di concimi organici: la concimazione organica in genere incorpora rilevanti quantitativi di fertilizzante (dell'ordine di decine o centinaia di quintali ad ettaro), perciò il considerevole apporto di sostanza organica si riflette, dopo l'umificazione, con un miglioramento della struttura del terreno. La concimazione minerale può avere un effetto ammendante solo quando si somministrano concimi chimici a basso titolo e ricchi di calcio nei terreni acidi poveri di sostanza organica. In questi terreni, infatti, lo stato strutturale è determinato principalmente dai colloidi minerali con un basso grado di saturazione basica; il calcio ha perciò un effetto positivo nel miglioramento della struttura. D'altra parte i ridotti quantitativi di fertilizzanti somministrati con la concimazione minerale (dell'ordine di poche unità di q/ha, quasi sempre inferiore a 10) fanno sì che l'effetto ammendante della concimazione minerale sia sempre blando e temporaneo. Effetto correttivo. L'effetto correttivo della concimazione è alquanto limitato e si ottiene, attraverso la concimazione minerale, con l'impiego di concimi costituzionalmente o fisiologicamente non neutri. Sono concimi costituzionalmente acidi o basici quelli composti da sali soggetti a idrolisi salina; sono concimi fisiologicamente acidi o basici quelli che producono un residuo anionico o cationico per effetto dell'assorbimento biologico differenzialeAd esempio, il nitrato di calcio è fisiologicamente basico perché le piante assorbono in maggiore quantità lo ione NO3- lasciando un residuo basico sotto forma di ioni Ca++.. In ogni modo, a causa dell'elevato potere tampone del terreno e dei modesti quantitativi di materiali incorporati con la concimazione minerale, l'effetto correttivo della concimazione è molto blando e poco duraturo e si manifesta solo con un effetto cumulativo allorché, nel corso degli anni, si effettui la concimazione ricorrendo sempre agli stessi concimi.

Da quanto detto in precedenza, la distinzione tra concimazione, ammendamento e correzione sembrerebbe alquanto labile, in realtà è il contesto che delinea in modo evidente la tipologia d'intervento: Apporto di un concime minerale: è sempre limitato a pochi quintali ad ettaro, perciò anche un eventuale effetto secondario ammendante o correttivo è blando e poco duraturo. Un caso particolare è la calce agricolaCalce idrata poco raffinata usata per scopi agricoli: trattandosi di un materiale contenente ossido di calcio (CaO) e ossido di magnesio (MgO), la calce è contemporaneamente un concime (magnesio e calcio sono macroelementi della fertilità), un correttivo (l'idrossido di calcio è una base moderatamente forte, perciò aumenta il pH), un ammendante (calcio e magnesio aumentano il grado di saturazione basica dei colloidi favorendone la flocculazione e migliorando lo stato strutturale). L'apporto di pochi quintali ad ettaro di calce è una concimazione a tutti gli effetti, mentre l'effetto correttivo è praticamente trascurabile. Nel caso si apportino invece diverse decine di quintali ad ettaro si può parlare di correzione. L'effetto ammendante della calce, infine, è sempre secondario rispetto sia alla concimazione sia alla correzione. Apporto di un concime organico: se è limitato a pochi quintali o poche decine di quintali, l'intervento è una concimazione a tutti gli effetti, mentre l'azione ammendante è solo secondaria e blanda; se invece si incorporano quantitativi dell'ordine di centinaia di quintali si parla di ammendamento e, contemporaneamente, di concimazione di fondo o di arricchimento.

Classificazione Non esiste una vera e propria classificazione schematica delle tipologie di concimazione, tuttavia alcuni tipi d'intervento hanno una denominazione specifica in relazione alla finalità, alla modalità di esecuzione, alla natura dei concimi impiegati.

Concimazione ordinaria In generale la tecnica, indipendentemente dalla modalità di esecuzione, ha i presupposti di una concimazione ordinaria di mantenimento, eseguita secondo il principio dell'anticipazione. Con questa finalità, la concimazione ha lo scopo di mantenere stabile nel tempo la dotazione di elementi nutritivi del terreno, prevenendo perciò il progressivo impoverimento causato in parte dall'asportazione del raccolto e in parte dai fattori naturali d'impoverimento (dilavamento, volatilizzazione, insolubilizzazione, erosione, ecc.). La concimazione di mantenimento si pratica applicando due principi alternativi: Principio della restituzione: si restituiscono al terreno i quantitativi di elementi nutritivi effettivamente asportati dalla coltura con il prelievo dei prodotti, al lordo delle perdite naturali. Principio dell'anticipazione: si somministrano al terreno i quantitativi di elementi nutritivi che saranno asportati dalla coltura in atto al lordo delle perdite naturali. Apparentemente non dovrebbe esserci differenza, nel lungo periodo, fra restituzione e anticipazione, tuttavia è buona prassi quella di applicare il principio dell'anticipazione: l'anticipazione degli elementi conferisce al terreno uno stato di fertilità chimica più elevato rispetto a quello medio. Le colture particolarmente esigenti in uno o più elementi della fertilità possono avvantaggiarsi dell'anticipazione in quanto si sviluppano in un terreno più fertile; per questo motivo la concimazione si effettua in generale all'inizio del ciclo colturale oppure frazionando una parte della dose di concime in più interventi sul ciclo in corso.

Va tuttavia precisato che nell'ambito di una rotazione colturale i due principi possono essere applicati in modo elastico secondo la risposta delle differenti colture, ottimizzando la tecnica in un vero e proprio piano di concimazione pluriennale. Per capire il concetto si può fare riferimento alla concimazione potassica nell'esempio semplificato di una rotazione quadriennale, in un terreno tendenzialmente argilloso, con la seguente successione: barbabietola-frumento-pomodoro-orzoL'alternanza a cadenza biennale del pomodoro e della barbabietola sullo stesso terreno può causare fenomeni di stanchezza a causa della stessa suscettività, di entrambe le colture, ad alcune avversità parassitarie (in particolare nematodi), perciò sarebbe auspicabile il distanziamento delle due colture. In passato poteva essere giustificato dall'alta redditività delle due colture e, quindi, dall'esigenza di investire una quota consistente della superficie agraria utilizzata in colture industriali ad alto reddito. Questo schema di rotazione è ormai obsoleto per via della regolamentazione comunitaria (quote di coltivazione) e degli andamenti di mercato che hanno drasticamente ridimensionato la diffusione della bieticoltura e stanno minacciando quella del pomodoro. In ogni modo è utile come esempio specifico per evidenziare il ruolo di un piano di concimazione su base poliennale..

La barbabietola è una classica coltura potassofila che asporta ingenti quantitativi di potassio, tuttavia risponde poco alla concimazione potassica nei terreni argillosi, in quanto assorbe il potassio utilizzando anche forme immobilizzate non disponibili per altre colture (il potassio fissatoCon la denominazione di potassio fissato si indicano gli ioni che sono legati all'interno degli spazi compresi fra i foglietti del reticolo cristallino dei minerali argillosi. e, a maggior ragione, quello scambiabileIl potassio scambiabile è quello adsorbito sulla superficie esterna dei minerali argillosi e, in generale, dei colloidi, in equilibrio con la frazione solubile..

I cereali (orzo e frumento) sono colture prevalentemente esigenti in azoto e fosforo, pur asportando apprezzabili quantitativi di potassio. Il potassio asportato dai cereali si accumula in gran parte nella paglia, perciò, nell'ipotesi in cui la paglia non venga asportata dall'azienda, sarà restituito al terreno dai residui colturali. In ogni modo, i cereali autunno-vernini non rispondono alla concimazione potassica nei terreni che hanno già una discreta dotazione.

Il pomodoro è una pianta potassofila e risponde in modo palese alla concimazione potassica, dal momento che questo elemento è fondamentale per l'accumulo degli zuccheri e per la colorazione delle bacche; inoltre risente dell'antagonismo fisiologico fra il potassio e gli elementi alcalino-terrosi (calcio e magnesio) eventualmente presenti in grandi quantità nel terreno. La coltura trae perciò vantaggio da un'elevata dotazione di potassio, soprattutto nei terreni neutri o tendenti all'alcalinità.

Sulla base di queste considerazioni si può calcolare il fabbisogno complessivo di potassio nell'ambito della rotazione quadriennale e al netto delle eventuali restituzioni con la paglia dei cereali (o con il letame nel caso l'azienda sia dotata di allevamento). Il quantitativo corrispondente al fabbisogno potrà essere frazionato destinandolo prevalentemente al pomodoro, riservandone una quota modesta alla barbabietola e al frumento e sospendendolo del tutto per l'orzo, che sfrutta egregiamente l'effetto residuo della concimazione potassica del pomodoro.

A prescindere dalle considerazioni fatte in precedenza, il dosaggio degli elementi nutritivi da apportare con la concimazione ordinaria dipende da molteplici fattori. Questo aspetto sarà affrontato nei paragrafi successivi.

Concimazione di fondo La concimazione di fondo ha carattere di straordinarietà e in generale si esegue una sola volta prima della messa a coltura di un terreno destinato alle coltivazioni erbacee oppure prima dell'impianto di una piantagione legnosa (vigneto, frutteto, oliveto, ecc.). Lo scopo della concimazione di fondo è quello di elevare lo stato di fertilità chimica del terreno apportando considerevoli quantitativi degli elementi nutritivi carenti, in modo da elevare la dotazione a livelli medio alti nello strato prevalentemente esplorato dalle radici (in media i primi 40 cm). Con le stesse finalità si effettua la concimazione di arricchimento quando si vuole elevare lo stato di fertilità di un terreno già in coltivazione. Questo caso si presenta quando non è mai stata effettuata una concimazione di fondo, oppure si sono applicati piani di concimazione errati, che, a causa di uno sfruttamento pluriennale del terreno, ne hanno determinato l'impoverimento.

Il dosaggio da applicare in una concimazione di fondo esula dalle esigenze delle specifiche colture e si basa esclusivamente sui risultati forniti da un'analisi chimico-fisica del terreno. I parametri da prendere in considerazione sono la dotazione specifica degli elementi nutritivi, la densità apparente, la tessitura. Gli orientamenti in funzione del contesto cambiano secondo gli elementi nutritivi, soprattutto in relazione alla loro mobilità nel terreno: