La Kuwait Petroleum Corporation (in arabo مؤسسة البترول الكويتية, Muʾassasat al-Bitrūl al-Kuwaytiyya; sigla KPC) è la compagnia petrolifera nazionale del Kuwait, interamente posseduta dallo Stato. Costituita nel 1980 come società capogruppo del settore petrolifero pubblico, controlla una filiera integrata che comprende l'esplorazione e la produzione di petrolio e gas naturale, la raffinazione, la petrolchimica, il commercio internazionale, il trasporto marittimo e la distribuzione di carburanti.

Le attività nazionali sono concentrate soprattutto nella Kuwait Oil Company (KOC), responsabile dellupstream, e nella Kuwait National Petroleum Company (KNPC), che gestisce la raffinazione e la distribuzione interna. All'estero il gruppo opera nell'esplorazione tramite la Kuwait Foreign Petroleum Exploration Company (KUFPEC) e nella raffinazione e commercializzazione tramite la Kuwait Petroleum International (KPI), nota ai consumatori con il marchio Q8. La flotta petrolifera è amministrata dalla Kuwait Oil Tanker Company (KOTC), mentre la Petrochemical Industries Company (PIC) riunisce le partecipazioni petrolchimiche.

Nell'esercizio chiuso il 31 marzo 2026 il gruppo ha registrato ricavi consolidati per 31,70 miliardi di dinari kuwaitiani, un utile netto di 2,15 miliardi e attività per 58,00 miliardi di dinari. Nello stesso esercizio la produzione nazionale di greggio ha raggiunto in media 2,72 milioni di barili al giorno e il tasso medio di lavorazione delle raffinerie kuwaitiane 1,167 milioni di barili al giorno.

Storia

Origini dell'industria petrolifera kuwaitiana

Le origini del gruppo risalgono al 1934, quando l'Anglo-Persian Oil Company — divenuta in seguito BP — e la statunitense Gulf Oil costituirono pariteticamente la Kuwait Oil Company (KOC) per sfruttare una concessione accordata dall'emiro Ahmad al-Jaber al-Sabah. Le perforazioni iniziarono nel 1936 e nel febbraio 1938 il pozzo Burgan-1 individuò quantità commerciali di petrolio nel Burgan, uno dei maggiori giacimenti convenzionali conosciuti. Lo sviluppo fu rallentato dalla seconda guerra mondiale; la prima esportazione commerciale partì il 30 giugno 1946 a bordo della petroliera britannica British Fusilier.

La crescita della produzione portò alla costruzione della raffineria di Mina al-Ahmadi, entrata in funzione nel 1949, e alla scoperta di altri campi, tra cui Raudhatain nel 1955. Parallelamente nacquero imprese kuwaitiane destinate a coprire le altre fasi della filiera: la Kuwait Oil Tanker Company nel 1957, la Kuwait National Petroleum Company nel 1960 e la Petrochemical Industries Company nel 1963. La prima petroliera della KOTC, la Kazimah, entrò in servizio nel 1959.

Negli anni settanta il governo aumentò progressivamente la propria partecipazione nelle concessioni. Nel 1975 completò la nazionalizzazione della KOC e trasferì allo Stato il controllo dell'intero settore degli idrocarburi.

Costituzione della KPC ed espansione internazionale

La KPC fu istituita il 27 gennaio 1980 come ente economico pubblico incaricato di coordinare le società petrolifere statali. Sotto la nuova capogruppo confluirono KOC, KNPC, KOTC e PIC, fino ad allora amministrate separatamente; l'obiettivo era integrare produzione, trasformazione e vendita e dotare lo Stato di un unico interlocutore commerciale internazionale. La proprietà delle risorse del sottosuolo e delle società rimase integralmente pubblica.

Nel 1981 KPC fondò la Kuwait Foreign Petroleum Exploration Company per acquisire e sviluppare riserve fuori dal Kuwait. Nello stesso periodo acquistò per 2,5 miliardi di dollari la società statunitense di perforazione Santa Fe International, una delle maggiori acquisizioni estere realizzate fino ad allora da un'impresa del Golfo. KPC ridusse poi la propria partecipazione in Santa Fe nel 1997; nel 2001 l'impresa si fuse con Global Marine formando GlobalSantaFe.

Nel 1983 la società rilevò gran parte delle attività di raffinazione e distribuzione della Gulf Oil nell'Europa occidentale e le attività danesi di BP, costituendo a Londra la Kuwait Petroleum International. Tra il 1984 e il 1987 l'espansione proseguì in Italia e in altri mercati europei; nel 1986 fu introdotto il marchio Q8, pronunciato in inglese in modo simile a Kuwait. Con questa strategia il Kuwait fu tra i primi produttori dell'OPEC a controllare una rete di vendita al dettaglio nei paesi consumatori.

Invasione irachena e ricostruzione

L'invasione del Kuwait da parte dell'Iraq il 2 agosto 1990 interruppe le attività della KPC nel paese. Durante l'occupazione furono danneggiati pozzi, centri di raccolta, oleodotti, raffinerie e terminali; nella ritirata del 1991 le forze irachene incendiarono centinaia di pozzi e provocarono estese fuoriuscite di greggio. La KPC e la KOC coordinarono, insieme a imprese internazionali e squadre kuwaitiane, la messa in sicurezza dei campi e il ripristino della produzione. L'ultimo pozzo in fiamme, Burgan 118, fu spento il 6 novembre 1991; secondo la cronologia ufficiale del gruppo, le squadre kuwaitiane chiusero 41 pozzi in 54 giorni.

Gli incendi produssero fumo, depositi di fuliggine e centinaia di laghi di petrolio, lasciando un problema di contaminazione del suolo che ha richiesto programmi di bonifica pluridecennali. L'evento fu nello stesso tempo una grave perdita produttiva e una delle maggiori emergenze ambientali associate all'industria petrolifera.

Negli anni successivi KPC ricostruì gli impianti nazionali, ripristinò le esportazioni e razionalizzò il portafoglio estero. La ripresa consolidò la divisione funzionale tra KOC per l'estrazione, KNPC per la raffinazione nazionale, KOTC per il trasporto e KPI per le attività downstream internazionali.

Riorganizzazione e grandi progetti

Nel 2002 fu costituita la Kuwait Gulf Oil Company (KGOC), incaricata di rappresentare gli interessi kuwaitiani nella Zona Divisa condivisa con l'Arabia Saudita. Le attività sono svolte mediante la Wafra Joint Operations, per l'area terrestre, e la Al-Khafji Joint Operations, per quella marittima, entrambe in cooperazione con società saudite.

Negli anni 2010 il gruppo avviò due programmi per aumentare la capacità e la qualità della raffinazione. Il Clean Fuels Project ammodernò le raffinerie di Mina al-Ahmadi e Mina Abdullah, collegandole operativamente e introducendo unità per combustibili a minore contenuto di zolfo; i principali contratti furono assegnati nel 2014 e il progetto fu completato nel 2021. La vecchia raffineria di Shuaiba fu chiusa nel 2017.

Per realizzare il nuovo polo di Al-Zour, nel 2016 KPC costituì la Kuwait Integrated Petroleum Industries Company (KIPIC). La società ricevette la gestione della raffineria, del terminale d'importazione di gas naturale liquefatto e del progettato complesso petrolchimico. La raffineria, progettata per 615 000 barili al giorno, iniziò l'avviamento alla fine del 2022, raggiunse per la prima volta la piena capacità nel febbraio 2024 e fu inaugurata ufficialmente il 29 maggio dello stesso anno.

All'estero KPC partecipò a due nuove raffinerie concepite anche come sbocco stabile per il greggio kuwaitiano: Nghi Son in Vietnam, operativa commercialmente dal 2018, e Duqm in Oman, entrata in piena operatività nel 2024. La prima è partecipata al 35,1% e la seconda al 50% tramite KPI.

Sviluppi dal 2024

Nel luglio 2024 KPC annunciò la scoperta in mare del campo Al-Nokhatha, a est dell'isola di Failaka. Le stime preliminari indicavano 2,1 miliardi di barili di petrolio leggero e 5,1 migliaia di miliardi di piedi cubi di gas, pari complessivamente a circa 3,2 miliardi di barili equivalenti. Nel gennaio 2025 seguì la scoperta offshore di Al-Julaia; le campagne esplorative furono proseguite nel 2025-2026 con altri pozzi nel settore marino.

Nell'aprile 2025 KPC avviò l'incorporazione di KIPIC nella KNPC, motivandola con la necessità di unificare le attività nazionali di raffinazione e ridurre la duplicazione delle strutture amministrative. Il 31 maggio 2026 il Supreme Petroleum Council approvò lo scioglimento di KIPIC e la fusione per incorporazione nella KNPC, alla quale passarono gli impianti e le obbligazioni della società.

Nel marzo 2026, durante una fase di grave tensione regionale e di blocco dei traffici nello stretto di Hormuz, KPC ridusse precauzionalmente produzione e lavorazioni e dichiarò la forza maggiore su alcune forniture. La decisione fu attribuita all'indisponibilità di navi e ai rischi per la navigazione; il gruppo dichiarò di essere pronto a ripristinare i livelli ordinari quando le condizioni lo avessero consentito.

Nel luglio 2026 KPC e KOC conclusero il cosiddetto Project Peregrine, un'operazione di lease and leaseback della rete di oleodotti con un consorzio formato da Blackstone, Brookfield e KKR. L'accordo, del valore contrattuale dichiarato di 16 miliardi di dollari, riguarda 13 condotte per circa 320 chilometri e ha una durata di 20,5 anni. KOC conserva il 51% e il controllo operativo della società comune, mentre agli investitori spetta il 49%; i proventi iniziali per KOC sono stati indicati in 7,85 miliardi di dollari.

Attività

KPC svolge funzioni sia industriali sia di coordinamento. La capogruppo definisce gli indirizzi strategici, consolida bilanci e investimenti, assegna risorse alle controllate e gestisce direttamente il commercio internazionale del greggio e di parte dei prodotti. Le società operative coprono i diversi passaggi della filiera.

Esplorazione e produzione in Kuwait

La Kuwait Oil Company ricerca, sviluppa e produce gli idrocarburi nel territorio e nelle acque kuwaitiane. Il portafoglio comprende il Grande Burgan nel sud-est, i campi settentrionali di Raudhatain e Sabriya, i campi occidentali di Minagish e Umm Gudair, i giacimenti giurassici di gas non associato e il progetto di petrolio pesante di South Ratqa. KOC amministra inoltre i centri di raccolta, le reti di condotte e i terminali di esportazione di Mina al-Ahmadi.

Nell'esercizio 2025-2026 la produzione nazionale di greggio ha raggiunto il traguardo aziendale di 2,72 milioni di barili al giorno per il secondo anno consecutivo. La capacità produttiva, distinta dall'estrazione effettiva soggetta anche alle quote OPEC+, era indicata dal governo in circa 3 milioni di barili al giorno all'inizio del 2026. La strategia del gruppo prevede di portarla a 4 milioni di barili al giorno entro il 2035 e mantenerla fino al 2040.

La Kuwait Gulf Oil Company gestisce per la parte kuwaitiana la produzione nella Zona Divisa con l'Arabia Saudita. Le operazioni a Wafra sono condotte con Saudi Arabian Chevron, mentre quelle offshore di Al-Khafji sono condivise con Aramco Gulf Operations. La KGOC segue inoltre, con la controparte saudita, il progetto del giacimento di gas di Dorra/Al-Durra.

Esplorazione e produzione internazionale

KUFPEC costituisce il ramo upstream internazionale. Partecipa, in genere come socio non operatore ma anche come operatore in alcuni progetti, a concessioni di petrolio e gas in Australia, Asia, Africa, Europa e Nordamerica. Nel 2026 dichiarava attività in nove paesi su cinque continenti. Nell'esercizio 2025-2026 la sua capacità produttiva era di circa 137 000 barili equivalenti al giorno e l'utile netto superava 348 milioni di dollari.

Il portafoglio viene modificato mediante acquisizioni, cessioni e sviluppo di nuove scoperte. Tra le operazioni recenti figurano la vendita nel 2023 degli attivi norvegesi a PGNiG Upstream Norway per 454 milioni di dollari e l'accordo del 2026 per acquistare da Shell il 20% dei progetti Orca e Sul de Orca in Brasile, subordinato alle autorizzazioni regolamentari.

Raffinazione e mercato interno

Dopo la fusione con KIPIC, KNPC riunisce le tre principali raffinerie nazionali:

Mina al-Ahmadi, il più antico polo di raffinazione del paese, ricostruito e ampliato più volte; Mina Abdullah, originariamente costruita dall'American Independent Oil Company e passata allo Stato negli anni settanta;