Teologo ed oratore domenicano, è stato Maestro Generale dell'ordine dei predicatori, dal 1414 fino alla sua scomparsa. Fu intellettuale molto colto, come dimostrano le dotte omelie che pronunciò durante i concili, piene di riferimenti letterari.

Biografia Nacque a Firenze da Anastasio, facoltoso commerciante di seta, e da Margherita Taoni. Professati i voti, per molti anni condusse una tranquilla vita di studi in Santa Maria Novella, di cui venne eletto Priore nel 1401. Scrisse soprattutto testi di argomento teologico e filosofico, fra i quali dei commentari ad Aristotele.

Nel 1409, durante l'ultima fase dello Scisma d'Occidente, prese parte al Concilio di Pisa, poi venne nominato Inquisitore a Bologna e, dopo soli pochi mesi, trasferito a Roma in qualità di Procuratore dell'ordine presso la Santa Sede.

Al tempo del Concilio di Costanza, cui partecipava come rappresentante della Repubblica fiorentina, venne eletto Maestro Generale dell'ordine assurto a nuova unità. Nel 1417 fu uno dei sei delegati italiani al conclave che elesse Martino V, in nome del quale ebbe l'onore di aprire il Concilio di Pavia del 1423.

Fu generoso sostenitore delle attività del fratello Gregorio Dati, mercante e diarista, cui non lesinò mai il suo aiuto economico.

Cardinale in extremis? È sepolto nella Cappella Rucellai in Santa Maria Novella, dove la sua lastra tombale in bronzo fu fusa e cesellata da Lorenzo Ghiberti tra il 1425 ed il 1426.

Non è certa la sua elevazione alla porpora cardinalizia«Dati Leonardo, Cardinale». In: Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica Vol. XIX, pp. 161-2 (Google libri). Una cronaca del XV secolo afferma che Leonardo Dati sia stato creato cardinale diacono da papa Martino V nel concistoro del 16 marzo 1425, giorno del suo decesso, e che i messi papali, inviati per annunciargli la notizia, abbiano adornato il suo feretro con le insegne cardinalizieMon. Ord. Praed. Hist. VIII, Romae, 1899, pp. 30 e segg., Citato in P. Viti, «Dati, Leonardo», Dizionario Biografico degli Italiani Vol. XXXIII p. 43. Tuttavia le fonti contemporanee e la stessa iscrizione tombale non fanno cenno alla porpora, per cui si ritiene probabile che Martino V avesse deciso di crearlo cardinale, ma la morte sopraggiunta abbia reso nulla la nomina.

Note

Bibliografia Paolo Viti, «DATI, Leonardo», in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 33, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1987.

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