La chiesa santuario di San Camillo de Lellis è una chiesa che si erge a Bucchianico, paese abruzzese dell'entroterra della provincia di Chieti.
È uno dei luoghi religiosi più visitati della regione, in quanto vi sono conservate alcune reliquie di san Camillo de Lellis. Il santo, patrono universale insieme a san Giovanni di Dio dei malati, degli ospedali e degli infermieri, è nativo di Bucchianico ed è il fondatore dell'Ordine dei chierici regolari ministri degli infermi ed è anche il patrono d'Abruzzo assieme a san Gabriele dell'Addolorata.
Storia Il convento e la chiesa si trovano nel centro storico, furono eretti nel XVII secolo sopra un palazzo ceduto a San Camillo dal marchese Marino Caracciolo, principe di San Buono in Abruzzo Citeriore, e feudatario di BucchianicoS. Cicatelli, Vita del P. Camillo de Lellis - manoscritta, a cura di P. Pietro Sannazzaro, Curia Generalizia Camilliani, Roma 1980, p. 211 Durante l'abbattimento avvenne un miracolo del santo, che preservò da un crollo un lavoratore, un affresco nella sagrestia del santuario ricorda tale avvenimento. Il santuario fu terminato nel 1690, come riporta la "legenda" del chiostro del convento, dove si trovano affreschi con scene di vita di San Camillo.
Architettura Esterno La chiesa è situata in Piazza San Camillo de Lellis, di fronte al fianco della chiesa di San Francesco, lungo corso Pierantoni, arteria principale del centro storico di Bucchianico. La facciata, collegata al palazzo natale di san Camillo, presenta un aspetto settecentesco di impianto regolare, scandito da due coppie di paraste con capitelli corinzi poste ai lati del portale principale. Nella parte centrale della trabeazione sono visibili festoni vegetali che si intrecciano ai capitelli; sopra di essi è collocata l’iscrizione «CONCIVI DIVO CAMILLO A.D. MCMXXI». La facciata si conclude con un frontone triangolare, al cui centro è posto lo stemma dell’ordine dei Camilliani. Al centro si apre una grande nicchia che ospita la statua del santo. L’impianto della chiesa è a navata unica con pianta rettangolare; sul retro si erge il campanile, di tradizione napoletana, a pianta quadrata, in laterizio, decorato da paraste angolari e concluso da una cuspide a cipolla.
Interno L'interno a navata unica, molto piccolo ma particolarmente elaborato: la volta è a botte con pennacchi e ricchissimo corredo di stucchi policromi, dove prevale la tonalità del verde acqua, entro i cui riquadri delle cornici vi sono gli stemmi dell'ordine Camilliano, in particolar modo la croce rossa; sulla controfacciata si trova la cantoria con l'organo a canne; lateralmente vi sono due altari per lato, sulla destra c'è la riproduzione della Santa Croce e dell'icona miracolosa camilliana della Madonna della Salite, ispirata a quella della Maddalena a Roma, mentre sulla sinistra si trova l'altare con alcune reliquie di San Camillo, tra cui frammenti del cuore.
Di particolar pregio è l'altare maggiore, a tabernacolo ligneo monumentale, diviso in tre scomparti, dei quali quello maggiore è incassato tra colonne tortili di modello berniniano per il baldacchino di San Pietro, con possente architrave ornamentale. Esso è suddiviso in tre pale, delle quali la centrale raffigurante San Camillo in trionfo benedicente. Una quarta piccola pala superiore mostra San Camillo nelle vesti di vescovo che piange la deposizione di Cristo.
Affreschi del 1690 decorano l'interno, in particolare la sacrestia, con rappresentazioni della vita del Santo. Gli affreschi sono suddivisi in questo ciclo: Madonna della Salute San Filippo Neri Storie della vita di San CamilloCripta'''
La cripta, dedicata a san Camillo de Lellis, occupa l’intera parte inferiore della chiesa superiore. Vi si accede dai due lati della controfacciata tramite scalinate laterali che convergono al centro. L’ambiente, a navata unica, è coperto da volte a crociera intonacate e decorate con motivi legati all’Ordine Camilliano. Lateralmente si aprono nicchie con vetrate istoriate raffiguranti episodi miracolosi attribuiti al santo, realizzate negli anni cinquanta del Novecento.
Il presbiterio è preceduto da un arco trionfale ribassato, arricchito da lampade votive dorate. L’altare è costituito da colonnine che racchiudono una statua dorata della Madonna; nelle nicchie laterali sono collocate ulteriori vetrate istoriate e reliquiari dell’Ordine. Sul lato sinistro sono esposti cimeli camilliani e documentazioni fotografiche delle missioni svolte a livello internazionale, mentre sul lato destro si trova un piccolo sacello-altare ispirato al Sancta Sanctorum del Palazzo Lateranense a Roma, con decorazioni ad archetti che raffigurano i dodici apostoli.
La cripta custodisce inoltre testimonianze di devozione legate all’intercessione di san Camillo, tra cui sciarpe e caschi donati da motociclisti sopravvissuti a incidenti. L’elemento principale è la teca sepolcrale, collocata entro una muratura scandita da tre archi, con al centro il sarcofago che conserva il corpo mummificato del santo, il cui volto è stato ricostruito in cera. La parte superiore della parete è decorata con un mosaico raffigurante un cielo stellato e cori angelici.
Nell’abside si trovano tre nicchie, di cui la centrale ospita una tela settecentesca con san Camillo in estasi davanti al Crocifisso. Le due laterali, su sfondo a mosaico, raffigurano rispettivamente «San Camillo tra un vescovo e san Francesco» e «San Camillo e san Giovanni Battista in adorazione della Madonna col Bambino».
La cripta moderna è del 1958 e conserva la reliquia del cuore del santo (il corpo è tumulato a Roma) con accanto la Fiaccola della carità ivi posta nel 1960 e benedetta da Giovanni XXIII. Il sepolcro contiene soltanto il corpo mummificato del santo.
Affresco della Madonna degli Infermi Si trova sulla seconda nicchia a destra della navata unica, si presume fosse stato realizzato nel 1690 ispirandosi all'affresco della Maddalena a Roma; l'autore è ignoto, ma l'opera venne commissionata al padre Tommaso Calcullo, Superiore di Bucchianico, dove visse dal 5 maggio 1687 al 20 marzo 1691, quando poi venne nominato Provinciale di Napoli. L'immagine camilliana di Roma era ben nota nel Regno di Napoli, varie copie furono fatte realizzate dal Padre Simonio, sicché a Milano, sino a Madrid, dal 1639 e definitivamente nel 1708 si ebbe il culto dell'immagine di Nostra Signora della Sanità.M. Vanti, Storia dell'ordine dei CC.RR. Ministri degli Infermi, II, Curia Generalizia Camilliani, Roma 1943-44, p. 2014
Per l'immagine di Bucchianico, negli atti dell'archivio dei Camilliani di Bucchianico, il priore Gennaro annota la presenza di un quadro della Madonna delle Grazie con la cornice d'oro, un quadro di San Sebastiano e un piccolo quadro della Maddalena. Una lettera del 26 novembre 1629 scritta al Superiore Padre La Cava di Bucchianico, si parla di un'immagine della Madonna Pellegrina; probabilmente si tratterebbe dell'icona della Madonna degli Infermi, la Vergine in primo piano che abbraccia il bambino molto più piccolo, con lo stemma dell'Ordine dei Camillaini.
Palazzo De Lellis - Casa natale Il palazzo De Lellis è una composta struttura rettangolare a due piani. Per onorare il santo sono state costruite la cappellina di San Camillo (XVII secolo, terminata nel 1712) e il museo del Capitano Giovanni de Lellis.
Il palazzo funge di accesso al chiostro centrale, molto piccolo, con un porticato di archi a tutto sesto, un pozzo centrale con l'acqua ritenuta miracolosa, e presso le mura una serie di tele ottocentesche che rievocano le scene di vita più interessanti di San Camillo, miste ai miracoli. Il palazzo, accessibile anche dalla cripta, oltre che dal piazzale fuori il santuario, ai piani superiori ospita una parte della congregazione di San Camillo di Bucchianico, nella parte accessibile dalla cripta del santuario, vi si trovano importanti reperti storici appartenuti al santo, oppure riguardanti la sua vita, la sua missione dell'ordine.
In tutto sono 4 sale, queste sono provviste di pannelli illustrativi che raccontano la storia della Chiesa Cattolica nella prima metà del Seicento, e di come San Camillo de Lellis riuscì ad introdurvisi a Roma, fondando l'ordine della Croce Rossa: Sala della tomba del Venerabile Nicola d'Onofrio (1943-1964), fervido camilliano abruzzese di Villamagna, morto prematuramente per un tumore al polmone. Sala dei cimeli: scarpa originale di San Camillo; copia originale della Vita di San Camillo de Lellis di Padre Sanzio Cicatelli, 1625; copia dell'atto firmato da San Camillo per l'istituzione a Bucchianico della Congrega dei Camilliani; varie litografie e xilografie di San Camillo de Lellis, raccolte e conservate nella sala Sala dei reliquiari: reliquiari dorati dei beati camilliani: Monsignor Domenico Bruno Barbarini, Errico Rebuschini, Giuseppina Vannini, Luigi Tezza. Sala della "vita di San Camillo": conserva cimeli appartenuti al santo, e riguardanti strettamente San Camillo, come l'originario sepolcro che ospitò le spoglie per 250 anni prima della nuova traslazione nel santuario, gli strumenti da chirurgo usati da San Camillo nelle sue opere di benficienza; Atti del processo canonico di beatificazione di San Camillo del 1681, copia originale, copia della Pratica per visitare gli infermi di Padre Iacovo Mancini, camilliano, stampata a Venezia nel 1669, una copia originale del Trattato del governo della peste e delle maniere di guardarsene di Ludovico Antonio Muratori, Modena 1714; il Ricettario per le malattie di Alessio Piemontese, Venezia, 1713.
Salone maggiore: un piccolo vestibolo introduce alla sala, qui vi sono vari cimeli delle missioni camilliane in Africa e in Asia, soprattutto bambole e gingilli della tradizione africana. Il salone è decorato con un grosso bassorilievo in pietra calcarea, addossato al muro, ritraente San Camillo nell'atto di offrire le cure alle gambe di un altolocato, Camillo è ripreso come il Cristo nella lavanda dei piedi; attorno vi sono varie anfore, olpi, brocche in maiolica abruzzese, probabilmente di Rapino, alcuni cimeli storici, altri di recente fattura, rifacendosi però alla tradizione locale; alcune opere sono di grande rilievo artistico, altre sono omaggi all'Ordine Camilliano, al comune di Bucchianico, e alla Regione Abruzzo. Si conserva a una parete uno dei ritratti più famosi di San Camillo, poi altre copie originali di trattati di medicina: Annali dei religiosi dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi, di padre Cosma Lenzi, Napoli 1641, la lettera autografa di San Camillo ai padri fratelli della confraternita a Palermo, del 14 maggio 1604, sempre una lettera di San Camillo alla municipalità di Bucchianico, datata 1606, il calco in gesso originale effettuato sul volto di San Camillo una volta morto, donato dalla basilica della Maddalena di Roma, un Compendiario della vita di San Camillo sotto forma di cantico, dettato da Giuliano Leonardo Basile, stampato a Napoli nel 1748, la Vita di San Camillo'' del padre Sanzio Cicatelli, stampata a Viterbo nel 1615, la copia della "Regola costituzionale dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi", stampata a Roma nel 1754.
Note
Collegamenti esterni
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