I procedimenti giudiziari a carico di Silvio Berlusconi sono stati molteplici e si sono svolti nel corso di circa quattro decenni, dalla seconda metà degli anni 1980 fino al 12 giugno 2023, giorno della sua morte. A tale data si contavano 32 processi conclusi e quattro in corso.

Alcuni dei procedimenti furono archiviati in fase di indagine, altri instaurarono processi nel quale Berlusconi fu prosciolto per via di assoluzioni, declaratorie di prescrizione, amnistie, depenalizzazioni dei reati contestati o altre cause. In alcuni processi furono invece pronunciate, in primo grado o in appello, sentenze di condanna e successivamente di assoluzione in grado definitivo, mentre un solo procedimento portò a una sentenza di condanna definitiva passata in giudicato, ovvero il Processo Mediaset: il la Corte di cassazione confermò la decisione di condanna della corte di appello a quattro anni di reclusione (di cui tre beneficiati dall'indulto) per frode fiscale; nei suoi confronti fu però disposta una misura alternativa alla detenzione, ossia l'affidamento in prova al servizio sociale eseguito presso la clinica “Sacra Famiglia” di Cesano Boscone (MI) dal 9 maggio 2014 al 6 marzo 2015, misura per cui Berlusconi richiese poi la riabilitazione, che gli fu concessa dal tribunale di sorveglianza della città di Milano.

Nel 2013, dopo la condanna definitiva per frode fiscale, Berlusconi decadde dalla carica di senatore: per questo motivo, con l'assistenza legale di Ana Palacio (già ministra degli esteri spagnola), presentò un ricorso presso la Corte europea dei diritti dell'uomo sostenendo l'illegittimità della legge Severino in base alla quale era stato dichiarato decaduto; successivamente Berlusconi ritirò il ricorso, chiedendo espressamente che fosse cancellato dal ruolo e determinando così la conclusione del procedimento.Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo del 27 novembre 2018 - Ricorso n. 58428/13 - Causa Silvio Berlusconi contro Italia. Anche in assenza della legge Severino, del resto, la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, inflitta a Berlusconi nel 2013 all'esito del processo Mediaset, gli avrebbe comunque impedito di continuare a rivestire una carica pubblica (nonostante la minor durata temporale di tale pena accessoria).

Elenco riassuntivo +Procedimenti conclusi Esito Procedimenti e capi di imputazioneSentenze di condanna Processo MediasetFrode fiscale, falso in bilancio, appropriazione indebita: condanna definitiva a 4 anni di reclusione. Sentenzedi non luogo a procederePrescrizione Lodo Mondadori Corruzione semplice. All Iberian 1Finanziamento illecito ai partiti Consolidato FininvestFalso in bilancio. Bilanci Fininvest 1988-1992Falso in bilancio e appropriazione indebita. Caso LentiniFalso in bilancio. Corruzione dell'avvocato David MillsPresunta corruzione dell'avvocato David Mills per indurlo a compiere falsa testimonianza nei processi All Iberian e Arces. UnipolRivelazione di segreto d'ufficio. Corruzione del senatore De GregorioConcorso in corruzione.Intervenutaamnistia Acquisto dei terreni di MacherioFalso in bilancio (primo capo di imputazione). Falsa testimonianza Morte dell'imputato Processo escortInduzione a rendere false dichiarazioni all'autorità giudiziaria. Interrotto in fase di dibattimento. Finanziamento illecito ai partitiFinanziamento illeciti erogati al Movimento Italiani nel Mondo. Interrotto in fase istruttoria. Corruzione dei senatori Razzi e ScilipotiCorruzione di due senatori dell'IdV per passare al PdL. Interrotto in fase istruttoria. Stragi del 1992-1993 (secondo fascicolo)Concorso in strage. Indagato con Marcello Dell'Utri. Interrotto in fase istruttoria.Sentenzedi assoluzioneIl fattonon costituiscepiù reato All Iberian 2Falso in bilancio, assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II. Processo SME (falso in bilancio)Falso in bilancio, assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del Governo Berlusconi II.Il fatto noncostituisce reato Processo RubyProstituzione minorile, assolto perché il fatto non costituisce reato.Il fattonon sussiste Processo RubyConcussione aggravata, assolto perché il fatto non sussiste in seguito alla modifica della legge del Governo Monti. Processo SMECorruzione giudiziaria, assolto per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste. Tangenti alla Guardia di FinanzaCorruzione, assolto con formula dubitativa (comma 2 art. 530) anche grazie alla falsa testimonianza di David Mills. Medusa cinematograficaFalso in bilancio, assolto in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essere stato al corrente dei fatti contestati. Acquisto dei terreni di MacherioAppropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio (secondo capo di imputazione). MediatradeAppropriazione indebita e frode fiscale, assolto per non aver commesso il fatto. Inchiesta Mediatrade di RomaEvasione fiscale e reati tributari, assolto perché il fatto non sussiste. L'inchiesta di Roma è uno stralcio dell'inchiesta Mediatrade effettuata dai giudici milanesi. Processo Ruby-ter. L'inchiesta lo vedeva imputato per corruzione in atti processuali.Procedimenti archiviati Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest Traffico di droga Tangenti fiscali Pay-tv.Stragi del 1992-1993Concorso in strage. Concorso esterno in associazione mafiosaIndagato insieme a Marcello Dell'Utri per riciclaggio di denaro sporco. Caso SaccàCorruzione e istigazione alla corruzione. Voli di StatoAbuso d'ufficio. Diffamazione aggravata dall'uso del mezzo televisivo Inchiesta di TraniAbuso d'ufficio per le pressioni esercitate sul Presidente dell'AGCOM. Laurea di Antonio Di PietroDiffamazione aggravata ai danni di Antonio Di Pietro, accusato di avere ottenuto la laurea grazie ai servizi segreti.

Procedimenti conclusi Sentenze di condanna Processo Mediaset I P.M. Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale, che hanno collezionato pagine di atti con rogatorie in vari Paesi, il 22 aprile 2005 (ma la notizia resterà riservata fino al 26) hanno richiesto il rinvio a giudizio per 14 indagati: Silvio Berlusconi (appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio) Fedele Confalonieri (falso in bilancio) Farouk Mohamed Agrama, detto Frank Agrama (uomo di "appoggio" della Fininvest in America) David Mills (avvocato e marito di Tessa Jowell, ministro del governo di Tony Blair) Daniele Lorenzano (capoacquisti Fininvest) Paolo del Bue (banchiere svizzero) Candia Camaggi (cugino di Berlusconi e consorte, responsabili della finanza svizzera) altri dirigenti di Fininvest e Mediaset.

Oltre a queste sono state stralciate (cioè verranno contestate in procedimento separato) le posizioni di Marina Berlusconi (assurta a presidente Fininvest) e Pier Silvio Berlusconi, accusati di riciclaggio di denaro.

Il procedimento si è originato dall'indagine All Iberian, un cui filone d'inchiesta verteva su due società estere collegate alla Silvio Berlusconi Finanziaria (società lussemburghese), la Century One e la Universal One. Sui conti di tali società hanno lasciato l'ultima traccia i fondi neri «distratti su conti bancari in Svizzera, Bahamas e Monte Carlo […] nella disponibilità degli indagati […] e gestiti da fiduciari di Berlusconi». La cresta sulla compravendita dei diritti di film statunitensi avveniva, secondo l'ipotesi accusatoria, in modo illegale: Mediaset non li comprava direttamente, ma da società offshore (Century One, Universal One e altre come Wiltshire Tradin e Harmony Gold) che a loro volta li cedevano ad altre società gemelle, facendo lievitare il prezzo a ogni passaggio. La differenza fra il valore reale e quello finale consentiva di mettere da parte fondi neri.

Berlusconi avrebbe dunque incamerato fondi neri (280 milioni di euro in dollari, lire, franchi francesi e svizzeri e fiorini olandesi), senza pagarvi le tasse e frodando i propri azionisti, incorrendo nel reato di falso in bilancio. La difficoltà maggiore per i PM di questo procedimento è stato capire come avvenivano tali operazioni, considerato che l'ex premier ha lasciato tutte le cariche sociali nel 1993. Berlusconi avrebbe continuato a occuparsi delle società tramite prestanome: l'ipotesi accusatoria è suffragata dalle testimonianze di Carlo Bernasconi (capo della Silvio Berlusconi Communications), di Oliver Novick (responsabile della Direzione Corporate Development) e di Marina Camana (segretaria di Bernasconi che, secondo le rivelazioni della rivista l'Espresso, ha raccontato proprio che le indicazioni per gli acquisti venivano da Arcore).

Il 18 giugno 2012 i PM Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro hanno chiesto al giudice una condanna di tre anni e 8 mesi per frode fiscale da 7,3 milioni di euro. Il 26 ottobre 2012 i giudici del Tribunale di Milano hanno condannato Silvio Berlusconi a quattro anni di reclusione (quattro mesi in più di quanto chiesto dalla pubblica accusa) e il produttore cinematografico Frank Agrama a tre anni, mentre Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, è stato assolto per non aver commesso il fatto; ai manager Daniele Lorenzano e Gabriella Galetto sono state inflitte, rispettivamente le condanne a tre anni e otto mesi e un anno e due mesi di reclusione. Tutte le pene sono condonate nella misura di tre anni per via dell'indulto del 2006. Per l'ex presidente del Consiglio i giudici hanno inoltre stabilito come pena accessoria l'interdizione per cinque anni dai pubblici uffici e l'interdizione per tre anni a contrattare con la pubblica amministrazione. Agli imputati, in totale undici, veniva contestata la frode fiscale; segnatamente, il delitto di dichiarazione fiscale fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2, d.lgs. 74/2000, recante la disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto). I giudici hanno disposto un versamento a titolo di provvisionale di 10 milioni di euro da parte degli imputati condannati all'Agenzia delle Entrate. Per Paolo Del Bue (Banca Arner) è stato dichiarato il non luogo procedere per intervenuta prescrizione. Gli altri imputati sono stati assolti o si sono visti riconoscere la prescrizione del reato.

Il 9 novembre 2012 Silvio Berlusconi, tramite i suoi legali, ha depositato il ricorso in appello, ma l'8 maggio 2013 la Corte d'appello di Milano ha confermato la condanna di quattro anni di reclusione, cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e tre anni dagli uffici direttivi. Infine, il la sezione feriale della Corte di cassazione, presieduta da Antonio Esposito, ha confermato la condanna a quattro anni di detenzione per frode fiscale a carico di Berlusconi (e degli altri tre imputati che avevano presentato il ricorso: Frank Agrama, Gabriella Galetto e Daniele Lorenzano), di cui tre da non scontare grazie all'indulto del 2006, disponendo tuttavia il rinvio alla corte d'appello di Milano per la rideterminazione della pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici.

Il 4 ottobre 2013 la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari presieduta da Dario Stefano si è dichiarata favorevole alla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore in base alla legge Severino che prevede l'incandidabilità per persone condannate a pene superiori a due anni; sempre per effetto di tale legge, il senatore è risultato incandidabile fino al 2019.

Il 19 ottobre dello stesso anno, la Corte d'Appello di Milano, così come disposto dalla Corte di Cassazione, ha condannato Berlusconi alla pena accessoria di due anni di interdizione dai pubblici uffici.

Il 27 novembre 2013 il Senato della Repubblica ha votato a favore della decadenza da senatore di Berlusconi, che dunque ha perso la carica di parlamentare.