Ladesione dell'Islanda all'Unione europea è il processo istituzionale che avrebbe dovuto portare il Paese a far parte dell'UE. Liter, avviato con la presentazione della domanda di adesione nel 2009, è terminato con la decisione unilaterale dell'Islanda espressa con il ritiro della domanda nel 2015. Le relazioni tra Islanda e Unione europea erano già caratterizzate dall'adesione, da parte del paese nordico, allo spazio economico europeo e all'acquis di Schengen.
Nel 2024, il governo islandese ha riproposto una possibile adesione del paese all'Unione europea tramite un referendum tenutosi il 29 agosto 2026, che ha visto però prevalere i voti contrari.
Storia La solida economia cresciuta notevolmente negli anni novanta e il conseguente alto standard di vita degli abitanti sono caratteristiche del paese che avrebbero permesso una sua entrata nell'Unione europea sin dall'entrata degli altri paesi scandinavi; tuttavia questa ricchezza ha per lungo tempo ostacolato, da parte dell'opinione pubblica, una volontà ad integrarsi nell'UE. I principali motivi per cui l'Islanda ha tardato molto a richiedere una candidatura o organizzato un referendum erano legati a questioni agricole e soprattutto di pesca; infatti le politiche europee avrebbero privato il paese di un'importante pilastro dell'economia, ossia la zona di pesca d'esclusivo utilizzo nazionale che va ben oltre i limiti concessi dai normali trattati internazionali, zona che ha già in passato provocato tensioni con altri paesi, ad esempio durante la cosiddetta "guerra del merluzzo" con il Regno Unito.
L'idea di un'adesione all'UE è stata tuttavia protagonista per molti anni, e in modo crescente, del dibattito pubblico politico, portato avanti dai mass media, partiti politici ed organizzazioni. Ciononostante, a differenza di altri paesi come Norvegia e Svizzera che hanno sottoposto tramite referendum l'ipotesi di adesione, fino alla grave crisi del 2008, quest'idea non era mai stata presa in considerazione dalle istituzioni islandesi quali governo e parlamento in via ufficiale.
Successivamente alla crisi, che colpì in maniera particolarmente dura l'isola, diversi politici islandesi espressero, in parlamento e al governo, opinione favorevole all'ingresso nell'Unione europea e all'adozione dell'euro. In particolare, il 4 febbraio 2009, il primo ministro islandese, Jóhanna Sigurðardóttir, del partito socialdemocratico, affermò che l'ingresso nell'Unione europea e l'adozione della moneta unica avrebbero costituito "la migliore opzione" per l'Islanda.
Il 10 maggio 2009, Jóhanna Sigurðardóttir annunciò che il governo islandese voleva muoversi più rapidamente verso l'adesione: il capo del governo dichiarò di essere certa che la legge sarebbe stata approvata, malgrado le opposizioni interne al governo, affermando inoltre che l'intento era di depositare la candidatura ufficiale entro luglio 2009, in modo da permettere un'adesione con la Croazia (2013), come indicato da Olli Rehn.
Il disegno di legge per autorizzare l'apertura dei negoziati di adesione con l'Unione europea venne infatti presentato al Parlamento islandese il 25 maggio 2009.
Presentazione della domanda Il 16 luglio 2009, il parlamento di Reykjavík, con 33 voti a favore contro 28, autorizzò il governo a intraprendere i negoziati per l'ingresso dell'Islanda nell'Unione europea. La proposta del Partito dell'Indipendenza di organizzare un doppio referendum – per autorizzare il governo a presentare richiesta di ingresso nell'UE, e per accettare l'adesione qualora la richiesta fosse stata accettata – fu respinto con 32 voti contro 30.
Il ministro per gli Affari esteri islandese, Ossur Skarphedinsson, depositò ufficialmente la domanda di adesione il 23 luglio 2009 a Stoccolma. Secondo le dichiarazioni del primo ministro islandese Jóhanna Sigurðardóttir, la procedura d'ingresso dell'isola all'Unione europea sarebbe potuta durare dai due anni e mezzo ai tre anni e mezzo. Il 24 febbraio 2010 la Commissione europea diede parere favorevole all'inizio dei negoziati di adesione, affermando che l'Islanda condivide appieno i valori dell'Unione, ha una democrazia antica e solida, rispetta i diritti umani ed ha recepito già molti elementi del diritto comunitario per via della sua adesione allo Spazio economico europeo e all'Area Schengen. Il Consiglio europeo conferì all'Islanda lo status di candidato il 17 giugno e allo stesso tempo confermò l'imminente avvio dei negoziati, che partirono il 27 luglio 2010.
Progresso dei negoziati A novembre 2010 iniziarono gli screening relativi ai capitoli dell'acquis comunitario, i quali furono chiusi tra febbraio e maggio 2011. Il 27 giugno 2011, iniziarono le discussioni nell'ambito della Conferenza di adesione a livello ministeriale sui singoli capitoli dell acquis comunitario. I capitoli 25 (Scienza e ricerca) e 26 (Istruzione e cultura) furono aperti ed immediatamente chiusi dato l'alto livello di allineamento dell'Islanda in questi settori. Furono inoltre aperti i capitoli 5 (Appalti pubblici) e 10 (Società dell'informazione e media). Il 19 ottobre furono aperti e immediatamente chiusi (in quanto anch'essi allineati agli standard UE) i capitoli 2 (Libertà di movimento per i lavoratori) e 7 (Proprietà intellettuale). Il 12 dicembre furono aperti i capitoli 6 (diritto societario), 20 (politica industriale e aziendale), 21 (reti transeuropee), 23 (giustizia e diritti fondamentali), 33 (disposizioni finanziarie e di bilancio), di cui i primi quattro subito furono chiusi sempre perché già allineati agli standard UE.
Capitoli dell'acquisValutazione inizialeInizio screeningCompletamento screeningApertura capitoloChiusura capitolo 1. Libero movimento delle merci Nessuna grande difficoltà 7 dicembre 2010 8 dicembre 2010 18 dicembre 2012 – 2. Libero movimento dei lavoratori In generale già applica l'acquis 9 febbraio 2011 9 febbraio 2011 19 ottobre 2011 19 ottobre 2011 3. Diritto di stabilimento/libertà di fornire servizi Necessità di ulteriori sforzi 9 dicembre 2010 9 dicembre 2010 – – 4. Libera circolazione dei capitali Necessità di considerevoli sforzi 10 dicembre 2010 10 dicembre 2010 – – 5. Appalti pubblici Nessuna grande difficoltà 15 novembre 2010 15 novembre 2010 27 giugno 2011 – 6. Diritto societario Nessuna grande difficoltà 16 novembre 2010 16 novembre 2010 12 dicembre 2011 12 dicembre 2011 7. Diritto alla proprietà intellettuale In generale già applica l'acquis 20 dicembre 2010 20 dicembre 2010 19 ottobre 2011 19 ottobre 2011 8. Politiche di concorrenza In generale già applica l'acquis 6 dicembre 2010 6 dicembre 2010 30 marzo 2012 18 dicembre 2012 9. Servizi finanziari In generale già applica l'acquis 18 novembre 2010 15 dicembre 2010 24 ottobre 2012 – 10. Società dell'informazione e media In generale già applica l'acquis 17 novembre 2010 17 novembre 2010 27 giugno 2011 – 11. Sviluppo agricolo e rurale Necessità di considerevoli sforzi 30 novembre 2010 27 gennaio 2011 – – 12. Politiche di sicurezza alimentare, veterinarie e fitosanitarie Necessità di ulteriori sforzi 14 febbraio 2011 31 marzo 2011 – – 13. Pesca Necessità di considerevoli sforzi 16 dicembre 2010 2 marzo 2011 – – 14. Politica dei trasporti Necessità di ulteriori sforzi 4 maggio 2011 9 giugno 2011 22 giugno 2012 – 15. Energia Nessuna grande difficoltà 12 maggio 2011 20 giugno 2011 30 marzo 2012 – 16. Tassazione Necessità di considerevoli sforzi 3 febbraio 2011 4 marzo 2011 18 dicembre 2012 – 17. Politica economica e monetaria Necessità di considerevoli sforzi 17 marzo 2011 17 maggio 2011 18 dicembre 2012 – 18. Statistica Necessità di considerevoli sforzi 2 maggio 2011 7 giugno 2011 24 ottobre 2012 – 19. Politica sociale e occupazione Nessuna grande difficoltà 7 febbraio 2011 16 marzo 2011 22 giugno 2012 – 20. Impresa e politica industriale In generale già applica l'acquis 12 aprile 2011 25 maggio 2011 12 dicembre 2011 12 dicembre 2011 21. Reti trans-europee In generale già applica l'acquis 6 maggio 2011 10 giugno 2011 12 dicembre 2011 12 dicembre 2011 22. Politica regionale/Coordinamento degli strumenti strutturali Nessuna grande difficoltà 31 gennaio 2011 22 febbraio 2011 18 dicembre 2012 – 23. Magistratura e diritti fondamentali In generale già applica l'acquis 11 gennaio 2011 11 febbraio 2011 12 dicembre 2011 12 dicembre 2011 24. Giustizia, libertà e sicurezza Necessità di ulteriori sforzi 14 aprile 2011 24 maggio 2011 – – 25. Scienza e ricerca In generale già applica l'acquis 25 novembre 2010 14 gennaio 2011 27 giugno 2011 27 giugno 2011 26. Istruzione e cultura In generale già applica l'acquis 26 novembre 2010 14 gennaio 2011 27 giugno 2011 27 giugno 2011 27. Ambiente Necessità di ulteriori sforzi 22 novembre 2010 19 gennaio 2011 18 dicembre 2012 – 28. Protezione dei consumatori e della salute Nessuna grande difficoltà 11 aprile 2011 16 maggio 2011 30 marzo 2012 30 marzo 2012 29. Unione doganale Necessità di ulteriori sforzi 8 marzo 2011 6 aprile 2011 24 ottobre 2012 – 30. Relazioni esterne Nessuna grande difficoltà 8 aprile 2011 19 maggio 2011 18 dicembre 2012 – 31. Politica estera, di sicurezza e di difesa Nessuna grande difficoltà 7 aprile 2011 20 maggio 2011 30 marzo 2012 30 marzo 2012 32. Controllo finanziario Necessità di considerevoli sforzi 29 novembre 2010 2 febbraio 2011 22 giugno 2012 – 33. Disposizioni finanziarie e di bilancio Nessuna grande difficoltà 7 marzo 2011 4 aprile 2011 12 dicembre 2011 – 34. Istituzioni Niente da adottare – – – – 35. Altri problemi Niente da adottare – – – – ProgressiEsclusi i Capitoli 34 e 35. 33 su 33 33 su 33 27 su 33 11 su 33
Ritiro della candidatura Nel gennaio 2013 il governo islandese comunicò la sua intenzione di congelare il negoziato d'adesione all'Unione in vista delle elezioni parlamentari del 2013.
A seguito della vittoria dei partiti euroscettici (Partito progressista e Partito dell'Indipendenza), la nuova alleanza di governo stabilì di tenere sull'argomento della prosecuzione dei negoziati d'adesione all'Unione europea un referendum.
Il 22 agosto 2013 il governo guidato da Sigmundur Davíð Gunnlaugsson, insediatosi dopo le elezioni, sciolse ufficialmente il comitato per i negoziati di adesione. Il ministero degli esteri di Reykjavík lo comunicò dopo aver ricevuto il parere dei propri consulenti costituzionali circa l'assenza di ogni formale vincolo da rispettare da parte del nuovo esecutivo rispetto al precedente voto parlamentare del 2009, il quale aveva avviato i negoziati di adesione. «Dopo aver ricevuto tale parere il ministro degli esteri ha deciso di considerare sciolto il comitato per la negoziazione», dichiarò il ministero in un comunicato, citato dall'agenzia di stampa AFP.
Il 13 marzo 2015 il governo Gunnlaugsson, per il tramite del ministro degli esteri Gunnar Bragi Sveinsson, comunicò al governo della Lettonia, che deteneva la presidenza di turno dell'Unione europea, ed alla Commissione europea, il ritiro della domanda di adesione, Internazionale.it, 12 marzo 2015.. A seguito di tale atto, ritenuto da alcuni costituzionalisti islandesi privo di effetti, perché reso in assenza del sostegno dell'Althing, l'opposizione organizzò un corteo di protesta a Reykjavík per denunciare che la sospensione dei negoziati era stata decisa senza consultare il parlamento che nel 2009 aveva votato a favore dell'entrata nell'Unione.
Ipotesi sul ritiro della candidatura Diversi studiosi accademici hanno proposto spiegazioni sulle resistenze dell'Islanda ad aderire all'Unione europea e sulle motivazioni del ritiro della candidatura: L'importanza dell'attività della pesca nel paese e la percezione che l'appartenenza all'UE avrebbe inciso in maniera negativa su di essa e sulla industria connessa. La percezione che l'appartenenza all'UE avrebbe avuto effetti negativi sul settore agricolo. Le forti relazioni tra l'Islanda e gli Stati Uniti, le quali includono significative dipendenze economiche, diplomatiche e militari, che potevano essere depotenziate con l'ingresso nell'UE.