Mafia II è un videogioco sparatutto in terza persona del 2010, sviluppato da 2K Czech e pubblicato da 2K Games per PlayStation 3, Xbox 360 e Microsoft Windows. Si tratta del secondo capitolo della saga di videogiochi Mafia.

Il gioco è stato pubblicato il 24 agosto 2010 negli Stati Uniti e il 27 agosto 2010 in Europa. Nel 2016 è stato pubblicato il primo seguito, Mafia III, mentre nel 2020 sono usciti sia un remake del predecessore, Mafia: Definitive Edition, che una remastered del secondo capitolo, Mafia II: Definitive Edition. Tutti e tre i capitoli sono poi stati inclusi nella raccolta Mafia: Trilogy.

Trama

Ambientazione Ambientati circa un decennio dopo il primo capitolo, gli eventi di Mafia II si svolgono tra la metà del 1940 e l'inizio del '50 nella città fittizia di Empire Bay, fatta eccezione per il primo e il sesto capitolo, ambientati rispettivamente in una città della Sicilia e in un penitenziario fuori da Empire Bay. La città è situata sulla costa est degli Stati Uniti, è separata da un fiume e divisa in numerosi distretti, che includono ricchi sobborghi, bassifondi e appartamenti dove risiedono immigrati irlandesi, afroamericani, cinesi e italiani.

La storia del gioco narra le vicende di varie organizzazioni criminali, fra le quali spiccano le tre famiglie mafiose dei Falcone, Vinci e Clemente, la Triade, la mafia irlandese e diverse gang di strada.

Introduzione

Durante una notte molto piovosa, Vito, mentre si trova nel suo appartamento che sfoglia le pagine dell'album delle foto, ripercorre tutta la sua vita: dalla nascita in Sicilia al traferimento negli USA fino all'ascesa di carriera criminale.

Storia

1943: Vito Scaletta nasce in Sicilia nel 1925, dalla madre Maria e dal papà Antonio, inoltre in famiglia c'è già una sorella maggiore, Francesca. Tuttavia essendo la famiglia in gravi condizioni economiche, si trasferisce negli Stati Uniti per cercare fortuna. Il padre Antonio trova lavoro al porto come portatore merci e proprio sul posto di lavoro muore annegato in circostanze poco chiare. Vito da ragazzino incontra Joe Barbaro, un tempistello, che diventerà suo migliore amico. I due saranno coinvolti in diversi crimini, come le rapine, ed è proprio durante una di queste che Vito Scaletta viene arrestato. Per evitare la prigione gli viene offerto di unirsi all'Esercito statunitense. Vito accetta, e si arruola nel 504º reggimento di paracadutisti come guidatore. Vito prende parte in prima persona allo sbarco alleato in Sicilia, e nella cittadina di San Celeste assiste per la prima volta al potere e all'influenza della mafia, quando il battaglione di cui fa parte viene salvato nel momento in cui Don Calò, leader mafioso locale, sopraggiunge e ordina ai soldati italiani di ritirarsi.

Febbraio 1945: In seguito alla fine della Seconda guerra mondiale Vito ritorna a casa a Empire Bay e si riunisce con il suo amico d'infanzia e socio Joe Barbaro, che durante la sua assenza si è unito alla famiglia Clemente. Joe fornisce a Vito dei documenti contraffatti, così da permettergli di congedarsi ufficialmente. In seguto Maria, la mamma di Vito, lo supplica di andare a lavorare da Derek Pappalardo, membro dei sindacati e capo del porto di Empire Bay, oltre che ex datore di lavoro di suo padre. Tuttavia sull'uscio di Casa Vito trova sua sorella Francesca che sta venendo infastidita da uno strozzino, il quale verrà poi pestato a dovere e fatto scappare da Vito. Egli chiede a Francesca cosa sta succedendo e gli spiega che quello strozzino voleva indietro i soldi con i quali il loro padre, Antonio, a causa del vizio dell'alcool e del gioco, s'era indebitato, e gli dice che la cifra da saldare è di 3000 dollari. Vito quindi consola la sorella e le promette che farà in modo di darle i soldi, e in seguito si reca al porto. Arrivato a destinazione, oltre che trovare Derek trova persino Steve, suo braccio destro. Vito capisce subito che se dovesse incominciare a lavorare per Derek finirebbe per essere sfruttato e trattato indegnamente come suo padre. Di conseguenza non gli resta che giocare la carta di rendere noto ai due che lavora per Joe Barbaro, e Derek che ha legami con la mafia e con Clemente cambia atteggiamento. Vito quindi inizia il suo percorso nel crimine organizzato e lavora anche insieme a Joe ed Henry Tomasino, uomo d'onore dei Clemente. Inoltre fa la conoscenza di Luga Gurino, braccio destro di Clemente, che inaspettatamente chiede a Vito e a Joe 5000 dollari per entrare a far parte della famiglia.

Il primo lavoro che Henry affiderà a Vito sarà quello di rubare dei buoni della benzina che se venduti possono far guadaganare molto. Questi buoni si trovano presso l'ufficio governativo di Empire Bay. Vito riesce a entrare e rubare i buoni e infine va da Henry a comunicarglielo. Tuttavia quest'ultimo scopre che i buoni scadono entro la mezzanotte e quando sono stati rubati mancava poco alla scadenza, di conseguenza Vito, molto velocemente, consegna tutti buoni ai benzinai vicini entro la mezzanotte. Il giorno dopo invece Vito e Joe derubano una gioielleria, che già stava venendo rapinata dalla banda degli Irlandesi di Brian O'Neil. Tuttavia i due riscono a scappare con il malloppo e fanno arrestare al posto loro gli Irlandesi. Un altro problema della famiglia Clemente è Sidney Pen detto "il ciccione", che rifiuta di pagare la protezione ai Clemente. Quindi Henry, Joe e Vito insieme escogitano di ucciderlo: essi sanno che Pen si rifugia nella distilleria, quindi i tre si recano in una palazzina in faccia alla distelleria, si affacciano alla finestra e con una mitragliatrice MG42 iniziano a sparare a tutto spiano. Poi si recano nella distilleria, stermìnano le guardie di Pen e infine lo uccidono, se nonché persino Henry rimane ferito, dato che Pen ha provato a difendersi con la sua pistola prima di esser liquidato. Vito porta Henry dal dottore El Greco, e prima di lasciarlo alle sue cure, Henry dà un pò di verdoni a Vito, così da riuscire a racimolare 3000 dollari per saldare i debiti del padre. Vito si reca dalla sorella e le da i soldi. Tuttavia, dopo alcuni giorni, viene ben presto arrestato nuovamente per furto e contrabbando di quei buoni per la benzina falsificati, ricevendo una condanna di ben dieci anni. La colpa dell'arresto è stato un benzianio che ha fatto la spia. Durante il periodo in carcere, Vito viene trattato malissimo dalle guardie, inoltre, incontra ancora Brian O'Neil, che si vuole vendicare con lui per averlo mandato in galera al posto suo. Di conseguenza i due fanno a botte nel cortile del carcere e la scena viene vista da Leo Galante, il consigliere del Don Frank Vinci, che incuriosito da Vito chiede d'incontrarlo. Leo incomicia a insegnargli come fare a botte, riuscendo così a instaurare un buon rapporto. Tuttavia mentre Vito è in galera, riceve una visita di sua sorella che le dice che si sposerà a breve, ma anche che Maria, la loro madre, è molto malata e non migliora affatto. I giorni in galera dopo la conoscenza con Galante diventano più leggeri, però Vito riceve dopo alcuni giorni dalla visita di Francesca, una sua lettera, nella quale viene avvisato che la loro madre è morta di crepacuore e che tutti i suoi soldi verranno usati per il funerale. Successivamente Vito ormai è diventato bravo nel combattere a corpo a corpo, quindi affronta una volta per tutte Brian O'Neil, il quale vedendo che Vito non si arrende e resiste ai colpi, tira fuori un coltello nel bel mezzo del combattimento per cercare di ucciderlo, ma quest'ultimo riesce a mettere al tappeto O'Neil e gli taglia la gola con quel coltello. In seguito Vito viene messo nella "cella" di Galante, quest'ultimo lo mette in allerta su Clemente e gli dice persino che è inammissibile che gli abbia chiesto 5000 dollari per entrare a far parte della famiglia e che non stia muovendo nemmeno un dito per toglierlo dalla galera.