LAssociazione Nazionale Alpini (A.N.A.) è un'Associazione d'arma fondata nel 1919, con sede in Via Marsala, 9 a Milano. Da giugno 2013 il presidente è Sebastiano Favero.
Storia
La nascita del Corpo degli Alpini L'atto ufficiale di nascita del Corpo degli Alpini è datato 15 ottobre 1872. Fra le pieghe di un decreto reale che prevede l'allargamento del numero dei distretti militari, viene indicato che alcuni siano istituiti in zone alpine con in organico una compagnia distrettuale a reclutamento ed addestramento secondo particolari compiti di montagna.
1919: la costituzione dell'Associazione Nazionale Alpini Al termine della Prima guerra mondiale i reduci, nella certezza di trovare un ambiente di comuni idee e di solidarietà, fra ricordi ancora vividi, commenti e semplici chiacchiere, decisero di costituire un sodalizio fra quanti avessero militato nel Regio esercito come Alpini. Il 12 giugno 1919 si tenne una prima riunione per concretizzare l'idea. Fra le decisioni venne approvato un concetto fondamentale: la possibilità d'iscrizione non solo a quanti avessero svolto servizio militare negli alpini dal 1872 (anno di nascita del Corpo), ai reduci delle guerre coloniali e della Prima guerra mondiale appena conclusa, ma in futuro, anche a quanti sarebbero stati chiamati al servizio di leva negli Alpini. I promotori convocarono l'assemblea costitutiva per la sera di martedì 8 luglio 1919, nella sala dell'Associazione Capimastri di Milano. Vi parteciparono circa una sessantina di reduci alpini. In quella sede si approvò lo Statuto Sociale ed il Consiglio Direttivo. La grande spontanea massiccia adesione e la necessità pratica di incrementare la diffusione, si completò con l'introduzione fra le norme statutarie della possibilità di aggregarsi in Gruppi, normalmente costituiti nei Comuni, con rappresentanza locale della Sezione. Si concretizzò, così, la diffusione su tutto il territorio.
1920: il Primo Convegno sull'Ortigara Fin dalle prime riunioni, i promotori ritennero importante ritrovarsi ogni anno per ricordare e onorare i compagni caduti. Ben lontano dal concetto di Adunata Nazionale che verrà introdotto più tardi, questi Convegni erano indetti in località di montagna già teatro di battaglie degli alpini nel corso della guerra. Il primo Convegno venne organizzato dalla Sede Centrale nei giorni 5-6-7 settembre 1920 sull'Ortigara. Nei tre giorni giunsero oltre duemila reduci alpini, provenienti anche da località dove ancora non si erano costituite Sezioni e Gruppi.
Il fascismo Con l'avvento del Regime fascista i Direttivi Nazionali di Sezione e di Gruppo non furono più eletti ma nominati dall'alto ed i Presidenti si chiamarono “Comandanti”. La stessa Associazione fu rinominata 10º Reggimento Alpini, le Sezioni “Battaglioni”, le Sottosezioni “Compagnie”, i Gruppi “Plotoni”, le segreterie "Furerie".
Nel 1928 alla guida dell'associazione arrivò Angelo Manaresi che vi resterà fino al 1943.
Gli Alpini nella Repubblica Sociale Italiana
Al momento della caduta del fascismo, avvenuta il 25 luglio 1943, Angelo Manaresi figurava come ispettore nazionale del PNF e Comandante dell'A.N.A. In quel momento storico Manaresi confermò la sua fedeltà al Re con un telegramma, lasciando nel contempo l’incarico di Presidente dell’ANA.Per questo telegramma fu poi arrestato da militi della RSI il 17 settembre, su denuncia di Enrico Cucciari, qualche giorno dopo la firma dell’armistizio di Cassibile. Imprigionato nel carcere "San Giovanni in Monte" di Bologna, fu rilasciato su ordine di Mussolini il 31 dicembre 1943. La carica di Comandante dell'A.N.A. rimase vacante fino al 7 settembre 1943 quando fu assunta dal capitano Marcello Soleri che mantenne la direzione sino al 22 luglio 1945.
Il dopoguerra Con la Guerra di liberazione, contro la Repubblica sociale italiana e gli occupanti Nazisti, e il conseguente ritorno alla pace nel 1945, anche l'Associazione Nazionale Alpini, riprese gradatamente la rinascita e l'ordinamento originario. Gli ex combattenti iniziarono ad essere affiancati nel sodalizio dai giovani di leva.
Dal piccolo Gruppo alle grandi Sezioni cominciano a delinearsi sempre più spontanee iniziative rivolte alla solidarietà. La svolta decisiva che coinvolge unitariamente tutta l'Associazione avvenne all'indomani del tremendo terremoto che nel maggio 1976 sconvolse il Friuli. La Sede Nazionale chiamò tutti i soci ad un grande gesto di solidarietà realizzando un imponente progetto di soccorso e di ricostruzione al quale gli alpini rispondono con fattivo entusiasmo: per l'impegno ed i risultati raggiunti, all'Associazione venne conferita la Medaglia d'oro al Merito civile.
Dopo la Seconda guerra mondiale, l'A.N.A. non riconobbe come "alpini" coloro che avevano prestato servizio nella 4ª Divisione alpina "Monterosa" e in altre unità del governo fantoccio della Repubblica Sociale Italiana, a causa delle implicazioni politiche legate al loro servizio. Il 27 maggio 2001, l'Assemblea dei Delegati dell'ANA deliberò di riconoscere come "alpini" tutti coloro che avevano prestato servizio in reparti alpini, indipendentemente dal periodo storico o dal contesto politico, affermando che avevano adempiuto il comune dovere verso la patria.
Gli anni Ottanta - La creazione della Protezione Civile ANA e l'Ospedale da campo Nel 1980 l'ANA riceve una medaglia al merito civile per l'impegno profuso in occasione del Terremoto dell'Irpinia.
Con i primi fondi messi a disposizione dalla Associazione Nazionale Alpini ed i primi contributi dello Stato, nel 1986, in occasione dell'Adunata Nazionale degli Alpini a Bergamo, vengono presentate le prime grandi unità dell'Ospedale da Campo dell'Associazione Nazionale Alpini per la Protezione Civile.
Nel 1987 nasce la protezione civile degli Alpini, costituita da circa 13.000 unità.
Seguono piccole e grandi opere di solidarietà. Molte Regioni italiane, colpite da calamità, hanno espresso un riconoscente ringraziamento ai volontari accorsi con generoso altruismo.
Una medaglia di bronzo al merito civile suggella l'impegno per i soccorsi dell'Alluvione della Valtellina e della Val Brembana, a questi interventi ne segue uno nel 1988 in Armenia.
Oltre alla protezione civile in senso stretto, infatti, l'ANA, sempre sulla scorta dell'esperienza maturata in Friuli, si è dotata di un ospedale da campo in grado di portare soccorso qualificato ed efficiente nelle zone disastrate.
Nell'aprile del 1988 il Ministro della Protezione civile inaugura a Milano le strutture del Primo Ospedale da Campo dell'Associazione Nazionale Alpini, ultimato e pronto all'impiego con la nuova sala operatoria formata da shelter assemblati secondo una progettazione esclusiva e da un'ampia antisala, che può essere utilizzata, come peraltro già avvenuto, per soddisfare esigenze importati ed emergenti di presidi ospedalieri nazionali, in sostituzione di sale operatorie temporaneamente inagibili.
Gli anni Novanta - L'attività dell'Ospedale da campo In Mozambico nel 1993-'94 gli alpini di leva parteciparono alla operazione umanitaria disposta dalle Nazioni Unite, in un paese sconvolto dalla guerriglia, l'ANA ha costruito un collegio femminile, un centro nutrizionale di accoglienza per bambini sottonutriti e un centro di alfabetizzazione e promozione della donna.
Tra le numerose opere a favore del prossimo l'Associazione ha costruito in due anni di lavoro volontario dei propri soci (1992/'93), un asilo a Rossosch, al posto di quella che fu la sede del comando del Corpo d'Armata alpino nel 1942, durante la campagna di Russia. Per i due anni di lavoro i volontari sono stati 721 suddivisi in 21 turni. Le ore di lavoro sono state 99.643.
Una medaglia d'oro al valore civile in occasione dei soccorsi prestati per l'Alluvione del Tanaro nel 1994.
In occasione dell'alluvione del Piemonte del 1994, ad Asti e Alessandria viene inviata la Colonna Sanitaria Mobile ed allestiti Posti Medici Avanzati nelle due città, operativi per oltre un mese; nel settembre del 1997 in Umbria per il terremoto e nel 1999 in Kosovo.
Gli anni Duemila - servizio di Protezione civile al Giubileo e alluvioni Nel 2000 a Roma per il Giubileo; nel novembre del 2000, in seguito ad alluvione e successivo dissesto idrogeologico, a Macugnaga dove sette frazioni sono rimaste isolate.
Una medaglia d'oro di benemerenza concessa dalla Croce Rossa Italiana (Aosta 2003) ed una, recente, medaglia d'argento al merito civile per le attività dell'ospedale da campo dell'Associazione Nazionale Alpini.
Bosnia Su richiesta del vescovo ausiliare di Sarajevo mons. Sudar, è stata condotta a termine nel 2002, per ampliare un istituto scolastico multietnico a Zenica (Bosnia) che ospita studenti delle tre etnie: bosniaca, serba e musulmana.
Ossezia, Sri Lanka Nel settembre del 2004 in Ossezia, in seguito alla nota strage compiuta da terroristi nella scuola di Beslan. Infine in Sri Lanka a seguito del tragico tsunami l'Ospedale da Campo è rimasto per oltre sette mesi nella zona di Trincomalee con 144 volontari che si sono alternati in turni, lavorando giorno e notte, per offrire non solo un'assistenza sanitaria di ottimo livello, ma anche un sorriso e tanta umanità ad una popolazione che oltre alle poche cose che possedeva, oltre agli affetti più cari, per colpa dello tsunami aveva perso anche il coraggio di esistere.
Nell'Abruzzo terremotato sono stati impegnati 8.500 volontari della Protezione civile ANA e il 14 novembre 2009 è stato inaugurato il "Villaggio ANA" a Fossa (L'Aquila) dove, grazie alle somme raccolte dall'Associazione e da altri enti, sono state costruite 33 case per gli sfollati del Comune abruzzese. Sempre a Fossa è stata costruita la chiesa di San Lorenzo (inaugurata il 27 novembre 2010) e oltre a numerosi altri interventi effettuati sul territorio del capoluogo abruzzese.
Dal 2010 al 2020 - la nuova configurazione "Sanità Alpina - Ospedale da Campo" Con le delibere del 2017 e 2018 il Consiglio Direttivo Nazionale dell'Associazione ha sancito l’unione delle squadre sanitarie di autoprotezione della Protezione Civile Ana e dell’Ospedale da Campo, creando un'unica Sanità Alpina al fine di meglio operare e supportare il Dipartimento nazionale di Protezione Civile e le Forze Armate con i quali si è rafforzata la collaborazione. Questa integrazione, suggellata dalla nuova denominazione dell’Ospedale da Campo in “Sanità Alpina – Ospedale da Campo” e della sua unità operativa ora chiamata “Gruppo d’Intervento Medico Chirurgico Alpino” (Gimca), ha aumentato considerevolmente la funzionalità della compagine sanitaria dell’Ana.
Numerosi interventi sono stati promossi negli anni anche sul territorio nazionale. Nel comune di Ripabottoni (Campobasso) è stata costruita una casa di riposo (2011).
In seguito al terremoto del 2016-2017 l'ANA ha avviato una raccolta di fondi per aiutare le popolazioni del Centro Italia, costruendo edifici polifunzionali a Campotosto (2017), Arquata del Tronto (2019), Accumoli, Preci e una stalla a Visso (2018). Numerosi altri interventi sono stati annunciati a Lucoli, Sefro, Sarnano, Amandola e Camerino.
Descrizione Scopi Gli scopi dell'associazione riportati all'art. 2 dello Statuto sono i seguenti: tenere vive e tramandare le tradizioni degli Alpini, difenderne le caratteristiche, illustrarne le glorie e le gesta; rafforzare tra gli Alpini di qualsiasi grado e condizione i vincoli di fratellanza nati dall'adempimento del comune dovere verso la Patria e curarne, entro i limiti di competenza, gli interessi e l'assistenza; favorire i rapporti con i Reparti e con gli Alpini in armi; promuovere e favorire lo studio dei problemi della montagna e del rispetto dell'ambiente naturale, anche ai fini della formazione spirituale e intellettuale delle nuove generazioni; promuovere e concorrere in attività di volontariato e Protezione Civile, con possibilità di impiego in Italia e all'estero, nel rispetto prioritario dell'identità associativa e della autonomia decisionale.