W168 è la sigla di progetto di un'autovettura di fascia media prodotta dalla casa automobilistica tedesca Mercedes-Benz dal 1997 al 2004 e corrispondente alla prima generazione della cosiddetta Classe A.

Storia e profilo Genesi

Nella prima metà del 1992, la Casa di Stoccarda annunciò di aver dato inizio ad un progetto decisamente inusuale, e cioè quello volto alla realizzazione futura di una vettura di fascia bassa, una "piccola" dalle dimensioni analoghe a quelle di un'utilitaria, ma dai contenuti assai ricchi come si conveniva ad una vettura che recasse la famosa "stella a tre punte" sul cofano. La stampa si buttò a pesce su questa notizia, cercando di avere anticipazioni sulle linee della futura Mercedes-Benz da città. In realtà, la Casa di Stoccarda aveva in mente qualcosa del genere fin dal 1982, anno in cui realizzò un primo prototipo dalle dimensioni veramente ridotte, prototipo denominato NAFA, poi abbandonato perché le tecnologie dell'epoca non permettevano la rispondenza agli standard di sicurezza richiesti.

Relativamente al progetto annunciato nel 1992, all'inizio la stampa ipotizzava un classico corpo vettura a due volumi come avrebbe potuto essere quello di una Peugeot 205 o di una Volkswagen Polo. Ma fu solo alla fine di quello stesso anno che trapelò la notizia che la "piccola" di Stoccarda avrebbe avuto in realtà un corpo vettura di tipo monovolume.

Mentre nuovamente le testate giornalistiche riproposero schizzi più o meno ufficiali della nuova ultracompatta tedesca, spuntò fuori anche il primo, ipotetico nome. Pareva infatti che inizialmente la vettura dovesse chiamarsi "Nava", e che avrebbe dovuto montare tra l'altro un tricilindrico, ma in realtà si trattava solo di voci di corridoio. Intanto, la Mercedes-Benz realizzò un primo studio che venne esposto al Salone di Francoforte del 1993. Tale prototipo prese il nome di Vision A93, e già prefigurava, anche se vagamente, l'impostazione del modello definitivo. Anche l'anno successivo, il prototipo Vision A93 venne presentato in alcuni Saloni, mentre nel 1995 cominciarono a circolare voci su quella che sarebbe stata la denominazione ufficiale del nuovo modello: andando ad occupare una fascia di mercato ben al di sotto di quello occupato dalla Classe C, la denominazione ufficiale sarà Classe A, ed andrà a costituire una nuova fetta di gamma che verrà riproposta in più serie anche negli anni successivi, proprio come tutti gli altri modelli della marca tedesca.

La prima generazione della Classe A, sigla W168, verrà svelata in maniera pressoché definitiva nella primavera del 1996, mediante alcune immagini corredate di una descrizione delle sue principali particolarità meccaniche. Durante il resto dell'anno cominceranno a circolare alcuni esemplari di preserie per i collaudi di rito prima della presentazione e dell'avvio della commercializzazione.

Debutto

La Classe A W168 debutta nel settembre del 1997 in Germania ed in alcuni altri Paesi: in Italia arrivò il 18 ottobre dello stesso anno.

Linea ed interni La Classe A arriva sul mercato in un momento in cui le Case accusano una certa crisi creativa, eccezion fatta per alcuni modelli francesi, come la Mégane Scénic, vincitrice tra l'altro del titolo di Auto dell'anno del 1997. L'arrivo della piccola tedesca costituisce uno scossone per la creatività di svariate Case automobilistiche che cominceranno ad esplorare il segmento delle piccole monovolume, dando origine ad una serie di modelli, che però vedranno la luce solo anni più tardi.

Nel complesso, la W168 ricalca quelle che erano le impostazioni note fin da anni, ossia un corpo vettura compatto, con carrozzeria monovolume sviluppata in altezza e linee fondamentalmente morbide. Il muso è piuttosto gradevole e dona addirittura slancio alla vettura grazie al suo andamento molto spiovente. La calandra tipica della Casa è qui riproposta in chiave più moderna e non di certo come quella delle berline classiche che ne appesantirebbero l'aspetto. Gradevoli anche i fari anteriori a goccia, mentre nella parte inferiore si aprono delle piccole prese d'aria per la ventilazione del motore e dei freni.La vista laterale offre la vista slanciata della parte anteriore, che appare molto penetrante dal punto di vista aerodinamico (ed infatti il Cx è di 0,30), ma è caratterizzata inoltre dal particolare profilo a cuneo delle superfici vetrate, profilo originato peraltro dall'ancor più particolare montante posteriore, inclinato al contrario e che permette inoltre di avere un andamento avvolgente del lunotto. Posteriormente, i piccoli fari sono posti ai lati di un grande e pratico portellone in materiale plastico. La vista posteriore è quella che offre la miglior percezione dello sviluppo in altezza della vettura.

L'abitacolo è piuttosto spazioso, considerando il fatto che la W168 è lunga come una Peugeot 106 prima serie, sicuramente meno abitabile. In altezza, nessun problema, visto l'elevato livello del tetto. La strumentazione è piuttosto completa ma migliorabile come leggibilità. I sedili ed i pannelli sono rivestiti in materiale vivacemente colorato per rendere l'insieme più giovanile. La parte migliore dell'interno della W168 è naturalmente il bagagliaio, che tra l'altro è caratterizzato da un'ampia modularità. In condizioni normali la capacità è di 390 litri, già molto generosa, ma abbattendo lo schienale posteriore si arriva a ben 1.340 litri fino all'altezza del tetto. Addirittura si possono raggiungere i 1.740 litri eliminando il sedile posteriore, ma tale soluzione non era prevista inizialmente per il mercato italiano poiché non in linea con le normative locali.

Struttura e meccanica

La struttura generale della W168 era stata progettata per ottenere la massima efficacia nell'assorbimento di eventuali impatti. Un'autentica particolarità della W168 consisteva nel cosiddetto "pianale a sandwich", costituito da due ripiani paralleli, uno dei quali costituisce il pavimento dell'abitacolo. In caso di urto frontale, il gruppo motore-cambio scivolava nell'intercapedine tra i due ripiani evitando così pericolose intrusioni nell'abitacolo e salvaguardando l'incolumità dei passeggeri. Questa particolare struttura aveva anche la funzione di alloggiare elementi come la batteria ed era stato altresì realizzato in previsione di futuri modelli a propulsione alternativa (ibrida, elettrica e pila a combustibile) che ne ospitasse gli accumulatori. Inoltre, vista e considerata questa particolare struttura, gli stessi propulsori sono stati progettati e realizzati ad hoc per poter essere ospitati all'interno del piccolo vano motore della vettura e soprattutto per permettere loro di poter scivolare sotto il pavimento senza problemi.

I motori della W168 sono quindi stati utilizzati unicamente per questo modello e per l'unico altro modello che sfrutta la base meccanica della W168, ossia il monovolume Vaneo di dimensioni maggiori. La soluzione del pianale a sandwich, alquanto raffinata e costosa, aveva fatto lievitare i costi di progettazione e realizzazione e faceva da contraltare ad alcune soluzioni telaistiche tutt'altro che moderne, come per esempio l'impianto frenante che prevede i dischi all'avantreno ma ancora i tamburi al retrotreno.

Le sospensioni erano a ruote indipendenti: mentre l'avantreno prevedeva un classico sistema MacPherson, il retrotreno era a bracci longitudinali. Su entrambi gli assi era presente una barra antirollio allo scopo di migliorarne la stabilità.

Motorizzazioni

Al debutto, la Classe A W168 era offerta in due motorizzazioni monoalbero a benzina, da 1.4 e 1.6 litri e da 82 e 102 CV, motorizzazioni che vanno a costituire di fatto le versioni A140 ed A160. Le versioni diesel sarebbero arrivate solo qualche tempo dopo, così come anche altre versioni a benzina più spinte.

Tutti i motori erano accoppiati ad un cambio manuale a 5 marce, ma in opzione era disponibile un automatico a 5 rapporti.

La Classe A W168 è stata la seconda Mercedes-Benz a trazione anteriore della storia, dopo la serie W638.

Allestimenti, dotazioni ed optional

La Classe A era stata resa subito disponibile in tre livelli di allestimento, così riassumibili in ordine di ricchezza:

Classic, caratterizzato da: griglia del radiatore, maniglie e specchietti retrovisori neri opachi; gruppi ottici posteriori di tre colori: rosso (stop e luci di posizione), bianco (retromarcia) ed arancione (indicatori di direzione); copricerchi in plastica. Gli interni sono sobri e senza eccessi di cromature, di serie ha solo lo stretto necessario e la maggior parte degli equipaggiamenti è a richiesta. Elegance, comprendente interni caratterizzati da inserti legno e dotazione più completa della "Classic" (cerchi in lega, alzacristalli posteriori elettrici, fendinebbia). Sono presenti inoltre: griglia del radiatore, specchietti e maniglie in tinta con la carrozzeria e gruppi ottici bicromatici: rosso (stop e luci di posizione) e bianco (retromarcia ed indicatori di direzione). Avantgarde, comprendente inserti in alluminio negli interni e, nelle versioni più potenti, da strumentazione composta da numeri neri su sfondo bianco. Esternamente, le W168 Avantgarde non hanno grosse differenze rispetto alle Elegance.

Oltre a tutti gli accessori già elencati, la dotazione iniziale delle Classe A W168 costituenti la gamma d'esordio prevedeva ABS, doppio airbag e climatizzatore, quest'ultimo di serie sulla A160. Assai lunga era la lista optional, che comprendeva tra l'altro gli airbag laterali (gratuiti), l'antislittamento ASR, la frizione automatica per il cambio manuale, i sedili anteriori riscaldabili, la selleria in pelle ed il tetto apribile a lamelle.

Evoluzione

Nel periodo durante le prime comunicazioni ufficiali del nuovo progetto Mercedes-Benz e l'effettiva commercializzazione, avviata alla fine dell'estate del 1997, era cresciuta la curiosità e l'attesa per questa nuova vettura, tanto che già all'inizio delle vendite si erano create già grandi quantità di ordini e liste di attesa lunghe fino a sei mesi, segno che, nonostante i prezzi di listino elevati, la vettura era stata subito gradita dal pubblico, sennonché si verificò un fatto che rischiò di compromettere seriamente la credibilità di un marchio glorioso come quello della Casa della "stella a tre punte".

Il test dell'alce Questo avvenimento accadde il 21 ottobre 1997 durante l'esecuzione del "test dell'alce" effettuato dalla rivista svedese Teknikens Vaerld. Tale test è volto a simulare l'evitamento di un ostacolo che compaia improvvisamente sulla strada, come succede con gli alci nei paesaggi scandinavi. Si trattava quindi di effettuare un improvviso e repentino cambio di corsia ad una velocità di 62 km/h e senza togliere il piede dall'acceleratore, per poi riallinearsi subito dopo alla corsia originaria. Ebbene, la W168 utilizzata per quel test si ribaltò rovinosamente, capottando sul tetto e causando anche ferite agli occupanti. La notizia rimbalzò in tutto il mondo, anche presso la giuria del premio di Auto dell'Anno.

La Casa madre imputò inizialmente tale fenomeno a pneumatici inadeguati, ma in seguito, dopo che anche esemplari dotati di altri tipi di pneumatico si sollevarono pericolosamente su due ruote, dovette ammettere l'effettiva mancanza di stabilità della vettura e l'11 novembre fu costretta a richiamare le vetture già immatricolate e circolanti su strada per dotarle di ESP, dispositivo fino a quel momento appannaggio delle ammiraglie e per la prima volta montato di serie su una vettura di fascia bassa.