Il Secolo è stato un quotidiano pubblicato in Italia e fondato nel 1866 a Milano. Di orientamento democraticoTermine che nell'Ottocento indicava la sinistra riformista, per distinguerla dalla sinistra rivoluzionaria., fu il giornale più venduto in Italia a cavallo tra XIX secolo e XX secoloValerio Castronovo et alii, La stampa italiana nell'età liberale, Laterza, 1979..

Il Secolo fu, in Italia, il primo quotidiano moderno: a differenza dei fogli suoi contemporanei, che contavano sull'adesione politica dei propri lettori, il quotidiano si rivolse indistintamente a un pubblico popolare. Puntò tutto sulla fattura delle notizie, cercando di distinguersi per la tempestività dei servizi di cronaca.

Storia Fondazione Il Secolo nacque in tempo per coprire gli avvenimenti della Terza guerra d'indipendenza: il primo numero del quotidiano uscì il 5 maggio 1866 ad un costo di 5 centesimi (un soldo); la pagina era divisa in cinque colonne e la foliazione constava delle tradizionali quattro pagine. Sede e redazione erano in via Pasquirolo. Nel presentarsi, il giornale offriva questa promessa di fedeltà al lettore:

Il giornale veniva stampato dall'editore Edoardo Sonzogno, che ne era gerente e amministratore responsabileNon esisteva ancora la carica di direttore responsabile.. La base finanziaria fu fornita dal banchiere Luigi Israele Pisa (1813-1895), in qualità di contitolare dell'istituto di credito Banca Zaccaria Pisa e amico personale di Edoardo Sonzogno.

Ascesa Il primo direttore fu Eugenio Ferro. Il Secolo nacque come giornale moderato. Nei primi tempi stentò a decollare. Fu l'editore Sonzogno ad imprimere una svolta verso un target popolare. Conoscitore della stampa francese, prese a modello «Le Petit Journal», fondato pochi anni prima a Parigi: un quotidiano dal formato ridotto, ed a prezzo contenuto, che dava spazio ai fatti diversiCon l'espressione Fait divers s'intende nel giornalismo francese una miscellanea di fatti senza alcun collegamento tra loro. Si tratta soprattutto di eventi tragici, come crimini, incidenti e furti. e al romanzo d'appendice e non aveva appartenenze politiche. Sonzogno decise la pubblicazione, su ogni numero, di due romanzi d'appendice. Inoltre promosse, primo giornale a Milano, le sottoscrizioni a premi. Nei suoi primi anni il quotidiano vendette 6.000 copie di mediaAlessandro Mazzanti, L'obiettività giornalistica: un ideale maltrattato, Liguori Napoli, 1991, pag. 60., un numero ancora distante dai principali quotidiani della città.

«Il Secolo» cominciò a distinguersi nel panorama della stampa milanese a partire dal 1869 con la direzione di Ernesto Teodoro Moneta. Profondo conoscitore della stampa francese, Moneta fu il primo a mandare i propri cronisti nelle strade, e nei luoghi strategici della vita cittadina, a reperire informazioni di prima mano; le notizie poi venivano elaborate al giornale. Moneta importò da Parigi anche l'idea di pubblicare fotografie e illustrazioni sulla prima pagina. Un'altra innovazione basata sul modello francese fu la carica di "amministratore in capo"Oggi è denominata Direttore amministrativo. al posto del ragioniere. La complessità del lavoro in un giornale richiedeva una carica che comprendesse mansioni organizzative, oltre che contabili. Il primo amministratore in capo nominato da Moneta fu Enrico Reggiani. La redazione fu rafforzata: Sonzogno e Moneta assunsero come capo cronista Carlo Romussi, giovane avvocato. Romussi ricevette il compito di inviare tutti i giorni i suoi cronisti in municipio, alla polizia e all'ospedale. Nel 1871 venne assunto anche Eugenio Torelli Viollier, che peraltro rimase solo un anno.

Il buon andamento del quotidiano spinse l'editore ad investire in nuovi macchinari: Sonzogno acquistò, primo in Italia, una macchina "a carta perpetua"Storia Letteraria d'Italia. Il Novecento, tomo 1, a cura di G. Luti, Padova. Piccin Nuova Libraria, 1993, p. 58. che era in grado di fornire 250 esemplari al minuto. «Il Secolo», stampato in 24.000 copie, divenne in pochi anni il quotidiano più venduto del Nord Italia. Nel maggio 1875 Sonzogno fece assorbire nel «Secolo» un prestigioso foglio cittadino, la «Gazzetta di Milano», fondata nel 1816Per alcuni anni la testata comparve come sottotitolo del «Secolo».; nello stesso anno cominciò a gestire in proprio la pubblicità: fu il primo quotidiano italiano a prendere questa iniziativa.

Nel 1876 il Ministero dell'Interno autorizzò l'uso da parte dei privati del telegrafo (prima riservato alle Poste e alle agenzie, tutte controllate dallo Stato)Valerio Castronovo et alii, La stampa italiana nell'età liberale, Laterza, 1979, pag. 64.. «Il Secolo» fu il primo giornale ad investire nella nuova tecnologia. Moneta introdusse il "servizio telegrafico particolare", con il quale il suo quotidiano sfruttò il mezzo per il reperimento di notizie economiche. Trovò collaboratori bene informati (gli uomini d'affari erano i più avidi collettori di notizie) ed a loro affidò il compito di inviare tempestivamente in redazione ogni informazione interessante via telegrafo. In questo modo «Il Secolo» riuscì a battere sistematicamente sul tempo la concorrenza, che si affidava ancora a dispacci d'agenzia o a notizie riprese da altri giornali. In quel 1876, anno di svolta nella politica italiana, la diffusione toccò i 30.000 numeri, facendo del «Secolo» uno dei più autorevoli quotidiani del Paese. Il giornale si schierò sul versante della sinistra democratico-repubblicana, di cui divenne il punto di riferimento nazionale.

Il primo quotidiano italiano Il 3 giugno 1882 l'edizione straordinaria per la morte di Giuseppe Garibaldi toccò le 100.000 copie di tiratura. Fu la prima volta, non solo per «Il Secolo», ma per tutto il giornalismo italiano. Nel 1883 il quotidiano dichiarò una tiratura media di 100.000 copie giornaliere. I guadagni derivanti dalla pubblicità raggiunsero vette mai toccate prima da un quotidiano in Italia: l'incasso della sola pagina di avvisi pubblicitari ammontava a oltre 100.000 lireL. Barile, Il Secolo 1865-1923 Guanda, 1980, pag. 91. L'editore Sonzogno decise di attivare una sinergia tra il giornale e la casa editrice: quando il romanzo d'appendice concludeva le sue puntate sul Secolo, diventava un libro pubblicato da Sonzogno..

Nel 1885 «Il Secolo» riceveva un servizio telegrafico quotidiano da Roma e Napoli (quando un telegramma normale costava ben 20 lire)Valerio Castronovo et alii, La stampa italiana nell'età liberale, Laterza, 1979, pag. 108.Andrea Moroni, Alle origini del Corriere della sera: da Eugenio Torelli Viollier a Luigi Albertini, FrancoAngeli, Milano, 2005, pag. 46. ed aveva corrispondenti in tutte le principali capitali europee. Abbandonate le vecchie rotative a vapore e a doppia reazione, in tipografia furono installate macchine rotative moderne con motori a gas da 15.000 copie l'ora, che consentirono anche un aumento della foliazione. Il giornale aveva assunto le dimensioni di una grossa impresa editoriale: assieme al quotidiano veniva pubblicata «La Settimana Illustrata»Verrà sostituita dal 6 ottobre 1889 con «Il Secolo Illustrato».. Per gli abbonati venivano sorteggiati ogni anno ricchi premi.

Nel 1887 venne lanciata una grande iniziativa editoriale: Le Cento città d'Italia, un'opera a fascicoli in più volumi, in uscita ogni mese, in abbinamento col quotidiano. Le uscite si protrassero ininterrottamente per 15 anni, fino al 1902 per un totale di 192 numeri. Ogni fascicolo costava 10 centesimi (gratis per gli abbonati). Pur avendo un intento ed uno stile divulgativi, la collana si avvalse anche di scrittori del calibro di Cesare Cantù e Grazia Deledda, oltre a uno stuolo di esperti locali. Il 10-11 febbraio 1893, in occasione della prima del Falstaff di Giuseppe Verdi alla Scala di Milano, uscì un'edizione speciale del «Secolo» dedicata interamente all'avvenimentoBeppe Benvenuto, Elzeviro, Sellerio, Palermo 2002, p. 30 (nota 23)..

Nel 1895 il primato del Secolo fu messo in discussione per la prima volta: il supplemento sportivo del rivale Corriere della Sera (La Bicicletta) nato due anni prima raggiunse le 25.000 copie di tiratura. Sul settore sportivo, in rapida ascesa in Italia, il primo quotidiano italiano scoprì di essere in ritardo. Varò un settimanale concorrente: Il CiclistaTitolo completo: “Il ciclista, rivista settimanale popolare illustrata di velocipedismo”. Il primo numero uscì il 4 luglio 1895., diretto da Eliso Rivera. Nello stesso anno sul Supplemento del Secolo apparve la Lettera agli onesti di tutti i partiti (datata 15 giugno) di Felice Cavallotti, in cui il deputato radicale accusò il primo ministro Francesco Crispi di corruzione e concussione. Galleria d'immagini

I primi anni del Novecento

Nel gennaio 1896 Moneta lasciò la direzione a Romussi. La tiratura del quotidiano in quel periodo era stabilmente sopra le 100.000 copie: il «Secolo» era il più importante giornale italiano. Vi collaboravano personalità del calibro di Vilfredo Pareto, Edoardo Giretti, Maffeo Pantaleoni, Vincenzo Ferrero.

Nel 1898 il giovane Mario Borsa sostituì Paolo Valera come corrispondente da Londra. Quell'anno «Il Secolo», nonostante fosse collocato su posizioni filo-governative (la Sinistra era al potere dal 1876), incorse nella repressione del governo: il giornale fu accusato di aver fomentato la rivolta che sfociò nei tumulti del 6-9 maggio repressi dal generale Bava Beccaris (circa cento morti e più di 400 feriti), il direttore Romussi fu arrestato e le pubblicazioni furono sospese. Il Secolo rimase chiuso per più di tre mesi. Bava Beccaris respinse tutte le richieste di sospensiva; Riccardo SonzognoEra succeduto allo zio Edoardo come gerente e amministratore responsabile. Edoardo rimaneva proprietario della società editrice. dovette rivolgersi a Giovanni Giolitti per ottenere che il quotidiano tornasse nelle edicole.. Nel frattempo fu richiamato alla direzione Ernesto Teodoro Moneta, che rimase fino alla liberazione di Carlo RomussiRomussi fu rilasciato il 3 giugno 1899, dopo un anno di carcere..

Il 1º settembre 1898 «Il Secolo» riprese le pubblicazioni; per l'occasione Sonzogno organizzò una grande manifestazione pubblica a Milano. Quel giorno vennero stampate 400.000 copie, che andarono tutte esauriteValerio Castronovo et alii, La stampa italiana nell'età liberale, Laterza, 1979, pag. 138.. Nel 1900 il quotidiano manteneva una salda la posizione di leader con una tiratura media di 115.000 copieGiovanni Gozzini, Storia del giornalismo, Pearson Italia, 2000, p. 189..

Il peso politico del quotidiano però era in calo. Il rivale concittadino «Corriere della Sera» si avvicinava sempre di più, anno dopo anno, finché nel 1906 avvenne il sorpasso. «Il Secolo» attribuì lo smacco ad un provvedimento emanato quell'anno dal ministero delle Finanze, che vietava di abbinare le lotterie a premi alle campagne di abbonamento dei giornali. La modalità era in uso da parte di molte testate per fidelizzare i propri lettori. Per attirare sempre nuove sottoscrizioni, il «Secolo» era arrivato a mettere in palio persino appartamenti in località di villeggiatura. Il «Corriere» invece aveva deciso di non seguire il concorrente in questo tipo di promozione.

La carta che giocò Romussi fu di sostenere Giovanni Giolitti. Durante i tre ministeri (1903-1914) guidati dal politico piemontese, «Il Secolo» si costruì il ruolo di autorevole mediatore tra il proprio lettorato, costituito per gran parte dalle classi lavoratrici, ed il governoValerio Castronovo et alii, op. cit., pag. 168.. La firma di punta del quotidiano durante l'Età giolittiana fu quella di Leonida Bissolati: le posizioni assunte dal quotidiano in politica estera furono direttamente ispirate dal leader socialista riformista.. Il Secolo si schierò contro l'attacco italiano alla Libia.