I diritti umani a Cuba sono sotto il controllo di diverse organizzazioni per i diritti umani come Amnesty International, Human Rights Watch, che hanno accusato il governo cubano di sistematiche violazioni dei diritti umani, tra cui la detenzione arbitraria e processi scorretti.

La Repubblica di Cuba è firmataria della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, della Convenzione sui diritti del Fanciullo, della Convenzione contro la tortura e i trattamenti e le punizioni crudeli, inumane o degradanti e, dal 2008, del Patto internazionale sui diritti civili e politici.

Storia Periodo coloniale dal 1500 al 1901 Fin dai primi giorni della colonizzazione spagnola, secondo Bartolomeo de las CasasBartolomé de las Casas, Istoria o Brevissima relatione della distruttione dell'Indie Occidentali, le popolazioni indigene vennero duramente perseguitate dagli europei. La successiva deportazione di schiavi africani nell'isola, per oltre 300 anni, motivò almeno ufficialmente l'intervento militare britannico, teso a "porre fine a questi abusi".Report from the British commissionary judge, Havana, to the Foreign secretary (Lord Stanley). September 30. 1866. Thomas, Hugh. Cuba. : The pursuit of freedom. p.1050.

Durante il periodo coloniale spagnolo, i diritti umani nell'isola furono oggetto di diverse critiche internazionali. Dopo una visita compiuta nel 1898, il senatore degli Stati Uniti Redfield Proctor, stimò circa 200.000 morti nelle "fortezze spagnole" dell'isola, definiti come dei veri e propri "campi di concentramento". Tale ingerenza degli Stati Uniti fu un fattore di rilievo nello scoppio della guerra ispano-americana, iniziata nello stesso anno.

L'indipendenza dalla Spagna dal 1902 al 1959 Dopo l'indipendenza dalla Spagna, riconosciuta nel 1902, seguì un periodo di instabilità politica durante il quale crebbe l'influenza degli Stati Uniti, anche grazie all'"emendamento Platt", inserito all'interno della Costituzione Cubana del 1901; per diversi anni le truppe statunitensi occuparono il paese, di fatto rendendo l'indipendenza del paese vera solo sulla carta.

Machado e Batista Diversi governi si succedettero, sempre segnati da uno scarso interesse per il sociale e sottomessi alle ingerenze statunitensi; nel 1924 s'insediò il governo del generale Gerardo Machado. Questi riuscì ad instaurare una vera e propria dittatura, creando malcontento tra gli studenti e i lavoratori; si distinse per la sua soggezione agli Stati Uniti e per la violenta repressione dei moti popolari. Lo sciopero generale e lo schierarsi delle forze armate contro Machado nel 1933, lo costrinsero a dimettersi.

Il periodo successivo fu segnato da violente rappresaglie, linciaggi di massa, un'estrema corruzione e "gangsterismo" nell'isola.Hugh Thomas: Cuba, The pursuit of freedom. p.388

Il successore di Machado fu (in seguito alla cosiddetta "Rivoluzione dei sergenti") il generale Fulgencio Batista, che prese il potere con un colpo di Stato nel 1934: divenne di fatto leader e Presidente per 26 anni, deteriorando ulteriormente, tramite la sua violenta dittatura, i diritti umani a Cuba. Secondo Jerry A. Sierra, vendette gran parte del patrimonio pubblico cubano a ditte statunitensi e Cuba divenne la capitale del gioco d'azzardo e della prostituzione, ospitando anche esponenti di spicco della mafia americana, i quali comprarono alberghi, case da gioco e bordelli, per il turismo statunitense, mentre la popolazione locale in maggioranza era vessata o in povertà. Secondo Jon Lee Anderson, la tortura e l'uccisione di civili, incluse due giovani sorelle all'Avana, indignarono fortemente il popolo, e le attività dell'Ufficio di Repressione delle Attività Comuniste (BRAC) della CIA divennero talmente note da far reclamare lo stesso Direttore Generale della CIA.Jon Lee Anderson. Che Guevara : A revolutionary life. p. 343 Il regime di Batista assassinò circa 20.000 cubani..

Nel 1959 Fidel Castro e i suoi guerriglieri deposero Batista, che fuggì portando con sé 300 milioni di dollari.

La Rivoluzione Cubana dal 1959 al 1990 Cuba è firmataria della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Il VII Capitolo della Costituzione CubanaCostituzione Cubana del 1992: "Diritti, doveri e garanzie fondamentali", garantisce il diritto al lavoro (artt. da 45 a 49), il diritto alla salute con la prestazione dell'assistenza ospedaliera e medica gratuita (art. 50), il diritto all'istruzione, gratuita ad ogni livello (art. 50), la libertà di parola e di stampa "conformemente ai fini della società socialista" (art. 53), il diritto di riunione, manifestazione e associazione (art. 54), la libertà di religione e coscienza (art. 55), il diritto alla difesa (art. 59).

Nonostante questo, il governo cubano guidato da Fidel Castro è stato frequentemente accusato da organizzazioni e governi occidentali, di non rispettare i diritti fondamentali dell'uomo.

A causa dell'embargo contro Cuba e del sostegno venuto a mancare da parte dell'Unione sovietica, l'economia cubana ha subito un periodo di forte crisi dagli anni '90 in poi. L'ascesa del chavismo in Venezuela negli anni duemila ha permesso lo stringersi delle relazioni tra questi due paesi e l'aproviggionamento di petrolio a basso prezzo per Cuba che hanno garantito un miglioramento generale dell'economia. La crisi politica ed economica venezuelana e un nuovo inasprirsi delle sanzioni statunitensi, il paese caraibico è tornato a temere la minaccia di una nuova crisi economica

Educazione, salute, sicurezza Dal 1960 al 1990 vi sono stati forti progressi in campo medico, educativo, alimentare e di sicurezza sociale: grazie a molte campagne del governo cubano il livello di analfabetismo è passato dal 24% del 1958 a meno del 5% nel 1990; l'accesso ai servizi sanitari è passato da un 8% della popolazione del 1959 al 90% del 1990, riducendo il tasso di mortalità infantile dal 3,5% del 1960 al 1% del 1990. Dal 3,5% di lavoro minorile nel 1960 si è passati allo 0% dal 1980. Grazie all'adozione dell'uso della "libreta", ossia una carta che garantisce ad ogni famiglia un minimo di prodotti alimentari, è stato sradicato quasi completamente il problema della denutrizione.

Pena di morte dalla rivoluzione agli anni 2000 Formalmente, il Codice Penale cubano prevede la pena di morte in 112 casi, di cui 33 per reati comuni. Sono considerati passabili con la condanna a morte tra i vari reati quelli contro la sicurezza interna ed esterna dello stato; i crimini contro la pace e le leggi internazionali; gli atti contro la sicurezza dello stato (come la violazione del territorio cubano da parte dei membri di un equipaggio aereo o navale); i crimini contro lo sviluppo normale delle relazioni sessuali e contro la famiglia, l'infanzia o la gioventù (per esempio, la violenza carnale sui minori di 12 anni o che abbia come risultato malattie o ferite; la pederastia con violenza su vittime inferiori ai 14 anni).

Nel periodo immediatamente seguente al 1959 i rivoluzionari processarono diverse persone accusate di appoggiare Batista, che vennero poi imprigionate o giustiziate.

Nel 1960 iniziarono violenti scontri tra il governo cubano e gruppi di oppositori armati, che si conclusero verso il 1970. Diverse stime sono state fatte per accertare il numero delle esecuzioni politiche successive alla rivoluzione. Lo storico latino-americano Thomas E. Skidmore, ha affermato che vi furono 550 esecuzioni durante i primi sei mesi del 1959, principalmente ufficiali del regime di Batista e membri del BRAC, l'ufficio segreto della CIA. Lo storico britannico Hugh Thomas, in un suo studio ha affermato che "forse" vi furono 5.000 esecuzioni fino al 1970. Il "Libro del Mondo e degli Indicatori Politici e Sociali" sostiene che nel periodo 1958-67 avvennero 2.113 esecuzioni politiche.

Le esecuzioni effettuate dal 1970 al 1990 si limitarono a rarissimi casi. Uno dei più importanti fu l'esecuzione del generale Arnaldo Ochoa nel 1989, insieme ad altri tre alti ufficiali, processati per traffico di droga e riconosciuti colpevoli.

Nonostante le esecuzioni siano molto rare, la pena di morte a Cuba non è stata abolita ma sospesa, come ha ribadito il presidente cubano Raul Castro nel 2013 in un suo intervento pubblico.. Le ultime esecuzioni sull'isola caraibica avvennero nel 2003, quando furono messi a morte tre uomini accusati di aver dirottato una nave per poter fuggire negli Stati Uniti.

Terrorismo degli Stati Uniti contro Cuba

Dal 1962, dopo il fallito sbarco nella Baia dei Porci, centinaia sono gli attentati terroristici avvenuti contro il piccolo paese caraibico ad opera di gruppi o individui legati agli Stati Uniti. La maggior parte di questi attentati sono stati organizzati dagli oppositori di Castro residenti a Miami e, in molti casi, sotto ordine della CIA e del governo statunitense, o con la collaborazione della mafia italoamericana e cubano-americana, che aveva appoggiato Fulgencio Batista.

Il 6 ottobre 1976, un aereo civile della Cubana de Aviación viene fatto esplodere: il bilancio fu di 73 morti tra i quali l'intera squadra giovanile di scherma cubana.

Il 4 settembre 1997, in un attentato presso l'hotel Copacabana della Capitale cubana perse la vita l'italiano Fabio Di Celmo.Le responsabilità della CIA e degli anticastristi di Miami riguardo a questi due attentati sono state rese note da alcuni documenti segreti dell'intelligence statunitense, declassificati nel 2005.

Campi di lavoro forzato

Situazione attuale (1990-oggi) Movimenti cubani e internazionali per i Diritti Umani La presidente dell'UNJ di Cuba (Unione Nazionale di Giuristi cubani), di cui fanno parte 16.000 giuristi cubani, Migdalia Velázquez, in un incontro organizzato il 2 maggio 2013 dall'ACNU (Asociacion Cubana de las Naciones Unidas) sostiene che Cuba è "uno dei paesi più sicuri per la vita umana" e che non ci sono mai state sparizioni o torture; sostiene altresì che, quando qualche prigioniero o detenuto ha sofferto di un qualsiasi maltrattamento, il colpevole è stato subito denunciato e severamente sanzionato.

Nel 2005 è stata sottoscritta da circa 200 intellettuali di tutto il mondo, di cui 4 premi Nobel, una lettera per la Commissione dei Diritti Umani, in cui si sostiene che a Cuba "non c'è mai stato nemmeno un caso di desaparecido, di tortura o esecuzione extragiudiziale" e che, nonostante l'embargo, "sono stati raggiunti indici di salute, istruzione e cultura internazionalmente riconosciuti". Dal 2005 in poi si contano circa 19.000 firmatari di questa lettera, sottoscritta da associazioni, uomini politici, intellettuali, di ogni parte del mondo. Tra di essi: Claudio Abbado, Rigoberta Menchú Tum, Adolfo Pérez Esquivel, José Saramago, Manu Chao, Red Ronnie, Gianni Minà, Walter Salles, Harry Belafonte, Danielle Mitterrand, Nadine Gordimer Sostegno a Cuba è stato espresso anche dalle Madri di Plaza de Mayo, tramite Hebe de Bonafini, portavoce dell'ala più politicizzata del movimento delle madri dei desaparecidos argentini.

L'associazione contro la pena di morte Nessuno tocchi Caino, legata al Partito Radicale Transnazionale di cui è presidente Marco Pannella (solitamente critico nei confronti del governo cubano), attraverso una nota del segretario Sergio D'Elia commentò la lettera affermando che essa "non tiene conto minimamente della realtà cubana e dei misfatti compiuti dal dittatore di più lungo corso al mondo" e che "la Perla dei Caraibi non è tutta sole, mare e sabbia. È anche galera e centri di rieducazione". Nessuno dei due documenti riporta in realtà dettagliate prove documentali di quanto affermato. Lo stesso D'Elia ha accolto favorevolmente le commutazioni delle sentenze riguardanti la pena capitale attuate da Raúl Castro nel 2008.