Vita
Nato in una famiglia di poeti, Zuhayr b. Abī Sulmā Rabīʿa b. Riyyāḥ al-Muzanī iniziò la sua attività, secondo la prassi dell'epoca, come rāwī e in particolare di ʿAws b. Hajar. Assai poco si sa della sua vita, vita che, secondo le fonti, sarebbe stata particolarmente lunga: in un verso della sua muʿallaqa dichiara: "Sono stanco del peso della vita, chi vive ottant'anni non ha padre ed è stanco"Daniela Amaldi, op. cit., pp. 112-115.. Dovrebbe comunque aver raggiunto i 97 anniTreinta poemas árabes, op. cit., pp. 32-33. e si narra che a 100, forse già monoteista, avrebbe incontrato, secondo il Kitāb al-Aghānī il profeta Maometto. Il poeta Kaʿb b. Zuhayr, autore della qasīda rivolta a Maometto (detta "al-Burda"), era figlio e rāwī di Zuhayr, così come il meno conosciuto Bukhayr.
Stile e opere
Fu testimone della lunga guerra scoppiata nella seconda metà del VI secolo, detta "di Dāhis", dal nome del cavallo che fu all'origine degli scontri fra gli ʿAbd e i Dhubyān, entrambi dei Ghatafān; guerra intertribale che si concluse grazie alle capacità di due valorosi e saggi capi. A questi ultimi Zuhayr dedica la sua muʿallaqa. Infatti la muʿallaqa, dopo un lungo preambolo amoroso, nasīb, dedicato alla moglie Umm Awfā', è centrata sulla lode di Harim e di al-Hārith che con la loro generosità e saggezza riuscirono a porre fine alla sanguinosa guerra, per terminare con una serie di aforismi e di versi sentenziosi contenenti riflessioni sul destino e la caducità delle cose del mondo, temi che ben si addicono a un uomo avanti negli anni. Poeta assai scrupoloso, è considerato “uno schiavo del verso” in quanto dedicava molto tempo, talvolta anche un anno, alla stesura dei suoi componimenti, aspetto che ha suscitato nei secoli opposte posizioni: alcuni lo hanno accusato di artificiosità e di fare uso di enjambement, mentre altri ne hanno apprezzato la forma e la limpidezza delle immagini.
Il dīwān pervenuto comprende 7 poesie, fra cui la sua muʿallaqa, e 36 frammenti per un totale di circa 680 versi. Per la maggior parte sono panegirici con uno stile tranquillo, poderoso, con descrizioni delicate, riflessive; la lingua è ricercata e musicale.
Note
Bibliografia Daniela Amaldi, Tracce consunte come graffiti su pietra, note sul lessico delle Muʿallaqāt, Napoli, Istituto Universitario Orientale, 1999. Treinta poemas árabes, a cura di Jaime Sánchez Ratia, Madrid, Hiperión, 2006. ISBN 8475175309
Collegamenti esterni