La Germania (ovvero la Germania magna dei Latini) era il nome della Provincia romana costituita dopo le prime Campagne di Druso del 12-9 a.C., sotto l'Imperatore romano Augusto, ad oriente del fiume Reno, nei Territori che i Romani identificarono con il nome di Germania Magna (in corrispondenza degli attuali Paesi Bassi e Germania).
Della sua esistenza parla esplicitamente Dione.. Il suo Confine orientale avrebbe dovuto coincidere con il fiume Elba, fino a comprendere il potente regno boemo dei Marcomanni di Maroboduo (vedi voce occupazione romana della Germania sotto Augusto).
Cessò di esistere solo 20 anni più tardi, nel 9 d.C. in occasione della disfatta di Publio Quintilio Varo nella battaglia della foresta di Teutoburgo.
Statuto
Non conosciamo con certezza quale possa essere stata la forma di amministrazione della neo-provincia romana di Germania tra il 9 a.C. ed il 9 d.C. prima della clades variana. È possibile che fosse soggetta direttamente al Legatus Augusti pro praetore della Gallia Belgica ed amministrata da un suo Procurator Augusti che ne controllava i territori tra Reno e Weser (fino al 5) e poi tra Reno ed Elba dopo le campagne di Tiberio del 5 d.C.
EVOLUZIONE DELLE PROVINCE prima dellaconquista romana Gallia transalpina (Galli) Germania Magna (Germani) dal 50 a.C. Belgica Germania Magna (Germani) dal 16 a.C. Gallia Belgica(provincia romana) Germania Magna (Germani) dal 12 a.C.al 7 a.C. Gallia Belgica(ampliata con il distr. militare della Germania fino al Weser) dal 7 a.C.al 4 d.C. Gallia Belgica Germania(provincia romana fino al Weser) dal 4al 9 d.C. Gallia Belgica Germania(provincia romana fino all'Elba) dal 17 d.C. Gallia Belgica(di cui facevano parte) Germania inf.(distr.militare) Germania sup.(distr.militare) Germania Magna(andata perduta)
Storia
L'avanzata romana (12 a.C.-3 d.C.)
Nel corso di quasi 20 anni di campagne militari ininterrotte (dal 12 a.C. al 5 d.C.) i suoi confini orientali furono ampliati e spostati più ad est, dal fiume Weser al fiume Elba.
Sappiamo infatti che dopo le prime campagne di Druso maggiore del 12-9 a.C. (di cui rimane la costruzione del canale artificiale della fossa drusiana), quelle successive condotte prima da Tiberio nell'8-7 a.C. e poi da altri generali di Augusto, portarono alla sottomissione dei territori germanici fino al fiume Weser, che Velleio Patercolo racconta furono ridotti "quasi" allo stato di provincia tributaria.Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium consulem libri duo, II, 4. Ara Ubiorum ne diventava la sede religiosa della nuova provincia germanica, ancora in fase di costituzione (come Lugdunum lo era per le tre Gallie).
Nel corso della prima campagna del 12 a.C., Druso per prima cosa respinse un'invasione di Sigambri e dei loro alleati Tencteri e Usipeti. Penetrò all'interno del territorio germano, passando per l'isola dei Batavi (probabili alleati di Roma) e devastò le terre di Usipeti e Sigambri. Dopo aver disceso con una flotta il Reno in direzione del Mare del Nord (grazie anche alla costruzione di un canale artificiale, la fossa DrusiSvetonio, Claudio, 2-4; Tacito, Annales, II, 8.), si rese alleati i Frisi e penetrò nel territorio dei Cauci fino oltre l'Amisia (l'attuale Ems, dove potrebbe aver costituito un punto di attracco).Cassio Dione, Storia romana, LIV.32.
Nell'11 a.C. Druso operò più a sud, affrontando e battendo per primi il popolo degli Usipeti. Gettò un ponte sul fiume Lupia, l'attuale Lippe (che si trova di fronte a Castra Vetera, l'odierna Xanten) ed invase il territorio dei Sigambri (assenti poiché in lotta con i vicini Catti), costruendovi alcune fortezze (tra cui la latina Aliso); si spinse, infine, nei territori di Marsi e Cherusci, fino al fiume Visurgis, l'odierno Weser. Sulla strada del ritorno fu assalito dai Germani, presumibilmente nelle strette gole e folte foreste dei Marsi, e per poco non fece la fine del suo successore Publio Quintilio Varo, sconfitto nella battaglia della foresta di Teutoburgo, se non fosse stato per la sua tempra ed abilità di generale come ci racconta lo storico Cassio Dione Cocceiano.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, LIV, 33.3-5.
Nel 10 a.C. operò ancora più a sud, dalla fortezza legionaria di Mogontiacum (l'odierna Magonza) prima contro i Mattiaci e poi contro i Catti, devastando le loro terre, costruendovi alcune fortezze, tra cui quella di Rödgen, costruì un ponte a Bonna,C.M. Wells, "The German Policy of Augustus", in: Journal of Roman studies 62, Londra, 1972, pp. 136-137. rafforzandolo con una flotta lungo il Reno (Classis Germanica).Cassio Dione, Storia romana, LIV, 36.3.
Nel 9 a.C. costrinse alla resa prima i Marcomanni (che in seguito a questi avvenimenti decisero di migrare in Boemia), poi la potente tribù dei Catti ed alcune popolazione suebe limitrofe (probabilmente gli Ermunduri) oltre ai Cherusci, e si spinse dove nessun altro romano era giunto mai, al fiume Elba.Cassio Dione, Storia romana, LV, 1.5. Morì poco dopo, davanti agli occhi del fratello, Tiberio Claudio Nerone, accorso al suo capezzale, per una banale caduta da cavallo.Cassio Dione, Storia romana, LV, 2.1-2.
Gli insediamenti principali della nuova provincia furono le fortezze legionarie di Marktbreit; a sud, lungo il fiume Meno, di Anreppen ed Haltern (l'antica Aliso, ora capitale amministrativa della nuova provincia), oltre ai forti ausiliari di Oberaden (in passato fortezza legionaria), Waldgirmes, Rödgen (base di rifornimento) e Hedemünden.
L'esercito della Germania era strettamente collegato a quello della Gallia Belgica. Sul suo suolo stazionava però una sola legione: la XIX, che era collegato alle vicine unità legionarie posizionate a Castra Vetera (attuale Xanten) la legio XVII ed a Colonia Claudia Ara Agrippinensium (attuale Colonia) la legio I Germanica.
Costituzione della provincia di Germania (4-6)
La situazione non era cambiata di molto rispetto a dieci anni prima e l'obiettivo di poter portare i confini imperiali al fiume Elba sembrava lontano. Augusto, una volta richiamato Tiberio dall'esilio di Rodi, si adoperò perché il suo miglior generale continuasse l'opera, che lo stesso aveva lasciato in sospeso un decennio prima. Augusto riteneva ormai maturi i tempi per mutare l'assetto dei nuovi territori germanici appena conquistati, in nuova provincia di Roma.R. Syme, L'Aristocrazia augustea, p. 155.
Nel 4 Tiberio entrò in Germania e sottomise Canninefati, Cattuari e Bructeri; riacquistò inoltre al dominio di Roma i Cherusci (popolazione a cui apparteneva Arminio). Ma i piani strategici di Tiberio prevedevano di passare il fiume Visurgis (attuale Weser) e penetrare oltre. Velleio Patercolo ricorda che «si attribuì tutta la responsabilità di questa guerra tanto disagevole e pericolosa, mentre le operazioni di minor rischio furono affidate al suo legato, Senzio Saturnino». Sul finire dell'anno lasciò, infine, presso le sorgenti del fiume Lupia (attuale Lippe), un accampamento legionario invernale (si tratta forse del sito archeologico di Anreppen).Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium consulem libri duo, II, 105.
Nel 5 invase di nuovo la Germania, operando al di là del fiume Weser, in un'azione congiunta tra l'esercito terrestre e la flotta, la quale riusciva a risalire l'Elba, sottomettendo tutte le popolazioni ad occidente di questo fiume (dai Cauci, ai feroci Longobardi, fino agli Ermunduri), e costringendo quelle ad oriente a diventarne clienti (Semnoni, Cimbri e CharidiAugusto, Res gestae divi Augusti, 26; Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium consulem libri duo, II, 106-107.). Ecco come lo racconta Velleio Patercolo:
La provincia che andava formandosi avrebbe dovuto comprendere al termine delle campagne del 4 e 5 tutti i territori compresi tra Reno ed Elba.Carroll, Romans, Celts & Germans: the german provinces of Rome, p.40.
Occupata l'intera Germania settentrionale e centrale fino all'Elba, mancava soltanto la parte meridionale, ovvero la Boemia, per completare l'opera di conquista dell'intera area germanica. Era necessario, pertanto, annettere anche il potente regno dei Marcomanni di Maroboduo. Tiberio aveva progettato tutto e nel 6 cominciava questa campagna che si riteneva sarebbe stata l'ultima.Cassio Dione, Storia romana, LV, 28.5-7.R. Syme, L'Aristocrazia augustea, p. 156.
Con una manovra "a tenaglia",Peter Michael Swan, The Augustan Succession: An Historical Commentary on Cassius Dio's Roman History, Books 55-56 (9 bc - ad 14), 2004, pp.197-198. Senzio Saturnino avrebbe dovuto muoversi da Moguntiacum (o dalla fortezza legionaria di Marktbreit, posizionata lungo il fiume Meno) con 2-3 legioni (si trattava forse delle legioni XVII, XVIII e XIX o XVI Gallica) che dovevano congiungersi all'esercito di Rezia (formato probabilmente dalla I Germanica e dalla V Alaudae).
Tiberio procedeva, invece, dal fronte sud-orientale, da Carnuntum sul Danubio,Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium consulem libri duo, II, 109, 5.Manfred Kandler, Gli accampamenti militari di Carnuntum, in Roma sul Danubio, Roma 2002, p.121. con altre 4-5 legioni (VIII Augusta dalla Pannonia, XV Apollinaris e XX Valeria Victrix dall'Illirico, XXI Rapax dalla Rezia, XIII Gemina, XIIII Gemina e dalla Germania Superior e un'unità sconosciuta), e doveva inoltrarsi prima in Moravia accompagnato anche dalla flotta (dove sono state trovate tracce di un accampamento legionario a MušovM.Balek, O.Sedo, Das frühkaiserzeitliche Lager bei Mušov-Zeugnis eines augusteischen Feldzugs ins Marchgebiet?, in Germania 74, 1996, pp.399-414.) e poi nel cuore della Boemia, il centro del potere di Maroboduo.Tacito, Annales, II.46. A cinque giorni prima di riunirsi, gli eserciti furono fermati dallo scoppio della rivolta in Pannonia e Dalmazia.Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium consulem libri duo, II, 108-110.
L'abbandono della Germania
Con la sconfitta subita dall'Esercito Romano nel 9 ad opera di Arminio nell'agguato della selva di Teutoburgo, la nuova provincia andava definitivamente perduta.
Germanico, Tiberio e l'onore di Roma (10-16)
Ora era necessaria però una reazione militare immediata e decisa da parte dell'impero romano. Non si doveva permettere al nemico germano di prendere coraggio e di invadere i territori della Gallia e magari dell'Italia stessa, mettendo a rischio non solo una provincia ma la stessa salvezza di Roma.
Tiberio dimostrò, ancora una volta, di essere quel generale geniale qual era. Era riuscito a frenare i propositi, da parte della genti germaniche vittoriose, di una nuova invasione. Negli anni che si susseguirono condusse gli eserciti ancora al di là del Reno per tre nuove campagne militari (dal 10/11 al 13Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium consulem libri duo, II, 122, 2; .) e non è possibile escludere che parte dei territori della provincia di Germania (acquisiti prima della disfatta di Varo), possa essere stato recuperato dalle armate romane (almeno i territori compresi tra i fiumi Reno e Weser lungo la Lippe, quelli lungo la costa del Mare del Nord e almeno quelli a sud del fiume Meno fino al Danubio):
Buona parte della zona tra il Reno e l'Elba era andata perduta (non sappiamo in quale misura) e neppure le azioni intraprese da Tiberio negli anni 10/11-13, poterono ripristinare quanto era stato così faticosamente conquistato in 20 anni di campagne militari precedenti.Cassio Dione, Storia romana, LVI, 24.6; LVI 25.2-3. È però possibile che i territori tornati sotto il "diretto" controllo dell'Impero romano o forse "indiretto" come popoli "clienti", furono quelli compresi tra i fiumi Reno e Weser lungo la Lippe, quelli della costa del Mare del Nord e quelli a sud del fiume Meno, fino al Danubio. Rimanevano pertanto esclusi quelli delle popolazioni ribelli di Bructeri, Marsi e Cherusci, oltre a tutti quelli ad est del fiume Weser e forse di Catti, Tencteri e Sigambri.