La magia nera è tradizionalmente ritenuta la capacità di un mago di utilizzare e controllare a proprio vantaggio un potere nefasto, maligno, o comunque di origine soprannaturale.

È associata all'oscurità, all'occultismo,La parola «occultismo» può designare tuttavia semplicemente lo studio dei fenomeni e delle forze arcane del creato, che restano nascoste alla comprensione comune, cfr. Roberto Reggiani, La Scienza Magica, pag. 26, Roma, Mediterranee, 1988. e spesso al satanismo, sebbene un potere magico di per sé non sia necessariamente né positivo né negativo, poiché molto dipende dall'uso che se ne fa.Roberto Reggiani, La Scienza Magica, pp. 115-6, Roma, Mediterranee, 1988. Nella definizione di magia nera possono rientrare le varie forme della demonologia e soprattutto della stregoneria.

Etimologia

La prima apparizione nota del termine "magia nera" in inglese è il poema epico di Edmund Spenser The Faerie Queene, dove anglicizza il termine contemporaneo "negromanzia", derivato dal latino nigromantia, una variante medievale di necromantia " negromanzia " influenzata dal latino niger "nero". La magia nera tra cultura dotta e cultura popolare Nel mondo popolare la magia nera è considerata un potere distruttivo opposto a quello della magia bianca, che invece si basa su intenzioni benefiche e altruistiche.Aa.Vv., Dizionario delle religioni, a cura di Giovanni Filoramo, Torino, Einaudi, 1993, alla voce «Magia». Questo concetto appare però molto più sfumato in alcune società primitive extraeuropee, come ad esempio tra gli Azande, le cui tradizioni furono studiate negli anni trenta del secolo scorso da Edward Evan Evans-Pritchard. Questi popoli, infatti, ritenevano benefica qualsiasi magia che avesse recato danno ai nemici del loro gruppo sociale, e credevano si avesse senz'altro a che fare con la magia nera ogni qualvolta veniva colpito un soggetto innocente, che non avesse infranto alcuna legge o usanza.Edward E. Evans-Pritchard, Stregoneria, oracoli e magia tra gli Azande, Milano, Franco Angeli Editore, 1976. Per questo aspetto della cultura Azande si veda ancora Aa.Vv., Dizionario delle religioni, op. cit.

La contrapposizione rispetto alla magia bianca sarebbe da intendere piuttosto come complementarità quando, stando ad altre interpretazioni, essa sia da ricondurre a quel dualismo di energie cosmiche che garantirebbe l'equilibrio dell'intero universo. Il colore nero richiama l'oscurità ed è la diretta antitesi del bianco, portatore di luce; entrambi gli elementi sono però indispensabili e l'uno non può esistere senza l'altro.Fulvio Rendhell, Trattato di alta magia. Nera, bianca, rossa, pag. 84, Hermes Edizioni, 2006. La metafora cinese dello yin e dello yang può fornire un modello di questo genere di contrapposizione.Un accenno alla possibile interpretazione della magia per mezzo dello yin e dello yang è contenuta nel saggio introduttivo di Luciano Parinetto al testo di C. Daxelmüller, Magia. Storia sociale di un'idea, Rusconi, 1997.

Anche i sacerdoti persiani, ad esempio, o gli autori dei grimori, dovevano sapersi propiziare con le loro magie non solo gli spiriti più elevati a fini benefici, ma anche quelli malefici per rivolgere eventuali calamità contro i propri nemici.

Nell'ambito della magia naturale, fenomeno tipico degli strati sociali più acculturati, come quello dei maghi europei del Rinascimento,Aa.Vv., Dizionario delle religioni, op. cit. non esisterebbe invece un vero e proprio concetto di magia nera se non come deviazione dallo scopo primario del mago, che dovrebbe essere quello di operare nell'armonia tra macrocosmo e microcosmo. La magia nera (magia daemoniaca o magia illicita) si basa pertanto in questo caso sulle forze divisive della natura, o su forme di superstizione, anziché sulla cooperazione con le divinità positive. Nel corso della storia, tuttavia, questi due aspetti della questione non sempre sono stati tenuti nettamente distinti.Cristoph Daxelmüller, Magia. Storia sociale di un'idea, con un saggio introduttivo di Luciano Parinetto, Rusconi, Milano, 1997, cap. I. Un genere particolare di valutazione morale ha riguardato poi l'insegnamento esoterico delle scuole iniziatiche, per la sua attinenza al mistero e all'occulto:

Oltre che alla stregoneria e alla magia popolare, la magia nera può essere associata in ambito iniziatico al cosiddetto «sentiero della mano sinistra», nel quale la conoscenza stessa del male non è vista in un'ottica negativa, ma viene anzi considerata una via per approdare al bene. Il mago del resto, per essere tale, dovrebbe dar prova di saper dominare le intelligenze diaboliche, anziché farsene sottomettere. Ai fini di un'evoluzione della persona, la magia nera possiederebbe in tal senso effetti più rapidi e immediati, ma anche molto più pericolosi, perché potrebbero comportare la progressiva perdita dei poteri stessi del mago, qualora sviluppi brame demoniache di cui lui stesso diventerebbe la prima vittima.

Accezioni peggiorative Nella sua accezione più negativa, la magia nera può essere ritenuta un'espressione della hýbris greca, ovvero della volontà di ottenere conoscenze e poteri superiori a quelli permessi dal proprio livello di sviluppo, prevaricando le leggi dell'armonia universale.Se si intende Hybris nel suo significato letterale di "superbia", "tracotanza" ecc., questa tesi sembrerebbe avvalorata da quanto Sant'Agostino scrisse intorno alla curiositas dei maghi: «E da ciò [da questa curiositas] nasce una tale superbia che essi si sentono innalzati fino a quel cielo di cui tanto spesso si sono occupati» (citazione tratta dall'opera De moribus Ecclesiae et de moribus Manichaeorum, riportata in Daxelmüller, Magia, op. cit., cap. III).

Nel corso della storia cristiana, ad esempio, la magia nera è stata vista come un tentativo di opposizione al giusto sviluppo dell'umanità previsto nei piani divini; di fatto il mago nero, ingannato dal diavolo o preda delle sue seduzioni,«Di fatto, qualunque sia la spiegazione da cui si muove, con la credenza magica si manifesta una sorta di riedizione di quella tentazione dei primordi che è stata all'origine dei primo peccato, presente nel cuore dell'uomo come tendenza e subdola suggestione dei tentatore» (tratto da A proposito di Magia e Demonologia, nota pastorale della Conferenza Episcopale Toscana, supplemento a Toscana oggi, n. 17, 8 maggio 1994, prima parte, La magia e le sue forme, par. 6, Distinzione oggettiva tra religione e magia). cercherebbe un accordo con quegli ambiti spirituali identificati proprio con le potenze dell'opposizione, Satana, Lucifero (vale a dire le schiere demoniache), che in cambio di offerte sacrificali e dell'adorazione tributata loro, lo ricompenserebbero poi con i doni della conoscenza, del potere, della ricchezza e dell'amore, il cui prezzo finale è immancabilmente la perdizione di colui che ha ceduto alla tentazione.Roland Villeneuve, L'universo diabolico, Edizioni Mediterranee, Roma, 1977, cap. V, pp. 173-178. L'autore cita varie fonti (religiose e laiche) che affermano l'impossibilità per i maghi di compiere sortilegi senza l'intervento delle forze del male, e che avvertono del pericolo di perdizione insito nell'inganno del Demonio; tra queste fonti, le opere di Sant'Agostino, San Tommaso d'Aquino, Martin Delrio, Pierre de Lancre, Henry Boguet, Ulrich Molitor, Joseph Glanvil, Nicolas Rémy. Per gli scritti dei Dottori della Chiesa riguardanti la magia si veda anche: Christa Tuczay, Esoterismo e magia nel medioevo, Newton Compton editori, Roma, 2006, cap. III, La Magia e la Chiesa, pp. 55-90. Per ottenere tutto ciò, il mago nero ricorrerebbe a rituali specifici, spesso cruenti, che possono prendere anche la forma di cerimonie religiose pervertite, come le messe nere.

Secondo quanto riferito dai principali esponenti delle scuole teosofiche e antroposofiche del Novecento, sarebbe stato il ricorso a pratiche di magia nera, causato dall'ambizione sfrenata per il potere, a determinare per via della loro opposizione reciproca la distruzione del continente perduto di Atlantide in epoche remote dell'umanità,Colin Wilson, L'impronta di Atlantide, § 4, Piemme, 2016. il quale si sarebbe inabissato nel mare «in un solo giorno e una sola notte» come racconta Platone.Platone, Timeo, 25.

Da un punto di vista radicale, tutta la magia, soprattutto di tipo pratico, potrebbe essere considerata «nera», in quanto alterazione del corso naturale degli eventi, sebbene non per questo sia da ritenere necessariamente malvagia, mentre la magia bianca concernerebbe solo il suo aspetto teorico e dottrinale.Roberto Reggiani, La Scienza Magica, op. cit., pag. 25.

Alcune definizioni Jacques Collin de Plancy, nel suo Dizionario infernale, alla voce Magia e maghi scrisse quanto segue:Jacques Collin De Plancy, Dizionario infernale, ristampa dell'edizione curata da Carlo A. Valle (Torino, 1870) sulla terza edizione francese del 1844, I Dioscuri, Genova, 1989 (poi Fratelli Melita Editore).

Benché il Plancy generalizzasse il concetto di magia in chiave negativa, nel prosieguo egli compì ugualmente una suddivisione tra i generi di pratica magica: «Si distingue la magia nera, naturale e celestiale, vale a dire l’astrologia giudiziaria». E quanto alla prima:

Maghi neri tra storia e leggenda

Una figura di mago nero nella storia è quella Landolfo II principe di Capua, scomunicato nell'anno 875 e archetipo del Klingsor nel Parsifal wagneriano.Daniel Easterman, La Lancia Del Destino, pp. 78-79, trad. it. di Roberta Rambelli, Roma, Mediterranee, 2014.

Più recentemente Aleister Crowley, fondatore del movimento Thelema, venne definito dalla stampa «il più grande mago nero del XX secolo» per i suoi toni controversi e provocatori, sebbene si trattasse comunque di un personaggio piuttosto complesso.Pierluigi Zoccatelli, introduzione a Aleister Crowley: un mago a Cefalù, pag. 10, Roma, Mediterranee, 2005.

Nella letteratura teosofica si menziona lo stregone Oduarpa come il capo di una «Confraternita Oscura» che all'epoca di Atlantide avrebbe cercato di usurpare il potere detenuto dalla «Fratellanza Bianca» di Shamballa. Oduarpa avrebbe fondato un culto consacrato alle «divinità del mondo inferiore», basato su cerimonie orgiastiche di ingegneria genetica, con cui dare vita a un esercito di creature mostruose, destinato tuttavia alla sconfitta. Dai suoi cupi rituali sarebbero scaturite le odierne forme deviate di magia nera.Salvatore Brizzi, Le sette iniziazioni, introduzione, pag. 13, Antipodi edizioni, 2020.

Accuse Moderne

Durante l' invasione russa dell'Ucraina del 2022, i media statali russi accusarono l'Ucraina di utilizzare la magia nera per respingere l'esercito russo. Nello specifico, accusando il politico Oleksiy Arestovych di arruolare stregoni e streghe come soldati ucraini con compito di consacrare "le armi con la magia del sangue". Note

Bibliografia AA. VV., Dizionario delle religioni, a cura di Giovanni Filoramo, Torino, Einaudi, 1993. Cristoph Daxelmüller, Magia: storia sociale di un'idea, con un saggio introduttivo di Luciano Parinetto, Milano, Rusconi, 1997. Jacques Collin De Plancy, Dizionario infernale (1844), trad. it. di Luigi Balestrazzi, Milano, Fratelli Melita Editore, 1969; Genova, I Dioscuri, 1989. Leonard William King, Babylonian Magic and Sorcery (1896), Hildesheim, Olms, 1975. Christa Tuczay, Esoterismo e magia nel Medioevo, Roma, Newton Compton editori, 2006. Roland Villeneuve, L'universo diabolico, trad. it. di Anna Maria Fusco, Roma, Edizioni Mediterranee, 1977. Approfondimenti Franz Hartmann, Magia bianca e nera, a cura di M. Monti, Roma, Edizioni Mediterranee, 1983. Grillot de Givry, Il tesoro delle scienze occulte, Milano, Sugar editore, 1968. Richard Cavendish, La magia nera, vol. I e II, trad. it. di Sebastiano Fusco, Roma, Mediterranee, 1991. Fulvio Rendhell, Trattato di alta magia. Nera, bianca, rossa (1985), Hermes Edizioni, 2006.