Il Kirghizistan o Kirghisistan (; ), anche Chirghisia o KirghisiaVedi , ufficialmente Repubblica Kirghisa (; ), è uno Stato dell'Asia centrale, in gran parte montuoso, dominato dalla catena del Tian Shan. Confina a nord con il Kazakistan, a ovest con l'Uzbekistan, a sud-ovest con il Tagikistan e a est con la Cina. La sua superficie è di circa e ospita una popolazione di circa 7 milioni di persone. La capitale e città più importante è Biškek, chiamata Frunze durante il periodo sovietico.

Il Kirghizistan prende il nome dal popolo dei kirghisi, unito a -stan che significa "paese". L'area che oggi corrisponde al Kirghizistan è stata abitata fin dalla preistoria, con tracce di insediamenti umani risalenti al Paleolitico. Nel corso dei secoli, la regione ha visto il passaggio e l'insediamento di numerose popolazioni nomadi, inclusi gli Sciti e successivamente i Turchi. Durante il medioevo, il territorio fu incluso tra i domini dei Karakhanidi e dell'Impero mongolo di Gengis Khan. Nel XIX secolo, il Kirghizistan cadde progressivamente sotto il controllo dell'Impero Russo e, dopo la rivoluzione d'ottobre del 1917, divenne parte dell'Unione Sovietica come Repubblica Socialista Sovietica Kirghisa, nel 1936. Durante l'era sovietica, il paese subì profonde trasformazioni economiche e sociali, con un'intensa industrializzazione e una forte politica di russificazione. Il Kirghizistan dichiarò l'indipendenza dall'Unione Sovietica il 31 agosto 1991, diventando uno Stato indipendente. Dopo l'indipendenza il Kirghizistan è stato segnato dalla rivoluzione dei tulipani nel 2005 e da una serie di rivolte nel 2010.

La sua economia è in via di sviluppo e si basa su agricoltura ed estrazione mineraria. Il paese fa parte di diverse organizzazioni internazionali, tra cui le Nazioni Unite, l'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai e l'Unione economica eurasiatica. Nel paese sono presenti tre patrimoni dell'umanità riconosciuti dall'UNESCO.

Etimologia Il nome "kirghiso" sembra derivare dalla parola turca che indica "quaranta", in riferimento ai quaranta clan del Manas, un eroe leggendario che unì quaranta clan regionali contro gli uiguri. Il nome "kirghiso" o "kirghizo" significa "terra delle quaranta tribù", ed è composto da tre parole: kyrg (kırk) che significa "quaranta", yz (uz) che significa "tribù" nel turco orientale, e -stan che significa "terra" in .Forty tribes and the 40-ray sun on the flag of Kyrgyzstan , SRAS–The School of Russian and Asian Studies

Storia

Storia antica

I primi abitanti del Kirghizistan furono il popolo degli Sciti, che qui si stabilirono dal VI al V secolo a.C. Successivamente la zona sudorientale fu parte dell'Impero persiano achemenide, più precisamente della Satrapia della Sogdiana, che aveva come fulcro e capoluogo la città uzbeka di Samarcanda. La Sogdiana fu espugnata nel 327 a.C., quando anche la zona dell'odierno Kirghizistan cadde in gran parte sotto l'influenza del Regno di Macedonia di Alessandro Magno. Dunque passò al dominio della dinastia seleucide sino a che l'avvento dei Parti non pose fine completa all'età ellenistica in queste zone. I Sogdiani, indigeni sciti della zona, erano noti per la loro tolleranza verso le religioni altrui. Il buddismo, il manicheismo, i nestoriani e i seguaci di Zoroastro avevano significative quantità di adepti e rimasero fra i principali attori del commercio sulla via della seta fino alle invasioni dei musulmani nell'VIII secolo.

Intorno al II secolo a.C. la confederazione tribale nomade degli Wusun, proveniente dalla regione cinese Gansu, strinse un'alleanza di subalternanza con l'impero nomade degli Xiongnu per scacciare e sconfiggere gli Yuezhi, un popolo nomade da tempo in guerra con gli Wusun. Durante la guerra gli Wusun inseguirono gli Yuezhi migrando prima verso il Semireč'e e poi verso le valli della catena del Tian Shan, dove si stabilirono diventando così indipendenti dagli Xiongnu intorno al I secolo a.C. Gli Wusun stabilirono allora il loro centro amministrativo sulle rive meridionali del Ysyk-Köl fondando la città di Ch'ihku e sottomisero le tribù locali di Saci annettendole alla loro confederazione. Nonostante si trovassero su uno dei rami della via della seta, gli Wusung continuarono a basare la loro economia sull'allevamento nomadico. A livello politico continuarono a mantenere una struttura analoga a quella degli altri imperi nomadi e sempre nel I secolo a.C. strinsero un'alleanza militare e commerciale con la dinastia Han per contrastare l'espansione degli Xiongnu. Dopo essere stati cacciati dal dagli nel V secolo gli Wusun furono definitivamente sconfitti dagli Unni bianchi.

Storia medioevale ed età moderna Un passo importante nella storia kirghisa fu l'avvento dei Turchi, nel IV secolo, che diedero il nome ai Kirghisi (da "kyrgyz", "rosso"), e nell'VIII secolo, quando sopraggiunsero gli Arabi, e nell'840, quando arrivarono gli Uiguri. Di conseguenza i popoli kirghisi fin dall'età medievale furono incrocio di culture, religioni, tradizioni ed etnie differenti.

Nel 1207 la terra fu conquistata dall'Impero mongolo di Gengis Khan, per essere parte del Khanato Chagatai. Nel 1510 per il popolo kirghiso arrivò la libertà, ma provvisoria, poiché furono frequenti le invasioni di Calmucchi, Manciù e Uzbeki. Questo periodo di forte instabilità durò per tre secoli, sino all'Ottocento, quando il Kirghizistan entrò anche formalmente a essere parte dell'uzbeko Khanato di Kokand.

Impero russo

Nel XVIII secolo il territorio del Kirghizistan entrò progressivamente nella sfera d'influenza delle grandi potenze regionali. Con la sconfitta del Khanato degli Zungari da parte dell'Impero cinese, nel 1758 i principali rappresentati delle tribù kirghise si recarono a Pechino per riconoscere la sovranità cinese sul territorio.. I pochi valichi disponibili tra le catene montuose del Tian Shan limitarono fortemente le comunicazioni tra le tribù kirghise, questa frammentazione territoriale e politica indebolì la capacità di difesa collettiva, favorendo nel 1762 la conquista delle valli kirghise da parte del Khanato di Kokand, una monarchia feudale uzbeka di religione islamica stabilitasi nella valle di Fergana all'inizio del XVIII secolo.. le autorità del Khanato imposero un duro regime sulle tribù kirghise: confiscarono terre per costruire fortezze e avamposti commerciali, imposero pesanti tributi e arruolarono con la forza i giovani kirghisi nell'esercito.. Per contrastare il Khanato, le tribù kirghise decisero allora di rivolgersi all'Impero russo inviando nel 1785 una prima delegazione a San Pietroburgo, corrisposta due anni dopo dalla visita di una delegazione russa nelle valli kirghise. Nel 1814 e nel 1824 delegazioni provenienti dal Ysyk-Köl si recarono in Siberia chiedendo allo zar Alessandro I di Russia protezione contro il Khanato.. Negli anni venti e trenta, il malcontento sfociò in numerose rivolte, provocando la dura reazione del khan Madali, che nel 1825 attaccò i kirghisi della valle di Čuj e costruì le piazzeforti di Pišpek e Tokmok per consolidare il controllo sul territorio.

Il Khanato fu occupato nel 1876 dall'Impero russo; iniziò così il lungo periodo egemonico russo sul Kirghizistan. I kirghisi tentarono parecchie insurrezioni, che durarono molto tempo, e molti emigrarono in Afghanistan, insofferenti al potere russo, o in Cina. La più forte ribellione avvenne nel 1916, repressa nel sangue.

Unione Sovietica

La sovranità russa dunque continuò, e fu nel 1918 che iniziò l'era dei Soviet. Per il Kirghizistan iniziò un'età di scolarizzazione e alfabetizzazione di massa, e di forte industrializzazione connessa all'urbanizzazione del territorio, arido e selvaggio. Ciò continuò per tutto il Novecento, nonostante la forte repressione di movimenti contrari al regime, ma nacquero dei movimenti culturali clandestini. Contemporaneamente, iniziò un periodo di conflitto etnico con la minoranza uzbeka della regione di Oš.

Kirghizistan indipendente I conflitti etnici non si fermarono nemmeno con l'indipendenza del Paese, nel 1990, in seguito allo scioglimento dell'URSS: nonostante la formale indipendenza, dal punto di vista economico vi era infatti ancora una stretta connessione con il governo di MoscaIslam, Muhammad, "Soviet Kyrgyzstan Gorbachev Reforms and Republican Leadership", in Journal of South Asian & Middle Eastern Studies, 32, no. 2 (Winter2009 2009): 38-59.. Venne eletto come primo Presidente Askar Akayev, che nel 1991 annunciò le dimissioni dal Partito Comunista dell'Unione Sovietica, e il 31 agosto 1991 l'indipendenza diventò completa. Scandali politici di corruzione colpirono il Paese nel 1993, e Akayev cambiò il governo, ma rimase Presidente, prolungando la durata della sua carica con un referendum ove ricevette il 96,2% dei voti positivi. Akayev formò un nuovo Parlamento nel 1995 e rimase al potere sino al 2005, quando dopo elezioni considerate non trasparenti anche dall'OSCE (la CSI ebbe opinione contraria) si dovette dimettere in seguito alle violente proteste contro il suo potere, considerato un regime corrotto e autoritario. Questa fu la cosiddetta rivoluzione dei tulipani.

Fu eletto nel luglio dello stesso anno Kurmanbek Bakiev con l'89% dei voti, con la speranza di un cambiamento per il Paese. Il nuovo presidente eletto si era guadagnato la fiducia del popolo promettendo una riforma radicale dello stato: maggior democrazia, sviluppo economico, lotta alla corruzione. Di fatto le cose andarono molto diversamente: Bakiev modificò più volte la costituzione accrescendo i propri poteri, chiuse le sedi di alcuni giornali non graditi e fece arrestare alcuni esponenti politici dell'opposizione. Nel 2007 represse con violenza le proteste dell'opposizione, che lo accusava di corruzione e di aver ignorato le sue promesse del 2005. Bakiev inoltre si allontanò dalla Russia di Putin mantenendo la base americana nell'aeroporto di Biškek-Manas. Bakiev fu rieletto nel 2009 col 76,12% dei voti. Le elezioni non furono considerate trasparenti dall'OSCE, che le considerò macchiate da brogli, nonché circondate da un contesto tutto favorevole al presidente Bakiev, con un'informazione totalmente controllata a suo favore.

Nel marzo 2010 allora la leader dell'opposizione Roza Otunbaeva si recò a Mosca per chiedere appoggio al governo russo, e dopo averlo ottenuto si mise a capo di un movimento di protesta nella capitale. Il 6 aprile grandi folle di oppositori si riversarono nelle strade, per chiedere le dimissioni del Presidente. Le proteste si fecero sempre più violente (almeno 75 furono i morti). I manifestanti occuparono la sede dei servizi segreti, e infine, la TV di Stato. Roza Otunbaeva divenne quindi presidente del Kirghizistan ad interim con un colpo di Stato, con la promessa di nuove elezioni democratiche a fine anno, per portare la democrazia in Kirghizistan. L'ex presidente Bakiev si rifugiò allora nella città di Oš rifiutandosi di riconoscere il nuovo governo. Bakiev fu però costretto a rifugiasi prima in Kazakistan e poi in Bielorussia, ma nel frattempo, nel giugno 2010 nella città di Oš scoppiarono delle violente rivolte, che hanno rischiato di far sfociare in una guerra civile tra i kirghisi e la minoranza uzbeka. I profughi raggiunsero i con 191 decessi accertati, ma la Otumbaeva ha dichiarato che probabilmente i morti sono almeno , e ha chiesto l'aiuto russo e internazionale. Il 3 luglio 2010 Roza Otunbaeva ha giurato come Presidente della Repubblica e anche come Capo di governo; nel 2011 la Otunbaeva non si è ripresentata alle elezioni spianando la strada a Almazbek Atanbayev.