La nazionale di rugby a 15 dell'Inghilterra () è la squadra nazionale di rugby a 15 maschile che rappresenta l'Inghilterra in ambito internazionale; opera sotto la giurisdizione della Rugby Football Union (RFU).
Attiva dal 1871 (il primo incontro si tenne a Edimburgo il 27 marzo di quell'anno contro la ), la nazionale inglese è impegnata annualmente nel torneo del Sei Nazioni ‒ nato nel 1883 come Home Nation Championship e divenuto poi Cinque Nazioni ‒ contro , , Scozia, la citata Francia e l', conseguendo 39 vittorie complessive (in tutte le sue denominazioni ufficiali), 10 delle quali ex-æquo con altre contendenti; in 13 edizioni, inoltre, ha corredato la vittoria finale con il Grande Slam, ossia vincendo tutte le gare del torneo.
L'Inghilterra ha partecipato a tutte le edizioni della Coppa del Mondo, torneo istituito dall'International Rugby Football Board nel 1987, raggiungendone quattro volte in finale, due contro l' (con una sconfitta nel 1991 e una vittoria nel 2003) e altrettante contro il (con due sconfitte, nel 2007 e nel 2019). A tutta l'edizione 2019 l'Inghilterra è l'unica nazionale dell'Emisfero Nord ad avere vinto la Coppa del Mondo.
Il commissario tecnico è Steve Borthwick, in carica dal . Borthwick rimpiazza l'australiano Eddie Jones, allenatore-capo della squadra per i precedenti sette anni.
Alla stessa data detiene il primato di 18 vittorie consecutive in gare internazionali a pari merito della .
Storia La storia della nazionale inglese di rugby a 15 coincide in larga parte con quella della disciplina stessa, almeno nella forma regolamentare con la quale è giunta fino ai giorni nostri.
Esordio
Il gioco del rugby si diffuse nel Regno Unito nella prima metà del XIX secolo grazie agli ex alunni provenienti dalle scuole private inglesi, in particolare da quelle, giustappunto, di Rugby, la cittadina del Warwickshire a cui vengono attribuiti i natali della disciplina omonima. Essi portarono il gioco nelle università (il primo club accademico nacque a Oxford nel 1839), nella Capitale, che vide la nascita del suo primo club intorno al 1860, e nelle contee.
Il 26 gennaio 1871 la neoistituita Rugby Football Union codificò le regole del gioco e il 27 marzo di quello stesso anno la squadra nazionale si confrontò con la in quello che fu anche il primo match ufficiale internazionale della storia del rugby: di fronte a un pubblico di circa spettatori al Raeburn Place di Edimburgo gli scozzesi prevalsero grazie a una meta e a un drop tra i pali contro una meta ingleseNon esistendo all'epoca un sistema preciso di punteggio, introdotto solo nel 1886, è dibattuto se la meta - che in inglese si chiama try perché dava diritto al tentativo di trasformazione - debba essere considerata valida 0 punti oppure 1, come poi stabilito dal sistema del 1886. Considerando la meta zero punti, allora il punteggio del primo incontro è 3-0 a favore della Scozia; adottando il primo sistema ufficiale, allora il punteggio è 4-1 per la Scozia. A titolo puramente speculativo, con il sistema di punteggio in vigore dal 1992 la partita sarebbe terminata 8-5 per la Scozia..
Quello contro la Scozia fu il primo di una lunga serie di confronti (139 al 2021).
Il primo mezzo secolo e l'Home Championship
Scozia e Inghilterra inaugurarono la consuetudine di incontrarsi almeno una volta l'anno (tradizione interrotta solo dalle due guerre), e infatti la prima occasione di rivincita fu il : al Kennington Oval di Londra gli inglesi vinsero 8-3 (3 mete di cui una trasformata e un drop a testa). Il terzo incontro si tenne nel 1873 all'Hamilton Crescent di Glasgow e si risolse in un pareggio per 0-0. Di nuovo a Londra, con una vittoria inglese, fu il quarto match tra le due nazionali (1874). La nazionale di casa si impose per 3-1 (un drop inglese contro una meta scozzese).
L'anno successivo (15 febbraio 1875) l'Inghilterra tenne a battesimo l' a Londra, battendola per 2-0 (una meta e due calci tra i pali, equivalente a 11-0 con il punteggio in vigore dal 1992) e la rivincita, che si tenne in dicembre, vide gli inglesi prevalere di nuovo per 1-0 (una meta trasformata a zero per l'Inghilterra). Fino al 1880 l'Inghilterra continuò ad avere regolari incontri con le nazionali scozzese e irlandese, sempre vinti. Nel 1879 Scozia e Inghilterra disputarono la prima edizione della Calcutta Cup, trofeo da mettersi in palio annualmente tra le due nazionali in partita unica, e nel 1880 fu l'Inghilterra la prima ad aggiudicarsi il trofeo a Manchester con due calci piazzati contro uno (6-3 secondo il sistema moderno di punteggio), dopo il pareggio dell'anno prima a Glasgow (un calcio piazzato a testa o 3-3).
Il fu il a esordire sulla scena internazionale e a tenerlo a battesimo, al Richardson's Field di Londra (campo del ), fu proprio la nazionale inglese che, nell'occasione, conseguì il suo fino ad allora migliore risultato internazionale battendo i nuovi arrivati con 6 mete, 7 calci piazzati e un drop a zero. La rivincita in Galles, a Swansea, fu un'altra vittoria inglese.
Nel dicembre 1882 prese vita il torneo tra le quattro Nazionali del Regno Unito, lHome Championship: la prima vincitrice (nel , anno di termine della competizione) fu proprio l'Inghilterra, che nell'occasione fece punteggio pieno e portò a casa la Calcutta Cup.
Delle 23 edizioniCausa incidenti dovuti alla rivalità tra le tifoserie tre edizioni del torneo, nel , e , non giunsero a termine; altre due, nel biennio 1889-1890, furono incomplete per via della citata Grande Disputa. dellHome Championsip disputate fino al , anno in cui il torneo fu aperto anche alla divenendo Cinque Nazioni, l'Inghilterra ne vinse 6, di cui 2 a pari merito con la e riportando in due occasioni, la citata edizione inaugurale del 1883 e quella del , il Grande Slam, riconoscimento riservato alla nazionale che vinca tutti gli incontri del torneo. Tra il e il invece vi fu uno tra i periodi più infruttuosi per la Nazionale: solo una vittoria nel torneo del e in quello del (poi interrotto) e due Whitewash (tre sconfitte su tre incontri) nel e . Tale performance negativa fu replicata più tardi, nel 1905.
Non mancarono anche momenti di tensione: alla fine degli anni ottanta, feroci dispute di carattere regolamentare avevano posto l'Inghilterra in contrasto con le altre tre federazioni britanniche. Il culmine si ebbe nel 1888 a seguito della nascita dell'International Rugby Football Board (1886): gli inglesi chiedevano una maggiore rappresentatività in seno all'organizzazione come condizione irrinunciabile per aderirvi; tali condizioni furono considerate inaccettabili dalle altre federazioni, quindi, di fronte all'ultimatum della neonata IRFB di non disputare incontri internazionali contro federazioni non affiliate, nel 1889 e 1890 l'Inghilterra rimase fuori dall'Home Championship.. Un arbitrato risolse alfine nel 1890 quella che era ormai era divenuta nota come la Grande Disputa: l' ebbe 6 rappresentanti nell'IRFB e le altre tre federazioni britanniche ne ebbero 2 ciascuno, sì da impedire agli inglesi di cambiare unilateralmente i regolamenti, ma al contempo di inibire alle altre federazioni la possibilità di fare modifiche senza il consenso inglese. Ciò permise il ritorno, nel 1891, dell'Inghilterra all'attività internazionale.
Nel 1889 gli inglesi incontrarono la prima selezione esterna alle isole britanniche: il 16 febbraio a Londra, infatti, sconfissero per 7-0 i nel corso del primo tour europeo di questi ultimi.
Del 1905 è invece il primo match contro gli All Blacks neozelandesi, conclusosi con una sconfitta per 0-15, che non ammise rivincita fino al 1936, quando gli inglesi vinsero il loro primo incontro con gli oceaniani; nel 1906 fu altresì il turno della prima volta contro la , incontrata e battuta al Parco dei Principi di Parigi per 35-8 il 22 marzo 1906, nel quadro degli incontri dellHome Championship di quell'annoBenché invitata non ufficialmente dal 1906, solo dal 1910 la Francia partecipò al torneo in veste ufficiale.. Ancora nel 1906 l'Inghilterra disputò il suo primo match contro il , a Londra: il risultato fu un pareggio per 3-3 (una meta per parte, nel frattempo portata a tre punti). Fino al 1969 gli inglesi non riuscirono mai a sconfiggere gli Springboks. Fu una sconfitta anche l'esordio (1909) contro l'altra potenza oceaniana, l': 3-9 fu il risultato con cui gli Wallabies sconfissero gli inglesi al Rectory Field di Blackheat. In quest'ultimo caso occorsero solo 19 anni per la rivincita: il secondo incontro, disputato nel 1928, vide l'Inghilterra prevalere per 18-11..
Twickenham e il Cinque Nazioni
Nel 1909 la RFU inaugurò lo stadio di Twickenham, che il ospitò la prima partita della nazionale., l'incontro del Cinque Nazioni contro il vinto 11-6.
A condividere con la squadra nazionale lo stadio di Twickenham v'era il club dall'uniforme multicolore degli , un cui incontro aveva inaugurato ufficialmente l'impianto: l'Inghilterra dominò il panorama internazionale fino alla Grande Guerra con la vittoria ex-æquo con l' del Cinque Nazioni nel , e due Grandi Slam consecutivi nel e . La guerra fermò l'attività internazionale e anche il periodo postbellico, con tutte le sue difficoltà, non permise di riprendere a giocare fino al 1921: in quell'anno l'Inghilterra, detentore dell'ultimo Cinque Nazioni disputato, mise a segno il terzo Grande Slam consecutivo e mantenne il trofeo. Con quella vittoria si chiuse così il primo mezzo secolo di vita della nazionale di rugby più antica del mondo.
Tra le due guerre
Il periodo tra le due guerre fu quello che vide la trasformazione tattica di alcuni ruoli del rugby a XV da sostanzialmente statici, come le terze linee, in elementi dinamici capaci di proporre gioco.. Il precursore e principale artefice di tale evoluzione fu il terza ala Wavell Wakefield, per più di 10 stagioni giocatore di spicco degli e della nazionale, in seguito deputato alla Camera dei Comuni e presidente della Rugby Football Union. Accreditato di velocità e capacità di scarto non comuni per un avanti, è considerato innovatore del ruolo e una delle figure chiave del successo della formazione nazionale inglese degli anni venti. Il suo ruolo nello sport britannico gli fu riconosciuto in vita con il conferimento del titolo nobiliare di Lord e, postumo, con l'ingresso nella International Rugby Hall of Fame.
La squadra conquistò 4 tornei del Cinque Nazioni (, , e , i primi tre dei quali con il Grande Slam) e altrettanti Home Championship, così rinominato dopo l'espulsione della Francia per passaggio al professionismo nel 1931 ( ex æquo con l'Irlanda, e con la Triple Crown che di fatto, per l'assenza della Francia, significava anche il Grande Slam, e ex æquo con il e, ancora, Irlanda).
Nel corso del Cinque Nazioni 1924 lo stadio raggiunse il suo primo picco di spettatori del primo dopoguerra ‒ , la stragrande maggioranza dei quali in piedi ‒ in occasione dell'incontro con il .
I due momenti memorabili di quel periodo furono tuttavia, indubbiamente, la vittoria di Twickenham per 18-11 contro il Nuovo Galles del Sud (formazione all'epoca rappresentante l'Australia) del e, soprattutto, il netto 13-0 che gli inglesi imposero nello stesso stadio alla Nuova Zelanda il davanti a spettatori, per quella che a rimase l'affermazione più netta delle Rose sugli All Blacks fino al 2012 (e l'unica fino al 1973). La vittoria del 1928 ebbe un prologo che ne mise in forse i presupposti: infatti, nel natale precedente, una forte nevicata aveva gonfiato il Tamigi, che ruppe gli argini a Twickenham e, oltre a inondare il prato dello stadio, sommerse e danneggiò irrimediabilmente un'abitazione di pertinenza dello stesso, in uso a un funzionario della RFU; ciononostante si riuscì a drenare il terreno e ad accogliere gli Wallabies come previsto.