Bilhorod-Dnistrovs'kyj (), nota in italiano anche con il nome russo di Belgorod-DnestrovskijBenedetto Bravo, Pontica Varia, École française d’Athènes, 2022 (p. 48). (), è una città ucraina di abitanti situata nel omonimo distretto, nell'oblast' di Odessa. Ospita l'amministrazione del Distretto di Bilhorod-Dnistrovs'kyj e dell'omonima comunità territorialeIn rumeno il centro è denominato Cetatea Albă..

Sorge nell'antica regione della Bessarabia e precisamente nella Bessarabia storica o Budžak. Si trova a circa 50 km dal confine con la Moldavia, sulle rive sud-occidentali di uno dei più grandi liman dell'Ucraina: quello del Dnestr; il comune si affaccia anche sul liman del Budak. Dista da Odessa 86 km e da Kiev 463 km.

La città ha una storia di circa 2500 anni, contati dal 501 a.C. anno di fondazione della colonia greca di Tyras, sul liman del fiume omonimo, da parte di navigatori provenienti dalla città di Mileto. L'antico nome di Akkerman, che ha indicato la città durante i tre secoli di dominazione turca, durata sino al 1806, è ancora ampiamente utilizzato nel discorso informale. Nei secoli XIII-XIV, quando la città era parte del Principato di Moldavia, fu eretto da Stefano il Grande il monumento più importante della città: una maestosa fortezza, oggi conosciuta semplicemente con il nome ucraino (mutuato dal polacco) di "fortecja" (фортеця).

Geografia fisica

La città sorge sulla riva sud-occidentale dell'ampio liman del fiume Dnestr, di fronte ad Ovidiopol'. Un liman è un elemento geografico tipico delle coste settentrionali del mar Nero; si tratta di un estuario particolare per la grande ampiezza, l'esigua foce e la presenza di lidi sabbiosi che lo separano dal mare. La localizzazione nell'estremo tratto del Dnestr, che con i suoi km è il settimo fiume d'Europa per lunghezza, è un fattore identificante per Bilhorod: "Dnistrovs'kyj" significa proprio "sul Dnestr".

Il territorio comunale si affaccia sul mar Nero, è completamente pianeggiante e caratterizzato dalla presenza di due grandi liman: quello già citato del Dnestr e più a sud quello del Budak. Sulle dune che separano il liman del Dnestr dal mare e sulle sponde interne del liman del Budak sorgono centri balneari molto frequentati e ricchi di strutture turistiche e di colonie estive per ragazzi.

La città è situata nell'Ucraina sud-occidentale, nella regione storica del Budžak, o Bessarabia storica, zona separata dal resto del paese per la presenza del liman del Dnestr, le cui coste settentrionali rasentano il confine con la Moldavia e non sono percorse da strade. Un solo ponte, ferroviario e carrabile, collega questa zona al resto del paese; esso attraversa la bocca di Carigrad, ossia la foce del Dnestr. Questo ponte è stato distrutto nel corso dell'invasione russa dell'Ucraina del 2022<ref>Sito www.liberoquotidiano.it, articolo Operazione Bessarabia, bombe sul ponte del Dnestr, del 4 maggio 2022.</ref>.

Origini del nome Prima di assumere il suo nome attuale di Bilhorod-Dnistrovs'kyj ("città bianca sul Dnestr"), nel corso della sua storia la città ha avuto il singolare destino di mutare nome molte volte, a testimonianza della sua posizione geografica di confine tra vari popoli e della sua storia caratterizzata da dominazioni diverse.

Periodo greco - Ophiusa e Tyras La città nacque come colonia greca, con il nome di Tyras, lo stesso termine che per Greci e Romani indicava anche il fiume Dnestr. In greco era però indicata anche con il nome di Ophyusa (letteralmente "dei serpenti"),Pseudo-Scilace, Periplo dell'ecumene marittima di Europa, Asia e Libia; Norman Davies, Europe: A History, Random House, 2010, p. 1222. Periodo romano - Album Castrum Quando la città passò sotto il dominio romano fu chiamata, in latino, Album Castrum, che significa "accampamento bianco"; da quel momento, nel nome della città ricorrerà spesso, pur espressa in varie lingue, la parola "bianco", dal colore delle sue scogliere affacciate sul Liman del Dnestr. Periodo bizantino - Leukopolis - Asprokastron - Maurokastron Passando sotto il dominio dell'Impero bizantino, la città venne denominata in greco Leukopolis (letteralmente "città bianca") e Aspron o Asprokastron (letteralmente "castello bianco"), quest'ultimo derivato dal pecenego "asperon", traducibile come "bianco"; contestualmente la città fu nota anche col greco Maurokastron, che all'opposto significa letteralmente "castello nero". Il monaco Nestore di Pečers'k avrebbe riportato già nell'XI secolo il toponimo di Bialobereg (città bianca). Periodo genovese - Maurocastro Nel Medioevo, le coste settentrionali ed occidentali del mar Nero erano molto frequentate dai navigatori delle repubbliche marinare, che adattarano in termine greco Maurokastron in Maurocastro e talvolta Moncastro o MontecastroBrowning, Robert (1991). "Asprokastron". In Kazhdan, Alexander (ed.). The Oxford Dictionary of Byzantium. Oxford and New York: Oxford University Press. p. 212. ISBN 978-0-19-504652-6. Evgeny Khvalkov, The Colonies of Genoa in the Black Sea Region, Routledge, 2017. ISBN 9781351623063Esempio: Christophe Koch, Histoire abrégée des traités de paix, entre les puissances de l'Europe depuis la paix de Westphalie, tomo IV, CHAPITRE LXX, Paris, 1817.. La Repubblica di Genova, anzi, tenne la città come propria colonia dal XIV al XV secolo proprio con il nome di Maurocastro, che si diffuse allora in Italia. Periodo polacco - Białogród La città, diventata nel 1387 parte integrante del Regno di Polonia (1385-1569), mutò quindi il suo nome nel polacco Białogród. Periodo turco - Akkerman Tra il 1503 e il 1806, durante il dominio ottomano, la città cambiò ancora il suo nome e questa volta fu quello turco di Akkerman, che in turco significa sempre "fortezza bianca"; questo toponimo è tuttora vivo nell'uso popolare. Periodo rumeno - Cetatea Albă Nel 1918, con l'annessione alla Romania, il nome mutò nuovamente nel rumeno Cetatea Albă ("fortezza bianca"), nome entrato nell'uso comune dopo la stipula della convenzione di Akkerman del 7 ottobre 1826.. Periodo russo - Belgorod-Dnestrovskij Dal 1940 al 1991, in seguito all'incorporazione della Bessarabia nell'Unione Sovietica, e in particolare nella Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, la città venne denominata in russo Belgorod-Dnestrovskij, che significa "città bianca sul Dnestr". Periodo attuale - Bilhorod-Dnistrovs'kyj Dopo il crollo dell'Unione Sovietica e l'inizio dell'indipendenza ucraina, la città venne denominata Bilhorod-Dnistrovs'kyj, il nome ucraino attuale, che ha lo stesso significato del precedente.

Il termine ucraino "Dnistrovs'kyj" (così come il corrispettivo russo "Dnestrovskij"), significa "sul fiume Dnestr", ed è presente nella denominazione ufficiale per distinguere la città dall'omonima Belgorod, centro urbano della Russia europea occidentale, sul fiume Donec.

Il nome Akkerman, che ha indicato la città dal 1503 (anno in cui passò all'Impero ottomano) al 1806, è ancora ampiamente utilizzato nel discorso informaleSito , pagina Where is Ukraine.

Storia Età antica

min|Scavi archeologici della colonia greca di Tyras, neio pressi della Fortecja La città fu fondata verso la metà del VII secolo a.C. da coloni greci provenienti da Mileto sulle sponde del fiume Tyras e fu nota sin da allora sia come Ofiussa che come Tyras. Nel 444 a.C. la città sarebbe entrata a far parte della lega delio-attica. Fu particolarmente florida tra il IV e il III secolo a.C. grazie prevalentemente all'agricoltura, all'allevamento e alla pesca, finendo nella sfera di protezione del diadoco Lisimaco e venendo poi, forse, sottomessa da Mitridate.

Soffrì particolarmente la pressione dei Sarmati e fu saccheggiata dai Geti intorno al 50 a.C., rimanendo gravemente danneggiata fino all'incorporazione nell'Impero romano, nel quale fu inclusa sotto Claudio nella Mesia inferiore. Fu saccheggiata dai Goti nel 238 mentre negli anni '70 del IV secolo fu distrutta dagli Unni.

Medioevo La città sarebbe risorta prima del X secolo come fortezza parte di un più articolato sistema di difesa allestito dall'Impero bizantino lungo i propri confini, ma de facto sarebbe stata prevalentemente un avamposto di pirati peceneghi e fu conquistata nel 1241 dai Tatari; San Giovanni il Nuovo fu martirizzato nella città tra il 1330 e il 1332, mentre la città era ancora sotto il dominio tataro. Sotto i Paleologi aumentò l'influenza delle repubbliche marinare nel mar Nero e si ritiene che Tyras, divenuta nota come Maurocastro, Moncastro o Montecastro, divenne colonia di Genova prima di Chilia e comunque entro il 1400.

Passò nel 1410 al Principato di Moldavia sotto Alessandro il Buono, anche se non è noto a quali termini, ma la presenza di genovesi in città rimase piuttosto alta, tanto che nel 1445 il cronista francese Jean de Wavrin era convinto che la città fosse ancora possedimento di Genova; sotto il dominio moldavo la città iniziò a divenire nota col nome di Cetatea-Albă. Per la sua posizione privilegiata sul mar Nero la città attirò le mire sia del Regno di Polonia, che ebbe comunque la possibilità di intrattenere fitti commerci tra Leopoli, Pera e Caffa, che soprattutto dell'Impero ottomano; il primo attacco ottomano fu nel 1419 e nel 1438 i moldavi reagirono fortificando la città e realizzando la sua celebre fortezza. Un nuovo fallimentare tentativo fu effettuato da una flotta ottomana nel 1454 ma nel 1484 i moldavi, privati del supporto degli ungheresi di Mattia Corvino, non poterono impedire la presa ottomana di Chilia e Cetatea-Albă. Nel 1485 i moldavi tentarono di riconquistare la città col supporto dei polacchi mentre nel 1497 i polacchi tentarono nuovamente la riconquista della città, che fu definitivamente ceduta agli ottomani col trattato di Costantinopoli nel 1503, divenendo nota come Akkerman.

Età moderna

Nel 1583 e nel 1595 la città fu saccheggiata dai cosacchi, mentre nel 1620 e nel 1686 vi furono due ulteriori fallimentari tentativi dell'alleanza moldavo-polacca di strappare Akkerman agli ottomani. Nel 1770 fu conquistata una prima volta dall'Impero russo, venendo restituita all'Impero ottomano in seguito al trattato di Küçük Kaynarca del 1774, e poi nuovamente nel 1789, venendo restituita col trattato di Iași del 1792.

Età contemporanea Nel 1806 la città venne definitivamente ceduta all'Impero russo insieme a Chotyn, Tighina e Chilia, con il trattato di Bucarest del 1812. I Russi distrussero la fortezza di Ovidiopol', sita sulla sponda opposta del liman del Dnestr, mentre fortificarono quella di Akkerman, che fu tuttavia abbandonata nel 1822. Nel 1826 vi fu firmata la Convenzione di Akkerman.

Durante la Rivoluzione russa, Akkerman fu alternativamente sotto il controllo della Repubblica Popolare Ucraina e delle truppe fedeli al governo della Russia sovietica. Inoltre, la città e il distretto circostante furono rivendicati anche dalla Repubblica Democratica Moldava, che tuttavia non aveva mezzi per far valere tale affermazioni. La città fu occupata dall'esercito rumeno il 9 marzo 1918, dopo pesanti combattimenti con le truppe locali guidate dai bolscevichi. L'integrazione formale avvenne in quel mese, quando un'assemblea della Repubblica Democratica Moldava proclamò l'intera Bessarabia unita alla Romania.

La Romania cedette la città all'Unione Sovietica il 28 giugno 1940, dopo l'ultimatum sovietico del 1940; in quell'occasione, i rumeni della città vennero deportati in Kazakistan. La Romania riguadagnò il potere sulla città il 28 luglio 1941, durante l'invasione dell'URSS da parte delle forze dell'Asse nel corso della seconda guerra mondiale. Nel 1941, gli ebrei della città vennero deportati in TransnistriaNikolaj Fëdorovič Buga, Депортация народов из Украины, Белоруссии и Молдавии // Лагеря, принудительный труд и депортация, Эссен, Германия, 1999: (deportazione di popoli dall'Ucraina, dalla Bielorussia e dalla Moldavia). Ed.: Dittmar Dahlmann e Gerhard Hirschfeld, Essen, 1999, pp. 567-581.