La Restaurazione borbonica (Restauración borbónica) o Seconda Restaurazione borbonica è il periodo storico che la Spagna visse dal 1874 al 1931, caratterizzato dalla restaurazione della dinastia reale dei Borbone sul trono spagnolo, una volta decaduta la Prima repubblica spagnola. Nel dicembre 1874 il generale Arsenio Martínez Campos y Antón condusse a Sagunto un Colpo di Stato militare, che vide la fine della repubblica ed il ritorno della monarchia, con i Borbone, in particolare con l'ascesa al trono di re Alfonso XII. Nel 1885 il sovrano morì e la moglie, Maria Cristina d'Asburgo-Teschen, assunse la Reggenza per il figlio in pancia, il quale nascerà poi l'anno seguente, ascendendo poi al trono con pieni poteri nel 1886 come Alfonso XIII di Spagna.

Nel 1898 la Spagna perse le sue colonie di Cuba, Porto Rico e Filippine, a seguito della Guerra ispano-americana, che porterà il paese ancora più lontano dalla sfera europea. All'inizio del XX secolo, l'economia spagnola era basata sull'agricoltura, anche se alcune zone, come Catalogna e Paesi Baschi, erano la matrice industriale del regno. Allo scoppio della prima guerra mondiale, la Spagna rimase neutrale a causa dell'inefficienza economica ma soprattutto militare, alimentata a seguito delle Crisi marocchine di inizio secolo. Dopo la Grande guerra, il paese, pur rimasto neutrale, soffrì di una pensate crisi economica e sociale. Gli anarchici tra il 1921 ed il 1923 assassinarono due Capi di governo. Nel 1923 ci fu un colpo di Stato militare, guidato da Miguel Primo de Rivera che inizialmente riuscì a stabilizzare il paese ma poi, perdendo il sostegno dell'establishment da lui creata e dall'esercito, diede le sue dimissioni al re Alfonso XIII. Il monarca provò a ristabilire la Costituzione del 1876 ma ormai il regno era in grosso declino, al punto che il 14 aprile 1931 la monarchia venne abolita e venne proclamata la Seconda repubblica spagnola.

Storia Alfonso XII (1874 - 1885) Ascesa al trono

Nel 1868 scoppiò una rivoluzione in Spagna, guidata da alcuni militari che rovesciarono il governo di Isabella II e detronizzarono la stessa sovrana, che assieme alla famiglia reale lasciò il paese e andò in esilio a Parigi Il 25 giugno 1870 la regina Isabella abdicò in favore del figlio, Alfonso, principe delle Asturie che assunse i diritti sul trono spagnolo; nel frattempo in Spagna il Governo provvisorio proclamò un nuovo regno e individuò alcuni candidati per il nuovo trono spagnolo, come lo stesso Alfonso, lo zio di quest'ultimo, Antonio d'Orléans, e Amedeo, duca d'Aosta che venne poi eletto Re di Spagna. Amedeo I abdicò poi l'11 febbraio 1873, e le Cortes, parlamento spagnolo, proclamarono la Prima repubblica.

Nel 1873 Antonio Cánovas del Castillo sostituì Antonio, duca di Montpensier, zio di Alfonso, quale direttore del movimento alfonsino, che aveva lo scopo di ottenere il maggior numero dei sostenitori per portare il Principe delle Asturie sul trono spagnolo, senza l'intervento delle forze armate. Nel dicembre del 1874 il Generale Matinez Campos, del movimento alfonsino, guidò una rivolta, tenutosi a Sagunto, che vide la restaurazione della monarchia e la conseguenza ascesa di Alfonso, come nuovo sovrano spagnolo.

Alfonso, nel Manifesto di Sandhurst, si presentò al popolo spagnolo come un re spagnolo, cattolico, liberale e con uno spirito veramente conciliante. Il 30 dicembre 1874 divenne ufficialmente Alfonso XII, re di Spagna, giungendo a Madrid il 14 gennaio 1875, dove fu accolto da un grande giubilo della popolazione. Pochi giorni dopo, Alfonso XII guidò le truppe nei pressi di Saragozza contro i carlisti, contro cui l'esercito spagnolo combatteva dal 1833, quando l'Infante Carlos si era opposto all'ascesa al trono spagnola della nipote Isabella II, figlia del fratello Ferdinando VII.

Nel 1876 le guerre carliste finirono e Don Carlos, allora pretendente carlista al trono spagnolo, lasciò il paese; successivamente re Alfonso visitò di persona le provincie colpite dai conflitti, accrescendo così la propria popolarità. Nel 1878 invece, col trattato di Zanjon, terminò la Guerra dei dieci anni, combattuta tra la Spagna e l'esercito dei ribelli cubani. A seguito della vittoria spagnola contro i rivoluzionari cubani ed i carlisti, Alfonso si aggiudicò il soprannome di "Rey soldado", re soldato, o anche di "Re pacificatore". Alfonso XII nominò suo segretario privato il Conte Guillermo Morphy. Da questa posizione divenne un grande protettore degli artisti del suo tempo, intercedendo nella concessione di pensioni da parte della Casa Reale, ed ebbe una forte presenza nelle istituzioni culturali di Madrid.

Costituzione e politica

Il 30 giugno 1876 venne promulgata una nuova Costituzione; tale carta dava al sovrano il potere di nominare senatori e revocare leggi, assumendo anche il Comando supremo dell'Esercito e della Marina, tramite l'articolo 52 della Costituzione e la legge costitutiva dell'esercito del 1878. La carta costituzionale stabilì in Spagna una monarchia costituzionale con una legislatura bicamerale (Cortes Generales), composta da una camera alta (Senato) e una camera bassa (Congresso dei Deputati). Questi anni furono caratterizzati dalla prosperità economica; l'economia spagnola era rimasta indietro rispetto a quella degli altri paesi europei e durante questi anni la modernizzazione del paese ebbe luogo su larga scala. Su molti fronti la produzione fu aumentata, sostenuta da misure protezionistiche estreme.

I due partiti si alternarono al governo in un processo controllato noto come "el turno pacífico"; il Partito Liberale era guidato da Práxedes Mateo Sagasta e il Partito Conservatore da Canovas del Castillo. I cacicchi, potenti figure locali, vennero utilizzati per manipolare i risultati elettorali e, di conseguenza, il risentimento verso il sistema si accumulò lentamente nel tempo e iniziarono a formarsi importanti movimenti nazionalisti in Catalogna, Galizia e Paesi Baschi, così come sindacati.

Cánovas, nominato Primo ministro nel 1875, progettò un sistema basato sulla rotazione pacifica dei due partiti al potere: il Partito conservatore e il Partito liberale. Il sistema di rotazione consentiva un'alternanza pacifica del potere, che pose fine temporaneamente ai colpi di stato militari. Tuttavia, questo cambiamento tenne lontane dal potere anche le forze di sinistra, il movimento operaio, il regionalismo e il nazionalismo. Le rotazioni del potere non erano espressione della volontà degli elettori, bensì il risultato di patti tra i leader dei partiti. Una volta concordata l'alternanza, si è seguito il seguente ordine: Il re nominò un nuovo capo del governo e gli concesse il decreto di scioglimento delle Cortes.

Il nuovo governo indisse elezioni truccate, i cui risultati furono ottenuti tramite la "classificazione" (l'assegnazione preventiva dei seggi in modo che il partito che sarebbe salito al potere ottenesse la maggioranza). Su questa base giuridica sarebbe stato costruito il sistema politico monarchico del governo parlamentare di quello che storicamente è passato alla storia come il periodo della Restaurazione, epoca in cui, con l'aiuto di pratiche elettorali fraudolenti, il Partito Liberale-Conservatore, o Partito Conservatore, e il Partito Liberal-Fusionista, o Partito Liberale, si alternarono per quasi mezzo secolo al governo, fino al colpo di Stato del Generale Miguel Primo de Rivera, tenutosi il 13 settembre 1923 che diede iniziò ad una dittatura militare e che portò alla caduta della monarchia nel 1931 e la conseguente proclamazione della repubblica.

Dopo le guerre carliste, l'ordine interno continuò ad essere spesso minacciato da sommosse repubblicane, soppresse dall'intervento dell'esercito, come i moti di Badajoz nel 1883, di Gerona e Saragozza nei due anni seguenti. Furono tutti prontamente domati, ed il principio monarchico aumentò sempre più fra la popolazione, durante il regno di Alfonso XII. Giovò molto a tale effetto l'uso adottato dal re di visitare le provincie e le regioni colpite da sinistri. Alfonso fu comunque oggetto di due attentati da parte di fanatici, uno ad Oliva nel 1878 ed un altro a Otero nel 1879. Da entrambi uscì illeso, e se ne accrebbe la sua popolarità.

Durante il suo regno, si succedevano numerosi governi, meno rapidamente dei suoi predecessore, ma pur sempre frequenti; si alternarono al potere Cánovas del Castillo, Martínez Campos, Sagasta, Romero-Robledo, che furono i maggiori parlamentari spagnoli del tempo. Un atto importante del regno fu l'abolizione della schiavitù a Cuba, riforma assai contrastata, che causò il governo Martínez Campos, ma fu finalmente approvata dalle Cortes nel dicembre 1879.

Alfonso XII morì il 25 novembre 1885, tre giorni prima del suo ventottesimo compleanno, nel Palazzo Reale di El Pardo; al tempo la moglie, la regina Maria Cristina, era incinta del loro unico figlio maschio che al momento della nascita, avvenuta nel 1886, divenne Alfonso XIII, re di Spagna affiancato però dalla Reggenza della madre, ormai regina vedovaAlfonso XIII verrà alla luce il 17 maggio 1886, e regnerà sotto la reggenza materna sino al raggiungimento della maggiore età, nel 1902.. Durante il regno di re Alfonso XII, l'economia spagnola era fortemente incentrata sui prodotti agricoli. In quel periodo si verificò l'industrializzazione regionale in Catalogna e nei Paesi Baschi, e la costruzione delle ferrovie nella seconda metà del XIX secolo contribuì ad alleviare in parte l'isolamento dell'entroterra, ma nel complesso la situazione non cambiò molto per gran parte del paese, poiché prevalevano instabilità politica, rivolte e governi instabili. rallentato o indebolito il progresso economico.

Alfonso XIII (1886 - 1931) L'Encasillado

Con la morte di Alfonso XII, la moglie, la regina Maria Cristina d'Asburgo-Teschen, assunse la Reggenza del figlio che era ancora nella sua pancia; Alfonso XIII nascerà poi l'anno seguente, nel 1886. Dopo la morte del re Alfonso XII, i leader Cánovas e Sagasta riaffermarono il funzionamento del sistema vigente nel cosiddetto Patto del Pardo, siglato nel 1885. Durante il "lungo governo" di Sagasta (1885-1890) furono approvate diverse riforme politiche: la libertà di insegnamento, di associazione e di stampa nel 1887, che implicava l'eliminazione della censura, ed il suffragio universale maschile nel 1890. Tuttavia, il sistema di rotazione continuò a basarsi sulla falsificazione delle elezioni, sebbene il suffragio universale maschile consentisse ai repubblicani di ottenere alcuni rappresentanti nelle città in cui non era praticato il caciquismo, ovvero una frode elettorale del sistema attuale.

La chiave della manipolazione elettorale era nelle mani dei "cacicchi", che erano responsabili dell'attuazione dei risultati elettorali concordati dalle élite del partito. I cacicchi erano persone ricche e influenti provenienti dalla Spagna rurale, come proprietari terrieri, usurai, notai o commercianti, che seguivano le istruzioni del governatore civile di ogni provincia e truccavano le elezioni secondo l'"encasillado" (classificazione) concordato dalle élite politiche. I metodi utilizzati dai boss locali durante le elezioni erano molto vari: violenza e minacce, scambio di voti per ottenere favori o semplicemente imbrogli e manipolazioni (un metodo noto come "pucherazo").