La marina bizantina era la forza navale dell'Impero bizantino. Come l'impero che essa serviva, si trattava di una continuazione diretta del suo predecessore imperiale romano, ma rivestì un ruolo di gran lunga più importante nella difesa e sopravvivenza dello Stato. Mentre infatti la marina dell'Impero romano antecedente alla divisione tra Occidente e Oriente si trovò a fronteggiare raramente grandi potenze navali, operando come forza di pattuglia largamente inferiore in potenza e in prestigio rispetto alle legioni, il mare divenne vitale per la stessa esistenza dello Stato bizantino, che alcuni studiosi hanno definito un "impero marittimo"...
La prima minaccia all'egemonia romana sul Mediterraneo fu posta dai Vandali nel V secolo, ma la loro minaccia cessò nel VI secolo con le guerre di Giustiniano I. Il ristabilimento di una flotta permanente e l'introduzione del dromone nello stesso periodo segna inoltre il punto in cui la marina bizantina cominciò a distaccarsi dalle sue radici tardo-romane e a sviluppare una propria identità. Questo processo sarebbe stato accelerato nel VII secolo dalle conquiste islamiche. In seguito alla perdita del Levante e successivamente del Nordafrica, il Mar Mediterraneo da "lago romano" si trasformò in un campo di battaglia tra Bizantini e Arabi. In questa contesa, le flotte bizantine assunsero un'importanza fondamentale, non solo per la difesa dei territori dell'Impero sparsi nel bacino mediterraneo, ma anche nel respingere attacchi dal mare contro la stessa capitale Costantinopoli. Complice l'uso del "fuoco greco", l'arma segreta della marina bizantina più nota e maggiormente temuta, Costantinopoli riuscì a resistere a diversi assedi, e numerosi scontri navali furono vinti dai Bizantini.
Inizialmente, la difesa delle coste bizantine e della capitale era affidata alla flotta dei Karabisianoi. Essa fu tuttavia progressivamente suddivisa in diverse flotte tematiche regionali, mentre fu mantenuta a Costantinopoli una flotta imperiale centrale, che formava il nerbo delle spedizioni navali e aveva il compito di proteggere la città. Entro la fine dell'VIII secolo, la marina bizantina, una forza ben organizzata e mantenuta, era di nuovo la potenza marittima dominante nel Mediterraneo. L'antagonismo con le marine islamiche continuò con alterni successi, ma nel X secolo i Bizantini furono in grado di recuperare la propria supremazia nel Mediterraneo orientale.
Nel corso dell'XI secolo, la marina, come lo stesso impero, cominciò a declinare. Di fronte alle nuove minacce navali provenienti dall'Occidente, i Bizantini furono costretti a fare affidamento in misura sempre maggiore sulle marine delle repubbliche marinare italiane come Venezia e Genova, con effetti disastrosi sulla sovranità e sull'economia bizantina. A un periodo di restaurazione comnena seguì un nuovo periodo di declino, che culminò nella Quarta crociata del 1204 che sancì la temporanea dissoluzione dell'Impero. Dopo la restaurazione dell'Impero nel 1261, diversi imperatori della dinastia paleologa tentarono di rinforzare la marina, ma i loro sforzi risultarono vani a lungo termine. A partire dalla metà del XIV secolo, la flotta bizantina, che un tempo era costituita da centinaia di navi da guerra, era limitata a poche dozzine nella migliore delle ipotesi, e il controllo dell'Egeo passò definitivamente alle marine italiane e ottomane. La marina bizantina, tuttavia, continuò a operare fino alla caduta dell'Impero bizantino per mano degli Ottomani nel 1453.
Storia Origini
La marina militare bizantina, come l'Impero romano d'Oriente/bizantino stesso, era una continuazione dell'Impero romano e delle sue istituzioni. Dopo la Battaglia di Azio nel 31 a.C., in assenza di ogni minaccia esterna nel Mediterraneo, la marina militare romana si limitò a incarichi per lo più di pattuglia e di scorta. Le grandi battaglie marittime, come quelle combattute nelle guerre puniche, non si verificarono più almeno fino al V secolo, e le flotte romane erano all'epoca composte da vascelli relativamente piccoli, meglio adatti ai loro nuovi compiti.
Periodo iniziale Guerre civili e invasioni barbariche: il IV e il V secolo
All'inizio del IV secolo, le flotte romane permanenti si erano ridotte, per cui quando le flotte degli imperatori rivali Costantino I e Licinio si scontrarono nel 324 d.C.,. esse erano composte in gran parte di navi appena costruite o requisite dalle città portuali del Mediterraneo orientale.. Le guerre civili del IV e di inizio V secolo, tuttavia, stimolarono una ripresa dell'attività navale, con flotte per lo più impiegate nel trasporto delle armate.. Considerevoli forze navali continuarono ad essere impiegate nel Mediterraneo occidentale nel corso del primo quarto del V secolo, specialmente dal Nord Africa, ma la supremazia di Roma sul Mediterraneo fu messa in discussione dall'emergere dei Vandali che nel giro di un quindicennio invasero, devastarono e sottomisero le province dell'Africa..
Il nuovo regno vandalo di Cartagine, sotto la conduzione dello scaltro re Genserico, non tardò a compiere incursioni lungo le coste dell'Italia e della Grecia, che culminarono nel Sacco di Roma (455).. Le incursioni vandale continuarono incontrastate nel ventennio successivo, malgrado i frequenti tentativi romani di respingerle. L'Impero d'Occidente era impotente, essendo la sua flotta militare ridotta a quasi niente,. ma gli imperatori d'Oriente potevano ancora contare sulle risorse e sull'esperienza navale del Mediterraneo orientale. Una prima spedizione orientale, nel 441, non proseguì però oltre la Sicilia, e nel 460 i Vandali attaccarono e distrussero una flotta di invasione romano-occidentale a Cartagena in Spagna. Finalmente, nel 468, una spedizione orientale in grande stile sotto il comando di Basilisco, che si narra annoverasse navi e uomini, fu lanciata contro i Vandali, ma fallì in modo disastroso. Circa 600 navi andarono distrutte da brulotti, e il costo finanziario della spedizione ( libbre d'oro e 700 libbre d'argento) fu tale da mandare l'Impero sull'orlo della bancarotta.. La sconfitta subita costrinse i Romani a venire a patti con Genserico e firmare un trattato di pace. Una volta spentosi Genserico nel 477, tuttavia, la minaccia vandalica perse di pericolosità..
VI secolo – Giustiniano ripristina il controllo bizantino sul Mediterraneo Il VI secolo segnò la rinascita della potenza marittima bizantina. Nel 508, in seguito a un conflitto con il Regno ostrogoto di Teodorico, si narra che l'Imperatore Anastasio I (491–518) avesse inviato una flotta di 100 navi da guerra per saccheggiare le coste dell'Italia.. Nel 513, il generale Vitaliano si rivoltò contro l'Imperatore Anastasio I. I ribelli assemblarono una flotta di 200 navi che, malgrado alcuni successi iniziali, venne distrutta dall'ammiraglio Marino, che impiegò una sostanza incendiaria basata sul zolfo per sconfiggerli..
Nel 533, approfittando dell'assenza della flotta vandala, inviata a sopprimere una rivolta in Sardegna, un esercito di soldati sotto il comando di Belisario fu trasportato in Africa da una flotta di invasione di 92 dromoni e 500 navi di trasporto,. portando allo scoppio della Guerra vandalica, la prima delle guerre di riconquista dell'Imperatore Giustiniano I (527–565). Si trattò di operazioni per lo più anfibie, rese possibili dal controllo del Mediterraneo, in cui la flotta giocò un ruolo vitale nel trasportare rifornimenti e rinforzi alle truppe e alle guarnigioni bizantine disperse su territori vasti. L'importanza di possedere una flotta potente non era sfuggita ai nemici dei Bizantini. Già negli anni 520, Teodorico aveva pianificato la costruzione di una gigantesca flotta da impiegare contro i Bizantini e i Vandali, ma una volta deceduto nel 526, i suoi piani non furono portati a termine dai suoi immediati successori.. Nel 535, cominciò la Guerra gotica con un'offensiva bizantina su due fronti, con una flotta che trasportò l'esercito di Belisario in Sicilia e successivamente in Italia, e un'altra armata che, invece, invase la Dalmazia. Il controllo bizantino dei mari era di grande importanza strategica, permettendo al numericamente inferiore esercito bizantino di occupare vittoriosamente la penisola nel 540..
Nel 541 il nuovo re ostrogoto Totila allestì una flotta di 400 navi da guerra che negò all'Impero l'accesso ai mari che circondavano l'Italia. Due flotte bizantine vennero distrutte presso Napoli nel 542,. e nel 546, Belisario comandò di persona 200 navi contro la flotta gotica che bloccava le bocche del Tevere, nel tentativo vano di liberare Roma dall'assedio gotico.. Nel 550 Totila invase la Sicilia, e l'anno successivo la sua flotta di 300 navi occupò la Sardegna e la Corsica, per poi saccheggiare Corfù e la costa dell'Epiro.. Tuttavia, una sconfitta in una battaglia marittima nei pressi di Sena Gallica segnò l'inizio della ripresa imperiale, che portò alla sconfitta definitiva degli Ostrogoti. Con la conquista finale dell'Italia e della Spagna meridionale sotto Giustiniano, il mar Mediterraneo ritornò ad essere un "lago romano".
Malgrado la perdita successiva di gran parte dell'Italia a vantaggio dei Longobardi, i Bizantini mantennero comunque il controllo dei mari - in quanto i Longobardi raramente si avventurarono in mare — e furono pertanto in grado di conservare per diversi secoli alcune parti costiere dell'Italia. L'unica grande azione navale dei successivi 80 anni accadde durante l'Assedio di Costantinopoli ad opera di Persiani Sasanidi, Avari e Slavi nel 626. Durante quell'assedio, la flotta slava formata da monoxyla fu intercettata e distrutta dalla flotta bizantina, negando il passaggio attraverso il Bosforo all'esercito sasanide e costringendo gli Avari alla ritirata..
Scontri con gli Arabi L'emergere della minaccia navale araba
Negli anni 640, la conquista islamica di Siria e dell'Egitto determinò l'emergere di una nuova minaccia per Bisanzio. Non solo gli Arabi avevano conquistato zone strategicamente importanti sia per il gettito fiscale che per il potenziale di reclutamento che esse fornivano, ma avevano deciso, per prevenire ulteriori attacchi bizantini dal mare, di costruire una flotta potente in grado di respingere le incursioni della flotta bizantina, che si era rivelata particolarmente pericolosa per gli Arabi, come aveva dimostrato l'effimera riconquista bizantina di Alessandria nel 644/645. In questo tentativo la nuova élite musulmana, che proveniva dall'entroterra della parte settentrionale della penisola arabica, fece affidamento in larga misura sulle risorse e sulla manodopera delle appena conquistate Siria ed Egitto (soprattutto i Copti dell'Egitto), che fino ad alcuni anni prima avevano fornito navi ed equipaggi ai Bizantini... Tuttavia vi sono delle testimonianze secondo cui nelle nuovi basi navali nella Palestina vennero impiegati anche costruttori di navi provenienti dalla Persia e dall'Iraq.. Anche a causa della carenza di illustrazioni antecedenti al XIV secolo, nulla è noto sulle caratteristiche delle prime navi da guerra musulmane, sebbene di norma venga assunto che i loro tentativi di costruire una potente flotta abbiano tratto ispirazione dall'esistente tradizione marittima mediterranea. In virtù di una largamente condivisa nomenclatura nautica e delle interazioni secolari tra le due culture, le navi bizantine e quelle arabe condividevano molti punti in comune,... anche per quanto riguarda la tattica e l'organizzazione generale delle flotte; le traduzioni dei manuali militari bizantini erano accessibili agli ammiragli arabi.