Le prime testimonianze storiche
La prima testimonianza storica del territorio comunale di Monteleone d'Orvieto risale ad una scoperta avvenuta nel 1878, quando nelle vicinanze del capoluogo viene ritrovata una tomba con iscrizioni in latino e tirreno, presumibilmente appartenente al periodo etrusco e contente alcune urne.
Ciò fa presupporre l'esistenza di una comunità etrusca nel territorio, risalente al II-III secolo a.C., soggetta alla lucumoniaTerritorio sottoposto al lucumone, magistrato supremo che detiene il potere politico, militare e religioso presso gli Etruschi. di Chiusi, città etrusca molto vicina.
In realtà già dal VII secolo a.C., periodo in cui gli Etruschi raggiungono un notevole livello di sviluppo economico e culturale, il territorio è parte integrante dell'Etruria.
Negli anni novanta viene fatto un altro importante ritrovamento: durante l'esecuzione dei lavori per la costruzione dei giardini pubblici nella frazione di Santa Maria, si scoprono gli antichi resti di una fornace e di una tomba del I–II secolo, che presenta uno stile costruttivo detto "alla cappuccina", con file di tegole spioventi come tetto. La presenza della tomba, molto povera, sta a significare che nella zona del ritrovamento vi era in epoca romana un abitato probabilmente rurale; a questa conclusione si arriva anche tenendo conto di due importanti elementi:
mentre nel Medioevo la Valdichiana è un acquitrino melmoso, nell'epoca etrusco-romana essa è molto fertile ed il Chiani navigabile; il punto in cui è stata rinvenuta la tomba, con molta probabilità, si trova a poca distanza dall'antica via Cassia.
In tale periodo, quindi, nella Valdichiana si produce molto grano ed attraverso le due vie di comunicazione, il Chiani navigabile e la via Cassia, è anche facile trasportarlo a Roma. A tal fine, però, occorre manodopera contadina che lavori il terreno: per questa motivazione la tomba rinvenuta è probabilmente di gente umile che lavora i terreni della Chiana.
I secoli XI e XII e la fondazione del castello
Lo storico cinquecentesco Cipriano Manente, nell'opera Historie, senza citare documenti o fonti da cui trae le notizie, afferma che il castello di Monteleone viene fondato e costruito da Orvieto nel 1052, a guardia dei suoi confini settentrionali e della Chiana, verso i comuni di Chiusi, Perugia e Siena,
Monaldo Monaldeschi della Cervara concorda con tale tesi e conferma nel '500 lo scritto del Manente affermando:
Luigi Fumi, probabilmente riprendendo le fonti a cui hanno attinto i precedenti storici citati scrive:
Il Bolletti è sostanzialmente d'accordo con tali ricostruzioni e fa risalire il castello al 1053:
Quindi, già esistono nelle carte geografiche dell'epoca alcuni castelli vicini, compreso Castel Brandetto ricadente nel territorio monteleonese, ma non Monteleone. Lo storico Pietro Momaroni, non d'accordo con tale datazione, sposta la data di fondazione del castello a dopo il 1171 o, addirittura, a dopo il 1200. Egli infatti afferma
Le motivazioni addotte dal Momaroni sono basate su dati storici reali, ma è probabile che anche le altre ricostruzioni siano fondateinfatti è possibile che la data fissata dal Manente non si riferisca al castello di Monteleone ma faccia riferimento proprio alla fondazione di Castel Brandetto, oggi Berneto, piccolo fortilizio posto di fronte al castello principale, il cui nome compare, come abbiamo visto sostenere il Bolletti, in alcune carte topografiche, nelle quali invece non si rileva ancora la presenza di Monteleone. Si tratta di un piccolo insediamento difensivo, da sempre proprietà dei Bulgarelli o Conti di MarscianoI Bulgarelli sono chiamati, per le loro principali proprietà, Di Marsciano o Parrano e, successivamente, anche di Montegiove: la loro è un'antica casata di origine forse carolingia, che nel Medioevo ha molte proprietà fra l'Umbria e la Toscana. Il nome "Brandetto" deriva probabilmente da successive storpiature del nome "Aldobrandeschi", alleati dei Bulgarelli e possibili fondatori del forte.
Lo stesso Momaroni ipotizza che i conti Bulgari o Bulgarelli di Chiusi, antichissima famiglia da cui successivamente trasse origine quella dei Conti di Marsciano, fondarono il
e conclude maliziosamente:
Non si hanno elementi per poter convalidare la validità di una delle due tesi; è noto, tuttavia, che tra il 1000 ed il 1200 il contesto storico della zona dell'alto orvietano - compresa tra l'Umbria e la Toscana - era caratterizzata da aspre lotte tra i comuni di Orvieto e di Siena per il controllo dei territori di confine e soprattutto per il possesso dell'antico Ducato di Chiusi. Questo rende probabile l'ipotesi che Monteleone fu fondato dagli orvietani, a compimento di quella corona di castelli tra cui Cetona, Camporsevoli, Montegabbione, Fabro, Trevinano a guardia dei confini settentrionali dei propri territori a ridosso del nemico ghibellino rappresentato dalla città di Siena.
Quindi la fondazione del castrum è da far risalire al comune di Orvieto che, in quel periodo, stava estendendo la propria sfera di influenza fino al mare, divenendo la città principale, insieme a Viterbo, della TusciaLa Tuscia romana coincide con l'Etruria meridionale alla fine del dominio etrusco e corrisponde all'area del Lazio settentrionale, comprendente le attuali provincie di Viterbo e la città di Civitavecchia.; necessariamente quindi, tale città, si trova nella condizione di dover difendere i propri confini settentrionali, verso Siena. A tale scopo sorge quindi il castello di Monteleone insieme alle altre importanti fortificazioni citate.
Appena si forma il primo nucleo cittadino viene anche costruita la chiesa.
A questo periodo, fine 1100, risale il dominio dello Stato della Chiesa sull'Umbria. Se accettiamo il 1052 quale data di fondazione del castello proposto dal Manente, allora è verosimile che dal punto di vista ecclesiastico, il castrum sia assoggettato all'antichissima diocesi di Chiusi, città allora controllata da Orvieto: solo nel 1600 entra a far parte della nuova diocesi di Città della Pieve.Con l'accorpamento della diocesi di Città della Pieve a quella di Perugia, Monteleone oggi si trova nell'Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, pur appartenendo, dal punto di vista amministrativo, alla provincia di Terni.
Fino a qualche tempo fa si poteva affermare con certezza che il primo documento ufficiale in cui si legge il nome di Monteleone è un atto di Federico II del 1243, dove l'imperatore fissa i nuovi confini di Castel della Pieve (Città della Pieve) a lui fedele. Recentemente, però, il Corgna scrive che in una bolla pontificia di Celestino III del 1191, la Misurati inopiam, vengono citate le parrocchie dipendenti dal vescovo di Chiusi, dove, al confine con le diocesi di Perugia ed Orvieto, appare la chiesa di San Pietro, probabilmente riferendosi alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Monteleone. Tale circostanza è rafforzata dall'ipotesi realistica che tale chiesa ha origine con la nascita del castello stesso, essendo stata edificata al centro dell'originario nucleo fortificato, così come si legge in alcune relazioni delle visite pastorali dei vescovi di Città della Pieve del 1700 e del 1800.
Inizialmente tale chiesa parrocchiale aveva probabilmente una sola navata a pianta rettangolare, l'altare era attaccato alla parete di fondo e la facciata era costituita da un portico con il tetto spiovente sul davanti, la cui costruzione era, peraltro prevista dall'antico statuto del castello (libro 1º, capitolo 43). Non vi era l'abside e pertanto nella parte posteriore alle mura castellane intercorreva una distanza di circa dieci metri, mentre oggi vi è l'abside che è attaccato a tali mura. Il campanile aveva modeste dimensioni. Di fronte alla chiesa vi era una piazza con in mezzo il pozzo civico.
XIII secolo
Nel XIII secolo viene istituita la Collegiata dedicata agli apostoli Pietro e Paolo.
Bandino Bandini, valoroso e potente Signore di Salci, Fabro, Monteleone, Montegabbione e Ficulle, soccorre ripetutamente il pontefice Gregorio IX rifugiatosi a Perugia; Bandino scorta il Papa con molti uomini armati anche nel 1230, quando è richiamato nella città capitolina perché afflitta da una straordinaria inondazione del Tevere. Per questi suoi servizi è onorato dal S. Padre di grazie e privilegi.
Il 3 gennaio 1243, Federico II emana un Editto a Foligno: si riteneva fosse il primo atto ufficiale che facesse menzione del castello di Monteleone, nominandolo fra le zone che definiscono il confine con Città de la Pieve (ved. tabella a lato).
Nel 1263 si compie il miracolo dell'eucaristia di Bolsena, che è uno dei motivi della costruzione del Duomo di Orvieto.
Nel 1273 un documento indica la selva di Collelungo, fra Monteleone e Montegabbione, appartenente ai fratelli Bulgaruccio e Bernardino dei Conti di Marsciano; ricorda lo storico ecclesiastico Ughelli:
Il 5 febbraio 1278 il podestà di Orvieto Bertoldo Orsini incarica Iacopo Saracini, suo Vicario, di effettuare una ricognizione delle proprietà comunali nella Val di Chiana Romana. Sono quindi definiti i confini dei propri castelli, tra cui il castrum Montis Leonis.
Nel 1292, nel catasto del contado orvietano, alle carte 587-648, anche il “Plebarium Montis Leonis” è descritto, con i relativi allibrati (stime). A questo proposito il Momaroni si chiede
Tra la fine del Duecento e l'inizio del Trecento Papa Bonifacio VIII impone una nuova forma di tassazione straordinaria denominata “decima” che ha lo scopo di finanziare le crociate ed altre particolari necessità della Chiesa; a tal fine vengono istituiti i registri dei collettori diocesani, che attualmente sono conservati presso l'Archivio Segreto Vaticano.
Nelle Rationes Decimarum Italiae della regione Tuscia per gli anni 1295-1304, sono citate alcune chiese del territorio monteleonese: la “Ecclesia de Monteleone”, quella di Corciano e quella di Pineto; mentre la prima fa riferimento presumibilmente alla chiesa parrocchiale dei SS.mi Apostoli Pietro e Paolo, delle altre due citate non si hanno altre notizie, mentre ancora oggi rimangono nel territorio i loro rispettivi toponimi: il primo all'interno dell'abitato della frazione di San Lorenzo e il secondo nella campagna a ridosso della porta sud del centro storico. Tale informazioni sono importanti anche perché testimoniano che la chiesa parrocchiale, a fine '200, è già esistente.
Nel 1295 i Sette del comune di OrvietoCon il governo popolare sono i 7 consoli rappresentanti le Arti ed il potere economico prendono iniziative a favore di coloro che costruiscono case nel castello di MonteleoneASO - Archivio storico Orvieto - Rif. 69, c 1v 4 luglio 1295..
Sempre nel 1295 e poi nel 1300 la chiesa parrocchiale di Monteleone compare negli elenchi dei collettori delle decime.
A fine 1200 il comune di Orvieto raggiunge un'alta evoluzione anche di tipo istituzionale: il popolo è saldo al potere e la magistratura dei Sette Signori diviene punto di riferimento della vita cittadina. In tale periodo iniziano i lavori per la costruzione del duomo simbolo anche di tale ritrovata unità. Di tale situazione positiva risentono i vari comuni del contado; il castello di Monteleone ad esempio ha una crescita continua, fra la fine del 1200 inizi 1300, estendendosi entro le mura castellane lungo la via centrale. La situazione economica è agevolata come si vedrà, dalla attività d'eccellenza "della fornace" di Mastro Consiglio Dardalini che produce materiali musivi e vetri colorati al servizio della nuova cattedrale.
La popolazione aumenta e nuove forme di devozione impongono l'ampliamento laterale della chiesa parrocchiale.
Sempre a tale periodo risale la costruzione dell'antica fonte di Monteleone, sorgente del Nestore che lì nasce per sfociare nella riva destra del Tevere nei pressi di Marsciano, dopo aver attraversato i comuni di Piegaro e Panicale in provincia di Perugia.
Prima metà XIV secolo
Lo statuto medievale e l'origine delle confraternite