Il "Re" del Nord
Ultimo dei figli di Muršili II e della sposa principale Gassulawiya, si mostrò nell'infanzia cagionevole di salute; per questa ragione il padre lo consacrò alla dea Shaushka/Ishtar di Samuha, della quale fu poi sacerdote ed a cui rimase sempre devoto.
Suo fratello maggiore Muwatalli II, erede designato dal padre, salì al trono nel 1295 a.C. Hattušili invece intraprese inizialmente la carriera religiosa come sacerdote di Ishtar, per poi venire nominato dal fratello Gal Mesedi, capo delle guardie reali.
Quelli di inizio XIII secolo furono anni di tensioni tra le due potenze egemoni del Vicino Oriente, gli Ittiti e gli Egizi; i due imperi si fronteggiavano in area siriana, e lo scontro sembrava inevitabile.
In preparazione a questo, Muwatalli spostò la capitale più a Sud, a Tarhuntassa, in una zona più prossima alle operazioni militari, dividendo così l'impero in due parti, e nominò proprio Hattušili governatore del Nord, un vasto territorio di difficile controllo per le continue incursioni dei barbari Kaska dalla regione del Ponto anatolico. Il territorio su cui governava Hattušili comprendeva oltre alla storica capitale Hattuša anche la città di Hakpis, dove installò la sua corte.
Hattušili lavorò con grande diplomazia, affrontando il problema dell'instabilità del confine settentrionale in modo diverso dal passatoT. Bryce: The kingdom of the Hittites, pag. 246-247: oltre a ripopolare la zona a Nord di Hattusa con famiglie ittite provenienti dalle zone meridionali dell'Impero, strinse accordi proprio con le tribù Kaska, che ebbero l'effetto di limitare le scorrerie di queste popolazioni, che flagellavano da decenni il Nord ittita.
Quando scoppiò la guerra con l'Egitto, Muwatalli affidò proprio ad Hattušili il comando delle forze militari ittite.
Nel 1274 a.C. Egizi ed Ittiti si scontrarono nella battaglia di KadeshT. Bryce: The kingdom of the Hittites, pag. 234 e seg., in area siriana, al confine tra i due imperi, con le forze egiziane guidate in battaglia da Ramses II in persona. Lo scontro vide schierate decine di migliaia di soldati e, dopo un favorevole inizio per gli Ittiti, si concluse senza vincitori, con gravi perdite per entrambi e col ritorno allo status quo. Tuttavia gli Ittiti non solo mantennero tutti i domini dell'area siriana compresi gli ultimi territori sottratti agli Egizi (per i il faraone aveva contrattaccato), ma si spinsero ancora più a Sud nel controllo del territorio, sottraendo protettorati agli Egizi e risultando alla fine gli effettivi vincitori dello scontro, nel quale lo stesso Ramses sfuggì di un soffio alla cattura.
Sulla via del ritorno al Nord, il quarantenne Hattušili, attraversando la Kizzuwatna, conobbe una giovane sacerdotessa di Ishtar appena quindicenne, Puduhepa, figlia del sacerdote Pentishparri, se ne innamorò ed in breve si sposarono. Nacque così un legame che durò a lungo e caratterizzò la vita politica ittita, dal momento che Puduhepa ebbe molta influenza nella storia successivaT. Bryce: The kingdom of the Hittites, pag 250-251 degli Ittiti, assurgendo ad un grado di importanza mai avuto prima da alcune regina.
Tornato ad Hapkis, in qualità di governatore del Nord, riconquistò la città di Nerik, riedificandola. In memoria di questo evento diede il nome di "Nerikkaili" al figlio maggiore (la cui madre é ignota: Puduhepa o più probabilmente una consorte precedentemente sposata), che verrà designato in un primo momento, quando Hattušili divenne Re, principe ereditario.
A Hapkis Hattušili crebbe il secondogenito del fratello Muwatalli, il principe Kurunta, inviatogli dal padre, preoccupato che una eventuale congiura di palazzo potesse eliminare entrambi gli eredi; tale legame, e la figura di Kurunta, segnarono profondamente il seguito della storia ittita.
La guerra civile e l'ascesa al trono
Alla morte di Muwatalli, avvenuta nel 1272 a.C., ascese al trono il figlio Urhi-Teshub, fratello maggiore di Kurunta, ed erede designato. Urhi-Teshub era un figlio di "secondo rango"Si preferiva come erede un figlio della sposa principale del re, ma l'Editto di Telipinu consentiva anche il passaggio del trono ad un figlio di secondo rango; Urhi-Teshub era figlio di una sposa secondaria o di una concubina del padre, si veda T. Bryce: The kingdom of the Hittites, pag. 252-253 e note relative., ma ascese al trono verosimilmente per assenza di eredi di primo rangoSinger oggi ipotizza che potesse esserlo Kurunta, ma che fosse all'epoca troppo giovane per regnare. assumendo il nome di Muršili III.
Inizialmente i rapporti tra zio e nipote furono buoni, ma iniziarono a deteriorarsi quando questi riportò la capitale nella storica sede di HattušaSi veda il reperto catalogato con la sigla KBo 21.15, i 11-12 riducendo quindi considerevolmente i territori controllati da Hattušili. Quando in seguito tuttavia Muršili comunicò allo zio che lo avrebbe rimosso anche dal governatorato di Nerik, questi insorse, ribellandosi, e sfidando apertamente il nipote allo scontroT. Bryce: The kingdom of the Hittites, pag. 259-263.
Muršili III salì al Nord convinto di poter contare sull'appoggio dei sudditi e delle popolazioni locali, sottovalutando il prestigio conquistato dallo zio sul campo, l'appoggio che gli garantiva la nobiltà Ittita nonché i buoni rapporti con le popolazioni locali, Kaska in primis, che infatti si schierarono al fianco di Hattusili.
Muršili fu così costretto a ritirarsi nella roccaforte di Samuha dove lo zio lo assediò e catturò (1265 a.C.). Hattušili depose il nipote, con cui tuttavia fu clemente, affidandogli un governatorato nella regione siriana di Nuhashshi, ed ascese al trono come Hattušili III; la capitale dell'impero restò ad Hattuša, mentre affidò l'area della seconda capitale Tarhuntassa al nipote Kurunta, che durante la guerra civile era rimasto al suo fianco.
Regno
Dopo essere stato un valoroso soldato, Hattušili come sovrano dimostro' di essere un prudente ed esperto diplomaticoT. Bryce: The kingdom of the Hittites, pag. 266 e seg.. Stabilì relazioni con tutti i maggiori stati dell'epoca, strinse una serie di matrimoni politici tramite la sua numerosa famiglia, legandosi alle case regnanti babilonese, egiziana ed amorrea. Sullo sfondo la costante presenza della regina Puduhepa, che coltivo' relazioni epistolari con i sovrani stranieri, ed influenzò la politica e non solo la vita religiosa, in un modo senza precedenti nella storia ittita.
Il tono diplomatico del suo regno fu in parte legato alla maturità raggiunta (Hattušili salì al trono ormai cinquantenne) ed in parte alla necessità di legittimarsi, dal momento che Hattušili era un usurpatore. La preoccupazione principale fu quella del riconoscimento pieno da parte delle altre potenze dell'epoca, anche per scongiurare i tentativi di riconquista della corona da parte di Muršili, che nel frattempo, rimosso dalla Siria e inviato ad Alasiya/Cipro, era fuggito e stava cercando sostegni per riguadagnare il tronoT. Bryce: The kingdom of the Hittites, pag. 280..
Il trattato con l'Egitto
Anche in questo contesto, oltre che per i timori della crescita dell'Assiria, va inquadrato lo storico trattato di Kadesh, basato su modelli ittiti e sottoscritto da Ramses II a Pi-Ramses nel Dicembre del 1259, che, grazie alle riproduzioni sui monumenti egizi, è divenuto il più antico e meglio noto trattato di pace della storiaPer questo una copia dello stesso è esposta oggi all'ingresso del palazzo dell'ONU a New York.
Il trattato non parla di cessioni territoriali e sancisce quindi lo status quo ed il rispetto dei rispettivi protettorati, impegna le due potenze al mutuo soccorso in caso di aggressioni esterne, sancisce regole per la reciproca estradizione di prigionieri e fuggitivi e stabilisce una relazione di amicizia e collaborazione tra i due imperi, fino ad allora rivali.
Il trattatoT. Bryce: The kingdom of the Hittites, pag.275 e seg., con tanto di rispettivi Dei chiamati a fare da testimoni, fu sottoscritto, oltre che dai due sovrani, anche dalla Regina Regnante ittita Puduhepa con il proprio sigillo imperialeEpisodio senza precedenti, che attesta la differente concezione femminile nelle due culture.
Per Hattusili tale accordo fu di estrema importanza perché, oltre a stabilizzare l'area siriana, significò il suo definitivo riconoscimento come sovrano, conquistando una legittimità che mancava al proprio regno, viziato in origine dall'usurpazione del 1265.
Rameses, nel quadro delle nuove relazioni tra i due stati, sposò nel 1246 a.C. una figlia di Hattušili, di cui ci è giunto il solo nome egizio: Maathorneferura. La principessa era figlia proprio della regina Puduhepa, che dopo il trattato intrattenne un fitto e rapporto epistolare personale col faraone, proseguito anche dopo la morte del maritoT. Bryce: The kingdom of the Hittites, pag. 286-289.
La successione
Gli ultimi anni di regno furono volti al mantenimento dell'armonia familiare, segno evidente della preoccupazione del sovrano per un possibile scontro tra i rami della famiglia reale; in particolare Hattušili sottolineò frequentemente nei testi ufficiali il rapporto fraterno tra il nipote Kurunta e suo figlio Tudhaliya, probabilmente più giovane del cugino di qualche anno, ma cresciuto assieme a questi ad Hapkis. È palese il timore di Hattušili per eventuali rivendicazioni di Kurunta al trono che era stato di suo padre Muwatalli II prima e di suo fratello Muršili III poi, e cercò di preservarne la lealtà non solo confermandogli la reggenza di Tarhuntassa a più riprese, ma con continui benefici e concessioniT. Bryce: The kingdom of the Hittites, pag. 269. A succedere ad Hattušili non fu il figlio maggiore Nerikkaili, nominato "Tuhkanti" fino dall'inizio del regno del padre, ma il minore, TudhaliyaT. Bryce: The kingdom of the Hittites, pag. 272 e seg.; gli storici hanno molto dibattuto sulle ragioni di tale cambiamentoAlcuni ritengono che Nerikkaili non fosse figlio di Puduhepa come invece Tudhaliya ma di una moglie secondaria e quindi di "secondo rango", altri che la scelta di Tudhaliya fosse motivata dagli eccellenti rapporti con Kurunta, che avrebbero garantito stabilità al regno; qualcuno infine la ritiene semplicemente una scelta attitudinale che abbia fatto preferire il figlio minore per le proprie caratteristiche. Anche se, come sottolinea Bryce, la carriera di Tudhaliya ricalco' fin dalla giovinezza quella del padre, dando l'impressione di essere stato scelto ed addestrato per governare già da lungo tempo. T. Bryce: The kingdom of the Hittites, pp. 295-299..
Alla morte di Hattusili, quasi ottantenne nel 1237, salì così al trono Tudhaliya IV, forse senza essere mai stato nominato tuhkanti, ma venendo forse associato direttamente al padre in una breve coreggenzaCome sostenuto da vari studiosi, tra cui Bryce e Van den Hout: T. Bilgin, Officials and administration in the Hittite World, pag. 31-32.
Gli studiosi ipotizzavano che Nerikkaili potesse essere premorto al padre e che questa fosse la ragione dell'ascesa di Tudhaliya, ma fu proprio il nuovo re, nell'unica tavoletta bronzea ittita mai rinvenutaNome ufficiale del reperto Bo 86/299, scoperta sotto la porta della Sfinge ad Hattuša, trascritta da Otten e poi tradotta per primo da Beckman nel '99, quella del trattato col cugino Kurunta, a spiegare che "...mio padre rimosse mio fratello maggiore dal ruolo di tuhkanti, innalzandomi a re..."; al primo posto nell'elenco dei testimoni del trattato compare proprio il principe Nerikkaili, a conferma che il passaggio di consegne a Tudhaliya fosse stata una scelta precisa di Hattušili.
Nerikkaili ricoprì ancora il ruolo di "tuhkanti" all'inizio del regno di Tudhaliya IVT. Bilgin, Officials and administration in the Hittite World, pag. 32: egli compare con tale titolo infatti nel cosiddetto "trattato di Sahurunuwa" (1240-35 ca.), che precede di pochi anni la tavoletta bronzea (1235-33 ca.) nella quale il titolo non c'è più.