Coriano (Curién in romagnolo) è un comune italiano di abitanti della provincia di Rimini in Emilia-Romagna, a sud del capoluogo.

Presso la frazione di Cerasolo è presente il Ponte di Confine con la Repubblica di San Marino.

Geografia fisica

Origini del nome

Storia L'origine del nome pare risalire al latino Fondus Cornelianum. La prima menzione della rocca di Coriano risale al 1197. Nel 1356 la Chiesa di Ravenna cedette la fortezza alla famiglia Malatesta. Alla base del castello si sviluppò il centro abitato. Per i successivi due secoli Coriano fu un possedimento malatestiano. Sotto la signoria di Roberto Malatesta Coriano divenne residenza di villeggiatura della famiglia e l'intera fortificazione subì radicali interventi strutturali con il rifacimento del muro di cinta e l'ampliamento del perimetro. Oggi sono ancora ben visibili gli archi, esterno (del XVI secolo) e interno, con torre merlata, le spesse mura e le grotte sotterranee, quasi tutte inesplorate.

Nel 1503 ebbe fine della discendenza del casato. Ne approfittò la Repubblica di Venezia per impadronirsi di tutti i possedimenti malatestiani, tra cui Coriano. Papa Giulio II nel 1508 riuscì a recuperarli e nel 1528 Clemente VII concesse Coriano al nobile imolese Giovanni Sassatelli (già feudatario di Borghi) e ai suoi successori. La famiglia Sassatelli riedificò il castello, fortemente danneggiato da un attacco spagnolo del 1512, inserendo lo stemma del casato nel primo arco d'accesso. È ancora visibile e raffigura: Tre monti d'argento accostati in campo azzurro: quel di mezzo più alto cimato di cuore d'argento; due laterali sormontati da giglio d'oro; il tutto entro una corona a tre fioroni e due punte perlate. I Sassatelli tennero Coriano fino al 1605. Tornata un possedimento della Santa Sede, fu inserita nella Legazione di Romagna. Il castello, dal XIX secolo ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, venne utilizzato per usi diversi, tra i quali: abitazioni del postiglione e del medico condotto e carceri mandamentali.

Nel 1859 le legazioni pontificie furono invase dall'esercito di Vittorio Emanuele II. Coriano entrò a far parte del Regno Sabaudo e diviene sede di mandamento e di tribunale, con competenza su ben sette comuni: Villa Fiorita ora Misano Adriatico, Monte Colombo, Montescudo, Morciano di Romagna, Gemmano e San Clemente, oltre a Coriano. La sede mandamentale era presso il palazzo colonnato, ora sede del Teatro Comunale.

Nel corso della seconda guerra mondiale, il 14 settembre 1944 si combatté una tra le più aspre battaglie di sfondamento della Linea Gotica, da parte dell'Ottava Armata Alleata Inglese, mirante alla liberazione di Rimini e della Romagna: l'intero paese fu dunque più volte bombardato fino alla sua quasi totale distruzione.

Simboli

Lo stemma di Coriano non risulta aver ancora avuto formale riconoscimento e riprende il blasone della famiglia Sassatelli tuttora leggibile in un'iscrizione sul primo arco d'accesso alla città (vedi supra): d'azzurro, a tre monti uniti d'argento, i due laterali sormontati ciascuno da un giglio d'oro. I tre monti non hanno un nome: simboleggiano magnificenza nel linguaggio dell'araldica) con l'aggiunta di un cuore, arma parlante per Coriano. Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse

Coriano si trova al centro del triangolo formato delle spiagge di Rimini e Riccione e dalla Repubblica di San Marino. La campagna è caratterizzata dalla coltivazione di ulivi, grano e numerose vigne.

Architetture civili Castelli malatestiani

Il territorio comunale è punteggiato dai resti di fortificazioni costruite in epoca malatestiana, anche su precedenti insediamenti.

Il più importante fra quelli del territorio è quello ubicato nel capoluogo, in posizione defilata rispetto all'attuale centro storico e alla strada principale (già Via Maestra), negli ultimi anni è stato ampiamente restaurato. All'interno delle sue mura è stato allestito un antiquarium che contiene i reperti, sistemati in teche, rinvenuti nel corso dei diversi scavi.

Anche le frazioni ospitano i resti di antiche rocche: a Cerasolo è sopravvissuta qualche memoria del borgo costruito al loro interno; nel caso di Passano, Sant'Andrea in Besanigo, Mulazzano, Monte Tauro e Vecciano si tratta di lacerti di mura. Palazzo del teatro Costruito nel XIX secolo, inizialmente adibito a sede di scuole e uffici pubblici, fu risparmiato dai bombardamenti alleati della II Guerra mondiale. Tuttavia il suo interno venne completamente ricostruito alla fine del XX secolo. Oggi presenta in un'unica sala a pianta rettangolare, composta da una platea (120 posti) con pavimentazione a parquet e una galleria sovrastante (67 posti a gradinata). È tornato in funzione nel 2006.

Palazzo Pedrelli (già Petrignani)

Assieme al palazzo del teatro è uno dei pochi edifici del centro storico di Coriano sopravvissuti ai bombardamenti. Risale alla fine XVIII secolo e fu edificato per volontà del vescovo Gaudenzo Petrignani, originario di Coriano, in forme neoclassiche, che mantiene in parte tuttora. Nel corso dei secoli, l'edificio fu adibito agli usi più diversi: prima sede di uffici pubblici, fu poi adibito ad albergo, per poi divenire sede di alloggi popolari, destinazione che mantiene tuttora. Cimitero di guerra inglese (Coriano Ridge War Cemetery)

È presente sul territorio anche il cimitero di guerra inglese dove riposano i resti di 1.496 militari alleati, di tutte le nazionalità, caduti nel corso delle battaglie avvenute a Coriano e nei dintorni nel corso della seconda guerra mondiale.

Monumento ai caduti e cippi in memoria di fatti legati alla Seconda Guerra Mondiale

Il monumento ai caduti di tutte le guerre si trova nei giardini "don Michele Bertozzi" antistanti la chiesa, nel centro di Coriano. La struttura, eretta nel 1973, opera dello scultore istriano Vittorio D’Augusta e dell’ingegner Pino Ferri commemora le vittime delle guerre mondiali (soldati, civili, vittime ignote), suggerendo con sua ampia concavità il silenzio del ricordo. Una citazione di Salvatore Quasimodo, “Ed è morte uno spazio nel cuore”, è iscritta alla base del monumento. Segni concavi, ungolati che sono la cifra di D’Augusta, feriscono le steli che cadono verso terra, simboli d’ignoti militi caduti. La stele bronzea spaccata in due evoca quello “spazio del cuore” ferito dalla morte, quel dolore che necessita della memoria per essere rivissuto, sublimato e lenito.

Diversi sono i cippi eretti in memoria di fatti di sangue legati alla Seconda Guerra Mondiale. Il 25 aprile 2004 è stato inaugurato un cippo a ricordo di tutte le 40 vittime civili delle Saline. In memoria di tutti coloro (alcune decine di civili) che, tra il 4 e il 15 settembre 1944 in località Saline, vicino al ponte di Pedrolara, persero la vita sepolti dal crollo dei rifugi sulle sponde del Rio Melo dove avevano trovato riparo. Inoltre il 10 settembre due ondate di aerei alleati sganciarono bombe, nel tentativo di colpire alcune vicine postazioni tedesche, uccidendo donne, uomini e bambini che erano lì rifugiati. Casa di Giovanni Antonio Battarra Nella zona di Pedrolara si trova la casa dell'abate Giovanni Antonio Battarra (1714-1789), studioso di agronomia ed etnografo, ancora arredata con mobilio d'epoca, tra cui le originali porte dipinte. Ponte di Confine Al confine con San Marino si trova dal 1993 il Ponte di Confine progettato dall'architetto Giancarlo De Carlo.

Monumenti in memoria di Marco Simoncelli

Il centro storico di Coriano ospita due monumenti in memoria del campione di motociclismo. Il primo, "Il podio del Sic", si trova all'interno dei giardini "don Michele Bertozzi", alle pendici della scalinata che conduce alla chiesa parrocchiale, ed è composto da tre cubi di pietra circondati da un'architettura che richiama le forme della curva di un percorso, offrendo una seduta a chi intende soffermarsi. Il cubo centrale ospita una stele in vetro su cui si trova la cifra 58 in pietra e la citazione di una frase pronunciata da Simoncelli.

Il secondo monumento, chiamato "Ogni domenica", si trova nei giardini sottostanti piazza don Minzoni. È una scultura metallica ispirata nelle forme ad una marmitta e deve il suo nome al fatto che ogni domenica sera, al tramonto, emette per 58 secondi una fiammata.

A settembre 2024 a Simoncelli è stata intitolata la rotatoria posta all'ingresso del centro urbano per chi proviene da Rimini, arredata con un'installazione prismatica e retroilluminata ideata dal designer Aldo Drudi, recante su due facce il numero 58 e sulle restanti due immagini del motociclista.

Architetture religiose

Chiesa di Santa Maria Assunta (Santuario del SS. Crocifisso)

Al centro del paese di Coriano, sulla cima del colle, si trova la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, imponente costruzione eretta dopo il disastroso bombardamento di Coriano nella Seconda Guerra Mondiale e inaugurata nel 1953. L'interno, spazioso e luminoso, contiene un crocifisso ligneo del XIII secolo, un'immagine settecentesca della Madonna del Rosario, diverse icone dipinte in stile bizantino e altre statue di santi. Grazie a una bolla diocesana, la chiesa è dichiarata Santuario del Santissimo Crocifisso con festa triennale la terza domenica di settembre. Fra il 2006 e il 2007, a causa di un cedimento della struttura dovuto al terreno su cui sorge, la chiesa fu sottoposta ad un radicale restauro.

Istituto Agricolo Orfani di Guerra Nel settembre 1919 il parroco don Guglielmo Mondaini e un gruppo di maggiorenti del paese promossero la nascita di un orfanotrofio per ospitare i figli maschi dei caduti per eventi bellici. Dopo pochi anni l'orfanotrofio si trasferì nella grande casa in Corso Umberto I, ora in Via Garibaldi, che era stata della famiglia Savini, acquistata insieme al podere che si estendeva nella retrostante vallata. Nel 1923 l'istituzione venne eretta Ente morale denominato Istituto Agricolo “Orfani di Guerra”. La popolazione contribuì alla sussistenza degli orfanelli con offerte e aiuti di ogni tipo, e contribuirono alla costruzione della chiesetta, inaugurata nel 1933, per la quale vennero utilizzati in parte materiali di recupero, compresi quelli della demolita “Cella Tonda” del Foro boario. Attualmente l'edificio che ospitava l'istituto è in avanzato stato di degrado. Al contrario, la cappella annessa, che si è salvata dalle distruzioni belliche ed anzi, nell'immediato dopoguerra, ha svolto le funzioni di chiesa parrocchiale, è stata restaurata ed attualmente viene officiata saltuariamente. Convento-casa madre delle Maestre Pie dell'Addolorata Fu qui, nel 1839, che la Beata Elisabetta Renzi diede vita al nuovo ordine religioso incentrato sull'educazione femminile giovanile: presso la chiesetta riposano i suoi resti. Sono anche esposti lavori di tessitura e di ricamo, eseguiti nei decenni dalle ragazze che frequentarono l'istituto.

Chiesa di San Giovanni Battista