Il cronografo sdoppiante o rattrapante (pronunciato spesso rattrappante, derivato dal francese rattraper che significa recuperare, raggiungere o riacciuffare, ma anche colmare, compensare o inseguire) è un tipo di cronografo in cui la lancetta dei secondi è doppia, e quindi può essere sdoppiata tramite un pulsante dedicato; tuttavia, in molti casi le due lancette sono sovrapposte con tale accuratezza e precisione da sembrare una singola lancetta.

È utilizzato per rilevare il tempo di due fenomeni che hanno lo stesso inizio, ma terminano in momenti differenti: può essere il classico caso della misura di un “intertempo” o del cronometraggio contemporaneo di due atleti/eventi. Dopo la partenza simultanea, infatti, una delle due lancette può essere arrestata, indicando così una prima rilevazione del tempo. Poi, riavviandola, raggiunge con uno scatto l'altra lancetta in movimento alla quale si sovrappone (funzione di recupero), marciando dopo di nuovo insieme. Tale sequenza può essere ripetuta a piacimento. Azzerando il cronografo, entrambe le lancette possono essere riportate sullo zero del quadrante.

Contesto È una invenzione della prima metà del '800, e viene attribuita a diversi orologiai dell'epoca: a Frédéric Perrelet (1781–1852), nipote di Abraham-Louis Perrelet, che vinse anche un premio nel 1830 per questa ideazione; poi a Joseph Thaddäus Winnerl tra il 1831 e il '38, e a Charles Victor Adolphe Nicole il quale nel 1844 risolse alcuni problemi primitivi del sistema. Infine, la tecnica sviluppata da Henri Féréol Piguet, dipendente di C. Nicole, nel 1862 si strasformò in un brevetto depositato in Inghilterra.

Il design moderno, quello che conosciamo oggi, è stato sviluppato intorno al 1880. E dopo lo sviluppo iniziato nel 1903, fu proprio Patek Philippe ad lanciare negli anni Venti il primo cronografo sdoppiante da polso. Il dispositivo meccanico che permette tale funzione è in genere molto complesso e delicato; pertanto, un cronografo sdoppiante o rattrapante, è un pezzo di fattura fine di “alta orologeria” e spesso anche di costo elevato. Quando ancora non esistevano i cronometri digitali, venne usato per il cronometraggio di tutte le gare sportive, specialmente quelle di atletica leggera, ciclismo e poi di automobilismo.

Tecnica Il dispositivo sdoppiante viene sempre gestito con un pulsante apposito, separato da quello che espleta le funzioni del cronografo ordinario, tanto che nel caso in cui le funzioni cronografiche semplici vengano gestite da un solo pulsante (crono monopulsante), l'orologio si troverà con due pulsanti (uno per le funzioni sdoppianti). Nel caso invece di tradizionale crono a due pulsanti, il numero totale dei pulsanti sarà tre. Nel caso di un movimento dotato di doppia ruota a colonne, l'ingranaggio che gestisce la lancetta rattrapante è sovrapposta al ruotismo centrale del cronografo e i loro assi si compenetrano. La ruota rattrapante viene bloccata e liberata da un'apposita pinza, le cui ganasce vengono in contatto con la ruota a colonne rattrapante, consentendo quindi l'arresto della lancetta sdoppiante.

Qualora il movimento non abbia due ruote a colonne (una per le funzioni cronografiche semplici e una per il rattrapante), presenta un cricco supplementare che ingaggia la ruota a colonne. Uno dei due cricchetti consentirà la rotazione del pignone in senso orario, mentre l'altro la farà spostare in senso antiorario.

Note

Categoria:Orologeria