Nociglia (Nucija in dialetto salentino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia.
Situato nel basso Salento, fa parte dell'unione di comuni delle Terre di Mezzo.
Geografia fisica Territorio Il comune sorge nella porzione sud-orientale della penisola salentina a circa 10 km dal Mare Adriatico. Confina a nord con il comune di San Cassiano, a est con i comuni di Poggiardo e Surano, a sud con il comune di Montesano Salentino, a ovest con il comune di Supersano. L'abitato è adagiato su una collinetta delle serre salentine a 104 metri sul livello del mare; l'altitudine del territorio comunale è compresa tra gli 82 e i 114 metri.
Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
Clima Nociglia presenta le caratteristiche climatiche del basso Salento, e ha pertanto un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo-umide. La temperatura media di gennaio si attesta attorno ai +9,2 °C, mentre quella di agosto si aggira sui +38,2 °C. Le precipitazioni sono modeste e concentrate nei mesi autunnali e invernali, soprattutto per effetto delle correnti provenienti da sud-est. Viceversa, le correnti occidentali hanno scarsa incidenza sulle precipitazioni, a causa del sistema a scudo creato dalle serre salentine. Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare.
Origini del nome L'etimologia del nome deriva dal latino nux-nucis, ossia noce.
Storia Nociglia, come tutta l'area della provincia, ha origini legate alla preistoria, perché l'intera Puglia presenta insediamenti umani sin dal periodo paleolitico. Dalle fonti storiche si apprende che nel III secolo a.C. durante l'invasione dell'esercito romano dei territori della Messapia, la gente del posto si rifugiò nel vicino Bosco Belvedere per sfuggire agli attacchi nemici. Terminato il pericolo, parte delle popolazioni ritornarono nei loro villaggi abbandonati; altri invece decisero di rimanere su questo vasto altopiano apprezzando le caratteristiche territoriali del luogo che consentiva il pascolo degli animali, la caccia e la raccolta dei frutti. Proprio queste genti furono i veri fondatori dell'attuale Nociglia.
Le prime notizie sull'esistenza di Nociglia si riscontrano sulla cartina itineraria della via Traiana, dove era segnalato "NUCILLIUM", voluta appunto da Traiano per allungare il percorso della via Appia, che da Roma giungeva fino a Brindisi, e allacciarla con il porto di Leuca, punto d'imbarco con l'oriente.
Il bosco Belvedere nel corso dei secoli divenne dapprima una contea del re Tancredi e poi un feudo di Carlo I d'Angiò. Successivamente passò alla famiglia De Hugot, che imparentata con la famiglia Orsini del Balzo, la ereditarono come casale della contea di Castro e Ugento.
Sull'origine del vero e proprio nucleo abitativo, fatto da case e attività, varie tesi sono state proposte da studiosi d'interpretazione storica. Mentre il Maselli sosteneva che Nociglia scaturì dalla distruzione di Castro, avvenuta ad opera di Solimano nel 1537, l'Arditi invece, appoggiava l'ipotesi che fosse nata nel 1156, ad opera di Guglielmo il Malo, dopo la distruzione di Vaste.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 14 marzo 1968.Iscritto nel Libro araldico degli Enti morali il 25 maggio 1968, trascritto nel Registro Araldico dell'Archivio Centrale dello Stato il 14 giugno 1968. Stemma
Gonfalone
Monumenti e luoghi d'interesse
Monumenti megalitici
A nord-ovest del paese esisteva (ora per la maggior parte distrutto) un monumento riconducibile ad una 'Specchia' denominata 'La Motta' in località, appunto, 'La Motta'. Molto probabilmente un presidio posto in posizione elevata realizzato in periodo normanno come punto di vedetta. Ma forse già antica specchia. Purtroppo scomparso nel corso degli anni Settanta del Novecento. L'importanza di Nociglia crebbe fino alla prima metà dell'Ottocento, quando divenne una delle sedi distaccate della Pretura Maglie, distribuite tra Maglie ed Otranto. Importanza che si attesta anche nella citazione del paese all'interno di una delle canzoni della pizzica intitolata "Core Meu", "... lu tamburrieddrhu meu è de Nucija ... "
Architetture religiose Chiesa madre, dedicata a San Nicola vescovo, fu edificata nella seconda metà del XIX secolo su disegno dell'architetto Filippo Bacile di Spongano. L'edificio sorge sui resti di una struttura precedente che venne abbattuta a causa delle modeste dimensioni e della scarsa qualità statica delle mura. L'antica chiesa era dotata di altari barocchi che vennero alienati ad altro ente ecclesiastico alla fine dell'Ottocento.
La chiesa progettata in stile neogotico e realizzata in pietra leccese con impianto basilicale a tre navate e provvista di transetto. La facciata pur rispecchiando, nelle decorazioni, il gotico internazionale, riprende gli stilemi del tardo-romanico pugliese di transizione che traguarda al gotico. Il portale centrale architravato è sormontato da lunetta archiacuta che rimanda al gotico pugliese-lucerino del periodo angioino. Sui portali laterali, sempre architravati e decorati a motivi neo-tardogotici, si impostano delle bifore oblunghe. La parte sommitale (in corrispondenza della nave principale) presenta due campanili (realizzati più tardi e non seguendo il primo progetto di Bacile) che risultano quasi non pertinenti in quanto molto ridotti rispetto alle proporzioni (come due semplici altane) volute dal progettista. La lunetta, di cui è composto il portale principale risulta affrescata con l'immagine neo-bizantineggiante di San Nicola benedicente. I due campaniletti realizzati a pianta quadrata, di cui quello di sinistra svolge la funzione di orologio pubblico. Le tre navate interne, divise da slanciati pilastri polistili, le cui modanature si pongono in un continuum con gli arconi trasversali. La navata centrale più ampia delle laterali è interrotta dal presbiterio ospitante l'altare maggiore. Dell'antica chiesa, ancora fino agli anni Settanta, prima dello smontaggio della balaustrina, era rimasto integro in situ l'altare originale. Cappella Madonna dell'Idri, fu costruita negli primi anni del XX secolo e comprende la chiesa bizantina di San Nicola risalente all'XI - XII secolo. L'edificio si presenta con una semplice facciata in stile eclettico, costituita da portale timpanato e bifora centrale. L'interno è ad aula unica di piccole dimensioni con altare maggiore in pietra leccese dietro il quale, una piccola porta, permette l'accesso alla chiesa bizantina che conserva un palinsesto di affreschi su diversi strati dal XII-XIII al XV secolo (di scuola galatinese) fino al Settecento. Le icone del XV secolo, di maggior pregio, raffigurano la Madonna col Bambino, Santa Lucia, San Nicola, Sant'Antonio Abate, Santa Cesarea e altri santi. Cappella Madonna di Leuca, è una chiesa extra-urbana situata lungo l'asse viario della Strada statale 275 di Santa Maria di Leuca. Sorge nel territorio del comune di Surano, al limite dei confini amministrativi di Nociglia. Risalente alla fine del Cinquecento, doveva appartenere alla serie di chiese che erano ubicate lungo il percorso che i pellegrini percorrevano per raggiungere il Santuario Finibus Terrae di Santa Maria di Leuca.Presenta una semplice facciata inquadrata da due robuste paraste e caratterizzata da un unico portale, con timpano leggermente decorato, posto in asse con un finestrone rettangolare. L'interno è ad una sola navata con copertura a stella terminante nel presbiterio che accoglie l'unico altare. Sul lato orientale della chiesa sorge un vecchio cimitero abbandonato da tempo.
Altre chiese Cappella dell'Assunta, sede della confraternita omonima, del XVII secolo; Cappella rurale della Madonna degli Angeli, del 1902.
Castello Baronale dei Gallone-Pignatelli