La Pallacanestro Biella SSDARL è un club italiano di pallacanestro maschile di Biella.
Il club ha militato per 12 stagioni consecutive in Serie A, tra il 2001 e il 2013 e conta due partecipazioni alle coppe europee. In bacheca anche una Coppa Italia DNA, vinta nella stagione 2013-14.
Al 2021-22 la prima squadra militava in Serie A2, ma una crisi finanziaria ha costretto il club a cederne il titolo sportivo allo di Roma.
Storia Le origini Negli anni cinquanta e sessanta la pallacanestro biellese era rappresentata dalla Libertas Biella, club che disputò per la prima volta la massima serie nella stagione 1960-1961. Vi rimase per sette anni consecutivi, fino alla retrocessione nella stagione 1966-1967. Disputò per un'ottava volta il massimo campionato italiano di basket nella stagione 1970-1971.
La storia della Pallacanestro Biella, invece, inizia nel mese di giugno del 1994, quando le due maggiori società cestistiche biellesi (Biella Basket Club e Amici del Basket Biella) decisero di unire le proprie risorse umane, tecniche ed economiche per dar vita alla Associazione Sportiva Pallacanestro Biella. La nuova società acquisì il titolo sportivo di Garlasco, e si iscrisse alla Serie B2.
Il nuovo club Il primo colpo di mercato arriva a giugno 1994, quando Alberto Savio e Marco Atripaldi firmano un triennale con Federico Danna, già allenatore di Torino in Serie A e considerato uno dei migliori tecnici soprattutto per il lavoro con i giovani. Coach Danna infatti, oltre alla prima squadra, allena anche una squadra propaganda e supervisiona il settore giovanile. La formazione allestita per la stagione 1994/95 conclude la prima fase al 2º posto, ottenendo l'accesso alla fase finale di play-off e lotta poi fino al termine del campionato per la promozione in Serie B d'Eccellenza, senza riuscirci ma meritandosi il titolo di “squadra rivelazione” del campionato.
1995-1996: La prima promozione Il roster viene reso ancora più competitivo con l'arrivo dell'esperto Giampiero Savio, giocatore dal grande passato in Serie A e già alla corte di Federico Danna a Torino. L'obiettivo di inizio anno era chiaramente uno solo: la promozione in B d'Eccellenza. L'obiettivo viene centrato tra l'entusiasmo generale, dopo un campionato condotto in testa dalla prima all'ultima giornata, con lo straordinario record di 25 vittorie su 32 partite disputate. Biella chiude la stagione regolare con 34 punti, davanti a Oderzo fermo a quota 30. Nei play-off i rossoblù diventano inarrestabili e centrano otto vittorie consecutive che significano promozione.
1996-1997: L'ultima di Giampi Savio Come nella passata stagione, in estate arrivano giocatori importanti come Conti e Compagni. Ma il vero colpo di mercato arriva a gennaio, quando Federico Danna rinnova per altre due stagioni, fino al 1999. I rossoblù si trovano in un girone equilibratissimo e chiudono la stagione regolare al 7º posto, anche se si trovano a soli due punti dalla vetta della classifica. Gli scontri diretti escludono l'Ing/Fila dai play-off e la condannano addirittura ai play-out, dove vince sette gare su dieci e vince il girone. La stagione si chiude con l'addio al basket di Giampiero Savio, che all'ultima gara segna ancora quattro bombe.
1997-1998: La promozione in A2 Biella cambia ancora il proprio volto con l'arrivo di cinque giocatori: Piazza, Volpato, Raggi, Ogliaro e Zamberlan, che diventa presto un nuovo idolo della curva. Sarà una grande stagione per i rossoblu, che segna il ritorno in serie A dopo 27 anni. Dopo aver chiuso la prima fase in testa, vincendo 15 partite su 22, il girone successivo vede invece i rossoblu sfiorare subito la promozione, chiudendo secondi il girone e cedendo solo a gara-3 a Roseto. Biella però vince lo spareggio per il terzo posto in campo neutro a Viterbo contro Barcellona Pozzo di Gotto del futuro rossoblù Matteo Soragna. Quella vittoria vale la promozione in A2 a seguito delle rinunce di Napoli e Caserta.
1998-1999: Di nuovo serie A dopo 27 anni È l'anno dell'arrivo a Biella di due dei giocatori più amati dalla tifoseria rossoblù: Joseph Blair e Nate Erdmann, che sono anche i primi americani della storia di Pallacanestro Biella. La Fila raggiunge senza troppi problemi l'obiettivo iniziale della salvezza, chiudendo in 6ª posizione su 14 squadre (nonostante avesse perso per infortunio nella fase ad orologio proprio Blair, sostituito da Hendrick), raggiungendo le semifinali. La serie contro la Scavolini Pesaro è intensissima, ma Biella la spunta a gara-4 di fronte a 3000 spettatori. La finale rimane però un tabù contro una fortissima Reggio Calabria di Manu Ginóbili, che conquista meritatamente la A1.
1999-2000: La semifinale thrilling contro Jesi Come in tradizione di Pallacanestro Biella, viene confermata la struttura portante della squadra, con Norman Nolan a sostituire Blair, Massimo Sorrentino, Cristiano Masper e il colpo Davide Pessina. La stagione viene condizionata dai tanti infortuni, e la Fila chiude la regular season all'8º posto con 18 punti. Nella seconda fase invece Biella guadagna una posizione e chiude 7ª, conquistando la semifinale. La serie contro la Jesi di Firić e Gigena è “thrilling”. I rossoblù vanno sotto 2-0, ma recuperano con due capolavori firmati Erdmann e Sorrentino. Si arriva a gara-5, con Erdmann fuori per infortunio: Jesi passa e Biella resta in A2. L'anno si chiude con l'addio di Federico Danna, che si trasferisce a Varese in A1.
2000-2001: L'anno dei primati Al posto di Danna arrivano Marco Crespi nel ruolo di head-coach e Alessandro Ramagli come vice. È il preludio di un'annata che rimarrà nella storia. Arrivano giocatori di un'altra categoria come Corey Brewer, Kevin Rankin e Antonio Granger, giocatore dal talento cristallino destinato a calcare palcoscenici ben più importanti come quelli di Eurolega. La Fila domina il campionato, centrando 30 vittorie su 36 gare: è A1. Granger si impone come miglior marcatore del torneo con i suoi 25,6 punti a partita. È anche l'anno della sfida ai campionissimi della Kinder Bologna, che in quella stagione centreranno il “Grande Slam”, ma che alle Final Eight di Coppa Italia a Forlì i rossoblù costringono addirittura al supplementare.
2001-2002: Il primo anno in A1 Il primo anno di A1 comincia con la partenza di Crespi verso Siviglia e la promozione a head-coach di Alessandro Ramagli. Marco Atripaldi piazza tre acquisti importantissimi: il corteggiatissimo Segado “Cookie” Belcher uomo di punta del college di Nebraska, il playmaker dal grande talento offensivo “Mago” Malik Dixon, e “Tiramolla” Mike Batiste, che vedremo poi come uno dei migliori centri d'Europa al Panathinaikos campione d'Eurolega. All'ultimo minuto del mercato arriva uno dei più grandi idoli della curva: Andrea Niccolai, che con 16 punti trascina i rossoblù alla vittoria nell'esordio in A1. La Lauretana centra la salvezza con 14 vittorie e 22 sconfitte, e il 13º posto con 28 punti a +4 sulla retrocessione.
2002-2003: L'emozione dei play-off Dopo una partenza svantaggiata (1 vittoria e 8 sconfitte), la Lauretana prende il volo contro la Skipper Bologna al termine dell'andata. Tutto il talento di Jamel Thomas si accende di colpo (24 punti in 20′ contro la Fortitudo), e diventano determinanti Di Bella e, dalla panchina, Carraretto e Michelori. Il PalaPajetta diventa una fortezza quasi inespugnabile, anche grazie al duo sottocanestro formato da Jaacks e Sales. La Lauretana si conferma “ammazzagrandi”: nel ritorno cadono tutti tranne Siena e i campioni d'Italia di Treviso. Addirittura Biella centra i play-off con una giornata d'anticipo, con una vittoria di 30 punti sulla Virtus Bologna. Il cammino della Lauretana negli ottavi si chiude però alle pendici del Vesuvio in gara-3.
2003-2004: Biella ingrana la quinta nel ritorno È l'ultima stagione di Matteo Soragna in rossoblù, con la sua maglia numero 7 che verrà ritirata, prima di essere poi rispolverata nell'estate del 2009, quella del ritorno. Biella chiude all'11º posto, con le vittorie di Trieste che scaccia lo spettro retrocessione, Udine e Napoli che hanno portato la Lauretana a giocarsi a Roma le chance di play-off. È l'anno di DeMarco Johnson, dell'infortunio di Belcher (sostituito da Kyle Hill), e della partenza di Carraretto (dopo la vittoria su Messina) verso il Tau di Ivanović, all'epoca incontrastato padrone della Liga. Ironia della sorte, l'ultima partita è a Treviso, con Hill che impallina da ogni parte il canestro della Benetton (10/12 da tre) e Soragna che prende confidenza con la sua nuova casa.
2004-2005: La salvezza all'ultimo respiro L'anno 2004-2005 è soffertissimo, probabilmente il più complicato della storia del club, con la salvezza centrata per differenza canestri sul parquet della Climamio Bologna campione d'Italia, proprio mentre Livorno batteva Reggio Calabria. Un anno sfortunatissimo, in cui l'addio di Belcher per infortunio e il lungo k.o. di Di Bella rimangono splendide istantanee, come le vittorie casalinghe con Milano e Cantù, le prodezze di Austin, la resurrezione di Santarossa e Giovannoni, il rientro rabbioso e caparbio di capitan Di Bella, i voli di Minard ed il volto pulito di “Iceman” Black, australiano dal carattere straordinario fondamentale nel finale. Tutto fino alla festa del 30 aprile a Bologna, in cui si è festeggiato una salvezza meritata.
2005-2006: Dopo 11 anni Savio passa la presidenza a Verzoletto Si volta nuovamente pagina, con Di Bella che va a Bologna, Bougaïeff a Casale, Minard a Reggio Emilia, via anche Jaacks e Austin, e Aguiar che va a guadagnarsi minuti a Sassari. Ma a cambiare non è soltanto la squadra: dopo 11 anni di presidenza, Alberto Savio comunica il suo “passo indietro”, facendo spazio a Stefano Verzoletto, altro imprenditore biellese appassionato e tifoso, già nella compagine societaria rossoblù. Arriva Damon Williams, uno dei killer di Biella l'anno precedente, l'esperto e carismatico Frosini, il piemontese Garri, l'esuberante Cotani, il talentuoso Bremer, il cecchino Joe Smith e Thabo Sefolosha, primo rossoblù ad essere successivamente chiamato al Draft NBA. Cambia anche il main sponsor, che diventa Angelico. La stagione si chiude con l'8º posto e l'eliminazione ai quarti contro la Climamio.
2006-2007: Bechi e i 600 di Bologna Ramagli saluta dopo 5 intensi e bellissimi anni, ma in panchina si parla sempre livornese, con Luca Bechi promosso a capo-allenatore. La squadra è rivoluzionata: restano capitan Frosini e Cotani, a loro si affiancano Barlera, il giovane Porta da Livorno e il play della nazionale tedesca Roller. Sul fronte USA iniziano la stagione Coppenrath, Daniels e il duo da Louisville Gaines-Dean. A gennaio Ganeto va a Casale e Dean vola in Russia. Al loro posto tornano due amatissimi ex: Jamel Thomas e Stephen Black. Con loro Biella raggiunge la più alta classifica terminando 6ª e incrociando la Virtus nei quarti di finale: la partenza col botto della vittoria in gara-1 entusiasma e galvanizza i rossoblù, che arrivano a gara-5 a Bologna davanti a oltre 600 tifosi rossoblù. Biella scrive così un'altra bellissima pagina della sua storia, che registra anche l'addio di Atripaldi verso Treviso.
2007-2008: Un girone d'andata da secondi della classe