Le origini di Lucca: l'epoca preromana
La ricostruzione delle origini di Lucca è ancora oggi oggetto di controversie dottrinali. L'origine del nome, secondo Silvio Pieri, è incerta. Da studi toponomastici comunque più recenti e concreti, come spiega Riccardo Ambrosini, il nome Lucca ha riferimenti che portano a "bosco sacro" (latino lucus), "tagliare" (latino lucare) e soprattutto "spazio luminoso" (leuk, termine in uso nelle prime popolazioni europee e da cui derivano altri nomi di città, come S.Maria di Leuca, ecc.).
L'ipotesi iniziale, oggi considerata sempre meno veritiera, era quella di una radice celto-ligure luk, "luogo paludoso". Invece l'origine del nome, a quanto pare, riporta a un'area boschiva, deforestata per fare spazio alla luce o a una radura posta su un'isola fluviale di detriti del Serchio, in mezzo ad aree boschive, quale potrebbe essere effettivamente la situazione di Lucca ai suoi primordi, circondata dal Serchio e dai suoi rami. Secondo Isa Belli Barsali, che si rifà a diversi studi sull'antico corso del fiume, il primo insediamento avvenne infatti su un'isola del Serchio.Paolo Mencacci, nel suo "Lucca le mura romane", a p. 13 e seguenti, espone la tesi secondo cui Lucca sia stata costruita dagli architetti romani, fortificando "un agglomerato urbano già esistente, su una zona sopraelevata formatasi alla confluenza dell'Auser con il torrente Freddana". La posizione, leggermente sollevata rispetto al restante piano di campagna e "inter amnes", cioè tra i rami dell'Auser, avrebbe consentito di avvistare già in lontananza i nemici , nonché di garantire una difesa naturale mediante gli alvei dei corsi d'acqua che scorrevano intorno.
Difficile identificare l'etnia del primo agglomerato citato, per la scarsità di dati archeologici e letterari.
Gli insediamenti più antichi si ebbero quasi certamente già con le prime popolazioni europee, quindi con i Liguri e successivamente con gli Etruschi, i quali la utilizzarono come avamposto commerciale per l'espansione verso la valle del Serchio.
Già verso l'anno 1000 a.C. si hanno prove di estrazione e lavorazione del ferro, a conferma della presenza di popoli insediatisi nella piana occidentale del Serchio. Monete "lucchesi" contrassegnate da Λ (L greca) o da CC sono state rinvenute e sono databili fin dal IV secolo a.C..
Discussa è l'origine etrusca delle mura, in gran parte scomparse, ma rinvenute in alcuni punti della città. Anche il Matraia parla di "mura ciclopiche", d'altronde diffuse in altre città della Toscana. Il materiale costituente sarebbe il calcare bianco dei Monti Pisani da S. Maria del Giudice, che, per la sua durezza, avrebbe orientato verso questa tecnica costruttiva. Anche il Cianelli, nella sua Dissertazione prima del primo Tomo, a pagina 4 e segg. delle "Memorie e documenti per servire all'Istoria del Principato di Lucca", Lucca, 1813, parla di almeno due ritrovamenti di "smisurate pietre". Il primo, sito nelle fondamenta dell'albergo Pantera, avrebbe costituito un "ordine di mura" , dello stesso materiale marmoreo dei monti di san Lorenzo e di san Giuliano, dirette da oriente a occidente con un angolo diretto a meridione, l'altro, del 1809, si sarebbe avuto nel fondo della fabbrica detta L'Impresa e avrebbe portato alla luce macigni "della stessa qualità e meravigliosa grandezza", "di sedici, diciotto, venti mila libbre". Lucca, pertanto, avrebbe avuto mura dello stesso tipo di quelle delle altre città etrusche, come Volterra, Cortona e Perugia.
Riguardo all'origine etrusca Ciampoltrini rileva che i saggi in via San Paolino, condotti fra 2005 e 2006, hanno consentito di pervenire al ritrovamento di un insediamento etrusco nell'area dell'antico ospedale di San Luca, quindi all'interno della cerchia urbana romana. Questi potrebbero risalire a una data " posta fra la fine del III secolo e i primi due decenni del II secolo a.C.", quindi anteriormente alla fondazione della colonia, non smentendo la supposta origine etrusca del luogo, nello specifico all'epoca situato lungo uno dei rami dellAuser, similmente ad altri insediamenti etruschi reperiti lungo tutto l'Auser nella provincia lucchese .Giulio Ciampoltrini, NASCITA E FORMAZIONE DI UNA COLONIA LATINA: LUCCA 180-90 A.C., in ATLANTE TEMATICO DI TOPOGRAFIA ANTICA, p.77.
Epoca romana
È certo, anche se i resti a noi pervenuti sono relativamente rari, che le mura della Lucca "quadrata", costruita in blocchi regolari, sia di origine romana, come l'abitato, diviso da cardines e decumani. La cinta muraria durò fino ai primi secoli del nuovo millennio, lasciando fuori il borgo di San Frediano, che comprendeva all'epoca l'anfiteatro romano. Venne allargata nel secolo XIII da una cinta muraria che comprendeva la porta di San Gervasio nella parte orientale della città.
"Un settore dell’antica cinta muraria romana è inglobato nella parete della chiesa di Santa Maria della Rosa." "I saggi del 1935 portarono alla luce, sulla piazzetta della Rosa, quasi al vertice sud-occidentale della cerchia, un tratto di mura che fu smontato ed è oggi collocato sullo spartitraffico di Via della Rosa".
L'idrografia romana Da segnalare che, in epoca romana, sembra certo che il regime idrografico della piana lucchese fosse stato sapientemente regolato grazie a opere di regimentazione dei corsi d'acqua e/o di prosciugamento delle aree palustri, prima di procedere all'insediamento delle case coloniche. E infatti, l'epoca in cui avvenne la centuriazione è stata collocata a trenta anni dalla fondazione della colonia luncense, giusto il tempo di bonificare l'area e renderla una fertile pianura.
È stato ricostruito il corso del Serchio in epoca romana, cioè dell'Auser, grazie, ma non solo, alle ricerche di Marcello Cosci, confermate da Piccinini e più recentemente (2022) da Salvatore Basile, in rapporto agli insediamenti di età etrusca e romana. Il fiume si divideva subito a valle di Ponte a Moriano in due rami: di destra che dopo aver percorso la Piana giungeva quasi al piede dei Monti Pisani, sostanzialmente nel tracciato attuale del Serchio vero e proprio; di sinistra, che fluiva fra Monte Pisano e Cerbaie verso l’Arno, in cui s’immetteva al vertice settentrionale del meandro su cui nel XII secolo fu fondata Bientina.
La fondazione della colonia e la prima centuriazione La Lucca pre-romana sembra essere già alleata con i romani, come racconta Tito Livio. Il console romano Sempronio Longo, inseguito da Annibale durante la seconda guerra punica dopo la sconfitta romana del Trebbia (218 a.C.), nei primi mesi del 217 a.C. si rifugiò a Lucca, probabilmente perché già fortificata, mentre Annibale si unì ai Liguri.Tito Livio, Liber XXI, 59,10, in Ab urbe condita, come precisato da P.Mencacci in Lucca le mura romane, p. 13, 2001." Hannibal in Ligures, Sempronius Lucam concessit"
Tito Livio narra relativamente all'anno 180 a.C., anno in cui la storiografia unanime ritiene sia stata fondata la colonia di Lucca:
"Pisanis agrum pollicentibus, quo Latina colonia deduceretur, gratiae ab senatu actae; triumviri creati ad eam rem Q. Fabius Buteo, M. et L. Popilii Laenates "
senza peraltro specificare quale sia il nome della colonia dedotta nellagrum, messo a disposizione da Pisa, colonia etrusca alleata coi Romani nella lotta contro i Liguri-Apuani. Si ha quindi una deduzione di legionari veterani nella colonia - similmente a quanto documentato per Luni - e successiva bonifica e immediata centuriazione della città e della pianura lucchese.Tito Livio, Ab Urbe condita, Liber XIL, 13Ciampoltrini et al., 2009; Ciampoltrini, 2016 Nel 180 a.C. Lucca diventa così colonia romana di diritto latino. Sembra rilevarsi che la centuriazione urbana della Lucca quadrata continui all'esterno nella campagna,cfr. Giulio Ciampoltrini, La griglia di Igino. Nuovi materiali per la centuriazione di Lucca, in Atlante Tematico di Topografia Antica, 26, 2016, pp. 233-242 con una certa inclinazione, per la quale la griglia centuriata risulta ruotata di circa cinque gradi in senso orario poiché, secondo Sparvigna "l'inclinazione della griglia centuriata romana (limitatio) non era uniforme in tutto l'impero, ma veniva adattata caso per caso dagli agrimensori (gromatici) in base alla geografia del territorio, ai corsi d'acqua e alle vie di comunicazione preesistenti". Di contro il parere del Castagnoli. La necessità di una roccaforte in tale posizione era stata perorata nel 182 a.C. dal console Q. Fabio Labeone al Senato romano, a seguito delle notizie dei preparativi per la guerra che i liguri-apuani stavano approntando: ex Liguribus scripserat Apuanos ad rebellionem spectare, periculum esse ne impetum in agrum pisanum fecerent"Aveva scritto che, tra i Liguri, gli Apuani tendevano alla ribellione, e che vi era il pericolo che compissero un'incursione nel territorio pisano." citazione da Tito Livio, XL,1, suggerita da P. Mencacci, Lucca le mura romane, p.13, nota 18..
Sembra rilevarsi che la centuriazione urbana della Lucca quadrata continui all'esterno nella campagna, con una certa inclinazione, per la quale la griglia centuriata risulta ruotata di circa cinque gradi in senso orario poiché, secondo Sparvigna "l'inclinazione della griglia centuriata romana (limitatio) non era uniforme in tutto l'impero, ma veniva adattata caso per caso dagli agrimensori (gromatici) in base alla geografia del territorio, ai corsi d'acqua e alle vie di comunicazione preesistenti". Di contro il parere del Castagnoli. La necessità di una roccaforte in tale posizione era stata perorata nel 182 a.C. dal console Q. Fabio Labeone al Senato romano, a seguito delle notizie dei preparativi per la guerra che i liguri-apuani stavano approntando: ex Liguribus scripserat Apuanos ad rebellionem spectare, periculum esse ne impetum in agrum pisanum fecerent.
Nel 179 a.C., dopo un decennio di battaglie con risultati alterni, i romani, guidati da Quinto Fulvio Flacco e Aulo Postumio Albino, alla fine vinsero gli Apuani-Liguri. Secondo Ciampoltrini:" Dopo il 179 a.C., dunque, nuclei di Liguri-Apuani si trasferiscono – più o meno volontariamente – dalla montagna per colonizzare le terre della Valdinievole, il margine delle Cerbaie, la Piana di Lucca, conservando tradizioni e, come a Marlia, l’abbigliamento ‘etnico’ e costruiscono assieme ai coloni Latini reclutati fra chi già aveva questa posizione giuridica, nell’Italia romana, o fra gli Etruschi di Pisa – ritornata in possesso, almeno ‘di diritto’, della Piana dell’Auser – la nuova comunità che trova il riferimento politico, amministrativo, culturale nella città-stato di Lucca, fondata nell’anno precedente (180 a.C.)."
Di parere leggermente diverso il Mencacci, che ritiene che la fondazione di Lucca avvenne a valle dei territori degli Apuani-Liguri, Luca, in un territorio soggetto a Pisa, occupato da etruschi o da gente di origine etrusca; non ligure, come ritenuto fino agli anni 70 del secolo XXPaolo Mencacci, Lucca , le mura romane, 2001, p.9.
«Haec propter placuit Tuscos de more vetu acciri vates, quorum qui maximus aevo Arruns incoluit desertae moenia Lucae. (Lucano, Pharsalia, XXXVI,38, vv. 584-586)».
La seconda colonizzazione