LImpero partico o arsacide fu una delle potenze politiche e culturali iraniche nell'antica Persia.. Era retto dalla dinastia arsacide, fondata da Arsace I,. capo della tribù nomade scitico-iranica dei Parni, che fondò l'impero a metà del III secolo a.C. conquistando la Partia,: "Roughly western Khurasan" (all'incirca il Khurasan occidentale"). nel nord-est dell'Iran, una satrapia allora in rivolta contro l'Impero seleucide. Sotto Mitridate I di Partia, l'impero si espanse conquistando la Media e la Mesopotamia a danno dei Seleucidi. Al suo culmine (I secolo a.C.), si estendeva dall'Eufrate (odierna Turchia sud-orientale) all'Iran orientale. Era attraversato dalla Via della seta, che collegava l'Impero romano nel bacino del Mediterraneo all'Impero Han della Cina, e conobbe fiorenti traffici commerciali.

I Parti assorbirono vari aspetti delle civiltà dei popoli sottomessi, specie quelli delle civiltà persiana ed ellenistica. Con il passare dei secoli la civiltà persiana prevalse su quella ellenistica, che fu progressivamente abbandonata, anche se mai del tutto. I re arsacidi erano detti "re dei re" e si consideravano eredi dell'Impero achemenide. Ne differivano però per un sistema di governo più decentrato: molte regioni erano governate da re vassalli, non da satrapi. Con l'espansione dell'impero, la sede del governo fu spostata da Nisa, in Turkmenistan, a Ctesifonte, lungo il Tigri (poco a sud dell'odierna Baghdad, in Iraq); varie altre città furono capitali per breve tempo.

I primi nemici dei Parti furono i Seleucidi a ovest e gli Sciti a est. Tuttavia, man mano che la Partia si espanse a ovest, venne a scontrarsi con il Regno d'Armenia e poi con Roma. Roma e la Partia si contesero per secoli il controllo indiretto sul regno cliente d'Armenia. I conflitti tra le due potenze, combattuti in Armenia, Siria e Mesopotamia, finirono senza risultati decisivi, e nessun contendente riuscì a togliere territori stabilmente all'altro. Le frequenti guerre civili tra i pretendenti al trono partici furono più pericolose delle invasioni straniere, e l'Impero dei Parti cadde quando Ardashir I, un re vassallo dei Parti, si rivoltò contro gli Arsacidi e ne detronizzò l'ultimo re, Artabano IV. Nel 224 d.C. Ardashir fondò l'Impero sasanide, destinato a governare l'Iran e larga parte del Vicino Oriente fino alle conquiste islamiche del VII secolo d.C., anche se la dinastia arsacide si perpetuò nella dinastia arsacide di Armenia.

Le fonti native partiche, scritte in partico, in greco e in numerosi altri idiomi, sono assai poche se comparate a quelle sasanidi o achemenidi. A parte poche tavolette cuneiformi, ostraca frammentari, iscrizioni rupestri, dracme ed alcuni altri documenti, molta della storia dei Parti è pervenuta solo tramite fonti estere, greche e romane, ma anche cinesi. L'arte partica è considerata dagli studiosi una fonte valida per lo studio e la comprensione di quegli aspetti della società e della cultura partica che non sono trattati nelle altre fonti.

Storia Origini

Prima che Arsace I fondasse la dinastia arsacide, egli era il capo tribale dei Parni, una delle diverse tribù nomadi facenti parte della confederazione dei Dahae. I Parti erano una popolazione indoeuropea proveniente dall'Asia Centrale e risiedevano a nord della Partia.; ; ; . Quest'ultima era una provincia nord-orientale dell'Impero achemenide prima, e seleucide poi.; . La scarsa attenzione dedicata alle province orientali del loro impero dai sovrani seleucidi di Siria permise al satrapo Andragora di rivoltarsi e separare la Partia dal resto dell'Impero intorno al 247 a.C.; poco tempo dopo, intorno al 238 a.C., la Partia fu invasa dai Parni, condotti da Arsace I, che deposero Andragora e si impadronirono della regione, fondando così l'Impero partico, come narrato dallo storico romano Giustino:

Inizi dell'Impero dei Parti (dal 247-171 a.C.)

Non è chiaro perché la corte arsacide abbia scelto retroattivamente il 247 a.C. come primo anno dell'era arsacide. Alcuni studiosi, come Vesta Sarkhosh Curtis, asseriscono che il 247 a.C. fu semplicemente l'anno in cui Arsace venne nominato capo tribale dei Parni;. altri studiosi, come Homa Katouzian. e Gene Ralph Garthwaite,. sostengono invece che fu in quell'anno che Arsace conquistò la Partia ed espulse le autorità seleucidi; altri ancora, come Curtis e Maria Brosius,. ritengono che Andragora sia stato rovesciato dagli Arsacidi solo nel 238 a.C. Adrian David Hugh Bivar conclude che Arsace I conquistò la regione intorno al 238 a.C., ma "retrodatò i suoi anni di regno" al momento in cui i Seleucidi persero il controllo della Partia a causa della rivolta del loro satrapo Andragora (247 a.C.)..

Non è ben chiaro chi sia stato il successore di Arsace I, anche a causa delle discordanze tra le fonti: secondo i frammenti della Parthica di Arriano, alla morte di Arsace I gli succedette il fratello Tiridate I, a sua volta succeduto dal figlio Artabano I; per lo storico romano Giustino, invece, il successore di Arsace I fu il figlio Arsace II. In passato, sulla base dell'autorevole parere dello studioso polacco Jozef Wolski, la versione di Arriano è stata respinta a favore del racconto di Giustino da molta della storiografia moderna, per la quale Tiridate I era da considerarsi un sovrano leggendario e Arsace I avrebbe in realtà regnato dal 246 a.C. fino al 211 a.C., succeduto dal figlio Arsace II. Recentemente, tuttavia, la teoria che ad Arsace I succedette il fratello e non il figlio è tornata in auge in seguito al rinvenimento di un ostracon nel corso di scavi archeologici, che attesta che Friapazio fosse il "figlio del nipote di Arsace", suggerendo che effettivamente suo padre, Artabano I/Arsace II, non era figlio di Arsace I, come sostenuto da Giustino, bensì figlio del fratello, come sostenuto da Arriano. Sulla base di questo ostracon, Bivar conclude che la versione di Arriano non può essere respinta del tutto.. Gli studiosi sono tuttora divisi tra chi, come Katouzian, ritiene che ad Arsace I succedette il fratello Tiridate I, e chi, come Curtis. e Brosius,. sostiene che Arsace II fu l'immediato successore di Arsace I. Anche le date di inizio e fine regno sono incerte: Curtis sostiene che il regno di Arsace II ebbe inizio nel 211 a.C., mentre per Brosius ciò avvenne nel 217 a.C. Come osserva Bivar, il 138 a.C., l'ultimo anno di regno di Mitridate I, è "la prima data di regno della storia dei Parti che è possibile determinare con precisione.". A causa di queste e altre discrepanze, Bivar ha redatto due distinte cronologie dei re accettate dagli storici..

Negli anni successivi, Arsace consolidò la sua posizione in Partia e in Ircania approfittando del fatto che i Seleucidi erano impegnati in una guerra contro il re ellenistico d'Egitto Tolomeo III Euergete (r. 246-222 a.C.), che tra l'altro aveva invaso la Siria stessa e dunque non potevano concentrare le loro attenzioni sulle province orientali dell'impero. Il conflitto con Tolomeo, la cosiddetta Terza guerra siriaca (246-241 a.C.), consentì anche a Diodoto I di rivoltarsi e fondare il regno greco-battriano nell'Asia Centrale. Il successore di quest'ultimo, Diodoto II, formò un'alleanza con Arsace contro i Seleucidi; malgrado tale alleanza, i Parti furono messi in difficoltà dalla successiva controffensiva seleucide volta a riconquistare i territori perduti: Arsace fu temporaneamente costretto a ritirarsi dalla Partia dalle forze di Seleuco II Callinico (r. 246-225 a.C.),. anche se poi, dopo aver trascorso un periodo in esilio presso la tribù nomade degli Apasiacae, riuscì a sferrare una vittoriosa controffensiva che gli consentì di riconquistare il proprio regno.

Il successore di Seleuco II, Antioco III il Grande (r. 222-187 a.C.), fu incapace di intervenire immediatamente perché le sue truppe erano ancora impegnate a reprimere la rivolta di Molone in Media.

Antioco III lanciò una campagna massiccia per riconquistare la Partia e la Battria nel 210 o nel 209 a.C. Fallì nel suo intento, ma negoziò un accordo di pace con Arsace II. A quest'ultimo fu garantito il titolo di re (in greco antico: basileus) in cambio della sua sottomissione ad Antioco III e del riconoscimento della sua superiorità.; ; . I Seleucidi furono incapaci di intervenire ulteriormente negli affari partici a causa della crescente influenza acquisita dalla Repubblica romana in Asia Minore e della conseguente sconfitta seleucide a Magnesia nel 190 a.C. Friapazio (r. ca. 191-176 a.C.) succedette ad Arsace II, seguito a sua volta da Fraate I (r. ca. 176-171 a.C.). Fraate I governò la Partia senza alcuna interferenza seleucide.; .

Espansionismo (171-92 a.C.)

Fraate I ampliò i possedimenti del suo impero fino alle Porte di Alessandro, occupando Apamea Ragiana, il cui sito è tuttora ignoto.. Ma la più vasta espansione territoriale dell'Impero partico avvenne durante il regno del fratello e successore Mitridate I di Partia che Katouzian paragona a Ciro il Grande, fondatore dell'Impero achemenide.

Le relazioni tra la Partia e la Greco-Battria si erano nel frattempo deteriorate e le forze di Mitridate ne conquistarono due eparchie durante il regno di Eucratide I (r. ca. 170-145 a.C.).; . Volgendosi in seguito contro i Seleucidi, Mitridate invase la Media e occupò Ecbatana nel 148 o nel 147 a.C.; la regione era stata destabilizzata da una recente soppressione seleucide di una rivolta locale condotta da Timarco.; ; . A questa vittoria seguì la conquista partica di Babilonia in Mesopotamia; Mitridate batté moneta a Seleucia nel 141 a.C. e organizzò nella regione una cerimonia di investitura ufficiale.; ; ; . Mentre Mitridate si ritirava in Ircania, le sue forze sottomisero i regni di Elimaide e Characene e occuparono Susa. A quell'epoca, l'autorità dei Parti in oriente si estendeva fino all'Indo.; .

Mentre Ecatompilo era stata la prima capitale dei Parti, Mitridate scelse come proprie residenze reali Mithradatkert (Nisa, nel Turkmenistan), dove furono costruiti i sepolcri dei re arsacidi, Seleucia al Tigri, Ecbatana, e Ctesifonte, una nuova città da lui stesso fondata.. Ecbatana divenne la principale residenza estiva del re arsacide.; . Ctesifonte, invece, potrebbe non essere diventata la capitale ufficiale fino al regno di Gotarze I (r. c. 90-80 a.C.).; . Divenne il luogo dove avveniva la cerimonia di incoronazione del re e la città rappresentativa degli Arsacidi, secondo Brosius..

I Seleucidi non furono in grado di intervenire immediatamente in quanto intenti a reprimere una rivolta nella capitale Antiochia condotta dal generale Diodoto Trifone (142 a.C.).. Malgrado la rivolta di Trifone fosse ancora in corso, nel 140 a.C. Demetrio II Nicatore lanciò una controffensiva contro i Parti in Mesopotamia: il suo obbiettivo era probabilmente non solo la riconquista delle province perdute ma anche il reclutamento di truppe fresche da quelle regioni per reprimere la rivolta di Trifone. Malgrado taluni successi iniziali, i Seleucidi vennero sconfitti e Demetrio stesso fu catturato dai Parti e condotto in prigionia in Ircania. Qui Mitridate trattò il suo prigioniero con grande ospitalità, consentendogli di sposare finanche sua figlia, la principessa partica Rhodogune.; .