LAcaia (latino: Achaia) fu una provincia dell'Impero romano, in Grecia meridionale, che confinava a nord con le province di Epiro e Macedonia. Il suo territorio corrispondeva, in buona parte, con il Peloponneso.

Statuto

Ottaviano Augusto, nel 27 a.C., trasformò la Grecia nella provincia romana di Acaia, sulla base del progetto del padre adottivo, Gaio Giulio Cesare.Sul progetto cesariano di rendere la Grecia provincia romana, confronta Cicerone, Ad familiares, VI, 6.10; sulla realizzazione augustea, confronta Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, LIII, 12; Strabone, Geografia, XVII, 3.25.Maria Domitilla Campanile, Il mondo greco verso l'integrazione politica nell'impero, p.841. L'Acaia fu amministrata come una provincia senatoria da parte di un proconsole di rango pretorio, con alcune città, come Atene e Sparta, che conservarono persino il governo autonomo sul loro territorio.

In precedenza sembra che fosse un protettorato romano, facente parte della provincia romana di Macedonia (dal 146 al 27 a.C.). Sede del governatore provinciale romano fu eletta la Colonia Laus Iulia Corinthiensis (Corinto). Nel solo periodo 15-44, venne unita a Mesia e Macedonia come provincia imperiale.

Nei secoli II e III, la Grecia venne suddivisa tra le province di Acaia, Macedonia e Mesia. All'epoca della riforma tetrarchica dell'imperatore Diocleziano (tardo III secolo), la Mesia divenne una diocesi, governata da Galerio.

In età costantiniana, lHellas faceva parte della diocesi di Macedonia, mentre Teodosio I divise la diocesi di Macedonia nelle province di Creta, Acaia, Tessaglia, Epiro vecchio, Epiro nuovo e Macedonia. Le isole egee formarono la provincia di Insulae, nella diocesi Asiana.

Alcuni storici propongono datazioni diverse per la fine della Grecia romana, fra cui: il 330, anno in cui Costantinopoli divenne una delle capitali dell'impero romano; il 395, in seguito alla definitiva divisione delle due parti dell'Impero (quella occidentale e quella orientale) avvenuta alla morte di Teodosio I; il 565, anno della morte del grande Giustiniano, ultimo imperatore di madrelingua latina a salire sul trono imperiale. il 610/641, con il regno di Eraclio I, il quale, secondo diversi storici, riformò drasticamente l'Impero, compiendo il passo decisivo della trasformazione da Impero romano a bizantino.

Storia (146 a.C. - 395 d.C.)

Protettorato romano di età repubblicana (146 - 27 a.C.)

La regione venne annessa alla Repubblica romana nel 146 a.C., dopo una breve campagna militare condotta dal console Lucio Mummio e terminata con la distruzione di Corinto, la cui popolazione venne uccisa o resa schiava, e con il saccheggio della città, che fornì opere d'arte per le ville dei patrizi romani. Per la sua vittoria, Mummio ricevette lagnomen Achaicus, "conquistatore dell'Acaia". La Grecia divenne, quindi, un protettorato romano nel 146 a.C., mentre le isole dell'Egeo entrarono a farvi parte nel 133 a.C.

L'effetto immediato che si ebbe una volta che la Grecia venne sottomessa a Roma, fu la cessazione di tutte le guerre interne tra stato e stato.Adalberto Giovannini, La disintegrazione politica del mondo ellenistico, p. 767; Polibio, Storie, V, 104.10-11. Vero è che se alcuni membri dell'oligarchia senatoria furono sul piano culturale sinceramente filoellenici, sul piano politico Roma non considerò mai i Greci come suoi alleati o amici, ma come semplici sudditi, uguali a tutti gli altri. L'atteggiamento romano nei confronti della Grecia sembra che fosse improntato non tanto sul rispetto, ma sull'arroganza e disprezzo.Adalberto Giovannini, La disintegrazione politica del mondo ellenistico, p. 769. Sul piano culturale, Atene mantenne il suo ruolo di centro intellettuale, venendo però surclassata da Alessandria d'Egitto.

I Romani punirono severamente i Greci ribelli e, in Grecia come altrove, i Romani si preoccuparono di arricchirsi il più possibile, con la guerra, la tassazione o il commercio. L'atteggiamento romano poi, per tutto il resto, fu di grande indifferenza, tanto da portare la Grecia ad una situazione drammatica, dove la pirateria prese il sopravvento sulla parte orientale del Mediterraneo, trovando in Creta e Cilicia le sue principali basi logistiche. Da queste regioni i pirati organizzarono spedizioni sempre più ardite nel Mare Egeo, costruendo vere e proprie flottiglie, e compiendo razzie il cui obbiettivo principale era di porre in schiavitù intere popolazioni. Roma alla fine fu costretta ad intervenire, sebbene inizialmente non si fosse resa conto della politica distruttiva che aveva messo in atto, disinteressandosi della Grecia e degli stati ellenistici che gravitavano attorno ad essa. Si era inoltre reso necessario inviare in Macedonia le legioni romane per difendere i suoi confini dai continui attacchi delle popolazioni traciche e dalmatiche dell'ultimo terzo del II secolo a.C..Adalberto Giovannini, La disintegrazione politica del mondo ellenistico, pp. 770-771.

I successi ottenuti contro i pirati nel 102 a.C. da parte del consolare Marco Antonio Oratore,Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 68.1. che aveva condotto una campagna nell'area cilicia, portarono alla creazione di una seconda provincia romana, quella di Cilicia nel 101-100 a.C..André Piganiol, Le conquiste dei Romani, Milano 1989, p. 298.M.H.Crawford, Origini e sviluppi del sistema provinciale romano, in Storia Einaudi dei Greci e dei Romani, Ediz. de Il Sole 24 ORE, Milano, 2008 (vol. 14°), p.91. Sfortunatamente questi successi iniziali si risolsero in un nulla di fatto quando, nell'88 a.C. Mitridate VI Eupatore, re del Ponto, convinse molte città-stato greche a unirsi a lui contro i Romani.Appiano, Guerre mitridatiche, 27. E così l'Acaia insorse. Il governo della stessa Atene, formato da un'oligarchia di mercanti di schiavi e proprietari di miniere, fu rovesciato da un certo Aristione, che poi si dimostrò a favore di Mitridate, meritandosi dallo stesso il titolo di amico.André Piganiol, Le conquiste dei Romani, Milano 1989, p. 393. Il re del Ponto appariva ai loro occhi come un liberatore della grecità, quasi fosse un nuovo Alessandro Magno.

Lucio Cornelio Silla riuscì al termine di due duri anni di guerra ad allontanare Mitridate dalla Grecia e a sedare la ribellione, saccheggiando Atene nell'86 a.C.Appiano, Guerre mitridatiche, 31-41; Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 81.1; Plutarco, Vita di Silla, 12-16. e Tebe l'anno successivo,Appiano, Guerre mitridatiche, 30 e 54. depredando le città sconfitte delle loro opere d'arte.Appiano, Guerre mitridatiche, 39. Plutarco racconta che poco prima di assaltare la città di Atene, il tiranno Aristione tentò una mediazione con Silla:

E anche lo scoppio delle successive guerre civili romane combattute in Grecia, come la guerra civile tra Cesare e Pompeo e quella tra Ottaviano e Antonio, fecero precipitare il mondo greco in un periodo di grande sofferenza, lasciandolo alla fine spopolato e in rovina.Adalberto Giovannini, La disintegrazione politica del mondo ellenistico, p. 772.Plutarco, Vita di Antonio, 68; Jean-Louis Ferrary, La resistenza ai Romani, p. 836.

Provincia romana di epoca alto imperiale (27 a.C. - 285 d.C.)

Fu solo con la creazione del principato da parte di Ottaviano Augusto che, in Grecia tornò a regnare pace ed equilibrio. Il primo imperatore romano, nel 27 a.C., trasformò la Grecia nella provincia romana di Acaia, cosa che era stata progettata dal padre adottivo, Gaio Giulio Cesare. Dopo la sconfitta di Marco Antonio e di Cleopatra, Augusto separò la Macedonia dall'Acaia, rendendo quest'ultima provincia indipendente. Svetonio aggiunge che Vespasiano la trasformò in provincia, poiché in precedenza era una regione libera.Svetonio, Vita di Vespasiano, 8.

Fu soprattutto sotto il regno del suo successore Tiberio, che la regione conobbe benevolenza e benessere rivolto ai sudditi dell'impero romano. Egli, infatti, ridusse la tassazione alle province di Acaia e MacedoniaTacito, Annales, I, 76.2. e per due volte inviò aiuti alle città asiatiche duramente colpite da un terremoto, nel 17 e 27. I successori poi continuarono questa politica di grande disponibilità verso il mondo greco, in particolare Nerone (54-68) e Adriano (117-138) adottarono una politica filoellenica. Assieme allo studioso greco Erode Attico, Adriano iniziò un vasto programma di ricostruzione edilizia: abbellì Atene e restaurò molte delle città greche in rovina. Nei secoli II e III, la Grecia venne suddivisa tra le province di Acaia, Macedonia e Mesia. Giovannini aggiunge che: "Roma finì per assumersi... le proprie responsabilità nei confronti di un popolo che per due secoli aveva spietatamente umiliato e depredato".

Provincia romana di epoca tardo imperiale (285 - 395)

All'epoca della riforma tetrarchica dell'imperatore Diocleziano (tardo III secolo), la Mesia divenne una diocesi, governata da Galerio. In età costantiniana, lHellas faceva parte delle diocesi di Macedonia e Tracia, mentre Teodosio I divise la diocesi di Macedonia nelle province di Creta, Acaia, Tessaglia, Epiro vecchio, Epiro nuovo e Macedonia. Le isole egee formarono la provincia di Insulae, nella diocesi Asiana. Secondo la Notitia dignitatum, l'Acaia alla fine del IV secolo era retta da un proconsole, dato confermato da Zosimo e altre fonti antiche.Notitia dignitatum, dove che si legge che nella pars orientis vi erano soltanto due proconsoli, governatori rispettivamente di Asia e di Acaia.

Già sottoposta ad una serie di invasioni ed incursioni barbariche nel corso del III secolo, la Grecia visse, a partire dall'ascesa al trono di Diocleziano e fino all'epoca dell'Imperatore Valente, un'epoca relativamente tranquilla. L'invasione gota della Tracia, che culminò con la memorabile sconfitta di Adrianopoli (378) sembrò rimettere tutto in discussione. Teodosio I riuscì tuttavia ad arginare la marea barbara che rischiava di travolgere la Grecia e tutto il mondo romano. Alla sua morte (395) la parte orientale dell'Impero fu ereditata al primogenito Arcadio, e quella occidentale dal figlio minore, Onorio. Quella che doveva essere una spartizione di mero carattere amministrativo e militare come altre volte era accaduto nel corso di quello stesso secolo, si rivelò essere invece una divisione irreversibile fra Stati con interessi divergenti e talvolta anche contrapposti. Il mondo romano aveva perso per sempre la propria unità.

Da Roma a Bisanzio (dal 395)

La Grecia passò sotto la giurisdizione dell'Impero romano d'Oriente a seguito della definitiva divisione dello stato romano cui si è fatto precedentemente accenno. In quest'epoca, o forse ancor prima, subito dopo la fondazione o rifondazione di Costantinopoli (330), ebbe inizio il graduale trapasso della Grecia (e di tutte le province romano-orientali) dal mondo romano a quello bizantino in formazione.