La Lega italiana protezione uccelli, meglio nota attraverso l'acronimo Lipu riportato anche nella forma Lipu-BirdLife Italia, è un'associazione ambientalista italiana concentrata sulla conservazione della biodiversità, sull'educazione ambientale e sulla promozione della cultura ecologica.

Fondata nel 1965 la Lipu è tra le più antiche ed importanti associazioni ambientaliste italiane ancora in attività. Giuridicamente è un'organizzazione di volontariato, ente morale, ente in grado di svolgere ricerca scientifica nonché ente del terzo settore ed è stata riconosciuta come associazione ambientalista nazionale dal Ministero dell'ambiente. L'associazione è l'unico partner italiano di BirdLife International ed è membro anche dell'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN).

La Lipu gestisce sul territorio nazionale 26 oasi e nove centri recupero per la fauna selvatica; questi ultimi accudiscono complessivamente oltre animali all'anno. L'associazione dispone anche di un servizio di guardie venatorie volontarie per contrastare il bracconaggio.

Storia La fondazione La Lipu viene istituita con il nome di Lega Nazionale Contro la Distruzione degli Uccelli (Lenacdu) a Roma il 13 novembre 1965 dal filosofo e naturalista italiano Giorgio Punzo, con lo scopo di proteggere gli uccelli, promuovere la natura ed educare i giovani all'ambiente. Risulta pertanto una tra le più antiche associazioni ambientaliste italiane. La decisione di fondare la Lenacdu, anche semplicemente chiamata la Lega, viene presa da Punzo un giorno di primavera del 1965 quando, mentre indignato legge su un giornale la notizia della riapertura della stagione della caccia, un passero solitario gli si posa accanto. Lo scopo principale della Lega è contrastare lo sterminio degli uccelli in Italia, che avviene per via del bracconaggio, della cattiva agricoltura, della distruzione del territorio e soprattutto della caccia.

Le prime sedi della Lenacdu sono a Napoli, la città di Giorgio Punzo, a Roma, e successivamente a Firenze, su lungarno Guicciardini. Quest'ultima sede viene messa a disposizione dal British Institute of Florence, il cui appoggio alla Lega è garantito da Robin Chanter e Ian Greenlees, che saranno rispettivamente Segretario generale e Tesoriere della LENACDU. Tra le persone che hanno permesso alla Lega di svilupparsi nel suo primo periodo di vita si ricordano - oltre ai già citati Punzo, Greenlees e Chanter - Marta Fabris, Michele Camperchioli, Longino Contoli, Ermanno Rizzardi. Nel Consiglio direttivo della Lega figurano anche personaggi illustri, come lo scrittore Giorgio Bassani e il giornalista Ruggero Orlando. Si inizia a reclutare soci, a compiere divulgazione scientifica attraverso varie riviste e a svolgere le prime azioni di lobbying parlamentare, tra cui quella per vietare l'uccellagione.

Le prime lotte Negli anni Sessanta la caccia è molto diffusa in Italia (venivano abbattuti oltre di uccelli all'anno) e praticamente non regolamentata: si può cacciare tutto l'anno e uccidere qualsiasi animale. Nell'agosto 1967, grazie all'intensa attività di sensibilizzazione e protesta della Lega, viene approvata la legge 2 agosto 1967, n. 799 che, fra le numerose limitazioni, abolisce la caccia primaverile. È il primo grande successo della Lega.

Il 27 marzo 1968 viene mandato in onda dalla televisione svedese un documentario prodotto dalla LENACDU che mostra come in Italia i piccoli uccelli migratori vengano massacrati durante il periodo di caccia. Migliaia di cittadini svedesi, indignati contro quello che hanno visto, chiamano l'emittente televisiva minacciando di boicottare le vacanze nella penisola italiana. La situazione della caccia in Italia fa presto clamore in tutta Europa e oltre un milione di cittadini europei sigla una dichiarazione con la quale assicurano di boicottare le località turistiche italiane finché non venga vietata la cattura degli uccelli canori. La Lipu sostiene l'iniziativa e trasmette la dichiarazione al Senato della Repubblica.

Nel 1971 viene aperto un dibattito per scegliere il logo della LENACDU fra quattro candidati: il cavaliere d'Italia, il gruccione, il passero solitario e l'upupa. Si opta alla fine per l'upupa, particolare uccello migratore nidificante in Italia, in quegli anni oggetto di intensa caccia, la quale viene disegnata da Fulco Pratesi (fondatore del WWF Italia) come simbolo della Lega. Il nuovo logo inizia a diffondersi, approdando in vari programmi televisivi italiani, fra cui Portobello, Domenica in e nel 1985 a Pronto Raffaella?, in una puntata del quale il presidente della LIPU Mario Pastore iscrive Raffaella Carrà all'associazione.

Durante l'assemblea del 14 gennaio 1973 tenutasi a Firenze presso il British Institute of Florence, viene annunciato dal presidente Ermanno Rizzardi che i soci della LENACDU sono arrivati a . Nello stesso anno la Lega denuncia, sulla base di uno studio del Ministero dei lavori pubblici, la dilagante lottizzazione sul territorio italiano, in particolare nei territori del Lazio (come l'Agro Romano), e i conseguenti danni causati agli habitat di alcune specie a rischio. Sempre nel 1973 viene aperto a Parma il primo Centro Recupero per i rapaci, che presto diviene un simbolo nella cultura ambientalistica italiana. Fra i numerosi Centri Recupero, il cui scopo principale è curare animali selvatici (non solo uccelli) in difficoltà, che sorgeranno nel corso degli anni si ricordano il Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici (CRUMA) di Livorno e il Centro Recupero Fauna Selvatica (CRFS) di Roma.

La Lega cresce ancora Nel 1975 la Lega Nazionale Contro la Distruzione degli Uccelli (LENACDU) cambia nome in Lega Italiana Protezione Uccelli (abbreviata in LIPU), con il quale è ancora oggi conosciuta.

Nel dicembre 1977 la Lipu ottiene un'importante vittoria: sulla base di un testo proposto dalla stessa associazione, la Camera dei deputati approva la legge 27 dicembre 1977, n. 968, che rappresenta un miglioramento della normativa nazionale sulla disciplina della caccia, fino allora regolata da un vecchio regio decreto (R.D. 5 giugno 1939, n. 1016) tutt'altro che rigido. Sebbene i limiti della caccia rimangano piuttosto ampi, la legge alza l'età minima per la caccia dai 16 ai 18 anni, elenca le specie cacciabili (escludendo da queste i rapaci, i gabbiani, gli aironi e le oche) e definisce la fauna selvatica italiana «patrimonio indisponibile dello Stato», impegnandosi alla sua tutela «nell'interesse della comunità nazionale».

Il 1978 è un anno importante per l'associazione: la sede nazionale viene trasferita a Parma, dapprima nel garage di Francesco Mezzatesta, il Segretario generale dell'epoca (in sostituzione di Robin Chanter) e poi nella storica sede di vicolo San Tiburzio, dove l'associazione si dà una struttura più solida e viene dato avvio alla pubblicazione della rivista Uccelli.

Anche grazie al sostegno della Lipu viene emanata il 2 aprile 1979 dal Consiglio dell'Unione europea la Direttiva 79/409/CEE, detta Direttiva Uccelli, che regola la protezione degli uccelli selvatici attraverso la conservazione dei loro habitat e la riduzione di minacce umane. La direttiva prevede inoltre l'istituzione di zone di protezione speciale (ZPS) col fine di garantire la salvaguardia degli habitat delle specie migratorie.

Nello stesso anno nasce a Cuneo, in Piemonte, l'Oasi di Crava Morozzo, che rappresenta la prima area protetta nella storia della LIPU. L'Oasi è una zona umida di 300 ettari, rifugio di un centinaio di specie diverse, molto importante per gli uccelli migratori e per quelli che vi nidificano.

Nell'estate del 1980, sull'isola di San Pietro, in Sardegna, un gruppo di volontari della Lipu guidati da Fernando Spina organizza un campo antibracconaggio col fine di proteggere dai bracconieri gli esemplari di falco della Regina, allora a rischio di estinzione. La missione dei volontari riesce e i bracconieri vengono fermati dalla Guardia costiera. Il campo antibracconaggio si è poi ripetuto ogni anno e ha permesso al falco della Regina di ripopolare il mar Mediterraneo.

Durante gli anni Ottanta l'associazione si impegna a diffondere in Italia la pratica del birdwatching, largamente diffuso nell'Europa settentrionale, ma poco conosciuto nel nostro paese. Attraverso pubblicazioni, escursioni naturalistiche e corsi, la Lipu promuove la passione per gli uccelli.

Nella primavera del 1983 centinaia di soci e volontari della Lipu si radunano nei pressi dello stretto di Messina, il quale rappresenta un corridoio di passaggio per decine di migliaia di uccelli migratori (prevalentemente aquile, falchi, cicogne e avvoltoi) provenienti dall'Africa, con lo scopo di protestare contro l'attività di bracconaggio, che vede proprio nei monti Peloritani di Messina uno dei luoghi preferiti per la caccia.

Il riconoscimento giuridico e le conquiste più importanti Il 6 febbraio 1985, dopo quasi vent'anni dalla fondazione dell'associazione, il Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini, attraverso il D.P.R. 6 febbraio 1985, n. 151, riconosce la personalità giuridica e approva lo statuto della Lega Italiana Protezione Uccelli. Nello stesso anno succede ad Alberto Raponi nel ruolo di Presidente della LIPU Mario Pastore, che rimane in carica fino al 1996, anno della sua morte.

Nel 1987 nasce il settore Educazione ambientale, che si dedica al coinvolgimento di scuole e famiglie per ottenere un maggiore rispetto nei confronti della natura.

Nel 1980 la Lipu raccoglie firme per indire un referendum contro la caccia, ma la Corte costituzionale le invalida dopo avere definito il quesito referendario «vago». Nel 1989, insieme ad altre associazioni ambientaliste, la LIPU riesce nuovamente a raccogliere la quantità di firme necessarie, e il 3 giugno 1990 si svolgono tre referendum abrogativi di stampo ecologistico, di cui due interessano la caccia e uno i pesticidi impiegati nell'agricoltura. Oltre venti milioni di italiani si presentano alle urne, il 92,2% dei quali vota contro la disciplina della caccia. Il quorum, però, seppure per poco, non viene raggiunto in alcuno dei tre referendum.

Nel 1990 il Segretario Francesco Mezzatesta, al servizio dell'associazione per oltre vent'anni, viene sostituito da Marco Lambertini, che rimarrà Direttore generale sino al 1996, quando si trasferirà nella BirdLife International. A lui seguirà Armando Gariboldi, poi Nino Martino nel 2001, Elena D'Andrea nel 2003 e infine a novembre 2012 Danilo Selvaggi, attuale Direttore generale.

Negli anni novanta l'associazione continua le sue lotte e contribuisce all'approvazione delle leggi 6 dicembre 1991, n. 394, sulle aree protette, e 11 febbraio 1992, n. 157, sulla tutela della fauna selvatica, le quali hanno lo scopo generale, rispettivamente, di conservare la natura e tutelare le specie cacciabili, regolando l'attività venatoria. Gli sforzi della Lipu concorrono inoltre all'approvazione, compiuta il 21 maggio 1992 dal Consiglio dell'Unione europea, della Direttiva 92/43/CEE, detta direttiva Habitat, che si pone lo scopo di «[...] salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri al quale si applica il trattato». Affinché si attuino queste norme, la direttiva istituisce la rete ecologica Natura 2000, costituita da siti mirati alla conservazione di determinati habitat e specie, la quale svolge un ruolo fondamentale nella conservazione della biodiversità nei territori dell'Unione Europea.

Sempre nel 1992 la Lipu si dedica alle campagne per la protezione della marmotta e di molti uccelli migratori, in particolare la peppola e il fringuello, che rischiano di tornare vittime della caccia a causa delle deroghe alla L. 157/1992. Vengono raccolte oltre firme, che permetteranno, mediante un decreto del 1997, di escludere numerose specie di uccelli dalla lista delle specie cacciabili.