Biografia Di origini umili, durante la seconda guerra mondiale fece parte dell'O.S.C.A.R., un'organizzazione scout attraverso la quale riuscì a sfuggire alla chiamata alle armi riparando in Svizzera: qui venne assegnato a un campo di transito per esuli stranieri insieme a decine di ebrei, prigionieri di guerra e partigiani ricercati dai nazisti.
Già precedentemente affetto da una disfunzione metabolica che gli causava un anomalo sovrappeso, vide aggravarsi la sua situazione durante il periodo elvetico; in età adulta arrivò a pesare circa 200 kg.
Ritornato in Italia dopo la guerra, fece vari mestieri () finché nei primi anni 1950 riuscì ad aprire a Varese un proprio ristorante, "Da Vittorio", che riscosse un buon successo. Nel 1966 entrò in contatto col prevosto della città, Enrico Manfredini, che in virtù delle sue doti imprenditoriali gli affidò l'incarico di amministratore della basilica, della tipografia diocesana e delle opere parrocchiali; tramite lui si legò altresì a Comunione e Liberazione. Nel 1969 mons. Manfredini fu nominato vescovo di Piacenza e Pastori, dopo 15 anni di attività come ristoratore, cedette l'attività scegliendo di seguirlo. A Piacenza ebbe l'incarico di economo diocesano e del seminario.
Nel febbraio 1972 Pastori fece, su richiesta di mons. Manfredini, il suo primo viaggio missionario nel nord dell'Uganda, nella regione di Karamoja, terra molto povera dove già erano in essere progetti umanitari legati a CL. L'impatto con la fame e la miseria lo colpì profondamente, spingendolo di lì a poco a fondare a Piacenza il movimento Africa Mission, cui fece seguito dieci anni dopo l'organizzazione non governativa Cooperazione e Sviluppo ONLUS, allo scopo di veicolare aiuti alle popolazioni povere dell'Africa, e in particolare dell'Uganda; le due entità saranno poi riunite nell'ETS AMCD. Da allora compì 147 viaggi in terra africana, realizzando pozzi per l'acqua potabile, costruendo a Moroto la "cittadella della carità" che poi prenderà il suo nome e coinvolgendo nell'iniziativa di solidarietà anche altre città italiane. In uno dei primi viaggi lo accompagnò anche Sandro Pasquali, giornalista piacentino, che diventerà suo biografo.
Desideroso di abbracciare pienamente la vita missionaria, il 25 dicembre 1976 fu ordinato diacono ad Awach in Uganda, dal vescovo di Gulu Cipriano Biyehima Kihangire. Di lì a poco entrò in seminario e il 15 settembre 1984 (un anno dopo l'improvvisa morte di mons. Manfredini) lo stesso mons. Kihangire lo ordinò presbitero, in una cerimonia liturgica officiata al palasport di Varese. Il 12 aprile 1989 concelebrò la messa con papa Giovanni Paolo II a Roma.
Don Vittorione (come divenne comunemente noto per la sua possente stazza fisica) continuò nella sua opera umanitaria: sotto la sua egida dal 1992 furono inviati in Africa 92 aerei cargo, 265 container, 45 tir, 13 milioni di chili di generi di prima necessità, furono realizzati 1168 pozzi per l'acqua potabile e ne vennero riparati (anche nel sud Sudan) altri 1780. Vennero inoltre realizzati grazie a lui 18 progetti di sviluppo anche in altri paesi africani nei settori idrico, sanitario, agro-zootecnico, socio-educativo.
Dopo aver compiuto all'inizio del 1994 il suo 147º viaggio in Uganda, morì d'infarto poco dopo il rientro in Italia il 2 settembre 1994. Riposa nel cimitero della Rasa di Varese, frazione di cui era originario.
Note
Bibliografia Borruso, P., Catholic Italy and Post-Colonial Africa: the New Subjects of an Informal Commitment in the 1960s, Cahiers de la Méditerranée, 2014; (Giugno): 99-111
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Categoria:Chiesa cattolica in Uganda Categoria:Membri dell'O.S.C.A.R.