Figlio del re di Prussia Federico Guglielmo I (1688-1740) e di Sofia Dorotea di Hannover (1687-1757), fu uno dei personaggi più importanti e rappresentativi del suo tempo, incarnando l'archetipo settecentesco del monarca illuminato. La complessa azione di governo del suo Stato si svolse sul piano politico e militare, su quello dell'economia e dell'amministrazione statale e anche nel campo dello sviluppo delle scienze e delle arti. Il sovrano fu anche un musicista e un intellettuale di stampo illuminista, seppur controverso per alcuni dei suoi atti politici, e ricevette il soprannome di re filosofoFederico II il Grande di Prussia, “il Re filosofo”.
Con una politica espansionistica e con una serie di guerre aggressive il sovrano seppe far crescere nel corso di pochi decenni il piccolo regno prussiano da Stato di dimensioni regionali a una delle principali potenze europee. Condottiero del suo esercito, da lui rafforzato e preparato, abile stratega e tattico, Federico fu uno dei maggiori capi militari della storiaG. Ritter, Federico il Grande, pp. 176-184., molto apprezzato dai suoi soldati, da cui era soprannominato der alte Fritz, "il vecchio Fritz"Il soprannome diede il titolo a due film biografici su Federico diretti nel 1928 da Gerhard Lamprecht.
Biografia Gli anni giovanili Federico II, figlio del re Federico Guglielmo I di Prussia e di sua moglie, la regina consorte Sofia Dorotea di Hannover, nacque a Berlino il 24 gennaio 1712. Federico Guglielmo I era conosciuto popolarmente per essere un "re-soldato", avendo sviluppato un forte esercito e avendo costituito i famosi Granatieri di Potsdam, incoraggiando inoltre un governo centralizzato con assoluta autorità autocratica. La madre di Federico, Sofia, era una donna cortese, carismatica e molto acculturata, figlia dell'elettore Giorgio Luigi di Brunswick-Lüneburg, erede della regina Anna di Gran Bretagna. Successivamente Giorgio succedette alla regina Anna col nome di re Giorgio I di Gran Bretagna nel 1714.Voce Federico II il Grande sulla Treccani
La nascita di Federico venne accolta da suo nonno Federico I con inaspettato piacere, dal momento che già due dei suoi nipoti erano morti in tenera età. Il padre di Federico II, Federico Guglielmo I di Hohenzollern, aveva ricevuto un'educazione raffinata (aveva imparato il francese e il latino, aveva appreso a suonare il clavicembalo e il flauto traverso), educazione che aveva odiato e che aveva considerato solo uno spreco di tempo.. Federico Guglielmo desiderava che i suoi figli e figlie non venissero educati con i trattamenti riservati ai regnanti, ma a quelli del popolo. Non voleva anche che suo figlio perdesse tempo con il latino e la storia antica - tutta roba superata che non serviva a niente nel mondo moderno - o con il francese e la musica, che andavano bene per le donne e non per un soldato; in genere, niente libri, che secondo il sovrano servivano solo a mettere grilli per la testa.
Federico venne così allevato dalla nobildonna francese Madame de Montbail assieme ai suoi fratelli e sorelle. Federico crebbe perciò in un ambiente protestante (la Montbail era ugonotta) e imparò contemporaneamente il francese e il tedesco, lingua che però disprezzava; Federico Guglielmo immaginava tuttavia il figlio pieno di entusiasmo per la vita militare, desideroso di servire la patria come il più umile dei sudditi, e per questi motivi l'istruzione del figlio venne improntata alla massima severità, con lo studio della matematica, dell'economia politica, della lettura della Sacra Scrittura e con faticosi esercizi fisici.
Ma il figlio aveva ben altre aspirazioni: egli infatti era intelligente e colto, amante delle letture ed egli stesso scrittore, passioni queste che vennero coltivate segretamente con l'aiuto della sorella Guglielmina e del precettore, il calvinista francese Duran de Jandun, e che raffinarono maggiormente il suo animo in contrapposizione con la vita austera e militaresca della corte berlinese. Ben presto fra padre e figlio nacque una certa ostilità e il padre vietò al giovane di leggere i libri e di suonare il flauto traverso, una delle sue grandi passioni. A nove anni, con la complicità della sorella maggiore, Federico leggeva di nascosto romanzi francesi e imparò addirittura a leggere l'italiano.. Quando fu più grande, con l'aiuto di uno dei suoi precettori, si costituì una biblioteca segreta in una casa presa in affitto vicino al palazzo reale e lì mise insieme circa 3- libri. Federico odiava il padre e scriveva sempre lettere alla sorella prediletta, Guglielmina.Suo padre era considerato il ciccione, e Federico anelava alla sua morte. Una volta sembrò che stesse per succedere, ma il padre si riprese. Nello stesso periodo morì un altro principe tedesco e Federico scrisse: «Il Duca di Brunswick, essendo un uomo d'onore, ha avuto la decenza di crepare al contrario di qualcun altro». (in Federico il Grande, di Alessandro Barbero).
Sebbene Federico Guglielmo I fosse stato educato come un calvinista, temeva di non essere un eletto. Per evitare che suo figlio Federico avesse il suo stesso timore, il Re ordinò che al suo erede non venisse insegnata la teoria della predestinazione, dottrina che egli odiava. Ciononostante, sebbene Federico non si interessasse mai della religione, l'unica questione religiosa che in qualche modo lo appassionava era proprio la dottrina della predestinazione.. Alcuni studiosi hanno speculato che gli piacesse per fare un dispetto a suo padre.Giles MacDonogh, Frederick the Great: A Life in Deed and Letters., New York, 2001, St. Martin's Griffin, pag. 35, ISBN 0-312-27266-9
Principe ereditario
Nel 1732 la regina Sofia Dorotea tentò di organizzare un doppio matrimonio tra Federico e la principessa Amelia Sofia di Gran Bretagna e tra Guglielmina (sorella di Federico) e Federico, principe del Galles. Entrambi gli sposi erano inglesi, figli di suo fratello Giorgio II di Gran Bretagna. Temendo una così stretta alleanza tra Prussia e Gran Bretagna che avrebbe cambiato gli equilibri europei, il feldmaresciallo Friedrich Heinrich von Seckendorff, ambasciatore austriaco a Berlino, corruppe il ministro della guerra prussiano feldmaresciallo von Grumbkow e l'ambasciatore prussiano a Londra, Benjamin Reichenbach. L'accordo finale che ne scaturì per tentare di rompere questi legami, furono delle pretese presentate da Federico Guglielmo sull'acquisizione del Ducato di Jülich-Berg che portarono al collasso delle proposte matrimoniali.Reiners, p. 33
Federico trovò un grande alleato nella sorella Guglielmina, la quale gli rimase accanto per tutta la sua vita, oltre a coltivare una grande amicizia con il tenente Hans Hermann von Katte. Guglielmina riportava nei suoi diari "i due sono divenuti inseparabili. Katte è intelligente, ma non ha educazione. Egli serve mio fratello in ogni suo desiderio con reale devozione, e lo tiene informato di tutte le azioni del re."Crompton
Federico però era esasperato dalla vita di famiglia e dall'asfissiante controllo paterno al punto che decise, approfittando di un viaggio in Germania, di fuggire in Inghilterra con l'aiuto di due complici. Ma fu scoperto e punito duramente dal padre, che istituì un processo e minacciò addirittura di farlo giustiziare. Il futuro sovrano fu salvato dall'intervento dell'imperatore Carlo VI d'Asburgo. L'intervento imperiale non impedì al padre di rinchiuderlo nella fortezza di Küstrin e di giustiziare il migliore amico del giovane principe, il fedele Katte, alla cui decapitazione fu costretto ad assistere (l'altro complice riuscì a fuggire)L'episodio viene narrato nel film del 1935 I due re di Hans Steinhoff, film che fa parte del ciclo Fridericus-Rex-Filme dedicato alla figura del re prussiano. Da questo momento Federico cominciò a desiderare seriamente la morte del padre.
Federico filosofo e musicista
Nel 1739 scrisse in francese un'opera: lAnti-Machiavel, nella quale contestava il cosiddetto machiavellismo in politica in difesa del diritto naturale, della pace e di una politica umana retta e giusta; l'opera fu positivamente recensita dal filosofo illuminista francese François-Marie Arouet, detto Voltaire (con il quale il re intratteneva un rapporto di amicizia e corrispondenza), che la pubblicò in Belgio con alcuni rimaneggiamenti nel 1740. Federico si rifaceva nella sua filosofia anche allo stoicismo antico, in particolare alla figura dell'imperatore filosofo Marco Aurelio, del quale ambiva essere un emulo. Anche se durante il suo regno non sempre si attenne ai princìpi professati da giovane (ricevendo l'accusa di ipocrisia), e intraprese guerre di conquista (nonostante avesse sostenuto che «farsi dei nemici per poi vincerli sarebbe come fabbricare dei mostri per poi combatterli; è molto più naturale, più ragionevole e più umano farsi degli amici»L'antimachiavelli, capitolo XX), comportandosi spesso come un normale monarca assoluto, Federico cercò comunque di non tradire completamente le sue idee, riformando le istituzioni della Prussia in senso moderno e più libero.Commento a L'antimachiavelli, pag. 150, di N. Carli, 1995
Flautista e compositore, scrisse 121 sonate per flauto e continuo, quattro concerti per flauto e archi, quattro sinfonie e tre marce militari. Intrattenne anche rapporti di corrispondenza con Johann Sebastian Bach, al quale richiese d'improvvisare una fuga su un soggetto da lui stesso suggerito, durante una visita nel 1747 a Potsdam nel palazzo di Sanssouci (il cui nome significa "senza pensieri", costruito su disegno dello stesso re). In seguito Bach compose lOfferta musicale (Das Musicalisches Opfer BWV 1079): una serie di composizioni basate sul "tema regio" suggeritogli dal sovrano e dedicate per l'appunto a Federico stesso.
Il matrimonio e la vita personale
Per Federico fu il momento, dunque, di pensare al matrimonio e già suo padre aveva preventivato un'unione con Elisabetta di Meclemburgo-Schwerin, nipote della zarina Anna di Russia, progetto largamente osteggiato dal principe Eugenio di Savoia. Federico stesso si propose di sposare Maria Teresa d'Austria in cambio della rinuncia ai suoi diritti di successione sul trono prussiano, ma il principe Eugenio alla fine persuase Federico a sposare Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel-Bevern, protestante e imparentata anche con gli Asburgo, figlia del duca di Brunswick-Lüneburg (1680 – 1735) e di Antonietta Amalia di Brunswick-Wolfenbüttel (1696 – 1762).
Il 10 marzo 1732 Federico, grazie ai buoni uffici del plenipotenziario austriaco presso il padre Federico Guglielmo I a Berlino, conte Friedrich Heinrich von Seckendorff, si fidanzò ufficialmente con la principessa Elisabetta Cristina. Federico II e Cristina si sposarono poi il 12 giugno 1733 nel castello di Salzdahlum (Bassa Sassonia) ma il matrimonio non fu felice: la coppia non ebbe figli e presto i due si separarono di fatto al punto che Federico stesso scrisse in una lettera alla sorella: "tra noi non può esservi né amicizia né tantomeno amore". Quando Federico ascese al trono nel 1740 giunse addirittura a proibire a Elisabetta Cristina di recarsi in visita alla corte di Potsdam, garantendole invece la residenza del Palazzo di Schönhausen oltre ad alcuni appartamenti al Berliner Stadtschloss.