Leonardo S.p.A. è una società per azioni italiana a controllo pubblico, attiva nei settori della difesa, dell'aerospazio e della sicurezza. Il suo maggiore azionista è il Ministero dell'economia e delle finanze italiano, che possiede circa il 30% delle azioni.
Dal 1948 fino al 2016 fu denominata Finmeccanica, quando ha cambiato nome in Leonardo-Finmeccanica ad aprile 2016 e ha successivamente assunto l'attuale denominazione sociale dal 1º gennaio 2017. Dal 1º gennaio 2016 in Leonardo-Finmeccanica sono confluite le attività delle società precedentemente controllate AgustaWestland, Alenia Aermacchi, Selex ES, OTO Melara e Wass.
Nel 2024 Leonardo è la quattordicesima impresa di difesa del mondo ed è la seconda nell'Unione europea per grandezza, con entrate dal settore difesa che rappresentano il 75% del proprio fatturato. La società è quotata nell'indice FTSE MIB della Borsa Italiana. L'azienda è strutturata in cinque divisioni operative: elicotteri, velivoli, aerostrutture, elettronica e cyber security (ex sistemi per la sicurezza e le informazioni) e nel 2025 dopo la creazione di LRMV e dopo l'acquisto di IDV, si aggiunge la sesta divisione specializzata in armamenti terrestri.
Storia La prima delle società storicamente appartenute al gruppo fu la "Società delle miniere di mercurio del Monte Amiata", costituita con atto per notaio Giuseppe Capitani di Livorno in data 20 giugno 1897, Repertorio n. 9244, con le seguenti variazioni di denominazione e di ragione sociale: 1917, muta in "Monte Amiata Società Anonima Mineraria"Delibera assembleare del 6 agosto 1917, e rogito del dott. Teodosio Valagussa, coaudiutore del notaio Pietro Allocchio di Castano, Rep. 2436. 1949, in "Monte Amiata - Società Mineraria per Azioni"Delibera assembleare del 19 dicembre 1949., adeguando lo statuto alle disposizioni del codice civile 1974, in "Società Immobiliare e Finanziaria per azioni (SIFA)"Delibera assembleare del 29 marzo 1974, e rogito del notaio Alfredo Bandini di Olevano Romano Rep. 88900. con delibera assembleare del 30 aprile 1985 muta denominazione in "Società Immobiliare e Finanziaria per Azioni"Rogito del notaio Paolo Castellini di Roma, Rep. 12777. il 20 ottobre 1992 la "Società Immobiliare e Finanziaria per Azioni - SIFA" ha incorporato la "Finmeccanica - Società finanziaria per Azioni", modificando la propria denominazione in "FINMECCANICA - Società per azioni"Con atto per notaio Ignazio de Franchis del 20 ottobre 1992, Rep. 36151/7404..
Finmeccanica: periodo IRI (1948 - anni ottanta) Nata il 18 marzo 1948 come Società Finanziaria Meccanica, finanziaria caposettore dell'IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) per il settore meccanico, per molti decenni è stata una holding piuttosto diversificata; fino agli anni 1980 le principali aziende del gruppo erano: l'Aeritalia (nata nel 1969 dalla fusione della Società Italiana Aviazione, di proprietà della FIAT, dell'Aerfer e della Salmoiraghi, del gruppo Finmeccanica), attiva nella costruzione di aerei a corto-medio raggio nonché nella fornitura ai grandi costruttori di aerei civili e militari; l'Alfa Romeo (settore automobilistico), ceduta al gruppo FIAT nel 1986; l'Ansaldo, che, scorporate le storiche attività cantieristiche, era attiva prevalentemente nell'elettromeccanica (turbine, centrali, trasmissione) e nel settore ferroviario.
Nel 1991 SIFA (Società Immobiliare e Finanziaria per Azioni, ex Monte Amiata) incorporò per fusione la Finmeccanica.
Il progetto della "grande Finmeccanica" Dal 1982, con Fabiano Fabiani direttore generale e poi amministratore delegato, prende corpo il progetto della "grande Finmeccanica", cioè di centralizzare nella finanziaria pubblica le aziende italiane attive in settori tecnologicamente avanzati e conferire così una certa "massa critica" alla presenza italiana (pubblica e privata) in settori come le tecnologie spaziali, i sistemi di difesa, la robotica, la microelettronica, fino ad allora frammentata tra le finanziarie Finmeccanica, STET (IRI), e Finbreda (EFIM), in quanto, pur trattandosi di gruppi con il medesimo azionista (lo Stato), le varie aziende di fatto si muovevano autonomamente e la collaborazione tra di esse era minima.
Vi erano inoltre alcuni gruppi privati in difficoltà nei quali Finmeccanica acquisì partecipazioni (risalgono a quegli anni l'ingresso nel capitale dell'Aermacchi, acquisita completamente vent'anni dopo, e l'acquisizione delle Officine aeronavali di Venezia). Questo processo di centralizzazione fu lento e molto contrastato per le rivalità politiche nella spartizione degli incarichi ai vertici di aziende e finanziarie. Il 21 maggio 1987 l'azienda diventa Finmeccanica SpA.
A partire dal 1978, le società del gruppo Finmeccanica: Ansaldo, Oto Melara, Elsag e ElsagDatamat, con una scelta pionieristica per l'epoca, iniziano una collaborazione ventennale con il pittore ligure Rino Valido che progetta per loro spazi espositivi con grandi opere d'arte che univano estetica e tecnologia in contesti industriali, esplorando nuovi materiali e tecniche di produzione.Marco Vinetti e Rino Valido, Rino Valido, Il tempo e le opere, Il Geko Edizioni, 2024, ISBN 9788831244923, pp. 158-159.
L'acquisizione delle aziende dalla Stet Il primo risultato fu raggiunto nel 1989, quando Stet cedette a Finmeccanica tre aziende-chiave: la Selenia, attiva nelle tecnologie spaziali, nei sistemi radar civili e militari e nei sistemi di difesa (missili e siluri), che si fuse con l'Aeritalia per dare origine ad Alenia, poi diventata Alenia Aerospazio e infine Alenia Aeronautica; la Elsag (già Elettronica San Giorgio), attiva nella robotica e nell'automazione industriale; le quote nella SGS-Thomson, joint-venture italo-francese produttrice di semiconduttori, che negli anni 1990 prese il nome di ST Microelectronics e divenne uno dei maggiori gruppi del settore.
Nel 1990 acquisì le attività italiane del gruppo inglese Ferranti, che comprendevano aziende già in ambito Montedison come la fiorentina OTE (comunicazioni mobili), la milanese LABEN (spazio) e la Elmer (elettronica) di Pomezia.
Gli anni novanta Nel 1993 parte del capitale Finmeccanica fu aperto ai privati e l'azienda fu quotata in Borsa. Con la messa in liquidazione dell'EFIM e delle sue controllate, essa divenne polo aggregante dell'industria italiana della difesa. Nel 1994 Finmeccanica assorbì aziende storiche, controllate da EFIM, come la Breda Meccanica Bresciana (munizioni), la Oto Melara di La Spezia (artiglieria), la Officine Galileo di Firenze (sistemi di puntamento) e la Agusta di Samarate (provincia di Varese, elicotteri); nel 1996, dopo anni di estenuanti trattative con i liquidatori dell'EFIM, fu ufficializzato l'acquisto della Breda Costruzioni Ferroviarie, che andò a formare la AnsaldoBreda.
Gli anni duemila
Tra il 1999 e il 2000 Finmeccanica stipulò con la britannica Marconi (poi BAE Systems) la joint venture AMS, che raccoglieva le attività ex Selenia nell'elettronica per la difesa, e con GKN fu costituita la joint-venture AgustaWestland, che costituiva il secondo produttore di elicotteri al mondo. Dal 2001, sotto la presidenza di Pier Francesco Guarguaglini, la strategia di sviluppo di Finmeccanica si focalizzò nel settore dell'aerospazio e della difesa. Ulteriori passi in tale direzione furono: nel 2002-2003 le acquisizioni di Marconi Mobile (telecomunicazioni), Telespazio (trasmissioni satellitari) e della varesina Aermacchi (velivoli da addestramento militare); nel 2004-2005 la ridefinizione degli accordi delle joint-venture AgustaWestland e AMS, che portarono Finmeccanica ad assumerne il pieno controllo (rilevando così anche numerosi stabilimenti nel Regno Unito) ed a diventare la terza azienda europea per fatturato nel settore della difesa. Fuori da tale strategia rimanevano Ansaldo Energia, Ansaldo STS e AnsaldoBreda.
Finmeccanica inoltre possiede ancora una partecipazione (intorno al 10%) in ST Microelectronics e una quota del 14% nella Avio (già Fiat Avio), produttrice di propulsori aerei e navali, acquisita dal gruppo Fiat nel 2003. Dopo la messa in liquidazione dell'IRI nel 2002, il pacchetto di controllo di Finmeccanica è direttamente in mano al Ministero dell'economia e delle finanze.
Nell'ottobre 2008 viene finalizzata l'acquisizione (per 3,4 miliardi di euro) della DRS Technologies, società statunitense specializzata nel settore dei servizi e dei prodotti elettronici integrati per la difesa.
A seguito del processo di privatizzazione, il Ministero dell'economia e delle finanze è diventato il principale azionista, con una quota pari al 30,2% della società (dato aggiornato al 2016). Questa partecipazione è soggetta alla disciplina dettata dal DPCM del 28 settembre 1999, secondo la quale tale quota non può scendere al di sotto della soglia minima del 30% del capitale sociale. Nessun altro azionista può detenere una quota del capitale di Finmeccanica superiore al 3% senza l'approvazione del Ministero.
Nell'ottobre del 2012 la procura di Napoli apre un'inchiesta sul gruppo per, come scrive il GIP Dario Gallo nella sua ordinanza di custodia, un «preoccupante ricorso da parte di Finmeccanica e società collegate a pratiche corruttive per l'acquisizione delle commesse di governi stranieri». L'indagine riguarda una fornitura per un ingentissimo importo di navi fregata al Brasile e forniture di elicotteri e armamenti allo Stato di Panama. Sono indagati, per corruzione internazionale in riferimento a un presunto tentativo di mediazione nell'affare, anche l'ex ministro Claudio Scajola e il suo portavoce.
A seguito di un'ordinanza del giudice di Busto Arsizio, il 12 febbraio 2013 viene arrestato l'amministratore delegato e presidente Giuseppe Orsi, accusato di corruzione internazionale e del presunto versamento di tangenti per la vendita di dodici elicotteri al governo indiano. Nel 2019 Orsi viene completamente scagionato dalla magistratura italiana. Uomo-chiave della vicenda è il mediatore e faccendiere britannico Christian James Michel, accusato di riciclaggio dalle autorità indiane ed estradato da Dubai a novembre del 2018, secondo le fonti anonime del canale d'informazione indiano Republic TV.. Nota: Republic Tv trasmette il programma Patriot a cura di Gaurav Arya. Smentendo ripetutamente di conoscere o aver avuto legami di qualche tipo con la famiglia Gandhi, Michel accusa il governo Modi di aver proposto all'esecutivo italiano uno scambio politico fra il caso dei due marò e un passaggio di informazioni che potesse screditare il suo predecessore Sonia Gandhi, collegandola alla vicenda degli elicotteri Agusta Westland.
Il 13 febbraio 2013 il CdA di Finmeccanica nomina Alessandro Pansa amministratore delegato e conferisce la carica di vice presidente al consigliere Guido Venturoni.
Il 3 luglio 2013 il governo Letta designa come presidente di Finmeccanica l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro.
Nel dicembre 2013 Finmeccanica cede al Fondo Strategico Italiano il 39,55% della propria quota di capitale in Ansaldo Energia. Il restante 15% della quota Finmeccanica verrà ceduta entro il 31 dicembre 2017.
Gli anni duemila si caratterizzano anche per una riorganizzazione del gruppo, che attraverso la concentrazione a livello di gruppo in Finmeccanica Real Estate della proprietà degli immobili e impianti (strumentali all'attività operativa, e no) e relativa gestione ─ come la negoziazione delle forniture energetiche ─ e la centralizzazione in Finmeccanica Group Service degli acquisti non business critics, principalmente appalti e servizi non direttamente legati al prodotto finale.
Il 15 maggio 2014 l'assemblea degli azionisti Finmeccanica ha nominato un nuovo consiglio di amministrazione per il triennio 2014-2016. Alla presidenza del gruppo è stato confermato Gianni De Gennaro, mentre Mauro Moretti, già amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, è stato nominato amministratore delegato e direttore generale.