La pena di morte nella Repubblica di San Marino è stata in vigore, per legge, fino al 1865.
Storia La pena di morte era già prevista negli statuti del Trecento, mediante decapitazione in caso di omicidio o incendio doloso, o impiccagione in caso di tradimento, ma la sua ultima applicazione risale, secondo alcune fonti, al 1677 per un'accusa di omicidio, o al 1468, secondo altre, e secondo la dichiarazione ufficiale del governo depositata all'OSCE nel 2010.
La sua abolizione formale risale al 1848 e tale divieto rimase attivo per 5 anni. Nel 1853 venne reintrodotta in seguito all'omicidio del segretario di Stato, fino alla definitiva esclusione dal novero delle pene, in forza dell'art. 142 del codice penale del 1865.Codice Penale
Secondo Amnesty International San Marino è stato il primo paese europeo tuttora esistente ad abolire permanentemente e definitivamente la sentenza capitale. Il primo stato sovrano in assoluto ad abolirla era stato il Granducato di Toscana con l'emanazione del nuovo codice penale toscano, il 30 novembre 1786, ad opera del granduca Pietro Leopoldo d'Asburgo-Lorena, che però la reintrodusse quattro anni dopo all'atto del suo trasferimento a Vienna come nuovo imperatore.
Il 25 aprile 2003 la Repubblica ha ratificato il Protocollo della Convenzione Europea sui Diritti Umani, che vieta la pena di morte in qualsiasi circostanza, mentre il 17 agosto 2004 ha ratificato il secondo protocollo opzionale al patto internazionale sui diritti civili e politici.
Inoltre San Marino ha sponsorizzato la risoluzione delle Nazioni Unite per l'abolizione della pena di morte, approvata dalla Commissione per i Diritti Umani il 21 aprile 2004.
La pena massima di detenzione nella Repubblica di San Marino è di 35 anni.
Note
Voci correlate Pena di morte in Italia
Categoria:Storia di San Marino San Marino San Marino