La pieve di San Lorenzo si trova a Signa, in via degli Alberti

Storia e descrizione Ricordata fin dall'866, la chiesa dovrebbe essere sorta nello stesso IX secolo ed era un'aula ad abside unica, affiancata dal fonte battesimale. Nel 964 la chiesa, insieme all'altra pieve, quella di San Giovanni Battista, venne donata donata dal vescovo Rambaldo al Capitolo dei Canonici di Santa Maria del Fiore (detto di solito Capitolo Fiorentino).

Nel XII secolo la navata unica venne rialzata e la facciata ristrutturata. Alla fine del XIII secolo venne abbattuta l'abside romanica e fu edificato il transetto, in pietra nella parte inferiore e in mattoni nella parte superiore, come ben si vede all'esterno, dove sono monofore con ghiere decorate.

Entro il 1462, a seguito di un terremoto venne eretto il portico su alti pilastri di mattoni posto ai due lati della facciata e corrente lungo il fianco sinistro fino al campanile, anch'esso rimasto danneggiato.

Agli inizi del Cinquecento il lato sinistro del portico viene chiuso per diventare il lato destro dell'oratorio della Compagnia del Santissimo Sacramento e dello Spirito Santo.

Nel 1789, per volontà dell'arcivescovo Antonio Martini (1721-1809) e con l'assenso del pievano di San Giovanni, la chiesa venne acquisita dalla famiglia fiorentina dei Del Rosso nella persona del cavalier Marco di Giovan Andrea, con l'obbligo di restaurarla e di realizzare un cimitero a servizio della parrocchia. I nuovi proprietari praticamente trasformarono l'edificio sacro nella propria cappella di famiglia ed eressero una nuova abside, trasformando la precedente medievale. All'estinzione della famiglia, nel 1834 la chiesa passò alla Compagnia del Santissimo Sacramento e dello Spirito Santo.

Nel Novecento la chiesa fu restaurata nel 1947 e tra il 1971 e il 1974, quando affiorarono i primi resti archeologici romani dell'edificio chiesastico originario. Tra il 1986 ed il 1997 la chiesa fu oggetto di più campagne di ricerca archeologica, completati da interventi di restauro. Nel 1986 venne rifatta la pavimentazione e nel 1997 si provvide al consolidamento del campanile. Nel 1995 gli affreschi del tabernacolo quattrocentesco già presso l'angolo con via Garibaldi furono collocati in chiesa dopo un lungo intervento di restauro.

Descrizione

La chiesa si trova isolata circondata da un giardino e al colmo di una gradinata semicircolare è l'accesso al portico di ingresso alla chiesa. Il complesso ha una inusuale conformazione esterna in quanto costituto dalla chiesa a destra e dalla sede della Compagnia del Santissimo Sacramento a sinistra, quest'ultima sopravanzante rispetto all'altra, unite da un tetto. La torre campanaria, dotato di bifore nella cella campanaria, del XII secolo, in origine addossata al fianco sinistro della chiesa, oggi rimane occlusa dal volume della Compagnia. Sul fianco destro differenti materiali mostrano le successive vicende costruttive: dai conci in alberese, nella parte alta risalenti al XII secolo, alle murature in cotto fino all'intonaco utilizzato per il volume ottocentesco dell’abside.

La facciata della chiesa con profilo a capanna, aperta nella parte superiore sopra il tetto da una finestra circolare presenta, sul lato sinistro, un importante affresco con San Cristoforo, della fine del Duecento, conservato nella metà superiore. La parte superiore della facciata ha nel centro solo una piccola monofora intorno alla quale è una decorazione murale a riquadri di differenti colori, dello stesso periodo e forse opera di Corso di Buono. Sopra la porta è la lapide che ricorda i restauri effettuati da Marco del Rosso nel 1791. A lato della chiesa si vede la facciata della sede della Compagnia, stretta da due lesene angolari in muratura tinteggiata in grigio, aperta al centro dal portale trabeato in arenaria.

L'interno a croce latina consta di un'unica navata di origine romanica alla quale venne aggiunto in epoca gotica il transetto. Presso l'ingresso è la teca che custodisce la cassa lignea che fino al Settecento accoglieva i resti mortali della Beata Giovanna in San Giovanni Battista. La cassa, dipinta da Pietro di Gambassi nel 1438 come recita l'iscrizione sulla fronte, si rifa ai già rari coevi esempi di cassoni di destinazione privata e domestica, ma il suo utilizzo sacrale la rende ancora oggi un unicumAA. VV., Mostra di Arte Sacra Antica della Diocesi di Firenze, Fiesole e Prato, catalogo della mostra, Firenze, 1961..

Le pareti della navata sono ancora ricoperte di brani di affreschi medievali: sulla parete destra è una Madonna della Misericordia attribuita a Corso di Buono databile alla fine del XIII secolo, che mostra già, nel contesto del rinnovamento tra Duecento e Trecento, alcuni elementi naturalistici. Anche gli affreschi ornamentali a finte specchiature marmoree dell'arco trionfale sono attribuiti allo stesso pittore.Angelo Tartuferi, Firenze; Pisa, Sardegna, in Pittura murale in Italia. Dal tardo Duecento ai primi del Quattrocento, a cura di M. Gregori, Bergamo 1995, pagg. 47 - 48.

La navata e il transetto furono poi largamente affrescati nel corso del XIV secolo: sulla parete destra è anche un affresco attribuito al Maestro di Barberino con San Lorenzo che accoglie le anime del Purgatorio tra i Santi Pietro e Onofrio. Sulla parete opposta sono attribuite a Pietro Nelli un Martirio di San Sebastiano e figure di Santi, tra cui San Giuliano e di Santa Caterina, che conservano un'iscrizione con la data 1366.

Al termine della navata si conserva un ambone romanico ornato da sei riquadri intarsiati con marmo bianco e serpentino a motivi geometrici, forse databile alla seconda metà dell'XI secolo.

Nel transetto destro è un fregio con testine e busti di Profeti ed un frammento con un episodio della Vita di San Sisto Papa all'interno dell'altare a destra del presbiterio, facenti parte di uno stesso ciclo ed attribuiti anch'essi al Maestro di Barberino.

Nel presbiterio sono conservati interessanti dipinti cinquecenteschi: nella parete di fondo dell'abside è una tavola da Giovanni di Raffaello Navesi con l'Annunciazione, del 1582. Alle pareti sono appesi altre due pale: a destra è la Madonna col Bambino in trono tra i santi Lorenzo, Andrea, Giuliano e Antonio abate di Bernardino Monaldi, firmato e datato 1592M.M. Simari, Inediti di Giovanni Bizzelli e di Bernardino Monaldi, in Paragone, XLV (1994), 529-533 pp. 128 - 133., mentre a quella sinistra è la tela di Pietro Sorri con la Madonna in gloria tra i santi Giovanni evangelista, Lucia, la beata Giovanna e Lorenzo.

All'altare a sinistra del presbiterio è posto un piccolo dipinto con la Madonna con il Bambino e san Giovannino attribuito al Maestro del compianto di Scandicci e databile al 1517.

In controfacciata è invece un affresco dell'inizio del Quattrocento con la Madonna in trono col Bambino tra i Santi Stefano e Antonio Abate. Da notare il tabernacolo staccato del Maestro di Signa con la Madonna col Bambino fra San Miniato e San Giovanni.

Nella contigua Compagnia del Santissimo Sacramento e dello Spirito Santo, risalente al 1348, si trova la cassa lignea in cui era racchiuso il corpo della beata Giovanna, dipinta da Pietro da Gambassi nel 1438. La porta laterale è completata da una porzione della cancellata in ferro battuto eseguita nel 1673 per la cappella della beata Giovanna, oggi maggiore, in San Giovanni Battista.

Note

Bibliografia Cristina Acidini (a cura di), I dintorni di Firenze, collana "I Luoghi della Fede", Milano, Mondadori, 2000, pp. 114 - 116. ISBN 88-04-46793-2 AA. VV., La Chiesa di San Lorenzo a Signa, Signa 1999.

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